RACCONTI DAL NEVERENDING TOUR: NAPOLI

 
TOTO' E LEO NELLA FOSSA DEI LEONI - Parte Prima
By Antonio "Cat"

Eccomi qua! Dico subito che è stata una esperienza magnifica, eccezionale e per certi versi
irripetibile. E’ il mio primo concerto e sono teso... sono in compagnia di Leonardo il quale si
mostra molto più lucido di me... riuscirà nella titanica impresa di procurarsi un autografo da
Dylan. Ma andiamo con ordine.

IL PRIMA
 

La giornata non inizia bene, devo risolvere una rogna professionale che mi impone di alzare il
sedere dal letto alle sette di mattina. Per fortuna va tutto liscio ma, a mezzogiorno, già ho nelle
gambe un pò di stanchezza e so che pagherò questo imprevisto … ma non me ne frega niente.

Alle quattro e venti appuntamento con Leonardo al parcheggio dello stadio San Paolo e da lì in
dieci minuti siamo davanti alla Arena Flegrea. Siamo arrivati prima della security per cui non
abbiamo problemi ad entrare e dare un occhiata alla struttura. E’ un anfiteatro, oggi
rimodernizzato, realizzato nel ventennio, per cui ha uno stile neoclassico di stampo imperiale;
linearità delle forme, geometrie monumentali ed imponenti. Il primo colpo d’occhio è
impressionate ma alla lunga incominci a sentire una certa claustrofobia. E’ un vero peccato che
sia stata chiusa per tutto questo tempo, sembra un ottimo spazio musicale sia per la lirica che
per il rock mentre lo ritengo troppo “solenne” per accogliere gli spettacoli minimalisti tipo Jazz o
Folk. Arriva la security e nonostante le nostre preghiere ci invitano con gentilezza ad
abbandonare il luogo. Una volta usciti accertiamo la presenza di una decina di persone, tra cui il
“leopardato” (ha un’aria presuntuosa del tipo “ i song o primm fans è Bobbo Dìlan”) con figlia
(decisamente carina), un paio di polacchi, qualche anglosassone .... insomma se fossi un
veterano dei concerti di Dylan potrei dire “solita gente”.

Inoltre riscontro la presenza di un trio che proviene da Bari che si lamentano, giustamente, del
fatto che l’Eccellentissimo non viene mai portato nelle loro zone. Una signora del gruppo mi
racconta di aver visto almeno un concerto di Dylan di ogni Tour italiano dall’84 ad oggi. E’
bello ascoltare questi racconti, impari sempre qualcosa. Verso le sette-sette e mezzo quelli
dell’organizzazione ci propongono un affare che non possiamo rifiutare ossia assistere il
concerto dalla buca dell’orchestra posta alla base del fronte del palco. Non si discute nemmeno
.. si va!. Una specie di essere sottonaturale, un’incredibile Hulk alla napoletana, ci invita con
metodi da caporale a formare una fila per due. L’intento, manco a dirlo, va vuoto; per cui
assumiamo l’aspetto di una specie di transumanza che ha la fortuna (per altri), lungo il tragitto, di
passare davanti ad un tavolo apparecchiato dove lo staff di Dylan, tra cui Larry e Sexton, sta consumando un frugale pasto. Provo un certo imbarazzo, mi sembra di violare
la loro privacy per cui aumento il passo per evitare un certo fastidio personale. Ci mancava
poco che qualcuno dicesse “Buon Appetito” e quelli rispondessero “Favorite”.

Veniamo calati in questa specie di fossa con una certa pietà per cui provo subito la sgradevole
sensazione che da un momento all’altro si aprano buche dal pavimento e varchi dalle pareti
laterali  dalle quali entreranno bestie di ogni specie. E difatti qualcuno si rifiuta di scendere e si
accomoda in prima fila. Poi la mia poco invidiabile sensibilità esistenzialistica mi porta a pensare
che ci hanno messo in questo buco con la funzione di claque; pensiero che nasce da una voce
incontrollata che asserisce che siamo qui per volere supremo di sua Maestà o di un suo
cortigiano. Insomma uno strazio. Poi mi dico vaffanculo a tutti, compreso me stesso, voglio
stare qui perché voglio proprio godermelo questo concerto.

