Racconti dal Neverending Tour - Parte 34
Roma, Palalottomatica 01-11-2003
Milano, FilaForum 02-11-2003
di Antonio Genovese

Appunti di viaggio sulle splendide giornate dedicate all'immenso Bob.

Roma, 01-11-2003

18:00 Incontro ai piedi del Palaeur con il foltissimo gruppo di Maggiesfarmiani capitanati dal grande Michele "Napulione vestuto con le mappine" (direbbe Totò). L'eccitazione di tutti (Elio, Sal, Michela, Leonardo, Carlo, Francesco, Luca "RollingThunder" e tantissimi altri) è palpabile.
I racconti sotto la pioggia di Elio sulle avventure romane di Sal sono a dir poco esilaranti, Michele ci racconta a sua volta il tentativo (ahi loro fallito) della sera precedente presso il locale dove ci sarebbe dovuto essere il fantomatico warm-up di Bob & band, ed il tempo passa relativamente in fretta.

19:30 Cancelli aperti: ci si fionda verso il parterre in prossimità del palco. Grazie ai consigli di chi è stato a Bolzano ci piazziamo avanti a destra in modo che la postazione (tastiera) di coLui sia ben visibile. Perdo di vista Leonardo (pare si sia posizionato sulla "fascia sinistra").
Si discute sulla presenza presunta di the Waifs (nemmeno l'ombra)

21:05 ---- who donned make-up ------ Bob Dylan !!
To be alone with you ---- La portentosa voce di Bob (la storiella del fatale deterioramento della Sua Voce non sta in piedi nemmeno per scherzo !) accompagnata dal caratteristico martellare ritmico sulla tastiera e dal potentissimo back-up della band, ci conduce attraverso un percorso affascinante con una set list più o meno standard nella quale non mancano prestazioni da incorniciare per la vita. Gli arrangiamenti per lo più rock-blues danno nuova vita ai brani ascoltati migliaia di volte ed il risultato è senza dubbio brillante.
Highlights della serata (per me):

- It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
- Man In The Long Black Coat
- Cat's In The Well (perchè tante critiche ???!!!)

In generale, quasi tutti i brani risultano "re-inventati" per l'ennesima volta e tramutati in fragorosissime versioni da leggenda rock.

Uniche note "quasi" negative:
-  Uh Bob a' chitarra addò l'hai lassata ?
-  Per Freddy: uh bello (ehm, ehm..) perchè non ti calmi un po' sui pezzi acustici ?

Note di colore: l'andatura barcollante da ubriaco sul palco di Bob vale il prezzo del biglietto. Madonna quanto è brutto Koella !

22:20 Alla fine del concerto ci ritroviamo a gruppetti ed i commenti entusiastici non si contano. Le espressioni di gioia e stupore di Sal e Michela non penso le potrò dimenticare per tutta la vita. Ancora una volta il miracolo si è ripetuto:
-  un vecchio e malandato "has been" rocker, antipatico, misantropo, bruttino (anzicchè no) che non sa cantare, non ha voce, non suona la chitarra (che non saprebbe nemmeno suonare), suona il piano (che suona ancora peggio della chitarra), sbaglia armonica, i suoi passaggi radiofonici sempre più rari, popolarità praticamente nulla, trascina la variegatissima folla (bambini,
giovani, adulti ed anziani) dei 10.000 del Palaeur ai suoi piedi !

22:30 Michele, Sal, Leonardo ed il sottoscritto prendono accordi per la trasferta milanese dell'indomani.
 

