Anzio
24-7-01 (Roma)
by
Stefano
Cosa si puo' dire ancora
di piu' quando vedi l'ultimo concerto (Anzio),e trovi che questo e' di
gran lunga superiore rispetto a quello di Brescia?
Quando ti trovi davanti
un Dylan che e' in gran forma musicale dalla prima all'ultima song?
Nessuna parola neanche
stasera,il concerto doveva iniziare alle 21,30 ed e' iniziato alle 22,10
circa,poiche' lo stadio era ancora da riempire,e si e'
riempito tutto per Dylan.
Solito telo nero( a Brescia
non c'era) dietro i musicisti,annuncio,entrano,si accendono le luci del
palco
e inizia lo spettacolo
con un fumo che rende il palco assieme alle luci piu' spettacolare che
mai.
Vestiti in completo grigio
scuro,solo Dylan solita giacca con pantaloni scuri e camicia bianca credo
da dove sono 12a fila seduto al centro del palco non
intravedo la cravatta!
Le songs? Tutte suonate
e cantate in modo perfetto,un Rock grintoso, duro,armonica che soffia senza
sosta
lasciando sbigottiti tutti.
Dylan come al solito non
si risparmia, non sta' alla ricerca di nessuna musa ispiratrice questa
sera non scrolla le braccia dalla chitarra,non si avvia
verso l'uscita sconsolato,non
sbuffa.
Ma canta e suona come mai
gli e' avvenuto.
Absolutely Sweet Marie
e God Knows sono girate in un rock che prendono inizio lentamente e poi
hanno un
crescendo sempre in alto.
Sono stato contento di ascoltare
Everything is Broken, era un po' che non la sentivo.
Cosi come ascoltare Love
minus zero/ no limits con la partecipazione del pubblico incantata dall'incanto
della melodia.
E dopo Maggie's Farm,c'e'
la stupenda song cantata questa volta in maniera piu' lenta
Tryin to get to Heaven,e
cantata con un Dylan in cui le parole suonano come una melodia dolce e
sofferta da
far venire i brividi.
Cosi come quando canta la
Don't Think Twice,con la voce che assume tutte le tonalita' che Dylan solo
sa
come usare.
Poi e' la volta della sempre
verde Forever Young difficile da descrivere perche' come tutte le altre
songs sono cantate, e questa volta il sonoro che
usciva dalle casse era
perfetto, dall'inizio alla fine,e il rock tirato come non mai non lasciava
tempo alla distrazione,ma lasciava tutti a contemplare Dylan e la sua musica
che era a dir poco grandiosa.
Ritorno all'inizio del racconto
che dire di piu'?
E' stata una serata in cui
Dylan ha mostrato tutta la sua abilita' nel cantare,nel suonare, nel portare
in visibilio il pubblico.
Non c'e' stato alcun cedimento
ne' all'inzio dello show, nè alla fine.
Un solo immenso grazie devo
a Bob Dylan.
Stefano.
Anzio
24 luglio 2001
Dylan: il ritorno
del “guitar hero”
by
Antonio G.
Che ad un concerto di Bob
tutto possa accadere è un fatto risaputo, ma
che uno Scozzese regali
al sottoscritto un CD è cosa sicuramente
insolita.
Che la sola presenza di
Dylan evochi spesso atmosfere misteriose e magiche, bene anche questo è
un fatto acclarato, ma credetemi la vista
del serpentone umano che,
avvolto nella nebbia, si snodava per circa un
chilometro nel buio della
strada sterrata che conduceva al parcheggio
auto all’uscita dal concerto,
dava i brividi come ne “la notte dei morti viventi”.
Queste e tantissime altre
emozioni mi hanno “investito” nel corso della
giornata dedicata al mio
12° BobConcert.
Il sottotitolo dell’evento
potrebbe facilmente sintetizzarsi in: Dylan,
il ritorno del “guitar
hero”.
Soprattutto armato della la sua nuova
stratocaster chiara con
la scritta stilizzata “Bob Dylan” al centro
della tastiera, il Maestro
si è scatenato spesso in assoli trascinanti rispettando quasi sempre,
ma con il suo inconfondibile stile e colore,le metriche ed i tempi delle
diverse scale, aggiungendo dei passaggi con una melodia insolitamente compiuta.