Mentre nella fossa il gruppo dei “chiamati” discute del più  e del meno e a volte anche del meno
e del più tra le quali spicca la descrizione di una figura mitologica che possiede ben 2000
bootleg (a questo punto mi domando se è in possesso anche delle poesie di natale del piccolo
Zimmerman), Leonardo esclama nelle mie orecchie:

“Guarda Dylan!!!!”

ed io “Dove?”;

“Là!”

“Là dove?”

Leonardo insiste a puntare il dito verso il luogo dove prima si consumava la cena della band ed
io, che continuo a non vedere nulla, penso: “sei un maleducato!, ricorda che chi si fa gli
allucinogeni da solo o è un ladro o una spia”.

Leonardo esasperato mi prende con la manina, metaforicamente, e mi accompagna nei pressi e
cosi posso, finalmente, ammirare le regali spalle di Dylan. Primo pensiero: “mmmm … che
figata!!! …”.

Lui elabora un piano strategico di attacco di cui, credo, vi racconterà personalmente i particolari
ed io ritorno al mio posto e sprofondo in pensieri metafisici-esistenziali dal quale vengo
risvegliato dal viso raggiante di Leonardo che riporta indietro la penna che gli avevo
precedentemente prestato e il retro della copertina di John Wesley Harding con su l’obliquo
autografo di sua Immensità in persona essa medesima. EVVAI!!!!! ANCHE LA SEZIONE
NAPOLETANA DI MAGGIE’S FARM HA IL SUO CIMELIO OLOGRAFO.

Leonardo m’informa poi, che la penna utilizzata per compiere il rito è quella che gli ho prestato.
Primo pensiero. “Ci faccio un bel altarino”. Secondo pensiero: “Michele!!!, il mio cimelio
(penna) e molto più lungo del tuo (cerino)” (… questa battuta potevo risparmiarvela … perché
fa tanto Martufello … ma spero in un atto d’indulgenza e che non cali su di me la vendetta del
Fattore). Terzo pensiero: “… se lo sapevo facevo benedire la mia MON BLANC della prima
comunione invece che questa volgare BIC mezza consumata…”. Nel frattempo l’Arena si
riempie e le grida e gli sparuti applausi segnalano l’arrivo di comici locali, soubrette, nani e
ballerine; capoccioni vari, roba della prima repubblica riciclata come ex comunisti ex
democristiani ex DJ; Bancari, manager rampanti e pianeggianti, qualcosa della seconda
Repubblica tanto per non dare nell’occhio con un’assenza completa … insomma per non farla
troppo lunga a tre metri da me c’era un bel party in stile Luna Caprese …. se c’era Peppino
con il pianoforte riusciva perfetto!!

Sono le nove e trenta ed i veterani sono nervosi … sentono che è il momento …

Un paio d’ore prima avevo sentito telefonicamente Anna che mi ha augurato un buon concerto
… Grazie …
 
 

IL DURANTE
 
 

