RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR
(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)
Undicesima
Parte
"IT'S SOMETHING I LEARNED OVER IN ENGLAND..."
Londra, Wembley Arena, 6 ottobre 2000
di Antonio G. da Napoli
Salutoni a Michele e a tutti gli amici/fratelli di Maggie's Farm
da Antonio G.
Come promesso eccovi il mio personalissimo racconto del concerto
di venerdì 6 ottobre alla Wembley Arena-Londra, dodicesimo BobConcert
a cui ho assistito.
Innanzitutto voglio dirvi che, nonostante alcuni inconvenienti di
cui vi parlerò, la serata si è rivelata alla fine un evento
a dir poco trionfale ed il Maestro in perfetta forma ci ha stupiti tutti
ancora una volta.
Ad ogni modo cominciamo il racconto con ordine. Avevo a disposizione
4 biglietti in posti riservati, 2 per la mia paziente consorte (Maria Grazia
da ora in poi) e me, e 2 per una coppia di miei amici che mi avevano contattato
questa estate dalla Francia, dove erano in vacanza, per prenotare i biglietti
contestualmente ai miei.
Morale della favola, per impegni personali i miei simpatici amici
a pochi giorni dall'evento hanno dato forfait e così ho dovuto mettere
in vendita i 2 biglietti a loro riservati.
A tale proposito mi sono rivolto a Karl Erik, che ha subito messo
l'annuncio per la vendita dei biglietti nelle pagina principale di Expecting
Rain. Dopo pochi minuti sono stato contattato vai e-mail da un ragazzo
di Como CICO CASARTELLI (e-mail: hoist@tin.it) che udite udite (ha solo
25 anni) aveva assistito già a 27 concerti di Dylan !!! Cico era
fortemente tentato a raggiungere i 28 BobConcert, così dopo qualche
perplessità, mi ha assicurato l'acquisto di uno dei due biglietti
e abbiamo preso accordi su come incontrarci a Londra.
Naturalmente ho riferito a Cico del sito Maggie's Farm e cari amici
aspettiamoci da lui interessantissimi contributi.
Del secondo biglietto da vendere vi parlerò più avanti.
Eccoci arrivati alla mattina di venerdì 6 ottobre, l'aereo
da Napoli parte puntualissimo ed atterra a
Londra-Gatwick in perfetto orario. Al ritiro bagagli ci incontriamo
come previsto con Cico (l'aereo
da Milano-Malpensa arriva alla stessa ora) in modo da trasferirgli
il prezioso bene.
Da Gatwick a Londra centro è possibile arrivare con un treno
che prendiamo insieme a Cico ed in
30 minuti ci troviamo alla Victoria Station. Quì salutiamo
Cico, dandoci appuntamento
direttamente alla Wembley Arena ad orario congruo per il concerto.
Dopo aver lasciato i bagagli in albergo in zona British Museum,
Maria Grazia ed io ci avviamo per
una passeggiata verso il cuore della city londinese. Giunti a Carnaby
Street con mio grande e
felice stupore noto su una costruzione in legno posta a protezione
di un negozio un murales con
la scritta "I WAS SO MUCH OLDER THEN, I'M YOUNGER THAN THAT NOW".
Incredibile, non poteva cominciare meglio la trasferta in terra
britannica. Ma non è finita... Alla fine di Regent Street verso
Piccadilly Circus in una gigantesca vetrina di un enorme negozio di CD
è in bella mostra il maxi-poster della copertina di "The Best Of
Bob Dylan - Vol.2" con la scritta
"BOB IS BACK". Londra appare ben disposta verso il nostro !!!
Dopo diversi chilometri in cerca di siti turistici, approdiamo alla
National Gallery dove trascorriamo alcune ore. Da notare, tra tantissimi
capolavori, la presenza di alcuni quadri di Vincent Van Gogh (ricodate
la canzone di Bob del 1976?).
