RACCONTI DAL NEVERENDING TOUR
cronache dei fans in tour con Bob Dylan

 
 
 
 
 
 
Ciao Napoleon...
Deve essere stato bello vedere a Brescia Bob.
Ti mando un pò di pensieri e ci si vede a LA SPEZIA.
DANIELE.
Buon giorno signori D’alessandro  e Galli.
Io mi chiamo FRANCO DANIELE, ho 30 anni, sono di Torino, e l’ultima volta che le nostre strade si sono incrociate è stato in occasione dei concerti di Brescia di NEIL YOUNG e BOB DYLAN, per i quali vi ho sborsato circa 200.000 £ per avere i biglietti in prevendita. Non starò qui a dilungarmi sul
fatto che non penso sia una cosa molto logica il fatto che io vi dia dei soldi in anticipo, e voi per ringraziarmi mi facciate pagare SEMPRE qualcosa in più
(il famoso diritto di prevendita...DIRITTO???) e vi dico subito che  il concerto di Young
è andato benissimo senza nessun problema.
Vi scrivo per rammentarvi, caso mai non ve ne foste accorti, che per l’organizzazione del concerto di Dylan avete fatto veramente una discreta PORCATA!   (e in 14 anni di concerti in giro per l’Europa devo dire che ne ho viste anche altre...).
Signori, mi spiace ma non si fanno pagare 50 sacchi per un concerto senza dare la possibilità a chi vi assiste, non dico di vedere il palco (non mi frega molto, e poi essendo alto 190 cm. di solito non ho problemi), ma almeno di sentirlo.
Avete deciso di dare la possibilità di assistere al concerto seduti a chi sborsava qualche lira in più, (e di solito devo dire che ne usufruisco anche io, anche se seduto poi non ci sto mai neanche  se suona Springsteen in acustico per dire..) ma degli altri ve
ne siete sbattuti allegramente.
Le prime 3 canzoni acustiche sono state eseguite mentre attorno a me gente di tutte le età cristonava, chi con la sicurezza, chi con i carabinieri, perchè semplicemente era come non esserci;  durante la prima canzone elettrica io ho sentito solo i dicorsi
dei miei vicini (che vi assicuro NON gridavano) e non la musica che usciva dalle casse.
Ho visto gente un pò avanti negli anni andarsene dopo 6-7 canzoni, e giovani continuare a girare per la piazza senza arrivare al bandolo della matassa...
Quando, dopo la pausa, tutta la gente si è riversata oltre le transenne ho visto molte persone di 50- 60 anni rimanere seduti sulle proprie seggioline mentre davanti si piazzavano le “retrovie” che con un bel
“muro” di sederi hanno oscurato completamente loro la visuale.
(nota di Napoleon: questa è stata la vergogna più grande a mio avviso...)
Quindi come capirete i problemi ci sono stati un pò in tutti i settori.
Ora, tutto questo mio riassunto serve solo per
comunicarvi un paio di miei pensieri che mi son rimasti in testa.
Il primo è che non è giusto far pagare la gente per un qualsiasi “servizio” e poi non fornirglielo. Se il biglietto fosse costato 10.000 £  non mi sarei incazzato più di tanto, ma cari i miei signori 50.000 £ (più le varie spese di “trasferta” per chi arriva da fuori) sono circa la paga giornaliera di un operaio.
Quindi la prossima volta che vi verrano idee del genere per un concerto, andate prima a farvi una
settimana al reparto verniciatura della Fiat Mirafiori (magari sperimentando anche il magico mondo dei 3 turni giornalieri), così vi renderete conto di cosa effettivamente COSTA  andare ad un concerto
e forse  alcuni dubbi si insinueranno nella vostra testolina.
Il secondo pensiero mi porta a non credere più a tutti quelli che piangono perchè in Italia la musica in generale non “tira”. Tra il prezzo dei CD e questi bei servizi ai concerti che cosa volete di più?
Alla fine la cosa che mi ha fatto più incazzare è l’essere stato trattato come una vacca da mungere e non come un appassionato di musica. Leggo su una
rivista che Galli è un GRANDE
APPASSIONATO di musica... Vieni a sentire i
concerti che organizzi non dal back-stage, ma da dove fai stipare le persone, e poi dimmi se ti diverti.
Cari signori, il fatto che la maggioranza (massa?) di persone non vi dica nulla, non vuol dire che voi abbiate fatto un buon lavoro, vuol solo dire che la gente ormai è abituata e rassegnata a questo modo
di operare, che rimane comunque un modo di organizzare le cose con il culo piuttosto che con la testa.
Io cerco sempre di vedere il positivo anche quando è nascosto ( e devo dire che la fanciulla che ha cambiato la mia prenotazione fatta con la carta era
una di queste) ma l’unica parola che ho trovato per motivare le vostre scelte è AVIDITA’.
Devo dirvelo io che i posti numerati nei concerti all’aperto non funzionano e creano solo casini?
Allora vuol dire che ho più esperienza di voi, e io sono un artigiano...
Alla fine mi rendo conto che ognuno risponde delle proprie scelte, e quindi l’incazzatura pian piano se ne va...
Ma almeno, per cortesia, nelle interviste non
dichiaratevi dalla parte del pubblico: voi fate solamente business, e con l’arte e la musica non avete veramente un cazzo a che fare.
E in più dimostrate anche una scarsa considerazione per le persone che vi danno da mangiare.....
COMPLIMENTONI!!!!