Già da qualche minuto si sente l’odore dell’incenso poi, dopo l’annuncio, le ombre sul palco si
materializzano e con loro Bob Dylan. Non so da dove sia uscito ma me lo ritrovo davanti e….
basta!!!…  da questo momento in poi i miei ricordi, per circa un’ora, sono confusi …. un caos
… un disordine .. una disgregazione che è spiegabile solo per il forte impatto emotivo che ho
vissuto. Ho davanti a me l’uomo, che più di tutti, ha influenzato il mio pensiero e più di tutti ha
saputo dare un verso o un nome ad ogni singolo stato d’animo che ho provato nella mia
semplice esistenza … la felicità che provo è per certi versi inarrivabile e incalcolabile …
l’emozione è devastante e allo stesso tempo appagante.  Nella vita di ognuno di noi ci sono
emozioni del genere come il primo bacio, lo stare bene con una persona, una prova difficile che
viene superata, magari la prima trasgressione … insomma ci sono delle emozioni con la “E”
maiuscola che non si annullano e non si superano a vicenda ma convivono l’una accanto all’altra come in una sorta di Olimpo e alle quali il ricordo volge la propria attenzione in modo
particolare, con una sorta di rispetto e devozione perché in fondo sono sensazioni uniche ed
irripetibili al disopra di ogni legame con la realtà materiale e prive di ogni valore possibile
riscontrabile in natura. Non appartengono a questo mondo e pertanto sono indescrivibili … un
po’ come “il Tempo” per Sant’Agostino:

“Che cosa è allora il tempo?” chiede. “Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a
chi me lo chiede, non lo so”. Tutto qui… per cui non mi chiedete di più su quella prima ora …
non saprei spiegarvelo.

A svegliarmi dal mio torpore onirico trascendentale ci pensa Dylan  con “Don't Think Twice,
It's All Right” con un assolo di armonica sul finale che stupisce chiunque mi sia accanto persino
il bassista che, divertito, rivolge uno sguardo d’intesa con il batterista. Ci vuole uno stomaco di
seta per suonare e cantare una canzone di quarant’anni fa con la stessa intensità con la quale si
canta il proprio presunto capolavoro per la prima volta. Don't Think Twice ha il potere di
rendermi consapevole della fisicità della mia persona, dei miei vicini e del luogo in cui sono.
Credo che sia stato qui che ho chiesto, banalmente, a Leonardo di dirmi se era vero che stavo
ad un concerto di Dylan e che io mi chiamassi Antonio. E se ben mi ricordo è con Everything Is
Broken che il pavimento su cui noi “infossati” poggiavamo le nostre zampe ha incominciato a
tremare. Stupenda. Chiedo un attimo di pace, ho bisogno di rilassarmi ed eccomi accontentato
con Make You Feel My Love. Mi guardo intorno e scopro che alle mie spalle la gente e seduta
disciplinatamente e che i veterani da concerto hanno lo sguardo soddisfatto e quest’ultima cosa
mi inorgoglisce.

Con Cold Irons Bound e Rainy Day Women #12 & 35 il pavimento ricomincia a tremare e la
cosa che noto è che non solo sono ad un concerto di Dylan ma anche che sto ascoltando un
Rock di alta qualità e sto assistendo ad un esibizione che nel suo complesso appagherebbe
anche  palati più esigenti. Intanto alle mie spalle sento che il pubblico incomincia a montare il
proprio entusiasmo.

Pausa. Si fa per dire. Neanche il tempo di una sigaretta e Dylan è di nuovo sul palco. Country
Pie … tanto per gradire un altro ceffone elettrico in pieno viso. Con Like a Rolling Stone Dylan
chiama a raccolta tutto il pubblico e da questo momento in poi ogni fine canzone è una standing
ovation. One Too Many Mornings non l’ho riconosciuta e quindi mi fido e non mi è piaciuta
tanto, in realtà mi sono svegliato completamente per cui incomincio ad avere un minimo di
spirito critico. Poi il FINALE. All Along The Watchtower meno Hendrix è più lenta, Knockin'
On Heaven's Door stile originale. Splendida. Highway 61 Revisited. Delirio Totale. Io mi
dimeno salto e grido come mai in vita mia, e questo, per certi versi, è quasi terapeutico, tutta
una certa rabbia che hai in corpo la cacci fuori così, non  c’è nulla da fare. In una di queste
canzoni una splendida e bellissima coppia di ragazzi vestiti in maniera grunge balla (saremo un
centinaio in quella specie di trincea,  non di più, per cui c’era lo spazio) e Dylan addirittura si
scioglie e incomincia a guardare verso noi “infossati” e sembra guardarci ad uno ad uno.
Ognuno di noi può vantarsi di aver incrociati i suoi occhi ed è un ricordo che non dimenticherò
mai quanto ciò è accaduto a me. Non so come spiegarti girava lo sguardo in rassegna come
fanno i Presidenti della Repubblica davanti ad un plotone (da destra verso sinistra) e con un fare
come per dire “ma dove cazzo v'hanno messo!”. Poi su Blowin' In The Wind mi accorgo che
volge il suo sguardo magnetico, sulla sua sinistra a un cinque metri da me, in direzione di una
ragazza carina che era un po’ più isolata. Peraltro l’avevo notata anche io per cui annuncio alla
nazione che io e Bob abbiamo gli stessi gusti. E’ felice e soddisfatto Bob e si ha la conferma
quando raccoglie il mazzo di fiori e si avvicina all’orlo del palco per raccogliere una
standing-ovation colossale … Bel pubblico. Un pubblico così entusiasmante che è riuscito a
coprire la voce di Dylan durante il ritornello di Blowin'. Dylan si porta via i fiori .. un paio di
falsi allarmi … si riaccendono le primi luci … è finita.
 