Intanto l'ora è matura (18:15, il concerto è previsto
alle 20:00). Intendiamoci se fosse dipeso
solo da me sarei stato già a Wembley, ma, più tardi
capirete perchè, Maria Grazia per me è
indispensabile nelle ore prossime ad un concerto dylaniano, va quindi
accontentata almeno
in parte.
Le guide, tra l'altro, stimano un tempo di percorrenza medio di
circa 30 minuti tra
Londra centro e Wembley Park (stazione della metropolitana più
vicina alla Wembley Arena)
tramite underground (tube). Niente di più falso; dopo alcuni
cambi di linee giungiamo ad una
maledetta stazione, di cui ho forzatamente cancellato il nome dalla
mia memoria, affollata da
una moltitudine oceanica, la maggior parte diretta al concerto.
Vengono annunciati diversi
treni in arrivo destinati, però, a saltare la fermata di
Wembley.
Passano alcuni minuti, ore per me. Il sottoscritto, già in
origine imbranato doc, entra in una fase di completo rimbambimento.
Ad un certo punto senza capire nulla sono spinto da Maria Grazia
all'interno di
un treno (tipo Rio o Tokyo) diretto pare a Wembley Park. Guardo
all'esterno del finestrino e
vedo che la maggior parte delle persone è rimasta sulla piattaforma,
non credo ai miei occhi.
Alle 19:30 tocchiamo terra a Wembley Park ed in pochi minuti arriviamo
alla Wembley
Arena. Nei pressi dei botteghini scorgiamo una persona in cerca
di biglietto, gli proponiamo
l'acquisto di quello in più in nostro possesso e grazie alla
lucidità di Maria Grazia, non certo mia,
ci accordiamo in dieci secondi e Mike, un londinese, ci segue ed
entra insieme a noi all'interno
dell'arena.
La Wembley Arena è pubblicizzata su internet come "l'arena
più bella del mondo". In realtà è
poco più che un enorme capannone, con sedili di scarsa qualità
e tra l'altro posti a distanza
infinita dal palco. A onor del vero sarebbe stato possibile acquistare
localmente biglietti
per posti in piedi in prossimità del palco, ma le agenzie
su Internet non li davano come
disponibili. (Che differenza con il Madison Square Garden di New
York!!!).
Nonostante anche questo concerto, oltre a quello della sera precedente,
era etichettato come
"sold-out", all'interno dell'arena alle 19:45 non c'erano più
3000-3500 persone (considerando
che Wembley pieno ne contiene 12.000 ca.). La cosa era parzialmente
spiegabile perchè
all'esterno (tra metropolitana e accesso all'arena) erano presenti
più persone di quante
già entrate.
Alle 19:55 ecco arrivare Cico stravolto, aveva avuto gli stessi
nostri inconvenienti con la
metropolitana, ma su un'altra linea ed era rimasto bloccato per
circa un'ora.
Nel frattempo Mike ci confessa di non essere mai stato ad un concerto
di Bob e che
era stato convinto ad andarci da amici (erano stati al concerto
della sera prima).
Candidamente ci chiede se esiste un programma del concerto !!! Maria
Grazia,
riempiendomi di orgoglio, gli spiega, mostrando un'approfondita
conoscenza dell'universo
dylaniano, che con Bob, anche se le scalette sono diventate un pò
più stabili,
non si possono fare previsioni, nè tanto meno può
mai esistere un programma.
Mike ci mostra un quotidiano londinese con la recensione del concerto
della sera
precedente.
L'articolo titolava: "E' stato uno dei concerti di puro rock&roll
PIU' BELLI DELL'INTERA STORIA DI WEMBLEY."
Ore 20:05 le luci si spengono..."Ladies and gentlemen would you
please......",
compare Bob che con la band attacca con Duncan and Brady.
A questo punto l'arena è ancora semi-vuota e letteralmente
migliaia di spettatori
entreranno per tutta la durata perlomeno del set acustico. Ciò
disturberà non poco
il concerto a causa dell'andirivieni generale.
1. DUNCAN & BRADY, il brano che già avevo apprezzato a
Modena mi sembra addirittura
meglio eseguito dal punto di vista musicale e la voce di Bob spazia
molto di più in termini
di tonalità ed armonie; ottime le voci in controcanto della
band. Ottima prestazione, non
potevamo cominciare meglio.