Qualche piccola defaillance (ove
mai si sia verificata)
stranamente con la Gibson acustica, forse non pienamente accordata a causa
dell’umidità.
Non solo, il concerto ha
mostrato che anche il modo di cantare di Bob,
libero dal mascherare i
segni del tempo che hanno increspato ed
arrochito ulteriormente
la sua bellissima ed inconfondibile voce (come talvolta ha tentato di fare
in anni recenti) ha acquistato nuove nuance rendendo più “blues”
alcuni fraseggi e struggenti fino alla commozione brani come Love Sick.
Veniamo alla scaletta:
1) Hummin’
Bird, ovviamente mai ascoltata, ben eseguita cantata in coro
con Larry & Charlie,
discreto inizio. Un centinaio di persone, compreso
il sottoscritto e la sua
paziente consorte si fiondano sotto il palco.
Inizia una lotta tra noi
e la security che durerà diversi brani in merito alla posizione
da assumere (accovacciati/in piedi). Ma
l’emozione di stare ad
un passo dal mio idolo è indescrivibile.
2) Mr
Tambourine Man, il pubblico la riconosce abbastanza presto e
mostra apprezzamento, buon
lavoro di chitarre, un boato accompagna Bob quando impugna e suona l’armonica.
3) Desolation
Row, ottima versione ed è proprio in questo brano che Bob
incomincia a tirare fuori
nuove inflessioni della sua voce, stressando
la fine dei versi. Nel
gruppetto sotto al palco di cui faccio parte c’è solo felicità.
4) Absolutely
Sweet Marie, non lo so perchè era da tempo che la
aspettavo dal vivo e la
versione ascoltata non mi ha affatto deluso.
5) God
Knows, primo blues trascinante con Bob che sfodera i suoi primi
licks elettrici; buona reazione del pubblico.
6) Tell
Me That It Isn't True, suonata e cantata divinamente con un
assolo di chitarra decisamente
melodico e centrato da parte di Bob.
Sicuramente un highlight
della serata.
7) Everything
is broken, atmosfera da Blues Brothers, pubblico in delirio, Bob,
Larry e Charlie che tirano fuori l’anima dalle chitarre, Tony & David
che danno un impronta ritmica trascinante al brano.
8) Masters
Of War, ad Anzio doveva essere realmente significativa, ma
seppure eseguito bene,
il brano non trasmette le emozioni promesse.
9) Love
Minus Zero/No Limits, immensa con due assoli di Bob di cui il
secondo veramente bello.
Indimenticabile atmosfera vissuta insieme alla propria compagna di una
vita.
10) Don't
Think Twice, It's All Right, finger picking di Larry che vale
il prezzo del biglietto,
Bob canta divinamente ed il risultato è superbo.
11) Maggie’s
Farm è Maggie’s Farm (dedicata sicuramente a Michele) la
versione è potente
sotto i colpi del duo Tony/David, Bob inventa dei
lick suggestivi che seppur
suonati più velocemente, ricordano un pò il
riff di apertura della
canzone versione Hard Rain.
12) Tryin'
To Get To Heaven, la versione jazzy che avevo ascoltato via
web, molto ben eseguita.
13) Drifter's
Escape, l’avevo già ascoltata lo scorso anno è mi
aveva
messo K.O. ma la versione
è addirittura migliorata, Bob prima esegue un paio di assoli con
la chitarra poi chiude il brano con un intervento di armonica terrificante.
Pubblico impazzito.
14) Leopard-Skin
Pill-Box Hat, siamo ad un vero e proprio festival del
blues, Bob si scatena con
la stratocaster, il pubblico balla e la prima fase del concerto termina
negli applausi, con Bob che presenta la Band al ritmo del brano.
15) Love
Sick, è la terza volta che la ascolto dal vivo, ma Bob la
ha
resa ancora più
struggente; in alcuni momenti sembra che Dylan pianga
con espressioni del volto
intensissime e ogni singola parola pronunciata con il cuore.