 

IL DOPO
 
 

Primo pensiero: “… Cazzo … Sono Strafatto … una botta così era da anni che non la
provavo… ”.

Il dopo è fatto di voci su Hotel, di colpi di fortuna, di momenti giusti, di macchine passate o non
uscite, insomma solita routine da fine concerto.  Io dopo dieci minuti mi accorgo che il mio
corpo chiede credito … insomma sono stanchissimo fisicamente. Nonostante ciò, con
Leonardo, vado al Hotel Vesuvio ma arrivato lì me ne vado subito. Sono finito anche io. Cerco
di raccogliere qualche pensiero ma è inutile … domani … ci penseremo domani… se resterà
qualcosa lo ritroverò domani ...

Antonio Cat


 
TOTO' E LEO NELLA FOSSA DEI LEONI - Parte seconda
By Leonardo "Lion"

Ciao Michele,
ti invio il resoconto della grandissima giornata di ieri !

Giovedì 26 luglio 2001. Bob Dylan a Napoli. Bob Dylan nella mia città ...
Vorrei premettere che io ero assolutamente preoccupato per la riuscita del concerto, data la
presenza di un bel pò di invitati in abiti da sera e la natura di Dylan che vuole casino e fans vicini al palco. Alla fine, però, mi sono dovuto ricredere sia sulla sistemazione dei fans, sia sul pubblico,
sia, e per questo mi perdonerete, sul magnetismo e la forza scenica di Bob, che, alla fine, avrebbe
conquistato tutti ! Andiamo con ordine, però !
La giornata incomincia presto per me ed Antonio, che è stato con me per tutto il tempo. Ci
incontriamo alle 16:30 al parcheggio utilizzato per lo stadio San Paolo e ci dirigiamo verso la
Mostra D'Oltremare. Grazie ad Antonio, però, riusciamo subito ad entrarci e ci dirigiamo subito
verso l'Arena Flegrea. Non appena arriviamo vediamo un gruppetto di fans sulla sinistra della
struttura, ma noi ci dirigiamo verso destra, attirati da uno dei pullman dello staff. A quel punto diamo una sbirciatina nel retro dell'Arena e ci accorgiamo che è aperto. Ci andiamo (naturalmente) ed arriviamo fino al palco, ma siamo subito mandati via da un ragazzo della security. Invece di andare via, però, andiamo verso gli spalti e, indisturbati, ci sediamo. Sul palco si accordano gli strumenti, si prova l'acustica delle attrezzature e cose del genere. Intanto io ed Antonio parliamo un pò, ci scambiamo qualche CD e ci guardiamo un pò in giro. Incomincia ad arrivare qualcuno della sicurezza (dato che noi eravamo arrivati prima di loro !), ma che non ci fa alcun problema. A questo punto dobbiamo decidere, però. O stiamo sugli spalti fino all'inizio del concerto per avere i posti migliori, sperando che nessuno ci mandi via, o andiamo fuori a fare la fila per lo strappo dei biglietti.
... Alla fine un gentilissimo ragazzo della security ci dice che in ogni caso non riusciremmo a stare
lì fino all'inizio, quindi decidiamo di uscire. Fortunatamente ! All'uscita incontriamo Domenico
Dichiarante ed un amico e altre due ragazze con le quali incominciamo a parlare. C'è naturalmente il signore (italiano) dal "Leopard Skin Pill-Box Hat" (che, tra l'altro, ha una figlia bellissima ... vabbè, scusate la variazione sul tema ...) ed incontro anche un ragazzo che conobbi l'anno scorso a Firenze. Adesso davanti all'Arena saremo poco più di una cinquantina di persone. Gli altri, invece sono, presumibilmente, fuori della Mostra.
