Racconti dal Neverending Tour: 
La Spezia - 20 Luglio 2001
OBVIOUSLY THREE BELIEVERS...
(le straordinarie avventure di Anna, Carlo e Michele a La spezia)

by Michele "Napoleon in rags"

Altra indimenticabile giornata per me quella che mi ha visto al concerto di Bob Dylan in quel di La Spezia. Giornata indimenticabile a partire dal viaggio.

Quale può essere, infatti, il sogno inconfessabile da "testa nella ghigliottina"di un dylaniano (con la o finale) che si rechi ad un concerto di Dylan (oltre a quello di assistere ad un grande concerto, ovviamente...)?

Risposta: quello di andarci con una dylaniana (con la a finale)... 

  Ed infatti a farmi compagnia c'è la mitica Anna "Duck"...

Bene, con queste premesse che vi avranno fatto crepare tutti di invidia (parlo dei dylaniani con la i finale) il vostro pulcino se ne parte da Milano in compagna della suddetta "Papera"...

A proposito, nel caso in cui il presente racconto dal Neverending Tour fosse letto anche dal di lei consorte voglio dire che in realtà Anna non è affatto bellissima ed io non l'ho nemmeno guardata di sfuggita, anzi non mi sono nemmeno accorto che fosse venuta con me... Anzi mi sono chiesto come facesse l'auto ad andare visto che alla guida non c'era nessuno... (meglio cautelarsi...) ed ho liquidato la cosa come "fenomeno paranormale classificato x-file".

In autostrada restiamo folgorati sulla via di La Spezia da una telefonata di "Papa"Mario (mfarmiano ben noto alle oceaniche folle di visitatori del nostro sito) il quale comunica ad Anna qualcosa che accende un caleidoscopio di cangianti colori sul viso della Papera... Anna continua ad emettere fonemi di meraviglia intervallati da sonori: "NON CI POSSO CREDERE!!!" (ricordate Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo a Mai dire gol?... Ecco, esattamente con quel tono!).

Mentre il pulcino sta ormai morendo di curiosità finalmente la papera saluta telefonicamente il "Papa"veneto e mi comunica, non senza tradire un vibrato di emozione nella voce, che questo fortunato mortale ha 

INCONTRATO DYLAN IN UN AUTOGRILL

il giorno prima partendo da Udine (concerto di Bob annullato per pioggia) e lo ha conosciuto, gli ha stretto la mano, gli ha presentato la sua gentile metà e si è fatto anche firmare un autografo (!!!!!!!).
Tra i commenti per l'incredibile episodio ci fermiamo ad un autogrill per riprenderci dallo shock.

Arrivati a La Spezia individuiamo ben presto il luogo del concerto, lo Stadio Comunale A.Picco che vedete nella foto sotto

Notiamo che incredibilmente lungo le strade ci sono qua e là disseminati manifesti con la faccia di Bob (foto dal retro di Toom e dal singolo di Things have changed). 

Parcheggiamo davanti allo stadio e ci fiondiamo alla biglietteria dove ci sentiamo mancare il terreno sotto le zampe quando il tipo dietro lo sportello ci dice che i nostri nomi non risultano tra quelli che hanno prenotato i biglietti e che dei biglietti in questione non c'è traccia alcuna.

Cominciamo a sentirci i protagonisti di un racconto kafkiano. Gli addetti alla biglietteria ci dicono che istruiranno una Commissione di Inchiesta e forse una interrogazione parlamentare e ci faranno sapere che fine hanno fatto i nostri biglietti.

Anna lascia il suo numero di cellulare affinchè possano comunicarci le novità e ce ne andiamo un pò mestamente a mangiare poco distante. Fortunatamente mentre siamo a tavola con l'aria del condannato a morte che sta consumando l'ultima cena squilla il telefonino e ci dicono che i nostri biglietti si sono miracolosamente materializzati (secondo fenomeno paranormale classificato "x-file" della giornata)... Allelujah, we're ready to go!!! 

