RACCONTI DAL NEVERENDING TOUR 
BRESCIA & LA SPEZIA
By Matteo
BRESCIA


Bob in versione "cavaliere nero"... Come?... Foto così così?... Ma guardate che profilo, però...

Alla fine del concerto di Brescia ero veramente contento: contento di aver
assistito ad una grande performance del mio artista preferito, contento di
aver appurato che lui è sempre in grado di regalarci prove strepitose del
suo essere genio.
All'inizio tutto mi è parso un po' freddo: l'esecuzione di
Roving Gambler (molto meglio a Milano l'anno scorso), il pubblico seduto
davanti a me.
Bob si è scaldato via via fino ad avere gli amplificatori
valvolari belli pronti al momento di Maggie's fam quando si è capito che il
tempo stava volgendo al bello.
Bob con l'ormai leggendario assolo di Arpa (in quanto unico ed introvabile), si è trasformato nel nostro angelo musicale preferito e così è rimasto per una buona parte del concerto fino cioè a quando il pubblico non ce l'ha più fatta ed è scattato in piedi andando a tributare un'oretta di standing ovation al Nostro che a questo punto si è
trasformato da angelo che suona l'arpa in diavolo elettrico ed ha estratto
quel sound che non sai mai dove vada a prendere: Highway 61 ne è stata il
manifesto.
Il suo è un sound tipicamente Americano, è vero, ma nessuno riesce
mai ad ottenere un risultato così originale pur essendo tradizionale, così
personale pur essendo folkloristico...così fresco pur essendo
vecchio, ...così....... dylaniano!
Uscendo ho sentito un signore (non più giovanissimo) che era deluso dal concerto"troppo elettrico"... a lui era piaciuto all'arena di verona nell'84...
Ma non era stato un disastro??
Matteo Woodpecker "bis"


Le canzoni:

Roving Gambler - 6.5
The times they are a-changin' - 7.5
Desolation row - 7.5
Maggie's farm - 9.5
Just like a woman - 8
If you see her say hello - 6.5
Don't think twice it's all right - 9
Master of war - 7
One too many mornings - 7.5
Stuck inside of mobile - 7
Positively 4th street - 9.5
The wicked messenger - 9
Rainy day woman #12&35 - 9
Things have changed - 5.5
Like a rolling stone - 10
Knockin' on Heaven's door - 8
All along the watchtower - 9
I shall be released - 9
Highway 61revisited - 10
Blowin' in the wind - 9
 
 


Tony Garnier (al centro) colto ... in flagrante (e quello a sinistra?... Sarà mica Dave Kemper?... Mai visto bene in concerto con quel cappellaccio...)


LA SPEZIA

Venerdì 20 è stata una giornata triste per tutti, in particolare per noi
genovesi e non solo perchè per arrivare a La Spezia ci abbiamo impiegato più
di 4 ore (l'autostrada era chiusa).
Sono arrivato allo stadio assieme alle tragiche notizie  del pomeriggio e l'umore non era adatto per passare una serata di festa.
Mi chiedevo se Bob sapesse cosa stava accadendo così vicino e se l'argomento lo appassionasse o meno.
Dai primi accordi ho notato come il suo umore non promettesse niente di
buono per il proseguimento del concerto.
Sembrava quasi arrabbiato(e non con Larry come si dice), bloccato da uno stato d'animo che non gli permetteva di eseguire i brani come sa e come vorrebbe.
Più non riusciva ad abbattere questo stato d'animo e più le sue espressioni insoddisfatte peggioravano (ho avuto l'impressione che soffrisse abbastanza per non essere in grado di essere al meglio).
Il dubbio che la luttuosa cronaca della giornata potesse incidere , mi ha sfiorato quando, durante Love minus zero\no limit, ha ripetuto due volte la frase "...with no ideals or violence" e la seconda volta con un tono ed un espressione che era tutta una sottolineatura;
sottolineatura che si è ripetuta  in Tangled up in blue cantando ... "revolution in the
air...".
...Non so...forse è stata una suggestione che ha vissuto solo nella
mia testa... (qualcuno ha avuto le stesse impressioni?).
Il concerto comunque è proseguito alternando momenti elettrici poco esaltanti (eccetto per Gotta serve somebody) ad altri acustici molto migliori dove il carattere più intimo delle esecuzioni meglio si addiceva probabilmente al suo umore.
Verso la fine Bob mi è parso risorto e, grazie anche al calore di un
pubblico(tantissimi teen-agers!!!!) che mi è sembrato capire i suoi momenti
delicati e incitarlo maggiormante quando trovava degli sprazzi di grande
ispirazione, è tornato pienamente in forma per un interpretazione vocale
molto intensa di All Along the watchtower e, come a Brescia, una eccezionale Highway 61.
A quel punto era chiaramente vigoroso e voglioso di suonare ma la scaletta
era terminata con il brano che chiude ormai da rito (blowin' in the wind)...e
allora cosa succede??...un vera sorpresa: un vero bis, un regalo forse. 
Una "One too many mornings così delicata e ispirata che (dopo la versione di hard
rain) è stata la migliore mai sentita...grazie e a presto Bob!
Matteo Woodpecker "bis"