P.S. So che servirà a poco questo scritto. E’ stato mandato solo per evitarmi un pò di mal di fegato, per altro già ben provato di suo. Forse preferivate un supporto cartaceo così da poterlo riutilizzare poi in un secondo tempo (indovinate per cosa...), ma certe
cose vanno dette subito, più o meno a caldo.
Comunque, in caso a voi fregasse poco o nulla delle mie considerazioni, spedirò una copia di queste quattro cazzate che avevo da dire anche agli amici del MUCCHIO SELVAGGIO, di JAM, del sito
MAGGIE’S FARM, nonchè a MARINELLA VENEGONI e GABRIELE FERRARIS della Stampa.
Un pò di buona pubblicità non si nega mai a
nessuno......

Ci rincontreremo, spero che farete tesoro della mia rabbia....

CIAO CIAO
FRANCO DANIELE

Caro Franco Daniele un saluto ed un grazie per il "racconto"...
Concordo con tutto quello che hai detto e lo sottoscrivo pienamente.
Il concerto di Brescia dal punto di vista organizzativo è stato il più vergognoso a cui abbia mai assistito.
Michele "Napoleon in rags" Murino

Ed ora un mini raccontino bresciano da parte di Mino "Mosquito"

Il mio racconto del concerto di Brescia risente molto del fatto che era il primo concerto in assoluto di Dylan.
   Non sto lì a dire come l'ho trovato, perchè vi annoierei. Dico solo che c'è una canzone in cui mi sono quasi commosso per il modo in cui l'ha interpretata: Positively 4th Street. Non so se è un caso che sia stata quella la canzone in cui la gente si è addossata sul palco, in cui il clima si è fatto più intimo, e il concerto è definitivamente esploso.
   Poi, credevo avesse cantato The wicked messenger.....invece scopro che ha cantato Drifter Escape.....la versione di "Knockin " non mi ha esaltato molto, il ritornello era davvero distrutto e ricostruito ex-novo....molto bella Maggie's farm, con la presenza dell'armonica, e I shall be released.
   Di lui mi rimane un'immagine di comunicatività straordinaria, se penso che non ha detto una parola. Ma i suoi sguardi, i
   sorrisi, i ghigni e quel modo di sputare le parole sempre con molto senso, rimarranno dentro come un'esperienza che dovevo vivere. Beato chi va a La Spezia, io sono già nel mio Sud, nel mio Salento, e dovrò aspettare almeno un altro anno.
   Mi consolerò con il materiale procuratomi grazie alle catene postali di Anna Carlo e Leonardo, e con il nuovo album.
   Vi auguro una buona estate, sopratutto al Professore con cui ho condiviso lo strano effetto di vedere il Principe De Gregori in platea ad ascoltare un suo idolo, esattamente come me e tanti altri....
Ciao a tutti e a presto, Mino Mosquito.