E difatti andiamo di filato alla biglietteria dove recuperiamo i preziosi, lussureggianti talloncini, dalla sfavillante grafica e dalla caleidoscopica varietà cromatica...

Ci imbattiamo anche nel guardaroba di Bob Dylan che è in fase di trasloco dal tir allo stadio e per un momento sono tentato di rubare qualcuno degli elegantissimi e sobri vestiti che Dylan è solito indossare durante gli show... 
Ecco il lussuoso "Bob Dylan Wardrobe"

Durante l'attesa ai cancelli, mentre Anna  preferisce restare a mantenere la posizione operando una marcatura stretta meglio di quella di Gentile nei confronti di Maradona ai mondiali Spagnoli, io decido di gironzolare intorno allo stadio nella speranza di imbattermi in qualche membro della band (il soundcheck dovrà svolgersi infatti di lì a poco). 

Vestiti i panni dell'agente speciale Mulder  comincio ad indagare qua e là. 

Davanti all'ingresso principale dello stadio un uomo della security armeggia con una trasmittente dando e ricevendo informazioni a qualcuno collegato all'altro capo. 

Lo avvicino e comincio ad interrogarlo (avessi avuto un badge dell'FBI da mostrargli la scena avrebbe potuto finire dritta dritta nella prossima serie di X-Files): "Sono l'agente molto speciale Chick ..." - "Quando inizierà il soundcheck?..." - "Da dove entreranno i musicisti?..." - "Ci sarà anche Bob?..." - "O verranno solo i quattro membri della band?..." - "Posso entrare sul prato di fronte al palco?..." - "Tutto quello che dirà potrà essere usato contro di lei..." -"Ci sarà il tutto esaurito stasera?... L'ho letto su "La Nazione"... - "Si ricordi che potrei accusarla di reticenza..." - "Dov'era la notte dell'otto? Confessi!!!".

ed altre frasi di questo tenore!

L'uomo dà, con le sue risposte, nuove sfumature al significato del termine "laconicità" e rinverdisce con le sue frasi smozzicate i fasti della conversazione tra Edipo e la Sfinge.

Salutato il nostro security-man versione "taciilnemicotiascolta"
fingo di desistere dal mio interrogatorio e mi posiziono poco distante dall'ingresso, seduto su un muretto.

Dopo un appostamento infruttuoso ecco che finalmente arriva il pullmann dorato che sta conducendo i musicisti (senza Bob) allo stadio per il soundcheck. Con una corsa degna di una competizione olimpica gli sto alle calcagna mentre esso gira dietro allo stadio e parcheggia in uno spiazzo adiacente al prato.
Un'auto lo segue ed è da quest'ultima che  trafelato ma giunto in tempo per assistere all'arrivo dei musicisti (che sono ancora sul pullmann) vedo scendere
Tony Garnier.

Onde non dare motivo di utilità immediata ad un'ambulanza poco lontana il sottoscritto Michele/Mulder decide che sarebbe inglorioso morire poche ore prima di un concerto di Bob (dopo, al limite...!)... Dunque mi accascio esanime davanti al cancello tipo soldato della Legione Straniera dopo una marcia di sei mesi nel deserto del Sahara (e che ha dimenticato al forte le borracce dell'acqua).

Rientrato in possesso delle mie facoltà vocali chiamo Tony Garnier che è sempre lì che parlotta con un paio di persone vicino all'auto dalla quale è sceso.
"Tonyyyy", grido, ed il bassista più "cajun-style" che abbia mai visto si gira verso di me e mi sorride con la sua caratteristica dentatura a 360 gradi.
Gli chiedo se si può avvicinare per una foto ma Tony nicchia anche se continua a salutarmi ed a ridere. 


C'è da dire che io mi comporto molto educatamente quando, pur dissoltasi la security, rimango al di là del cancello pur potendo senza problemi entrare ed avvicinare Tony.
Il mio essere ligio alle leggi però mi fa perdere l'occasione perchè di lì a qualche secondo Tony si allontana per il soundcheck.

