Racconti dal Neverending Tour: TAORMINA


Qui sopra il Teatro Greco di Taormina, luogo del concerto


Zimmy 135
"Then the volcano erupted..."
Da un'idea di Anna "Duck"
Realizzazione di Napoleon "Chick" in rags

 
 
Racconti dal Neverending Tour: 
PESCARA
by Sandro Naglia
Caro Michele,
se non ho letto troppo distrattamente le ultime nuove del sito, parrebbe proprio che io sia l'unico tra i Maggiesfarmiani ad avere assistito al concerto di Bob a Pescara. Non me ne stupirei troppo, poiché la gestione organizzativa di questo concerto è stata un po' particolare: il Teatro "D'Annunzio" (all'aperto) ha una capienza di soli 2200 posti, e per di più il concerto era inserito (anche se fuori abbonamento) in un festival di tradizione come il Pescara Jazz (tradizione un po' lontana da Bob, ma come saprai l'anno scorso nello stesso cartellone si era esibita Joan Baez). Per farla breve, il concerto era già virtualmente "sold out" prima ancora che si aprissero le prevendite dei biglietti. Un po' avventurosamente io ero riuscito ad averne due, uno per me e l'altro per la mia ragazza che voleva finalmente vedere dal vivo questo "mostro sacro" di cui le riempio le orecchie da un po' di anni.
  I biglietti, purtroppo, non erano del settore numerato, ma le tre ore d'anticipo sull'apertura dei
cancelli ci hanno permesso (oltre che di avere i migliori posti non numerati) di sentire il
soundcheck, e soprattutto di godere di un'atmosfera molto più rilassata e "familiare" di quella di altri eventi analoghi: il teatro è relativamente piccolo, in una posizione evidentemente non tale da scatenare paranoie persecutorie da parte di His Bobness e della sua organizzazione, le persone in fila erano sì e no un paio di centinaia all'apertura dei cancelli (buona parte dei posti era numerata e vi si accedeva da un'altra entrata) e piuttosto tranquille, e così ci siamo visti sfilare davanti, per accedere al teatro, praticamente tutto lo staff di Dylan, e poi (a piedi!) Larry, Charlie, Tony e il batterista David Kemper (che assomiglia moltissimo a Bob dieci anni fa', non trovi?), finché - UDITE UDITE - un'automobile è entrata portando al teatro Sua Maestà che mi è passato (accigliato e con aria torva) materialmente a un metro e mezzo di distanza, anche se per un attimo fugace (so di non
poter competere con altri dylaniati che, a quanto leggo, ben altri incontri ravvicinati hanno avuto in
questi giorni di tournée italica di Bob, e tuttavia rivendico, d'ora in poi, la mia appartenenza alla
ristretta cerchia di coloro che sono riusciti a essere a meno di 2m di distanza dal Nostro!).
  Ed ecco la scaletta del concerto:

1. Oh Babe,it ain't no lie (ac.)
2. Mr. Tambourine Man (ac.)
3. It ain't me, babe (ac.)
4. If not for you
5. Man in the long black coat
6. I'll be your baby tonight
7. Mama, you been on my mind (ac.; Bob all'armonica)
8. Masters of war (ac.)
9. Tangled up in blue (ac.; Bob all'arm.)
10.Watching the river flow
11.Not dark yet
12.Cold irons bound
13.Everything is broken
14.Love sick
15.Like a rolling stone
16.My back pages (ac.)
17.All along the watchtower
18.Forever young (ac.)
19.Highway 61 revisited
20.Blowin' in the wind (ac.)
21.Rainy day women n° 12 & 35

  Bob è stato molto poco espansivo sul palco, e peraltro anche piuttosto distratto nelle prime
canzoni, ma direi che non si è risparmiato: due ore e dieci di concerto con tredici canzoni in
scaletta (numero che a quanto pare ricorre spessissimo nei suoi ultimi concerti: scaramanzia?), e un doppio bis per il totale di altre otto canzoni. Le mie preferite della serata: "Mama, you been on
my mind" (con un bell'assolo di armonica), "Masters of war" e "Forever young".
  Una cosa veramente notevole è stata l'amplificazione: il miglior suono che io abbia mai sentito in un concerto rock, probabilmente favorito dalle dimensioni "ideali" del teatro e dalla sua acustica naturale.
  Trovo piuttosto divertente che Bob si circondi di due fior di chitarristi come Charlie Sexton e Larry
Campbell per usarli poi soprattutto come "chitarre ritmiche" (e qui apro una parentesi rifacendomi
alla polemica di qualche mese fa sulla posta di MF riguardo alle virtù chitarristiche di Bob: è
abbastanza ovvio ed evidente che Bob non sia Jimi Hendrix né Pat Metheny. Bob è Bob e basta,
COME IN TUTTE LE COSE CHE FA: non è certo un chitarrista mediocre, ma anche i "deprecati"
assoli di cinque minuti su n° 3 note spesso hanno quel "plusvalore" carismatico che è suo
caratteristico. Stesso discorso per l'armonica a bocca: certo non è Toots Thielemans, ma i suoi
assoli hanno una loro "unicità" e un loro stile perché lui è lui - si può ben dire: "imitato, mai
eguagliato". E chiudo parentesi). A Pescara Larry ha suonato anche la pedal steel guitar, e il violino
in "My back pages" (ho visto che in questo tour sta suonando di tutto: dal mandolino al
bouzouki...).
  Insomma: un bel concerto, anche se non il migliore che io ricordi, accolto con grande entusiasmo (devo dire che io temevo un po' per il pubblico "tradizionale" del festival). La mia ragazza è rimasta decisamente contenta, e io pure. Ti ho spedito un paginone del quotidiano abruzzese "Il Centro" dove si parla in maniera divertente del soggiorno di Bob a Pescara prima dell'esibizione (confesso di aver fatto "percorsi dylaniani" e appostamenti la mattina del concerto, ma senza troppo successo...).
Saluti da
Sandro Naglia


 
 
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