Ciao Mino, anche io ho sottolineato il discorso che vedere De Gregori in mezzo a tutti gli altri fans come un comune appassionato di Dylan mi ha fatto un certo effetto (e pensare che dieci minuti prima io e te abbiamo fatto una lunga discussione sulle sue canzoni per poi vedercelo comparire davanti... incredibile!).
Faccio solo una precisazione: non hai avuto le traveggole, Dylan ha eseguito davvero The wicked messenger e non Drifter's Escape. Nel mio racconto infatti sottolineavo con una battuta il fatto che quelle due canzoni non si riconoscono quasi quando le esegue tanto è vero che hanno tratto in inganno anche Expecting rain e Bill Pagel che hanno in un primo tempo riportato come dodicesima canzone appunto Drifter's Escape (tanto è vero che io neanche me ne sono accorto ed ho riportato erroneamente la loro scaletta). In un primo tempo anche a me sembrava quella poi riascoltando il concerto ho decifrato che si trattava invece di The wicked messenger.

Ed ora un racconto da Montreux di Anna "Duck"

Just do your thing, you'll be king
by Anna "Duck"

Ciao Michele... the time is a jet plane, it moves too fast... e così siamo già a venerdì e solo oggi sono riuscita a scriverti qualcosa per il sito... ecco il mio raccontino di Montreux, poi seguirà qualche impressione su Brescia.

   Il resoconto di Michele da Montreux è perfetto, non ci sarebbe davvero nulla da
aggiungere... ma come resistere alla tentazione di fare qualche correzione, puntualizzazione, precisazione, postilla,
al monumentale lavoro del "prof." ?
   Ed ecco che la Papera ci mette il becco...
Michele dice che si parte di buon mattino... forse il "buon mattino" vale per lui che abita ad Aosta... ma per me che sto a Milano 
non è stato un buon mattino, ma una levataccia! Comunque dopo meno di due ore di viaggio, alle 8 in punto sono a casa
di Michele ad Aosta e suo papà ci prepara un gustosissimo e napoletanissimo caffè: è
stato un gesto davvero molto gradito da una caffeinomane come me... Nel frattempo Napoleon mi permette di entrare
nel "sancta sanctorum" ovvero la stanza dei cimeli e delle reliquie, dove mi mostra con orgoglio le sue collezioni di rarità dylaniane, e poi mi presenta il suo gattone Silvestro... dopo tutti gli smack virtuali che la
Papera gli ha mandato, lui sembra riconoscerla e accetta voluttuosamente di
farsi coccolare e accarezzare dalla medesima per almeno un quarto d'ora...
Finalmente si parte... e Michele ha ben illustrato il tipo di musica che si ascolta tra Aosta e Montreux... qualcuno aveva forse dei dubbi sul genere di cd che Michele ha
caricato in auto? Ma oltre al boot da lui citato c'è qualcos'altro che Michele mi propone per buona parte del viaggio: mi
fa ascoltare a più riprese il brano che Dylan ha inciso per il telefilm The Sopranos, "Return To Me", ritornando parecchie volte su quella stessa strofa che Bob tenta di cantare in
italiano... alla fine diventa un'ossessione... Duck e Chick hanno ormai imparato a memoria ogni accento ed inflessione del particolarissimo idioma dylanitaliese usato da Bob... e così, durante tutta la
giornata, gli animaletti in trasferta svizzera canticchiano "...return...na da me... solo tiu, solo tiu, solo tiu... mio cu...rore !!!..."
Naturalmente queste manifestazioni di demenza cessano come per incanto quando riusciamo ad accaparrarci i due biglietti ed alla fine ci ritroviamo davanti al palco...