Resto allora in paziente attesa e dopo un pò di tempo sento che la band attacca il primo brano. Durante il soundcheck riconosco "Simple twist of fate", "Oh babe it ain't no lie", "Tough mama", "Love sick" ed un altro paio che al momento mi sfuggono. A cantare al posto di Bob è Charlie Sexton. A provare il suono della chitarra di His Bobness è il solito omino addetto al recupero/chitarre durante gli show e che dovrebbe chiamarsi Tom.

Mi inerpico su di una collinetta poco lontana dalla quale si domina il prato dello stadio Picco ed in compagnia di alcuni dylaniani assisto per qualche minuto al soundcheck.

Tornato davanti ai cancelli di ingresso mi riunisco ad Anna. Nel frattempo si era aggiunto anche Carlo Pig (co-fondatore morale di Maggie's Farm che ho conosciuto finalmente dopo centinaia di mail quasi sempre del tenore: "Carlo, aiuto!!! Sono nei casini con 'sto %&$£* di computer... Come si fa?...").

Durante l'attesa delizio gli astanti con il racconto delle future sceneggiature iperdettagliate delle strips di Zimmy da qui ai prossimi trent'anni riscuotendo l'applauso, l'entusiasmo ed i complimenti dei presenti tutti.

Ci avviciniamo all'orario di apertura e si scatena la solita rissa/ressa vergognosa su cui glisso perchè tanto direi le stesse cose che ho riferito a proposito di Montreux.

Dico solo che il nostro gruppo si sfalda e perdo le tracce di Anna e Carlo. Resto solo io che rischio seriamente la vita pressato da alcuni gentiluomini che all'apertura dei varchi sfondano dalla destra per entrare prima degli altri. "Allontanatevi!", "Sono un Agenti dell'FBI", "Sicurezza nazionale!", grido tentando di farmi largo ma il risultato è che un sacco di gente mi passa avanti infiltrandosi abusivamente.

Finalmente riesco ad arrivare al varco ed arrivo trafelato al palco.

LO SHOW

Bob arriva alla sua solita maniera dimessa e si lancia in una bellissima Duncan And Brady che è salita
   moltissimo nel mio gradimento dalla prima volta che l'ho sentita. 

Avrei forse preferito ascoltare Humming Bird che Bob ha poi eseguito successivamente in Italia ma va bene anche così (va bene per usare un eufemismo... diciamo GRANDE
   inizio). 

La Maggie's Farm crew inizia a scaldare l'ambiente con in prima fila la parte migliore, ovvero  Anna,  che comincia ad urlare il suo entusiasmo verso Bob. A seguire The Times They Are A-Changin' che
   mi è sembrata cantata con molta concentrazione da Bob. Purtroppo devo subito dire che l'acustica non è delle migliori visto che la voce di Bob non appare limpida come in altre occasioni mi è capitato di ascoltare, anzi le parole che
   pronuncia sono quasi sempre sovrastate dalla musica. Naturalmente ciò può essere imputabile alla nostra posizione
   vicinissima al palco. 

La terza canzone è per me la perla della serata, una canzone che aspettavo di ascoltare dal vivo da parecchio: Mama, You Been On My Mind canzone che amo moltissimo nella versione di Joan Baez. Bob suona l'armonica su questo brano. 

Anche stasera Dylan sembra avercela con Larry Campbell e questa situazione si trascina ormai da parecchi concerti tanto che è ormai evidente che tra i due ci sia qualcosa... O meglio più che "tra i due" direi
   che la cosa è unilaterale dato che Dylan più volte appare spazientito mentre Larry non batte ciglio se non lanciando
   qualche sguardo un pò impaurito verso Bob. Naturalmente non so perchè avviene questa cosa da un pò di tempo visto
   che mi sembra che Larry suoni benissimo però mi sento di muovere dal mio piccolissimo una critica a Bob che secondo
   me esagera con questo astio troppo plateale (nel senso che potrebbe magari discutere in privato con Larry di eventuali
   problemi piuttosto che esternarli così palesemente davanti a migliaia di persone). 

