| Ed ora un racconto "retroattivo" di Andrea
Era nell'anno 1989 lo ricordo bene,quello dell'esame
di maturità.Avevamo appena terminato gli scritti e
non so come avevamo tra le mani due
biglietti del concerto di Bob Dylan in programma a
Milano,presso il fu teatro tenda Lampugnano,da
poco Palatrussardi.
Bob Dylan lo conoscevo a grandi linee.A dodici
anni ero rimasto folgorato da Budokan,l'album dal
vivo del grande tour mondiale del 1978.Shelter
from the storm,Mr.tambourine man in quelle versioni
mi piacquero subito.Certo i testi li capivo
e non capivo,ma ne coglievo la straordinarietà,la magia.Mi
piaceva la voce di quell'album,gli arrangiamenti
orecchiabili,quell'aria che emanava da grande tour
mondiale,celebrativo della leggenda di Bob.
Poi per lunghi anni le mie conoscenze dylaniane
rimasero le stesse.Ascoltavo i nuovi
album,Infidels,Empire Burlesque,Down in the
groove,Knocked out loaded,ma francamente la mia
attenzione finiva lì.Capivo in qualche
maniera che non era il meglio che Bob avesse prodotto,non
mancai una breve visitazione dei grandi dischi
del passato,ma tant'è, se ascoltavo qualcosa di Bob
con un certo spirito era sempre il vecchio
Budokan e niente più.
C'era poca gente quella sera al Palatrussardi,forse
tremila persone.Quel che sapevo era poco riguardo
quel tour.Si sapeva a grandi linee che era
partito un progetto che qualcuno aveva battezzato
"Neverending tour" e che le prime uscite americane
erano state accolte con entusiasmo.Arrivammo
un'ora prima,chiaramente spargendo voci fasulle
sulla nostra destinazione,dal momento che eravamo
sotto esame.Non tutti qui sanno,ma il Palatrussardi
è a poco più di trenta minuti di
autostrada,diritta,senza una curva ed arrivarci
non è proprio un'impresa.Ma sotto esame si sà,meglio
mantenere un'aurea di austerità.
Davanti al palco stazionava un manipolo di
amatori dell'oppio.Fumavano da una coppa con tuberie
strane,roba da partire per l'altro mondo,
direttamente, senza fermate intermedie.Ci piazzammo,quindi, di
fianco al mixer e decidemmo di stare lì
in piedi.La poca gente si guardava intorno un poco
stranita,forse delusa dal momento che a Milano
i concerti spesso si trasformano in una vera festa e la
gente spesso applaude con vigore e senza pudori.
Attorno alle 21 cominciò a muoversi
qualcosa sul palco,le luci si spensero ed entrò la band e poi
Bob.Gli applausi di rito,sembravano un poco
forzati,non convinti,più doverosi che sinceri.Non c'era
ancora il dischetto,divenuto oggi leggendario
ed obbligato, della Columbia Records.L'attacco fu
deciso.Il sound sembrava già dai primi
istanti avere colto tutti di sorpresa.Un basso ed una batteria
tirati,una chitarra solista austera e splendida.Riconobbi
Tangled up in blue,grazie a reminescenze che
mi arrivavano da chissà dove.Già
a metà canzone pensavo di stare assistendo a qualcosa di
incredibile.Bobby indietreggiava ogni tanto
verso una specie di tavolino e tirava su armoniche le
provava lontano dal microfono ed attaccava
con un assolo.Splendidi.Cantava con una voce
aggressiva,fissava la gente,ma guardava tutti
ad uno ad uno,con una grinta che non avevo mai visto
in nessun altro concerto altrui.Ebbi l'impressione
subito di trovarmi di fronte ad un "animale da
palco",ad un sublime professionista dello
show.Sembrava comandare a bacchetta gli
applausi,sembrava uno arrivato da un altro
pianeta."D'altra parte,pensavo tra me e me,questo ha alle
spalle tour che nemmeno mi immagino e di teste
ne avrà viste a milioni".
Il pubblico era in delirio.La fine di Tangled
fu salutata da applausi convinti e stupiti.
Per chi come me conosceva soprattutto Budokan,
Shelter from the storm rappresentò la capitolazione
finale.Sapevo di quest'arte di Bob di sapere
girare e rigirare le sue canzoni,ma francamente non mi
aspettavo tanto.Sembrava di correre su una
strada saltellante con Bob che alla fine si inventò un
finale di armonica esilarante ed entusiasmante.Scrosciarono
gli applausi.
Sedici canzoni e sedici trionfi.L'apice fu
Knockin'on.La band se ne andò via e lui attaccò da
solo.Cantò le due strofe,i due ritornelli.Intanto
la band ritornò sul palco.Tutti pensavano per il
prossimo pezzo.Invece un colpo di batteria
secco e ricominciò il ritornello con la gente che si alzò
dalle gradinate tutta assieme,cantando,gridando,applaudendo.
Sono passati dodici anni da allora e già
da molto possiedo tutta la discografia completa di
Mr.Zimmy.Quanto a Blood on the tracks,beh,ho
avuto modo di recuperare e di ascoltarlo un centinaio
di volte.E' un disco su come vanno qualche
volta le cose nella vita...
Due anni dopo quella sera, in un negozio di
dischi trovai una specie di boot intitolato "All the way
down to Italy".Lo presi al volo e vi trovai
immortalate sei canzoni di quel concerto milanese .A parer
mio la Tangled up in blue di quella sera è
la più bella di tutti i tempi,almeno stando alle versioni
disponibili registrate.Ascoltare per credere.Purtroppo
la knockin'on heaven's non è stata inserita.Io
penso che anche quella sia una delle migliori
cose mai sentite.Quanto a Shelter la versione è accattivante ma
la cosa più importante è che
alla fine di essa vi sono io che parlo e che dico al mio amico "Hai sentito
che roba???!!!!!...Divino,incredibile!!!!!!!!!!!!!!!!!".Evidentemente
i due microfoni che uscivano dal
mixer avevano registrato tutto.
L'esame?Beh,quello se interessa andò
bene.Il mio amico dice che rock del genere non si sente più da
nessuna parte.Mi ha rotto la testa con Things
Have Changed ripetendomi all'infinito che canzoni del
genere non le ha mai scritte nessuno.Dice
che sono rock-blues perfetto.Gli ho scritto un' e-mail "Ha
vinto l'Oscar",mi ha risposto che se l'aspettava.Lui
non è un fan,ma sa riconoscere le cose di maggior
valore.E' sempre in giro per il mondo:forse
Bob gli ha lasciato qualcosa di suo...
Il Neverending ad oggi è ancora più
vivo che mai.Non credo che debba stupire più di tanto.Bob sta
ritornando un poco in tutto il mondo.Non penso
dipenda da noi,penso piuttosto dipenda da lui.Da
quello che vuole fare e si sente di fare.Ne
sentiremo parlare ancora a lungo.Questo è fuori di dubbio.
Andrea |