RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR

(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)

Nona Parte
 

I LEFT... AOSTE AND LANDED IN BRUSSELS - Seconda parte
di Michele "Napoleon in rags" Murino

Ed infatti, alle 20 e 35 circa, nel boato generale, si vedono le prime sagome dei musicisti.
Prima Larry Campbell, poi Charlie Sexton e Tony Garnier.
Dave Kemper va a prendere il suo posto dietro la batteria.
Le posizioni sono quelle di sempre. Guardando il palco: Larry a sinistra, Tony al centro a sinistra del microfono di Bobby, Charlie a destra e Dave a sinistra dietro Larry.
Poi appare "the MAN himself".
Il Forest esplode in un boato assordante.
La solita voce annuncia: "Good evening, ladies and gentlemen... Would you please welcome Columbia Recording Artist... BOOB DYLAAAAN!".
E' già attaccano le prime note.
Vedo che molti sembrano non riconoscere la canzone. Anche io ho qualche dubbio, poi mi rendo conto che si tratta di DUNCAN AND BRADY.
Peccato! Avrei preferito ascoltare "I am the man Thomas" che non ho ancora sentito dal vivo.
Il brano è molto bello anche se meno trascinante come apertura rispetto ad una "Roving gambler".
Come al solito, durante la prima canzone mi diverto a guardare come sono vestiti i nostri.
Bob ha un completo nero con stelline bianche lungo le maniche della giacca.
Non so spiegarmi perchè, ma proprio appena è uscito ho avuto una strana sensazione al limite del paranormale.
Appena l'ho guardato per la prima volta, forse anche perchè si era ancora in penombra, mi è sembrato avere la stessa identica faccia del Dylan anni 64/66, quello di film come "Don't look back" o "Eat the document", per intenderci.
Si è trattato di un flash, di un attimo in cui ho creduto di sognare. Poi i contorni del viso di Bobby hanno "assunto" la fisionomia attuale.
Misteri di una mente (la mia) ormai completamente andata (e che ha visto troppe puntate di "X-Files").
Ad ogni modo, visto che, rispetto ai concerti recenti che ho visto, sono veramente vicinissimo a Bob, mi soffermo a scrutarne i lineamenti del viso anche per vedere in che condizioni è (parlo dei segni dell'età).
Devo dire che sono sorpreso. Qualche tempo fa, infatti, la nostra amica Dalia mi aveva scritto che a Reno, in Nevada, l'aveva visto molto stanco, vecchio, sofferente, e le aveva dato la sensazione che stesse realmente molto male.
Invece qui a Brussels il suo viso mi è sembrato molto "fresco" (per un uomo di 60 anni, intendo) e complessivamente mi è sembrato in gran forma.
Anzi ad un certo punto dello show una voce femminile dietro di me di una decina di file ha urlato verso Bob in italiano: "SEI BELLISSIMOOOO!".
Tony e Charlie hanno un completo grigio/nero. Tony ha, ovviamente, il solito inseparabile cappello scuro.
Anche Dave Kemper, dietro la batteria, ha il solito look con cappello enorme bianco da cow-boy e occhiali scuri.
Larry Campbell ha invece un completo nero con camicia azzurrina.
Termina la prima canzone che non mi sembra ricevere applausi molto calorosi ed attacca TO RAMONA che è sempre molto bella.
Bob salta la strofa che inizia con "I've heard..." e termina con "...exactly like them". Inoltre dice "...but soon THESE words" invece che "...but soon MY words".
Il fraseggio di Dylan è particolarmente bello e pulito.
Anzi, a questo proposito, voglio subito dire che la voce di Bob è ancora meglio che a Milano e Modena. E' veramente una grande voce e sono lontani i tempi in cui non si capiva le parole che pronunciava.
Durante To Ramona un ragazzo alla mia destra tira fuori una piccola macchina fotografica e scatta col flash una foto in direzione del palco.
Scatta subito un addetto della security che si avvicina al tipo e gli dice che alla prossima foto gli sequestrerà la macchina.
Il tipo la mette prontamente via spaventato e non la tirerà più fuori per tutto il concerto.