Arriva il pullman di Dylan, o comunque della band. Fanno capolino al secondo piano Larry e David.
Seguo, con un gruppetto di persone il pullman per vedere se c'è anche Dylan ... vedo scendere
Kemper per primo e poi Larry con una chitarra (ma che fa, se la porta da casa ?) ... e poi ci viene
detto dagli uomini della security che è vietato GUARDARE !!! Vabbè, senza fare tanto casino
andiamo via ed attendiamo ...
Sound-Check.
Dalla nostra postazione riusciamo a sentire abbastanza bene il sound-check che riserva qualche
sorpresa (in ordine sparso): Obviously 5 believers (!!!), Shooting Star, Silvio, Oh Babe It Ain't No Lie.
Non so se dimentico qualcosa, ma non mi pare.
Verso le 19:30 aprono i cancelli della mostra ... ma che ce frega, noi siamo già dentro ! In ogni
caso a quel punto qualcuno decide che noi che siamo già fuori l'Arena potremmo andare nella
"fossa degli orchestrali" ! Tradotto significa: Volete vedervi Dylan comodamente a sedere a 10 metri da lui o volete vederlo alzati ma ad un metro ? Domanda retorica ... Ci dirigiamo tutti verso la fossa.
Per arrivarci dobbiamo passare nel backstage e vediamo Larry e David che mangiano pasta ...
Finalmente ci siamo ! Siamo dentro, sotto il palco, e gli invitati saranno seduti dietro di noi. A
questo punto è d'obbligo: Chiamiamo Anna ! La becchiamo in tangenziale (speriamo di non aver fatto danni ...) e le raccontiamo che siamo nella "fossa" e che tutto è andato alla grande, fino ad allora !
Arriva Dylan.
Vedo "His Bobness" tutto in nero (dal cappello agli stivali) seduto nel backstage ! Chiedo una penna ad Antonio per un eventuale autografo e prendo la copertina di "John Wesley Harding" che mi ero portato per l'occasione. A questo punto mi dirigo verso il backstage, finchè posso, e poi, insieme ad un ragazzo che avevo conosciuto a Firenze, convinco un ragazzo della security ad andare a chiedere l'autografo a Dylan. Dylan lo guarda e poi prende la copertina di JWH e FIRMA !!! Di ritorno l'addetto alla security dice di aver capito che non era il caso di riprovarci ed infatti subito dopo arriva uno dello staff che ci intima di evitare di richiedere autografi ... ma la mia copertina di JWH è segnata ! La penna utilizzata da Dylan è conservata (gelosamente) da Antonio.
Ritorno con i piedi per terra. Lì nella fossa c'è un bel pò di gente, un signore che ha visto tre
concerti consecutivi del 1966. MILLENOVECENTOSESSANTASEI !!! Grandi !!! Un'altro, figuriamoci,
ha assistito a TUTTI E QUATTRO gli show del SUPPER CLUB 93 !!! Magnifico !!! C'è poi uno che,
mi dicono, ha la bellezza di 2000 CD bootleg !
Per tutto questo tempo c'è l'Oscar su un amplificatore. Ma quello è l'oscar originale come io sono
Maradona ...
Siamo in primissima fila.
Avrò davanti Larry ... parte l'inno ... compare qualche musicista ... "Good evening ladies and
gentleman, would you please welcome, Columbia recording artist BOB DYLAN" !!!
Eccolo !
Si inizia con "Hallelujah, I'm Ready To Go", che avevo preso per "Oh Babe It Ain't No Lie". Inizio
semplice, ma d'effetto: è pronto ad andare !
Seconda song, nel gruppetto (Antonio, Stefano e qualcun'altro) ci sembra di riconoscere "The