Roma, 2-11-2003

10:30 Si parte tutti e quattro per Milano con l'auto di Michele. Ci cimentiamo nel gioco che consiste nel citare, per una fissata lettera dell'alfabeto, canzoni dal repertorio di Dylan il cui titolo comincia con quella lettera. Nonostante i nostri sforzi, Michele ci ridicolizza con un pesante "tanto" a zero. Il Murino si muove a pietà e ci esorta ad unirci contro di lui (3 contro 1), ma è solo la sua stanchezza che ci consente di racimolare il punticino della bandiera (infatti alla ripresa del gioco Michele ci sbaraglia nuovamente)

12:15 Michele "concede" un'intervista real-time ad una radio milanese, dopo alcuni tentativi infruttuosi per trovare un ristorante (aperto o con un tavolo libero) nei pressi dell'autostrada in località Fabro, ci fermiamo in un Autogrill per rifocillarci.
La media tenuta fino a questo momento farebbe invidia alla tipica gita Napoli- Monte Vergine di un gruppo di pensionati.
Dopo pranzo Salvatore si addormenta come un bambino e come un bambino si sveglia dopo qualche ora un po' nervosetto e se la prende con tutto il mondo, e con particolare trasporto inveisce contro l'incolpevole Leonardo.

Milano, 2-11-2003

18:00 Arriviamo a Milano Linate dove Leonardo ed il sottoscritto ritirano l'auto noleggiata per il ritorno a Roma. Ci separiamo da Michele e ci dirigiamo ad Assago di gran carriera dove giungiamo alle 19:00. Dopo una breve perlustrazione, capiamo dove appostarci per infilarci (confesso) in modo truffaldino nella coda in ingresso al parterre. All'apertura dei cancelli la mossa strategica riesce (nessuno si accorge di nulla) e riusciamo a conquistare una buona posizione abbastanza vicina al palco. In
diverse fasi Sal & Leo si infilano nella bolgia per conquistare un posto di prima fila. Il sottoscritto rimane sul posto (è mio parere che nelle immediate vicinanze del palco il sound non sia dei migliori poichè si ascolta la musica dai dispositivi di ritorno per gli artisti piuttosto che dall'impianto canonico di amplificazione; sapete è un po' come la storia della volpe e l'uva). Comunque la scelta (obbligata) sarà vincente.

21:05 Again, To be alone with you ------ Se il concerto di Roma era stato grandissimo, quello di Milano fin dalle prime note appare inarrivabile.
Bob canta usando tutte le sfumature possibili della sua voce attuale con armonie da tempo dimenticate.
Il risultato su Desolation Row è sublime e nonostante un'incomprensione con Koella che si vede interrompere un assolo da Dylan che parte con una altra strofa cantata, rimarrà come uno dei momenti più emozionanti della mia vita al seguito del Maestro (non scherzo, nè esagero: ho le lacrime agli occhi).
La band ancora più che a Roma sfodera una performance di rock blues che fa danzare quasi incessantemente il pubblico che appare molto più "caldo" che a Roma (che strano !). Una bellissima ragazza caraibica si dimena accanto a me e ciò da' forza alla mia scelta di rimanere nella postazione iniziale (ovviamente, a parte tutto, il sound è infinitamente più definito e potente
a questa distanza dal palco).
Koella rimane più al suo posto quando è il momento lasciando spazio a Larry che dimostra tutta la sua infinita padronanza delle tecniche di arpeggio e strumming sui diversi strumenti a corde suonati.
Comunque fantastico è l'assolo "bluesy" di Freddy in Summer Days.
Prima che gli ancore facciano letteralmente vacillare il FilaForum (mi è sembrato stracolmo) ho il tempo di scambiare occhiate e gesti di pura estasi con Leonardo.
Dopo tanti concerti visti, dire che questo di Milano è stato il più bello pur essere un'esagerazione, ma se non il più bello è sicuramente tra i più belli !

22:30 Ci riuniamo Michele, Sal, Leonardo ed il sottoscritto per i saluti (Michele e Sal sono diretti a Zurigo beati loro, Leonardo ed io dobbiamo "avotare la testa al ciuccio" e ritornare a Roma e poi Napoli).
Il momento è immortalato da alcune foto scattate con la macchina di Salvatore (Sal, dove sono le foto ?) (Nota di Napoleon: eccole qui sotto)




Beh, il racconto finisce qui, in attesa di nuove puntate nei prossimi mesi (estate 2004, speriamo).

Un saluto a tutti i Maggiesfarmiani incontrati (e non) è stato bellissimo condividere con voi queste splendide emozioni.
In particolare un abbraccio ai miei compagni di viaggio ed al mio grandissimo amico Elio (forza Pompea !!)