Solite tristi note, a mio modesto avviso, dei concerti di Bob che mi sembra veramente poco sensibile alle piccole manie di noi fans. Perchè non fa come Joan Baez, ad esempio, che ho visto a Lucca addirittura invitare parlando nel microfono ad andare per la durata di una canzone espressamente chi voleva sotto il palco a fotografarla, ed anche durante le altre canzoni, chi voleva, poteva tranquillamente fotografarla dal punto in cui si trovava?
Io, addirittura, durante le sue ultime tre canzoni, mi sono alzato in piedi e sono andato sotto il palco a riprenderla con la videocamera (!) senza problemi.
Al termine di To Ramona il primo "thank youuuu" della serata da parte di Bob al pubblico belga.
La terza canzone vede Bob particolarmente impegnato con la chitarra e deciso nell'attacco. E' IT'S ALL RIGHT MA' (I'M ONLY BLEEDING) che mi sembra bella come al solito ma non particolarmente degna di segnalazione (bella nella "normalità", per così dire).
Bob ripete per due volte "it's all right" prima del verso "I can make it".
Salta molte strofe, come al solito, e per la precisione quelle che iniziano con "For them...", "While some...", "While one..." e "But I mean no harm...", tutte consecutive.
Secondo me lo show comincia a decollare con la quarta canzone, DON'T THINK TWICE, IT'S ALL RIGHT, che vede il pubblico in delirio. E quando arriva il verso "I gave her my heart but she wanted my soul" tutti quelli intorno a me stanno cantando e due dei VIP di fronte a me mimano con le mani il gesto del cuore offerto all'amata.
Bob inverte il secondo e il quarto verso della prima strofa.
Grandi applausi alla fine del brano.
La quinta canzone è quella ormai consueta, TANGLED UP IN BLUE ed è anche la prima che vede la gente ballare e dimenarsi. In particolare un ragazzo biondo in maglietta a maniche corte comincia a sbattersi come un forsennato ed a mimare con una inesistente chitarra il ritmo del brano fingendo di suonare.
Bob salta anche qui una strofa, quella del "topless bar".
Segue SEARCHING FOR A SOLDIER'S GRAVE, canzone che avevo sentito solo una volta scaricandola da Internet.
Mi sembra una classica ballata vecchio stile, bella anche se non da strapparsi i capelli.
Charlie Sexton e Larry Campbell cantano insieme a Bob.
Finora il concerto, secondo me, è "normale", per così dire, e non mi sembra decollare del tutto. Fosse finito a questo punto l'avrei messo al quarto posto nella classifica dei 4 concerti visti di recente dopo Milano, Zurigo e Modena.
Se non che, al contrario, alla fine lo metterò addirittura al primo posto per quello che succederà nelle canzoni successive a Searching... Delle perle che mi hanno entusiasmato al punto da aver benedetto il momento in cui ho cambiato idea e sono andato a Brussels invece che a Parigi, come in un primo momento avevo deciso (poi, magari, Parigi sarà stato anche migliore, ma questo ce lo racconterà Anna, spero...).
Termina il set acustico e come settima canzone, la prima del set elettrico, mi aspetto ovviamente COUNTRY PIE. Anche stavolta, come a Modena, non resisto alla tentazione di "chiamarla"... "Country pieeeeeeee" urlo e dopo qualche secondo attacca. A proposito di urla, dal pubblico un buontempone ogni tanto gridava "Neil Yoooooooung", non so se perchè fosse insoddisfatto del concerto di Bob e prendesse in giro Dylan o se era completamente ubriaco.
Country pie mi sembra ancora più bella dei concerti precedenti ed ormai mi sono convinto che, se solo Bob volesse, anche le canzoni "minori" o dimenticate diventerebbero dei capolavori, lavorandoci su. E la prova la avremo più tardi nel corso della serata con la perla assoluta del concerto, il vero EVENTO della serata (qualcuno che ha sbirciato su Expectingrain la scaletta lo avrà capito...).
In Country pie Bob non canta le ultime due strofe.