Times ..." ma era "Mr. Tambourine Man" ! Ottima !!! Dylan subito agli assoli ! Grande !
Inconfondibile comincia "Desolation Row", che Dylan canta benissimo !!! Ha una grande voce
stasera ! Ancora assoli su assoli ! E da qui comincia, e continuerà quasi per ogni canzone, a fare
una delle cose che più mi fanno gridare al miracolo ! Alla fine di ogni frase di una strofa parte un
fraseggio con la chitarrà che è magnifico ! Non so come far capire quello di cui parlo ...
Si passa alla elettrica !
Prima sorpresa: I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) !!! Grandissima !
Performance straordinaria per me ! E l'armonica finale è magnifica !!! Più di due minuti (quasi
sicuramente) ! Larry suona con il plettro e contemporaneamente con le altre dita.
Incomincia da questa un'altra costante di questa serata (e forse di tutti i concerti): Dylan guarda
Kemper e la band abbassa il tono per un assolo di Dylan. Secondo sguardo di Dylan a Kemper e si chiude la canzone.
Seconda sorpresa: Lay, Lady, Lay con Larry alla pedal steel. Ottima ! Sono quasi certo che Dylan
abbia cambiato il verso "Why wait any longer for the world to begin ?", ma non saprei dire cos'altro ha detto.
Poi arriva "Gotta Serve Somebody" ! Un'altra grande performance ! Omette il verso che inizia
con "You May Call Me Bobby ..." e conclude ripetendo la prima strofa.
Terza sorpresa: "Shelter From The Storm" con Larry alla lap steel. Versione dolce e bellissima !!!
Assolutamente inaspettata ! Da profano direi che era un mezzo blues. Ho l'impressione che Dylan,
dall'espressione che fa, abbia cantato Shelter solo per il verso "I was burned from exhaustion". Solo
una mia impressione.
Ritornano le acustiche.
Tre grandi classici. Si comincia con "Masters Of War". Larry assolutamente impagabile ! Ancora
assoli di Bob ed ancora la prima strofa ripetuta alla fine !
Poi "It's All Over Now, Baby Blue" con Larry alla lap steel che io colpevolmente non riconosco. Altra
ottima performance !
E' la volta di "Don't Think Twice, It's All Right", che con la sua lunghissima conclusione con
armonica e il magnifico Larry all'arpeggio (credo che Antonio ieri abbia capito perchè io parlo
SEMPRE così bene di Larry ...) è stato, per forza di cose, uno degli highlight della serata. Standing
ovation dagli spettatori seduti ! Compresi invitati.
E parlando di highlight arriva la "batmaniana" (come la chiamo io) "Everything Is Broken". Ancora grande Larry !!!
Intanto continuano gli assolo di Dylan comprensivi di piegamenti sulle gambe. Larry e Charlie non hanno, per ora, nemmeno provato un'assolo.
Poi il duetto da "Time Out Of Mind": "Make You Feel My Love" assolutamente dolcissima e che
migliora sempre in arrangiamento ed il terremoto "Cold Irons Bound" ! Magnifico, qui, Charlie che
suonava la chitarra in modo bellissimo stoppando continuamente le corde con il dito medio (mi
pare) sulla parte bassa della tastiera ... Grande !!! All'inizio avevo pensato che fosse Tony a suonare il tamburello, come ha fatto qualche volta, ma stava solo bevendo Coca-Cola ! Il pavimento di legno della "Fossa" tremava ! Dylan ha cantato "The Walls Of Pride/Are High An' Right" invece di "High An' Wide".