Per finire avrei una proposta "oscena" per tutti Maggiesframiani (Michele non leggere!). Dal momento che il 1 giugno è il compleanno di Michele, è anche l'anniversario del sito Maggie's Farm ed il compleanno di Bob cade la settimana precedente, perchè non organizziamo in zona baricentrica (es. agriturismo in Toscana) una grande festa italiana di Maggie's Farm nell'intorno di quella data ?
Vi esorto a pensarci, avremmo più di 6 mesi per organizzare la cosa.

Alla prossima,

Antonio G.

Nota di Napoleon: io non ho letto... ma APPROVO!!!


Milano, FilaForum 02-11-2003
di Jerry


Maggiesfarmiani di tutto il mondo ciao, sono jerry. Comincio col dire che a Milano ho potuto soltanto intravedere Bob, per la scarsa sensibilità degli organizzatori che hanno confinato i disabili in una specie di gabbiotto molto lontanto dal palco. Detto questo passiamo al concerto. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal mal di schiena (vero, presunto si saprà mai?) di Dylan che ce lo ha fatto comunque scoprire in una veste insolita. L'attacco con To be alone with you mi ha lasciato sbalordito, così diversa dalla versione "pulitina" che si può ascoltare in Nashville Skyline. Un concerto di Dylan è un evento ogni volta diverso, gli arrangiamenti delle canzoni sono diversi (a proposito fa benissimo a cambiare, non avrebbe senso riproporre fedelmente Mr. Tambourine Man a quasi quarant'anni di distanza dalla prima incisione). A me è piaciuta anche molto la "nuova" "Desolation row", il travolgente rock & roll di Summer Days che ha scatenato tutti, me compreso ovviamente, e Dignity, un brano relativanente recente che sta diventando quasi un classico della produzione dylaniana. Il momento in cui ho quasi rischiato l'infarto è stato durante i bis, anche perchè, nonostante questo fosse il mio quarto concerto (dopo Aosta 92,  Milano 93, Lucca 97 ), non avevo nai sentito "Like a rolling stone" dal vivo, e l'impatto con L.A.R.S. in qualunque modo venga suonata non lascia MAI indifferenti. Mi spiace non esserci incontranti, ma ho "recuperato" questo concerto all'ultimo momento quando ormai ero convinto di non poter più esserci, comunque speriamo di conoscerci in qualche altra occasione. Infine una domanda che è anche una curiosità. Sono un collezionista, e un discreto  suonatore, di armonica, nel mio catalogo possiedo già quelle di  Fabio Treves, Big Bill Morganfield, Andy Just e Carey Bell, pensate che un'eventuale "scalata" verso il mio grande mito Bob Dylan possa avere in qualche modo successo? (vista anche la sua abituale ritrosia verso il pubblico, che tra l'atro condivido. Grazie per l'attenzione e per la pazienza. A presto, jerry.

Ciao Jerry
secondo me non sarà molto facile conquistare l'armonica di Bob... Se qualcuno sa come fare...
Speriamo di incontrarci in una prossima occasione...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Paris, Le Zenith, 13 Novembre 2003
di Roberto "Terrapin"


L'ultimo concerto di Bob nell'Europa continentale, prima della parte finale in Gran Bretagna.
Giungo comodamente col treno nel pomeriggio, quindi Metropolitana.
Però all'uscita dal metrò sbaglio strada e anzichè arrivare all'ingresso dello Zenith mi ritrovo sul retro, nel parcheggio dei TIR che portano l'attrezzatura per il concerto.
Ma non sono da solo: alcune ragazze sono lì, e non hanno sbagliato strada: una di loro è italiana e mi spiega che stanno aspettando Bob e la band! Infatti dopo poco arrivano i famosi autobus neri che salutiamo con entusiasmo, gli autisti ci rispondono affettuosamente, chissà se dietro i vetri oscurati sono altrettanto cordiali... E perchè no?
Ora è tempo di andare all'ingresso dove gli amici che hanno il mio biglietto sono in coda da tempo, anzi sono i "primi" davanti a uno dei 6 ingressi. Stasera avrò l'opportunità di godermi lo spettacolo dalla primissima fila, appoggiato alla sbarra!! Una esperienza che raccomando  a tutti, almeno una volta: suono perfetto e visione completa al 100%.