Carlo dietro di me mi dice che ha
   notato anche una forte arrabbiatura di Bob con Charlie Sexton stasera. A questo punto non vorrei che si tratti solo di un
   nuovo sistema di Bob per darsi la carica quello di fare questi siparietti con la band...

La quarta canzone è una trascinante
   Gotta Serve Somebody seguita quasi per compensazione da una tenera Make You Feel My Love. 
   La sesta canzone è Just Like Tom Thumb's Blues che evidentemente viene molto stravolta stasera tanto che il mio vicino
   mi chiede alla fine del brano di quale canzone si trattava. Personalmente non mi è sembrata il massimo stasera. 

Due highlights uno dietro l'altro sono invece la settima e l'ottava canzone, Masters Of War e Love Minus Zero/No Limit . 

Tangled Up In Blue vede un Larry a mio avviso suonare magistralmente il ritmo magico di questo brano e Bob fare un assolo di armonica di quelli suoi. E' poi la volta di  Watching The River Flow e di una dolce Tonight I'll Be Staying Here With You che stasera Bob sembra cantare con uno scopo preciso rivolta a qualcuno in particolare. The Wicked Messenger ed una sempre trascinante Cat's In The Well chiudono il primo set. 

Sulle casse sul fondo del palco troneggia come sempre il Premio Oscar che però stasera stranamente è argentato e non dorato as usual...

   I bis presentano più o meno le solite canzoni. Certo che definire "solite" brani come Country Pie  o Like A Rolling Stone o ancora I Shall Be Released ed All Along The Watchtower sembra riduttivo visto di quali
   capolavori stiamo parlando. Il pubblico mi sembra particolarmente entusiasta su Knockin' On Heaven's Door che ho
   notato essere sempre molto applaudita di recente (però ho la sensazione che venga apprezzata maggiormente dai
   dylaniani non all'ultimo stadio, quelli cioè che magari vedono Dylan per la prima volta dal vivo e non aspettano che
   canzoni come quella per esultare...). La seconda perla assoluta della sera è però secondo me la successiva  Highway 61
   Revisited che rovescia sul pubblico un oceano di suoni che travolge tutto. 

Mi sembra che Bob suoni la chitarra con
   maggior convinzione del solito su questo brano e se ne viene fuori con assoli veramente roventi. Il pubblico è in visibilio e
   tutto lo stadio urla di felicità. 
   Le ultime due canzoni dei bis sono le classiche Blowin' In The Wind e Rainy Day Women #12 & 35. Ho ricominciato ad
   apprezzare particolarmente quest'ultima che invece tempo fa mi era un pò venuta a noia. Mi sembra che Bob la canti con
   più entusiasmo e l'abbia rivitalizzata. 

   Quando già qualcuno si sta preparando a sfollare credendo che il concerto sia finito Bob ritorna inaspettatamente sul palco per un nuovo bis ossia la  22ma ed ultima canzone dello show: One Too Many Mornings con tanto di assolo di armonica. 

Finito il concerto ci congediamo dagli altri dylaniani incontrati davanti al palco, Giulio "Horse", Fausto, Giovanni "Lonesome Sparrow".

Quindi in blocco Anna, Carlo ed il sottoscritto, ovvero gli "obviously three believers" del titolo, ci rechiamo al Jolly Hotel dove abbiamo saputo risiedere Dylan. Aspettiamo per diversi minuti  nella speranza di vedere qualcuno  ma a quell'ora chissà se i nostri sono ancora in città... Desistiamo ed accompagniamo Carlo in zona stazione. Poi il sottoscritto in compagnia di Anna punta dritto in direzione Milano.

Sono quasi le due di notte, credo, e siamo stanchi ma felici e con il solo rimpianto che Perugia, Anzio, Napoli e Taormina sono un pò troppo distanti se no anche il nostro diventava un Neverending tour ... Ma in fondo l'11 settembre, la data di uscita del nuovo album, non è così distante e allora... la festa ricomincerà!


 
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