Sarà perchè il concerto si tiene all'Auditorium Stravinskj, che è un bel teatro tutto
rivestito di legno ma con un'atmosfera un po' incombente e soffocante...o forse è la mia consueta patologia da inizio concerto... fatto sta che appena Dylan appare sul palco io resto in apnea per qualche minuto... ormai sono allenatissima e potrei mirare al primato di immersione in assetto variabile...
La band attacca subito con Duncan & Brady, che è molto allegra e festosa, ma
nonostante ciò, io mi sento addosso una strana tristezza e una specie di angoscia nel trovarmi davanti quell'omino così
piccolo e magro... gli si vedono le ossa delle ginocchia attraverso la stoffa dei pantaloni...
sembra così fragile... mi pare quasi che un soffio di vento possa un giorno o l'altro portarcelo via... ma poi, man mano che Bob, canzone dopo canzone, continua ad emanare tutta quella incredibile travolgente energia, mi tranquillizzo, mi rendo conto che la sua arte è talmente solida, le sue
radici così profonde, che neppure un uragano, neppure un terremoto, riuscirebbero a sradicarlo e spazzarlo via...

Ricorderò questa serata per il maggior numero di brani che ho ascoltato dal vivo
per la prima volta:
Song To Woody è commovente, come Dylan riesca a cantarla dopo 40 anni con una
tale intensità resta un affascinante mistero...; Down In The Flood e Just Like Tom Thumb's Blues, due grandissime versioni rock-blues; e poi Visions of Johanna... è un sogno, sono anni che aspetto di sentirgliela cantare dal vivo e mi sembra la più bella versione che abbia mai fatto, è splendida, con quel
sospiro...how can I explain?...It's so hard to get on... e... while my conscience explodes...  a questo punto potrei anche comunicare le mie ultime volontà e morire contenta...
Ma non è finita, forse mi conviene aspettare...

Non sono d'accordo con Michele sulla parte centrale del concerto, soprattutto per quanto riguarda Masters of War: non mi è sembrata affatto di routine, anzi, credo che Bob
l'abbia resa come di consueto
attualissima... e mentre Dylan attacca "... And I hope that you die..." spalanca
smisuratamente gli occhi ed è come se con quello sguardo gelido voglia annientare e incenerire i masters of war... e, tanto per ribadire il concetto, ripete di nuovo la prima strofa prima di concludere la canzone...

Dylan ci offre stasera brani elettrici straordinari, Like a Rolling Stone, Highway 61, Rainy Day Women, Cat's In The Well, All Along The Watchtower sono i miei preferiti, e io amo particolarmente il Dylan rockettaro, amo i suoi assoli alla chitarra elettrica, che stasera mi sembrano particolarmente fantasiosi e brillanti... amo questa sua libertà da ogni schema, che gli permette di
correre con la chitarra dovunque lo porti il suo estro e la sua arte, senza limiti di spazio e di tempo, "...and but for the sky there are no fances facin'..." Non so come ma
riesce a trasmettermi con la sua musica, una vitalità, una gioia incontenibile e travolgente!
If Dogs Run Free!!
E' sicuramente una follia ma credo che ciascuno di noi abbia l'impressione che
Bob in ogni concerto gli dedichi personalmente una canzone...questa sera Bob ha cantato per me If Dogs Run Free... l'ha
cantata tutta girato dalla mia parte e guardando e sorridendo verso di me... Ma
forse mi sbaglio...
Bob è notoriamente miope e potrebbe aver confuso lucciole per lanterne e papere
per cani... Comunque è stata una versione splendida, musicalmente molto molto più bella e più accattivante di quella che
ho ascoltato l'anno passato a Parigi... If dogs run free, why not me/Across the swamp of time?... quali parole potrebbero esprimere meglio ciò che Dylan è stato per tanti anni ed è ancora oggi? E questo correre libero da una città all'altra, da un concerto all'altro... non è stakanovismo perchè questo non è il suo lavoro, ma la sua vita, l'essenza del suo essere... Just do your thing, you'll be king/If
dogs run free...
E anche questa sera, come sempre, Bob è stato il Re.