E' l'ora di "Rainy Day Women #12 & 35", ma Larry non era stato avvisato ed arriva al bouzouki a
canzone già cominciata ... Charlie, spesso in questa canzone, mantiene il plettro piegando il dito
indice e suona con il pollice ed il medio.
Grandi assoli di Dylan e poi la presentazione della band a canzone in corso e dopo ancora un
assolo !!! Grande ! Tutti in fila e poi via.
Si ritorna con "Country Pie" che è la prima nella quale Larry e Charlie hanno un pò di libertà !
Ottima ancora una volta !
"Like A Rolling Stone" segna l'apoteosi ! Ottimo Charlie ! Dylan la canta benissimo, regala un'alto
pezzo d'armonica, tutti seguono il ritornello e gli attempati invitati in abito scuro sono tutti in piedi !
Poi Larry si dirige alla lap steel e parte la mia preferita di stasera: "One Too Many Mornings"
suonata da Dylan come piace a me ! Continui fraseggi con la chitarra e grande voce !!!
Charlie parte, poi, con All Along The Watchtower. Larry è al bouzouki. Ottima ! Ancora una volta,
alla fine, è ripetuta la prima strofa.
Secondo ultra-classico: Knockin' On Heaven's Door con i cori alla vecchia maniera ! Mitica ! Charlie era alla elettrica.
Poi "Highway 61 Revisited" bring it all back home ! Puro rock ! Grande Dylan !
Finale con il terzo super-classico "Blowin' In The Wind", con tanto di accendini alla mano ! Grande
versione ! Sono certo che prima dell'ultima strofa Dylan abbia guardato me e non per poco tempo.
Del resto nelle ultime canzoni mi sono agitato non poco !
Tutti in piedi !
Alla fine viene mandato un mazzo di fiori sul palco dai ragazzi nella fossa, che Dylan raccoglie ed alza in segno di vittoria insieme alla chitarra ! Vanno tutti via ma Bob ritorna per un'attimo da solo, con il mazzo di rose, e lo alza in segno di ringraziamento. Sembrava davvero felice della riuscita dello show ! Ancora una standing ovation !
Usciamo con calma, salutiamo un pò di gente e poi ci dirigiamo verso l'albergo "Vesuvio" sul
lungomare, che ci è stato segnalato come "covo" di Dylan e soci. Antonio, poi, va via ed io rimango lì per un pò, ma inutilmente.
E' stata davvero una grande giornata ed Antonio ed io non abbiamo potuto che pentirci di avere
assistito solo a questo concerto quando qualche altro accessibile (vedi Anzio, Pescara e Perugia)
per noi c'era ... l'anno prossimo numero minimo di concerti: due ! Anzi, Antò, facciamo tre !
Dylan l'ho trovato molto più in forma dell'anno scorso e questo concerto è stato sicuramente molto
più convincente di Firenze 2000 ! Nemmeno l'ombra, secondo me, di occhiatacce ai chitarristi che hanno suonato in modo magnifico tutte le canzoni. Continuo a pensare che Larry, oltre ad essere impagabile, sia assolutamente insostituibile ! Riguardo alle ultime esperienze dei "maggiesfarmiani" con il comportamento del pubblico, mi sento di dire che stasera il pubblico è stato assolutamente perfetto, nessuno spingeva, si stava larghissimi e si vedeva e si ascoltava perfettamente.
So che i miei racconti non saranno mai degni degli straordinari racconti satirici di Michele (l'ultimo è stato straordinario !!!), ma prendeteli per buoni !
Speriamo di rivederlo il prossimo anno ... Thanks Bob !