Segue STANDING IN THE DOORWAY, con cui il concerto decolla definitivamente. Questa versione brussellese mi manda veramente in estasi con un Dylan incredibilmente convinto di quello che canta e che quasi recita con il viso e le espressioni, oltre che con l'inflessione della voce, i versi della canzone...
Veramente STUPENDA al punto che la ragazza sosia della Ferilli alla mia destra mi sussurra nell'orecchio: "What's the title of this song?...", confermando la sua preparazione sommaria su Bob (mi dirà più tardi che non possiede "Time out of mind").
"Standing in the doorway...", le dico e lei risponde: "It's beautiful" con una dozzina di e (credo che sarà ormai corsa a comprare TOOM).
Bob salta la terzultima e la penultima strofa.
Durante Standing... succede una cosa strana (per me, almeno, che non avevo mai notato una cosa simile). Praticamente per tutta la canzone Tony fischietta il motivo. O almeno credo sia quello che ha fatto, visto che la sua bocca aveva la classica posizione "da fischio". Ma non sarà la sola cosa strana della serata. Dopo ce ne sarà una veramente stranissima e che è la prima volta in assoluto che vedo fare da Bob e band (e pure ne ho visti centinaia di concerti in video). Ma vi racconterò dopo di questo...
Ad un certo punto un tizio della security corre nella nostra direzione.
Io mi dico "Ecco un altro che ci prova..." ed infatti il tizio si allunga minaccioso tra il pubblico alla mia sinistra ed intima qualcosa a qualcuno in inglese.
Dopo qualche secondo una mano si protende verso l'addetto che trionfante si allontana col bottino, un dischetto da computer di quelli che si inseriscono in alcune macchine fotografiche che hanno anche funzione di videocamera.
Vale, ovviamente, lo stesso discorso che ho fatto più su... Sono cose tristi.
E' la volta della terza perla della serata, dopo Country pie e Standing in the doorway. Si tratta di una per me assolutamente inaspettata ma incredibilmente gradita rovente TOMBSTONE BLUES, una delle mie preferite tra le canzoni del nostro uomo. La canto con lui dall'inizio alla fine, entusiasta.
Anche qui Bob si esalta nel fraseggio e pronuncia scandendo al cubo ogni singola parola con quella cattiveria che credevo avesse perduto (quando canta "You will not die, it's not poiiiiison" ha un viso tipo quello del video di "Hard rain", cattivo, ironico, sfrontato).
Comincio a ricredermi sulla qualità del concerto a cui sto assistendo.
Il tizio ballerino è ormai fuori di testa e si dimena come se avesse il ballo di San Vito. Anche io non posso trattenermi dal dimenarmi alquanto al ritmo di questo grande blues come quelli che solo Bob sa ancora fare.
Bob comunque accorcia sensibilmente il lunghissimo pezzo saltando una marea di strofe, quella di Giovanni Battista, quella di Cristo Comandante in capo, quella del Re dei Filistei, quella di Gipsy Davey, quella del libro di Galileo, quella di Fratello Bill ed un ritornello (Mama's in the factory...).
In tutto ben sei strofe ed un ritornello... Peccato!
Segue un'altra perla (e la collana si allunga!), TELL ME THAT IT ISN'T TRUE.
STUPENDA. La mia vicinanza a Bob mi fa notare come egli cambi espressione a seconda del verso che canta, quasi recitando, con una intensità che emoziona. GRANDE, GRANDE... SEI GRANDE, BOB!
Al termine del brano secondo "thank youuuu" di Bob agli applausi veramente scroscianti del pubblico belga ormai caldo.
Altra cosa importante da segnalare è che Bob suona quasi tutti gli a solo, lasciando pochissimo spazio a Larry e Charlie.
Qualcuno lo criticherà per questo. Io devo dire, al contrario, che Bob fa un lavoro egregio e ripensando a quanto diceva Leonardo nella posta di Maggie's Farm qualche tempo fa, non posso che condividere sulla sua difesa di Bob chitarrista.
A seguire viene COLD IRONS BOUND nella stessa incredibile versione di Milano, con la musica che va e viene con stacchi ed attacchi violenti e suggestivi e la voce di Bob STRATOSFERICA.
Alla fine del brano Bob fa un'incredibile opera di "taglia e incolla":