Anna

Ed ora tocca a Toni "Albatros"

Ciao Michele.
   Dopo Knopfler e NeilYoung,venerdì e lunedì scorsi a Brescia , non potevo permettermi il tris di martedì con Bob nè fisicamente nè .....coniugalmente!
   Quindi per il trevigiano "Albatros"  appuntamento con il "nostro" (o mostro?) giovedì prossimo a Udine....però....però... senti un pò ....
Lunedì sera dopo il concerto di Neil Young lascio sfollare un pò di gente , mi avvicino al palco ,dò un'occhiata agli strumenti , vedo che il vicolo laterale al palco è percorribile e mi avvio da quella parte : bene , risparmierò 2-300 mt. di strada per arrivare alla macchina.
Passo quindi, con i miei colleghi d'avventura, a fianco del backstage e butto l'occhio per
curiosare .....magari vediamo da vicino Neil .....
E invece chi ti trovo,  che praticamente ci sbatto contro ??? No , non Neil e neppure Bob (sic!) ma ...Tony Garnier e Charlie Sexton!
Sono lì a pochi metri e stanno guardando la vetrina di un negozio di scarpe.
Istintivamente mi avvicino , batto la spalla , porgo la mano ed esclamo nel mio perfetto (!) inglese..."Ehi , ma tu sei Tony , il bassista della band di Bob Dylan!" ...
Con mia enorme sorpresa Tony (con la ipsilon) si illumina e mi saluta cordialmente e lo stesso Charlie.
I "nostri" (o mostri?) due , vestiti uguali-identici in completo nero sembrano divertiti , sorpresi e felicissimi di essere stati riconosciuti.
E allora mi fermo a chiacchierare e loro mi chiedono se ci sarò domani e io rispondo che verrò solo se mi ospiteranno nel palco a loro fianco (o nel backstage ...accontentiamoci..) : risatona !
In realtà mi dicono di parlare con la security e così via ...ma... ci siamo già capiti.
Poi chiedo loro un pò di cose sulla strumentazione e sul pubblico italiano , e così via per almeno dieci minuti sotto gli occhi sgranati del miei amici.
Chiedo anche se Bob è in "zona" e mi rispondono che se ne è stato per più di mezz'ora con una chitarra in mano vicino al mixer (quello del palco) , e poi se ne è andato... probabilmente in hotel (quale? "ma...mmhh..non è con noi ...non sappiamo... ").
E' l'una meno un quarto , le ragazze che li accompagnano li tirano un pò per la giacca , io capisco , saluto , ridò loro appuntamento a Udine (ricambiato!....si ma come??) e .... fine.
Caro Michele , come vedi niente di particolare  ma mi piaceva raccontarti-vi questo simpatico episodio,forse banale, ma che quelli "come noi" immaginano cosa voglia significare ;  allora ....appuntamento con la storia a Udine , giovedì 19.
Ciao a tutti.

TONI (senza la ipsilon) Albatros
 

Ed è la volta di Stefano da Roma

Brescia 11.7-01 11° o 12° concerto.

   GRANDE ENERGIA,GRANDE ROCK,
GRANDE CONCERTO 
E GRANDE DYLAN!!!

Troppo! No non credo. Cio' che si puo' dire di meno e' stata l' organizzazione poco severa nei confronti di chi stava seduto nelle posizioni centrali. Io stavo in 6a fila davanti al palco(blocco a) nella postazione a lato di quelle centrali in blu, praticamente davanti al palco... Dico cio' poiche' sia io (anche se
ho pagato solo 66.000 lire + la prevendita) sia quelli che stavano nella zona blu, che hanno pagato ancora di piu', entrambi abbiamo visto piu' della meta' del concerto in piedi. Non che la cosa mi sia pesata
ma è il sistema di organizzazione da principio che per me e' infondato. Io ho sempre visto i concerti di Dylan (questo credo che sia il 12°) facendo le solite estenuanti file, la solita corsa davanti al palco e la solita attesa prima che cominci il concerto e non trovo giusto il fatto dei posti numerati,
stabilito per quale decisione?
Non si poteva fare come a Pistoia, o a Lucca o a Modena in cui si entrava tutti come ingresso unico?
Difatti nel trambusto generale di chi srillava di stare almeno seduti, di non alzarsi per poter far vedere il concerto, e' arrivato BOB DYLAN.