2. SONG TO WOODY, questo è il brano che risentirà di
più del caos generale all'interno
dell'arena; una canzone tributo al grande Woody per essere apprezzata,
deve essere
ascoltata con grande concentrazione e trasporto, non è quello
che si dice un pezzo trascinante.
Bob sembra risentirne e benchè il brano venga ben eseguito,
Dylan riesce ad usare solo il peggio
della Sua Voce.
3. DESOLATION ROW, come spesso accade, nonostante l'atmosfera caotica
(l'andirivieni diventa
sempre più frenetico, perchè la gente ha fretta di
entrare) il Maestro cambia marcia e parte
con una versione stratosferica di Desolation Row. La canzone viene
suonata divinamente da
tutta la band. Dylan usa la voce come il sassofono di Charlie Parker,
stressando con armonia blues
la fine di ogni strofa. Uno dei momenti più belli della serata.
Guardo Cico e Mike: sono estasiati.
Dalla mia posizione, lontana dal palco, Bob mi sembra completamente
in trance.
4. GIRL OF THE NORTH COUNTRY, la mia impressione sull'esaltazione
di Bob viene subito confermata, poichè a fronte di una esecuzione
fantastica da parte dei tre chitarristi (Bob, Larry & Charlie) Dylan
inventa un modo nuovo di cantarla, diversa dalle decine di versioni ascolate
in quasi 40 anni, ed a me pare risenta troppo dell'atmosfera del brano
precedente poco adattandosi al significato della canzone.
A questo punto Bob impugna l'armonica e comincia a suonarla per
poche decine di secondi,
ma in modo tale da farti sperare di andare avanti così fino
a notte inoltrata.
Da questo momento in poi il Maestro non lascerà spazio ad
alcuna notazione negativa;
lo spettacolo (compresa Desolation Row) sorge a livelli inammaginabili
e la tensione non calerà fino alla fine.
5. TANGLED UP IN BLUE, il caos è sempre presente, al riff iniziale di Larry c'è un boato assordante dalla folla, comincia l'ottimo lavoro dei chitarristi, Bob compreso, ma è soprattutto Dave che dà un ritmo trascinante al pezzo più che in altre occasioni. Dylan prosegue ad usare la voce in maniera originale e bellissima, soprattutto sulle tonalità medio alte !!! L'assolo di chitarra finale di Bob chiude il brano in modo da innescare un'ovazione generale.
6. SEARCHING FOR A SOLDIER'S GRAVE, la ballata è godibilissima
ed è suonata e cantata all'unisono da tutti i componenti della band,
dal primo secondo all'ultimo. Una sorpresa per me, davvero ricca di calde
armonie.
Finalmente il movimento generale appare concluso e nell'arena appaiono
presenti circa 10.000 persone.
7. COUNTRY PIE, inizia il set elettrico, versione migliorata rispetto a quella di Modena, lavoro di chitarre stupefacente ed assolo di Charlie che vale il costo del biglietto. Amici ascolare Bob in "oh me oh my" mi fa sentire l'uomo più felice del mondo.
8. BLIND WILLIE McTELL, che dire, era il brano che aspettavo di ascoltare
da tanti anni e l'introduzione musicale mi ha fatto lacrimare come un bambino.
La canzone viene cantata da Bob intensamente ed i versi del ritornello
vengono leggermente cambiati "one thing I say nobody can sing...".
Tra due strofe e alla fine della canzone Dylan esegue struggenti
assoli con la sua stratocaster.
9. STUCK INSIDE OF MOBILE,WITH THE MEMPHIS BLUES AGAIN, ancora una
volta versione migliorata rispetto a quella ascoltata a Modena (eppure
nella città emiliana avevavamo assistito ad uno splendido concerto).
Le chitarre di Larry & Charlie incominciano ad uscire allo scoperto;
ottima anche la sezione
ritmica con diversi cambi di velocità ed intensità
sonora. Bob canta divinamente.