16) Like
A Rolling Stone, è quello che il pubblico aspettava, singalong
nonostante i tentativi di dribbling di Bob. Trionfo.
17) Forever
Young, may you stay forever young Bob !!
18) All
Along The Watchtower, aleggia lo spettro di Jimi Hendrix,
solita tempesta di chitarre,
Bob si supera, pubblico alle stelle.
19) Knockin'
On Heaven's Door, ovviamente amo le versioni alternative
che Dylan ci regala dei
suoi classici, ma la versione da Pat Garrett &
Billy the Kid è
inarrivabile perchè la voce che Dylan aveva nel 73-74
(nè prima, nè
dopo) è quella più adatta per il brano (è una mia
opinione). Di tutto ciò
il pubblico per fortuna se ne infischia ed il risultato è trionfo.
20) Highway
61 Revisited, sicuramente uno dei pezzi rock-blues più potenti
di tutta la storia della musica moderna, Bob non lo dimentica e sfodera
unitamente ai suoi delfini una versione killer del brano. Il
pubblico lo percepisce e si abbandona
al delirio.
21) Blowin’
In The Wind, versione relativamente standard con qualche
pezzo di chitarra in più
e cori ben affiatati. Singalong e trionfo.
Felicità e soddisfazione
generale palpabile. Bob in questi ultimi tempi
ha vinto una ennesima lunga
e feroce battaglia, alla fine della quale è
riuscito a portare un pubblico
numeroso (non più uno sparuto gruppetto di die-hard fans come il
sottoscritto) ad apprezzare la sua immensa creatività nel corso
dei concerti. Tutto ciò senza nessuna concessione ad atteggiamenti
imbonitori e con una presenza scenica che si basa solo sulla forza della
sua musica.
E’ incredibile la disinvoltura
con cui Bob con Larry, Charlie, Tony e David snocciolano esecuzioni da
capolavoro sera dopo sera e la freschezza delle prestazioni contrasta con
i volti stanchi e stravolti del gruppo (perfino del giovane Charlie !!!).
A proposito di Charlie,
sembra che Bob abbia un atteggiamento “paterno” nei suoi confronti, mentre
l’ho notato strigliare con occhiatacce
fulminanti Larry più di una volta.
Larry dal canto suo non se ne cura più di tanto e partecipa allo
show con trasporto e professionalità, suonando magistralmente una
quantità infinita di strumenti (ha decisamente preso il posto di
Bucky). Comunque gli interventi di Larry & Charlie sono stati sempre
prodigiosi e Dylan non li tiene più tanto a freno come nel recente
passato.
Infine una nota di colore
sul pubblico. Come al solito audience mista
(giovanissimi, giovani,
adulti maturi ed oltre). Ho notato però più di un gruppetto,
probabilmente di vacanzieri, formati da persone di una
certa età vestite di tutto punto
come se dovessero andare ad uno spettacolo da località balneare,
alla Fred Buongusto per intenterci.
Non ho elementi in proposito,
ma penso che dopo 2 o 3 brani se ne siano
andati.
Prossima tappa Napoli, la
mia bella città dove si prospettano presenze
purtroppo inquietanti (vertici
del Banco di Napoli, ma perchè ?), varie
autorità politiche
che sicuramente non avranno mai ascoltato nulla di
Dylan, e devono “farsi
vedere” per l’inaugurazione dell’Arena Flegrea.
In compenso pare ci saranno
anche personaggi di rilievo (in senso positivo) come il grande Pino Daniele,
Luca de Filippo, Antonio Bassolino.
Naturalmente ci saremo noi
in forze (9) e un altro amico di Maggie’s Farm (ELIO) che ho avuto il piacere
di conoscere ad Anzio e che a Napoli celebrerà il ventennale di
concerti (il primo lo ha seguito il 25 luglio del 1981 ad Avignone).
Vi ho raccontato un pò
di cose da Anzio, ma è veramente impossibile
cercare di raccontare tutte le emozioni
che ho vissuto in questa meravigliosa giornata alla corte di Sua Maestà
Bob Dylan.
A presto (da Napoli),
Antonio G. |