? - Qui dovrebbe esserci l'immagine scannerizzata della mia copertina autografata di "John Wesley Harding", ma, ahimè, non ho lo scanner e, causa vacanza, nessun mio amico mi ha potuto dare una mano in tempi brevi per l'invio ! Pazienza ! Semmai te lo invio appena posso, dato che, alcuni ragazzi al concerto, mi avevano chiesto una copia e gli avevo detto che avrebbero potuto trovarlo sul sito ...

Leonardo "Lion"

Conclusion on the wall by Napoleon in rags:
Allora, un grazie ai due parte-nopei e parte napoletani Antonio e Leo per i loro racconti...
Mi scuso con entrambi per il titolo che mi sono inventato per i vostri "tales" ma voi me li avete spediti "scognomati" e quindi un nome bisognava pure darglielo (ed io mi sono rifatto ad un film di Totò del 1941).

Alcune note: esistono 2000 bootleg di Dylan?... In caso di risposta affermativa uno di voi due può rintracciare il signore che ne è in possesso?... Se sì chiedetegli se ha voglia di fare la lista completa (comprensiva di scaletta)  e mandarmela per inserirla sulle pagine di Maggie's Farm. Probabilmente è un lavoro che ha già fatto lui al computer quindi non gli costerebbe molto e consentirebbe a MF di avere la pagina sui boot più completa del globo terraqueo.

Altra nota per entrambi Totò, Leo e la malafemmina: non vi hanno informato che la tecnologia negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante ed oggi come oggi addirittura si vendono delle sofisticate apparecchiature che permettono di imprimere su un supporto di acetato di cellulosa le immagini (o per caso voi ve ne andate in giro per Napoli ed ogni volta che vedete un pullman gridate: "Ugh! Grande Cavallo di Ferro!...")? Certo, queste sofisticate apparecchiature costano un pò care, a volte anche 17.000 lire, però danno molte soddisfazioni soprattutto se uno arriva a tiro di Dylan seduto nel backstage che firma autografi ad uno dei Leoni della fossa... Insomma: una piccola macchina fotografica con cui immortalare il Maestro ed il cui prodotto mandare immantinente al caro Napoleon in rags era cosa buona e giusta e invece voi, sezione vesuviana di MF eravate completamente sprovvisti di mezzi!!! Addirittura una sola penna in due!!! Onta e disonore su di voi! Sarete banditi dalla Fattoria!... Non avete visto la stupenda foto che l'agente Gio ed io abbiamo scattato a Tony Garnier in quel di La Spezia? Prendete esempio...
 

Nota per Antonio: Cos'hai da dire sul grande Martufello?...

Nota per i non esperti di musica italiana: nel racconto di TotòCat,  quando si parla di Peppino non ci si riferiva a Peppino Prisco bensì a Giuseppe Faiella, alias Peppiniello di Capri.

Altra nota per il gatto e la volpe: avete telefonato ad Anna e a me nemmeno uno squillettino piccolo piccolo?... Cattivi! Capisco che il fascino paperesco è moooolto superiore a quello di qualsiasi altro socio masculo ma questa me la lego al dito (sugli eventuali prossimi cd che vi spedirò mi divertirò ad intervallare le canzoni di Bob con quelle di Nino D'Angelo e Sal Da Vinci, eh eh eh... E per quanto riguarda i video interromperò bruscamente i filmati dylaniani con spezzoni dai film di Eva Henger, Selen e Cicciolina... Come dite? Di mandare solo quelli e togliere gli spezzoni dylaniani?... Siete degli impuniti!!!).

Ora una domanda: parlando di standing ovation mi fate capire che il pubblico ha assistito al concerto seduto?... Se così fosse i responsabili dell'Arena Flegrea sono stati degli Eroi da decorare con un intero set di medaglie al valore...
E' tutto. Siete stati grandi! Però mandatemi il cimelio (JWH con la firma del Magister).
Ciao, mitici!
Napoleon


 
 
MAGGIE'S FARM

sito italiano di Bob Dylan

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