10. STANDING IN THE DOORWAY, a questo punto devo rimarcare che Dylan,
apparso dall'inizio di buonissimo umore, per tutto il concerto ha danzato
sul palco alternando tutte le sue pose da "guitar hero", "duck dance" e
movenze da burattino, mostrando felicità in ogni momento. La canzone
ovviamente è tra le più cupe e tristi mai scritte da Bob
ed il nostro la canta con la giusta concentrazione utilizzando la sua famosa
"voce con la lacrima" come diciamo a Napoli. Particolarmente struggente
è il passaggio "and even my flash falls off my face,there'll be
someone to care" che il Maestro scandisce con estrema chiarezza.
Si nota, tuttavia, una distonia tra il brano e il canto da una parte,
e la danza di Bob dall'altra,
più adatta ad accompagnare un riff del tipo "Piva, piva l'olio
d'oliva.."
Intendiamoci, non è una critica.
Time Out Of Mind è disco grandioso, ma forse un pò
ovattato nelle atmosfere (tipico di Lanois), dal vivo le canzoni rendono
di più, secondo me.
11. COLD IRONS BOUND, siamo ad uno dei momenti più belli dell'intera
serata.
Il nuovo arrangiamento è originalissimo e stupefacente.
Ottimo lavoro di tutta la band, sempre più affiatata. Bob
mostra di meritarsi il grammy award come migliore prestazione vocale rock
ottenuto proprio per Cold Irons Bound.
Il tappeto di chitarre ci trasporta in una dimensione sconosciuta
ed i cambiamenti improvvisi di ritmo imposti da Tony&Dave sono trascinanti.
WOW FANTASTICO!!
12. LEOPARD-SKIN PILL-BOX HAT, titolo alternativo "Nobody Can Sing
The Blues Like Bob Dylan".
Suonata e cantata perfettamente, rendendo originale un blues 12-bar
standard.
Le chitarre di Larry e Charlie diventano protagoniste, e Wembley
è in festa. Bob segue dappresso i due delfini lanciandosi in assoli
trascinanti.
Si conclude la prima parte del concerto e Bob e la band si allineano
per posizionarsi nella ormai famosa "formation" immobili sull'attenti ad
eccezione di Dylan che ha una mano sul fianco.
Il tripudio di Wembley è indescrivibile e dura diversi minuti
fino a quando i nostri eroi non ricompaiono sul palco.
13. THINGS HAVE CHANGED, il brano viene eseguito abbastanza fedelmente
ripetto alla registrazione ufficiale, ma cantata da Bob con molte sfumature
ed allungando o accorciando le sillabe in occorrenza di specifiche note
e tonalità.
Non manca l'assolo di chitarra caratteristico del Maestro che contribuisce
a dare colore all'interpretazione.
14. LIKE A ROLLING STONE, il pubblico la riconosce subito, tutti
improvvisamente in piedi e "HOW DOES IT FEEL" viene cantato da 10.000 persone
e le luci del palco vengono puntate sull'audience.
Il brano viene eseguito perfettamente e gran parte della potenza
Larry&Charlie viene rilasciata. Delirio generale.
15. IF DOGS RUN FREE, (Bob e il Jazz) che incanto !!!
Bob la canta benissimo scandendo non senza ironia ogni singola sillaba.
Il pubblico sembra gradire tantissimo la sorpresa. Ottimo lavoro
della chitarra acustica di Bob
e dell'assolo con raffinatissima scala jazz di Larry. Un grandissimo
plauso va fatto però a Dave che dimostraancora una volta l'estrema
flessibilità di cui è capace; sofisticato utilizzo della
batteria quando è necessario, come per questo brano, vere e proprie
bordate per rafforzare il ritmo per pezzi da hard rock.
16. ALL ALONG THE WATCHTOWER, tempesta di chitarre dai tre, bordate
di tribordo da parte di Dave, Jimi Hendrix non avrebbe potuto fare meglio.
Le chitarre di Larry e Charlie (soprattutto lui) risplendono in
tutta la loro brillantezza.