Parte con: "Oh, the winds in Chicago have torn me to shreds
Reality has always had too many heads

Poi salta: "Some things last longer than you think they will
There are some kind of things you can never kill

Salta anche: "It's you and you only, I'm been thinking about
But you can't see in and it's hard lookin' out
I'm twenty miles out of town in cold irons bound

Salta ancora: "Well the fats in the fire and the water's in the tank
The whiskey's in the jar and the money's in the bank

Ed "incolla" a "too many heads": "I tried to love and protect you because I cared
I'm gonna remember forever the joy that we shared

E chiude con l'ultima strofa giusta: " Looking at you and I'm on my bended knee
You have no idea what you do to me
I'm twenty miles out of town in cold irons bound
Twenty miles out of town in cold irons bound"

Dopo Cold irons bound c'è la presentazione della band da parte di Bob. Prima Larry poi Dave poi Charlie ed infine Tony. Applausi del pubblico ed io urlo "Bravo Charlie" con l'accento sulla o, alla francese.
A proposito di Charlie Sexton, ora che lo ho visto più da vicino, magari è solo una mia impressione, ma mi sembra quasi il sosia di Raf.
Stasera tra l'altro Charlie, a differenza di altri concerti in cui l'ho visto, ha partecipato molto di più anche fisicamente al concerto ridendo spesso mentre guardava Larry col quale duettava.
Dopo questa incredibile serie di cinque capolavori viene un brano "normale" come LEOPARD-SKIN PILL-BOX HAT che comunque mi piace questa sera e fa ballare tutto il pubblico ad un ritmo indiavolato.
Bob salta anche qui una strofa, la terza (quella del "sunrise").
Noto che Bob suda molto stasera e posso vedere le gocce di sudore che grondano dalla sua fronte alcune volte scendendo bizzarramente lungo il suo naso di aquila e cadendo sulla chitarra. Questo potrebbe essere un segno dell'impegno che stasera Bob sta profondendo.
La tredicesima canzone mi fa provare un tuffo al cuore quando mi rendo conto che si tratta di THINGS HAVE CHANGED.
Finalmente ascolto dal vivo questo brano che aspettavo già a Zurigo, mesi fa, poi a Modena, poi a Milano, sempre inutilmente...
E pensare che proprio alla fine di Pill-box... la volevo "chiamare" urlando verso il palco.
Devo comunque dire che preferisco la versione del disco, molto più veloce e ritmata, mentre questa era un pò troppo lenta e secondo me Bob esagera nel prolungare la "a" di "have" nel ritornello facendo perdere ritmo al brano.
Comunque è una buona versione, solo un pò più mielosa.
Noto che alla fine di ogni canzone come al solito Bob parlotta con Tony ma sono arrivato alla conclusione che sia proprio Bob a dire a Tony (e poi a Dave Kemper) che nuova canzone attaccare. Dico questo perchè nelle pagine della posta di Maggie's farm si era paventata l'ipotesi che fosse Tony a dire a Bob che canzone suonare. Osservando da vicino a Brussels mi sembra, ripeto, che sia sempre Bob a dire a Tony il titolo... Anzi dopo una canzone (se ricordo bene dopo Seein' the real you at last) Tony non capisce quello che Bob gli ha detto e gli chiede un paio di volte di ripetere il titolo tanto che la seconda volta, visto che Tony non lo sente, Bob si allunga verso di lui e ripete il titolo a voce più alta.
Segue LIKE A ROLLING STONE che, al solito, fa cantare tutti o almeno tutti ci provano inutilmente perchè come al solito Bob non ci permette di cantare con lui.
Personalmente devo dire che mi augurerei che Bob si decidesse a far cantare Larry e Charlie con lui su questo brano. Mi spiego meglio. Visto che ormai ho perso le speranze che Bob torni a cantare Lars con il ritmo giusto pronunciando i versi a tempo (Dylan ormai da secoli continua a sfasare volutamente tutta la canzone ritardando le entrate soprattutto nel ritornello, facendo perdere, secondo me, il 50 per cento della bellezza del brano), se decidesse di farsi aiutare da Charlie e Larry, come fa in Blowin', in I shall be released ed in Forever young, la canzone riassumerebbe l'aspetto di una volta visto che, proprio come in Blowin, I shall... e FY, anche in Lars le voci dei due chitarristi andrebbero a tempo lasciando a Bob tutte le bizzarrie metriche che vuole lasciando la canzone inalterata e consentendo tra l'altro al pubblico di cantarla insieme alla band.