Apro una parentesi: sono dispiaciuto per le brutte esperienze capitate in altre date: nel mio caso e l'altra volta che ho cercato di agguantare il posto in prima fila (Collegno 98) sono stato benissimo, cioè nessun clima astioso e tantomeno violento, tutt'altro: abbiamo fraternizzato con amici nuovi, scattato foto, e chiacchierato amabilmente. Pertanto, mi riferisco a quanto capitato ad Elisa a Roma, c'è veramente da rammaricarsi che una banda di teppisti possa averti guastato, in parte, la serata. Aggiungo che è anche merito di una buona organizzazione (Parigi) l'aver disposto più porte, diluendo la pressione che si eserciterebbe su un unico ingresso. E se ricordo bene, a Collegno 98 furono addirittura i Carabinieri ad avere la saggia idea di imporre l'apertura delle porte quando la fila cominciava ad ingrossarsi.

Chiusa la parentesi torno a Parigi: dopo la corsa verso il palco, più o meno si ricompone la schiera degli amici vecchi e nuovi: signora parigina, universitaria tedesca, maturo padre di famiglia italiano, neo laureato polacco, maturo hippy americano, coppia di coniugi britannici, adolescenti francesi... insomma, the "nice Dylan people" cui sono orgoglioso di appartenere: nessuna barriera di età, razza o sesso, nessun antagonismo ma tutti tifosi per la stessa squadra!

Lo show: un'altra brillante serata di questo eccezionale tour europeo: per me è la terza data e ho sentito 28 canzoni diverse (mi sembra un buon numero): le novità di stasera per me sono state importantissime: "Señor", "Visions Of Johanna", "Down Along The Cove", "Maggie's Farm".
Ma non esito a dire che aver sentito per la 3a volta "The Lonesome Death Of Hattie Carroll", "Summer Days", "All Along The Watchtower" mi ha nuovamente entusiasmato come la 1a e la 2a volta.

Bob continua ad essere di grandissimo buonumore, particolarmente in sintonia con la band con cui piace ridere allegramente (mi sembra in particolare con l'ottimo batterista George Receli).
Il concerto ha avuto una pausa circa a metà: Dylan, con i musicisti, è sceso dal palco, promettendo che sarebbero tornati, cosa che hanno fatto dopo 1/4 d'ora. E con le batterie caricatissime, infatti hanno suonato il più lungo show in Europa, finora: ben 19 brani.

Dopo l'ultima canzone, per godere dell'ovazione tributatagli, Dylan ha fatto un passo avanti e quindi l'abbiamo visto studiare con il suo sguardo magnetico il "suo" pubblico, dando proprio l'impressione di scrutarci uno per uno... brrr.

Arrivederci al 2004, Bob, so che ritornerai perchè hai ancora tantissima energia e tanto da dire musicalmente, non sei pronto per il pensionamento.

Un carissimo saluto agli amici della Fattoria che ho conosciuto durante le date italiane e un grazie per i bellissimi momenti che abbiamo passato insieme.

Poi, oops, forse le mie righe state eccessivamente personali, chiedo scusa a chi si aspettava una recensione più ortodossa.

Roberto
"terrapin"


Milano, FilaForum 02-11-2003
di Zimmy "Nightingale"