Le canzoni:

Duncan and Brandy - 6.5
The times they are a-changin' - 6
Mama you been on my mind - 10
Gotta serve somebody - 8.5
Make you feel my love - 5
Just like Tom thumb's blues - 4
Master of war - 5.5
Love minus zero\no limit - 5.5
Tangled up in blue - 8.5
Watching the river floor - 7
Tonight I' ll be staying here with you - 7.5
The wicked messenger - 7
Cat's in the well - 6.5
Country pie - 8
Like a rolling stone - 8
I shall be released - 7.5
All along the watchtower - 8.5
Knockin' - 8
Highway 61- 10
Blowin in the wind - 8
Rainy day woman #12&35 - 9
One too many mornings - 10

Ed ora un racconto "retroattivo" di Andrea

Era nell'anno 1989 lo ricordo bene,quello dell'esame di maturità.Avevamo appena terminato gli scritti e
non so come  avevamo tra le mani due biglietti del concerto di Bob Dylan in programma a
Milano,presso il fu teatro tenda Lampugnano,da poco Palatrussardi.
Bob Dylan lo conoscevo a grandi linee.A dodici anni ero rimasto folgorato da Budokan,l'album dal
vivo del grande tour mondiale del 1978.Shelter from the storm,Mr.tambourine man in quelle versioni
mi piacquero subito.Certo i testi li capivo e non capivo,ma ne coglievo la straordinarietà,la magia.Mi
piaceva la voce di quell'album,gli arrangiamenti orecchiabili,quell'aria che emanava da grande tour
mondiale,celebrativo della leggenda di Bob.
Poi per lunghi anni le mie conoscenze dylaniane rimasero le stesse.Ascoltavo i nuovi
album,Infidels,Empire Burlesque,Down in the groove,Knocked out loaded,ma francamente la mia
attenzione finiva lì.Capivo in qualche maniera che non era il meglio che Bob avesse prodotto,non
mancai una breve visitazione dei grandi dischi del passato,ma tant'è, se ascoltavo qualcosa di Bob
con un certo spirito era sempre il vecchio Budokan e niente più.
C'era poca gente quella sera al Palatrussardi,forse tremila persone.Quel che sapevo era poco riguardo
quel tour.Si sapeva a grandi linee che era partito un progetto che qualcuno aveva battezzato
"Neverending tour" e che le prime uscite americane erano state accolte con entusiasmo.Arrivammo
un'ora prima,chiaramente spargendo voci fasulle sulla nostra destinazione,dal momento che eravamo
sotto esame.Non tutti qui sanno,ma il Palatrussardi è a poco più di trenta minuti di
autostrada,diritta,senza una curva ed arrivarci non è proprio un'impresa.Ma sotto esame si sà,meglio
mantenere un'aurea di austerità.
Davanti al palco stazionava un manipolo di amatori dell'oppio.Fumavano da una coppa con tuberie
strane,roba da partire per l'altro mondo, direttamente, senza fermate intermedie.Ci piazzammo,quindi, di
fianco al mixer e decidemmo di stare lì in piedi.La poca gente si guardava intorno un poco
stranita,forse delusa dal momento che a Milano i concerti spesso si trasformano in una vera festa e la
gente spesso applaude con vigore e senza pudori.
Attorno alle 21 cominciò a muoversi qualcosa sul palco,le luci si spensero ed entrò la band e poi
Bob.Gli applausi di rito,sembravano un poco forzati,non convinti,più doverosi che sinceri.Non c'era
ancora il dischetto,divenuto oggi leggendario ed obbligato, della Columbia Records.L'attacco fu
deciso.Il sound sembrava già dai primi istanti avere colto tutti di sorpresa.Un basso ed una batteria
tirati,una chitarra solista austera e splendida.Riconobbi Tangled up in blue,grazie a reminescenze che
mi arrivavano da chissà dove.Già a metà canzone pensavo di stare assistendo a qualcosa di