Bob finalmente li lascia completamente liberi di mostrare il loro
sconfinato talento.
In verità per tutto il concerto Dylan ha più del solito
saputo equilibrare gli interventi dei chitarristi e lo spettacolo ne ha
beneficiato grandemente. Non è possibile nemmeno tentare di descrivere
l'entusiasmo del pubblico di Wembley.
17. I SHALL BE RELEASED, versione simile a quella di The Last Waltz
con armonie dei cori perfettamente riuscite, con Bob che gigioneggia squadrando
un pò qua e là.
Tutti rimangono in piedi durante l'esecuzione del brano, increduli
per la felicità.
18. HIGHWAY 61 REVISITED, Wembley pare crollare da un momento all'altro.
E' il trionfo del rock&roll, le 3 chitarre si scambiano assoli. Charlie
dispensa tonnellate di talento.
Particolarmente suggestiva la chiusura del brano con un giro di
accordi blues originale rispetto al semplice riff del brano.
19. BLOWIN' IN THE WIND, versione simile a quella del disco "The
Best Of Bob Dylan vol.2", ma cori molto più armonici e sentiti.
Singalong generale della Wembley Arena. Un ottimo assolo di chitarra
acustica da parte del
Maestro chiude il brano ed il concerto.
Bob e la band si allineano di nuovo per la seconda ed ultima "formation".
L'eccitazione di Bob è visibile, dal momento che ci mette
quasi un minuto ad immobilizarsi, in preda ad una specie di ballo di San
Vito. Ovazione, tripudio e finalmente trionfo. I nostri eroi lasciano il
palco e per alcuni minuti il frastuono assordante del pubblico di Wembley
continua invocando il loro ritorno sul palco.
Ma ovviamente Bob e la band sono già andati via.
L'espressione contenta ed esaltata sul viso di Cico (28° BobConcert)
la dicono tutta.
La mia felicità è indescrivibile.
Tutto il pubblico della Wembley Arena appare più che soddisfatto;
ma è il volto di Mike, gentiluomo londinese, ad esprimere l'essenza
della contentezza al suo primo concerto dylaniano.
Prima di salutarci ci ha ringraziato un centinaio di volte per la
magnifica serata trascorsa.
In quanto a Bob sono quasi 30 anni che lo seguo e 16 anni dal vivo
e non l'ho mai visto così in forma: ha ripreso ad adoperare la Sua
Voce in tutta la sua estensione, mostrando, soprattutto per le tonalità
medio-alte quando riesce a far vibrare tutta la cavità bocca-naso
e non solo la gola, evitando i croak e i borbottii, di essere un ottimo
cantante anche in termini tradizionali.
La sua tecnica chitarristica, come solista, affidata ad armonie
talvolta poco melodiche, ben si adatta agli arrangiamenti blues di alcuni
brani e si è mostrata efficacissima in "If Dogs Run Free", pezzo
jazz.
Amici, che dirvi, spero di poter seguire questo immenso artista per almeno altri 100 anni.
A presto, Antonio G. da Napoli.
PS.: Un ringraziamento pubblico a Maria Grazia (If not for you,Babe,
I couldn't find the door,
Couldn't even see the floor, I'd be sad and blue,If not for you).
Ciao Antonio, e grazie per il bel racconto
dal cuore di Londra... Mi associo al tuo augurio di poter seguire Bob ancora
a lungo (ma perchè limitarsi a 100 anni? Facciamo 200...).
Sulla posta di Maggie's Farm tra un pò
farò un resoconto di questa tourneè europea alla luce dei
racconti da Bruxelles, Parigi e Londra che abbiamo pubblicato sulle nostre
pagine così trarremo le conclusioni di questo tour che, ad occhio,
stando ai nostri racconti, è stato superiore a quello italiano della
scorsa estate...
Ora non resta che sperare che qualche amico
del nostro sito si faccia qualche viaggio verso i lidi U.S.A. e ci racconti
le imprese dylaniane "in the land of stars and stripes...".
Ciao Antonio, e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"
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