Ciao Michele,
...chissà quante mail riceverai sui vari concerti italiani di Sua Maestà... nemmeno io posso esimermi... io sono stato al concerto di Milano e devo dirti che ero un po' preoccupato per lo stato della voce di Bob... dalle varie notizie che arrivavano sembrava fosse in uno stato pietoso!!!!
Beh... altro che pietoso... come hai detto tu ha sfoderato una voce potente... bella... Senza dubbio è stato un concerto a dir poco emozionante... le due ore del concerto sono letteralmente volate... Premetto che sono andato al concerto con colui che mi ha fatto scoprire Dylan e la sua musica... mio padre... è stato troppo bello... io e mio padre a cantare alcune canzoni... da LARS a All along the watchtower... da It's allright ma a Mr. Tambourine Man... con il nostro inglese non certamente perfetto (...a volte inventato!!!) ma estasiati da quell'omino che sembrava in alcuni momenti volesse distruggere il piano tanta era la forza e l'intensità con cui suonava... certo, con una band così... tutti i componenti sono davvero bravi... sono rimasto particolarmente colpito da Recile e da Koella... ma questo è un giudizio personale... certo che vedere Dylan interrompere l'assolo di Koella in Desolation Row è stato fantastico... nonostante tutto è sempre Bob a dettare i tempi... gli assoli possono essere belli quanto vuoi ma se decide che devono finire finiscono!!!
..a parte tutto... secondo te perchè l'ha interrotto??
...leggendo i vari racconti ho appreso che "eravamo" in tanti della Fattoria al concerto... e devo dire che sto leggendo e rileggendo i racconti che ti sono arrivati anche adesso... a distanza di quasi due settimane... non so perchè ma mi sembra di essere ancora lì, emozionato come un bambino, impaziente di vedere iniziare il concerto del Nostro, sicuro che sarebbe stato un evento irrinunciabile... l'evento dell' anno!!!!!!
...che dire di più... ho sperato fino all'inizio dei bis che Dylan suonasse due canzoni che mi fanno impazzire... Love minus zero e Stuck inside of mobile...purtroppo mi è andata male... certo mi sono rifatto con Desolation Row, che per me è stata la vera perla della serata, con It's allright ma... in cui sono andato letteralmente in estasi nel sentire dal vivo... But even the president of the United States sometimes must have to stand naked... e ovviamente con LARS in una versione abbastanza fedele all'originale... non più stravolta come in passato... una curiosità... alla fine di All along the watchtower, ha ricantato la prima strofa... è una cosa che ripete in ogni concerto oppure è stato un caso??... o un omaggio a noi??
...non mi resta che attendere nella prossima tappa del suo "neverending tour"... perchè stare senza di lui e senza i suoi concerti sarebbe come stare da soli... senza un posto dove andare... come un completo sconosciuto... come una pierta che rotola...
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
P.S.: ho ovviamente letto il racconto di Antonio (vedi primo racconto di questa pagina)  e approvo ank'io... visto che non conosco ancora nessun componente della Fattoria di persona, quale occasione migliore per incontrarsi???... festeggiando ben tre compleanni... e che compleanni!!!!!!
P.S.2: non ho resistito e ho comprato la locandina del concerto... l'ho già fatta incorniciare ed è entrata nella mia personale sezione Memorabilia...
Alla prossima
Zimmy "nightingale"

Ciao Zimmy
secondo me l'assolo di Koella interrotto è dovuto solo ad una incomprensione tra i due, credo... Che ci dicono i nostri esperti Antonio e Leonardo...?
Per quanto riguarda All along the watchtower, quella della strofa finale che è la ripetizione di quella iniziale è una cosa che Bob sta facendo da diverso tempo ormai... non è una novità.
Novità assoluta del concerto di Milano e che credo resterà unica è stata invece il verso "Hattie Carroll killed poor Hattie Carroll..." :o)
Scherzi a parte è stato un piccolo errorino perdonabile. Come quello di qualche tempo fa che voglio raccontarvi - se non lo avete ancora letto - in cui la band ha attaccato Blind Willie McTell ma Bob per errore ha iniziato a cantare (perfettamente sulla musica di BWMcT !!!!): "They're selling postcards of the hanging/They're painting the passports brown...". Cioè le parole di Desolation Row. Quando si è accorto dell'errore ha smesso di cantare e poi dalla seconda strofa ha ripreso con le parole giuste, quelle di Blind Willie McTell. Incredibile.
A proposito di locandine, visto che io non ne ho comprate, nè album, fascicoli, poster, gadgets vari... se avete voglia mandatemi delle scansioni - se ne avete comprati voi di articoli del genere - che le metto nella nostra sezione Memorabilia.
Ciao Zimmy e a presto
Michele "Napoleon in rags"
 
 

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