incredibile.Bobby indietreggiava ogni tanto verso una specie di tavolino e tirava su armoniche le
provava lontano dal microfono ed attaccava con un assolo.Splendidi.Cantava con una voce
aggressiva,fissava la gente,ma guardava tutti ad uno ad uno,con una grinta che non avevo mai visto
in nessun altro concerto altrui.Ebbi l'impressione subito di trovarmi di fronte ad un "animale da
palco",ad un sublime professionista dello show.Sembrava comandare a bacchetta gli
applausi,sembrava uno arrivato da un altro pianeta."D'altra parte,pensavo tra me e me,questo ha alle
spalle tour che nemmeno mi immagino e di teste ne avrà viste a milioni".
Il pubblico era in delirio.La fine di Tangled fu salutata da applausi convinti e stupiti.
Per chi come me conosceva soprattutto Budokan, Shelter from the storm rappresentò la capitolazione
finale.Sapevo di quest'arte di Bob di sapere girare e rigirare le sue canzoni,ma francamente non mi
aspettavo tanto.Sembrava di correre su una strada saltellante con Bob che alla fine si inventò un
finale di armonica esilarante ed entusiasmante.Scrosciarono gli applausi.
Sedici canzoni e sedici trionfi.L'apice fu Knockin'on.La band se ne andò via e lui attaccò da
solo.Cantò le due strofe,i due ritornelli.Intanto la band ritornò sul palco.Tutti pensavano per il
prossimo pezzo.Invece un colpo di batteria secco e ricominciò il ritornello con la gente che si alzò
dalle gradinate tutta assieme,cantando,gridando,applaudendo.
Sono passati dodici anni da allora e già da molto possiedo tutta la discografia completa di
Mr.Zimmy.Quanto a Blood on the tracks,beh,ho avuto modo di recuperare e di ascoltarlo un centinaio
di volte.E' un disco su come vanno qualche volta le cose nella vita...
Due anni dopo quella sera, in un negozio di dischi trovai una specie di boot intitolato "All the way
down to Italy".Lo presi al volo e vi trovai immortalate sei canzoni di quel concerto milanese .A parer
mio la Tangled up in blue di quella sera è la più bella di tutti i tempi,almeno stando alle versioni
disponibili registrate.Ascoltare per credere.Purtroppo la knockin'on heaven's  non è stata inserita.Io
penso che anche quella sia una delle migliori cose mai sentite.Quanto a Shelter la versione è accattivante ma
la cosa più importante è che alla fine di essa vi sono io che parlo e che dico al mio amico "Hai sentito
che roba???!!!!!...Divino,incredibile!!!!!!!!!!!!!!!!!".Evidentemente i due microfoni che uscivano dal
mixer avevano registrato tutto.
L'esame?Beh,quello se interessa andò bene.Il mio amico dice che rock del genere non si sente più da
nessuna parte.Mi ha rotto la testa con Things Have Changed ripetendomi all'infinito che canzoni del
genere non le ha mai scritte nessuno.Dice che sono rock-blues perfetto.Gli ho scritto un' e-mail "Ha
vinto l'Oscar",mi ha risposto che se l'aspettava.Lui non è un fan,ma sa riconoscere le cose di maggior
valore.E' sempre in giro per il mondo:forse Bob gli ha lasciato qualcosa di suo...

Il Neverending ad oggi è ancora più vivo che mai.Non credo che debba stupire più di tanto.Bob sta
ritornando un poco in tutto il mondo.Non penso dipenda da noi,penso piuttosto dipenda da lui.Da
quello che vuole fare e si sente di fare.Ne sentiremo parlare ancora a lungo.Questo è fuori di dubbio.

Andrea


 
 
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