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parte 24 |
Palatrussardi, Milano - 19 Giugno
1989
di Matteo "Squirrel"
Da quando avevo scoperto Bob Dylan (1985), c'erano state alcune occasioni
per vederlo dal vivo ma, forse per la mia giovane età (classe ’71),
forse per altro, non ero ancora riuscito a vedere un suo concerto.
Nel giugno del 1989 ogni dubbio era svanito: io, mio cugino Alberto
e un altro Alberto mio amico (gli stessi con i quali continuo a vedere
ancora oggi i concerti di Bob... ma per il concerto del 20 aprile 2002
il cerchio si è allargato a una decina!!), eravamo su un treno che
da Genova ci portava a Milano; destinazione Palatrussardi, dove alla sera
avremmo finalmente assistito ad un concerto di Mr.Zimmerman.
La nostra eccitazione era altissima.. parlavamo costantemente dei vari
live che avevamo ascoltato (all’epoca si limitavano a quelli ufficiali)
e ricordavamo alcuni aneddoti di nostra conoscenza nei quali Dylan si era
distinto per la sua nota "antipatia" sul palco (si narrava con nostro terrore
che un paio di anni prima aveva suonato, non si sa dove, per 30 minuti
dopodiché se ne era andato!!).
In ogni caso nel primo pomeriggio eravamo già sulla collinetta
che affianca la struttura dell'ex Palatrussardi (ora Palavobis).
Bob Dylan!: quel nome per me era già un’icona, era come se sapessi
perfettamente che a distanza di 13 anni da quel giorno la mia passione,
che era già altissima, non sarebbe diminuita ma, se possibile, aumentata.
Quando entrammo, prendemmo posto nelle prime file. Ricordo con mia
sorpresa di aver immediatamente notato che le zone più alte delle
tribune erano state coperte con dei grandissimi teloni bianchi; l’affluenza
di pubblico prevista non era oceanica. Com’era possibile? Forse arrivavo
troppo tardi.. Bob Dylan a 48 anni era ormai considerato vecchio? Destinato
da lì a qualche annetto a ritirarsi nei ricordi soltanto di alcuni….un
piccolo dubbio mi venne.. Sicuramente pensai che quella sarebbe stata la
prima e forse ultima occasione di vedere un suo concerto, pensai che siccome
ero uno dei più giovani quella sera, ero destinato a rappresentare
anche uno degli ultimi in ordine cronologico che scopriva le splendide
canzoni di Bob.
Chiedo venia per la mia poca fede..ma ero giovane..e non sapevo…Alle
21 le luci si spensero.
Entrò nella penombra. Ricordo di aver provato una forte emozione
nel vedere di persona lui..Bob Dylan il mito! La stessa cosa è successa
al mio grandissimo amico Massy nel maggio 2000 sempre nello stesso luogo.
Neppure il tempo di rendersi conto che il concerto stava per cominciare:
un sound fatto di chitarre elettriche pure, grezze e ruvide allo stesso
tempo c’invase; Bob aveva uno sguardo deciso come il suono che stava producendo
con la sua band..
Una Tangled up in blue tiratissima: un battesimo con i fiocchi.
Subito dopo, un giro armonico che mi era familiare ma ancora non mettevo
a fuoco…You’re a big girl now!! Mio cugino si volta verso di me e dice:
”Ma non avremo mica sbagliato tournee??”.
La cosa che m’impressionò di quell’inizio fu il ritmo frenetico
del susseguirsi dei brani: stava eseguendo una perla dietro l’altra, in
modo quasi punk, senza fiatare, era come galleggiare in cima ad un mare
in burrasca.
Masters of war (quasi come in Real Live ma più bella!), una
Shelter from the storm da non credere..il gruppo si fermava, rimaneva solo
lui con la chitarra..recitava una strofa e alla fine quando diceva “shelter
from the storm” punteggiando bene le sillabe, rientrava la band con tutta
l’energia che Bob sapeva tirare fuori da loro.
Arrivò il momento che forse aspettavo di più: chitarra
e armonica in mezzo ad un palco buio.
Non si trattò comunque di un momento romantico o meno incalzante:
Mr. tambourine, Don’t think twice, Gates of eden e Knockin' furono uno
sprazzo anfetaminico; da lì in poi fu una tirata che per me durò
un paio di minuti tanto ero immerso nelle esecuzioni; ci furono una trascinante
versione di Like a rollling stone, e una splendida Silvio (unica concessione
al suo repertorio più recente).
Nei bis riprese in mano l’acustica per una insperata Blowin' in the
wind e una assolutamente inattesa (devo ammettere che quella sera non la
riconobbi) To Ramona per finire con una avvolgente All along the watchtower
che faceva quasi impallidire per determinazione la recentissima versione
dei suoi amici U2!
Bob chiude..dice thank you s’inchina e se ne va. Poff! Le luci si riaccendono..si
torna alla realtà ma tutti intorno mi sembrano ancora increduli.
Immagino lui già in camerino, tornato “normale” e calmo nel
giro di pochi secondi mentre noi tutti ci aggiriamo per il Palavobis ancora
visibilmente colpiti dalle sue note. Intravedo tra gli altri un ragazzo
conosciuto fuori dei cancelli. Ci aveva parlato di alcuni concerti che
aveva visto anni prima (Verona 84 e Modena 86 e non sembrava certo entusiasta
oltre che ottimista..). Il suo viso aveva un espressione completamente
cambiata rispetto a quella pacata e quasi distaccata del pomeriggio: ”LE
HA FATTE TUTTE E DA DIO!” mi gridò!
Beh…se il Bob Dylan che avevo paura essere ormai vicino alla fine dei
suoi concerti era questa specie di uragano che era passato dentro il Palatrussardi,
potevo tranquillizzarmi: sarebbe passato molto tempo ancora.
Per quanto riguarda il suo pubblico che sembrava andare via via scemando….:dico
solo ricordatevi di osservare a distanza di 13 anni da quel girono quanta
gente sarà presente il 20 aprile al Filaforum.
E per quanto riguarda l’età mi è già bastato vedere
frotte di 20enni con zainetti invicta che ad ogni recente concerto aumentano
sempre di più.
Sul treno di ritorno cantammo tutta la notte canzoni di Bob e non solo.
Alle 3 di notte alla stazione di Genova Principe mio padre ci aspettava
in macchina per riportarci a casa. Tentai di spiegargli a quale prodigio
avevamo assistito ma, mi resi conto che per lui (seppur di ottimo gusto
musicale) in quel momento era più importante andare\tornare a letto
prima possibile..
Rimasi “elettrico” per qualche giorno (cosa che mi capitò anche
dopo il concerto dei Pearl Jam nel 96 al forum)..dopodiché mi misi
alla ricerca di una registrazione del concerto; alla fine la trovai e l’ascolto
a distanza di qualche mese non mi deluse per nulla.
Matteo "Squirrel"

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