E' salito sul palco con circa 15 minuti di ritardo ed ha iniziato con Roving Gambler. Vestito di grigio scuro mi e' apparso piu' piccolo di come l'avevo visto in
precedenza. Si sono capovolte le posizioni: alla destra di Bob c'e' Sexton vestito di un completo grigio piu' chiaro rispetto a Bob. Quasi dietro a lui (Sexton) il batterista che questa sera ha ha dato un ritmo potente
alle songs. Alla sua sinistra Cambell vestito di nero con tanto di barba e baffi alla moschettiera. Dietro a Bob, vestito di viola, Garnier.

Nelle prime due o tre songs sembra che non ci sia molto spirito di Dylan o di energia tanto che non ricordo in quale tra queste comincia a sbuffare. Lo si vede avvicinarsi mentre suona al tecnico... sembra che qualche cosa non va.
Ma con Maggie' Farm c'e' il delirio, forse dovuto proprio a quelli che stanno sotto al palco e agli altri che si accodano. Il ritmo prende una piega diversa. Dylan comincia a darci dentro come non mai e la Band lo segue e sara' cosi fino alla fine del concerto
e questo forse e' dovuto al fatto di chi stava sotto il palco e di chi stava seduto che alla fine me compreso si sono dovuti alzare e che hanno dato una spinta in piu' creando l'atmosfera vera di un concerto. Ma del resto come si poteva stare seduti con quel Dylan e con la musica sparata alla grande?
Alla 11a song Dylan credo che ha cantato Positively 4th Street con tutto il cuore e con tutta l'ironia possibile vedendo come cambiava espressione di volta in volta mentre cantava.
Intensissima e grandiosa (e prima volta credo che la sento dal vivo) Just Like a Woman con tutti a cantare e ad applaudire.
Dopo la pausa ecco Things Have Changed, bellissima, assieme ad I shall be released anche quest'ultima cantata assieme al pubblico di piu' rispetto a THC almeno cosi mi e' sembrato. Con il fatto che stavo davanti tra la musica assordante e le urla dietro I Shall be Released mi sembra che sia stata la piu' applaudita.
Il momento magico (con Dylan e la Band che gia' hanno dato con splendidi assoli,  tra incroci di chitarra e batteria elevando la musica al massimo della sua potenzialita' Dylaniana in All Along The Watchtower) e' stato quando tutti assieme i musicisti hanno cantato Knockin' on Heaven's Door.
Sì, si stava bussando in quel momento alle porte del paradiso, ma quello musicale.

Ripeto, per me e' stato un grandissimo Bob Dylan e una band che ha suonato a volte facendo dei finaloni un po' troppo forzati (e il gioco di luci, questo non forzato ma azzeccato anzi bellissimo, quello in Like a
Rolling Stone con i fari che nel refrain si sono girati ogni volta sul pubblico) ma forse giusti per la grandezza di Dylan che non ho mai visto cosi' deciso come stasera , con i suoi assoli, le sue soffiate interminabili dentro l'armonica, il suo piegarsi, incurvarsi e inginocchiarsi alla sua chitarra elettrica con stampata la scritta Bob Dylan e noi tutti insieme ad applaudire il Maestro.
Anche se in Masters of War mi sembra che abbia cambiato qualche frase, piccola pecca.. Guardando in giro i balconi delle case erano tutti piene di gente, chi si muoveva, chi si agitava, chi accendeva per Dylan le luci o le fiaccole che si usano per Natale.
Gia', una grande festa, come il Natale.

Stefano


 
 
 
 
MAGGIE'S FARM

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