Dico questo perchè ho notato soprattutto qui a Brussels che tutto il pubblico non aspettava altro che "How does it feeeel" per cantare scatenandosi in un boato con Bob che invece ritardava in maniera esasperata l'entrata di ogni singolo verso sballando tutto ed impedendo a chiunque di cantare...
Cosa ve ne sembra della mia proposta? Basterebbe poco, se Bob volesse, per fare andare il pubblico fuori di testa scatenandone l'entusiasmo e non lasciandogli un retrogusto di amaro ogni volta che è esegue Like a rolling stone.
Del resto, come ho detto, Bob lo fa già in altre canzoni e proprio a Brussels abbiamo avuto un esempio illuminante in questo senso con I shall be released, come leggerete tra poco.
Mentre rimuginavo sul fatto che in ogni caso il concerto di stasera era decollato alla grande ecco che succede quello che credo nessuno si aspetti. L'EVENTO di cui parlavo prima.
Tony Garnier prende uno strano basso marrone molto grande. Attaccano le prime note ed io mi chiedo che diavolo di canzone è, e con me tutto il pubblico.
Sogno o son desto? Non è possibile, mi dico... Devo avere le traveggole, forse ho capito male quello che Bob sta cantando... Mi concentro sui versi ed ho la certezza che non stiamo tutti sognando: IF DOGS RUN FREE (!!!!!!)
Incredibile... Bob è impazzito, mi dico (dovete sapere che, ovviamente, io non avevo avuto il tempo, essendo già in Belgio, di leggere su Expectingrain la scaletta di Munster, del giorno prima, dove Bob aveva appunto eseguito per la prima volta dal vivo questa canzone di New Morning, per cui tutto mi aspettavo tranne che di ascoltarla a Brussels - e per la cronaca Bob l'ha rifatta anche a Parigi il giorno dopo).
E' in assoluto la cosa più bella della sera.
Una versione da brividi con la voce di Bob a livelli sublimi.
E' una versione assolutamente jazz. Stupenda. Non ho altri aggettivi per definirla.
Superiore, secondo me, a quella di Munster che ho scaricato da Expectingrain al mio ritorno dal Belgio.
Finisce il brano con uno stacco improvviso molto jazzistico ed esplodiamo in un applauso assordante.
Un capolavoro.
Questo ci riporta al discorso che facevo prima quando dicevo che, se Bob volesse, potrebbe recuperare anche le sue canzoni più oscure e trasformarle in capolavori.
Seguono SEEIN' THE REAL YOU AT LAST (bella) e I SHALL BE RELEASED, la canzone più applaudita, insieme con If dogs run free, della serata con Charlie e Larry che cantano con Bob rispettando il tempo della canzone mentre Bob fa i suoi voli pindarici, permettendo a tutto il pubblico di cantare (vi ricordate il discorso che facevo prima in merito a Lars?).
E' poi la volta di HIGHWAY 61 REVISITED (potente come sempre) e si chiude con la scontata BLOWIN' IN THE WIND che non cambia di una nota dalle versioni che avevo già ascoltato nei precedenti recenti concerti.
Al termine il saluto di Bob e band, ossia la cosa stranissima di cui parlavo più su. Una cosa che mi ha lasciato esterrefatto dal momento che non me la aspettavo affatto nè avevo mai visto prima Bob fare una cosa del genere.
Mentre il pubblico applaude, Bob e compagni si mettono in fila uno di fianco all'altro, un pò come nelle scene da film in cui dei testimoni devono identificare un criminale e la polizia fa mettere in fila diverse persone su un palco perchè i testimoni le osservino bene (Bob e soci nella parte dei "criminali" quindi).
Poi tutti assolutamente immobili come statue fissano il pubblico senza emettere parola o accennare un sorriso. Anzi Bob sembra quasi arrabbiato o comunque estremamente serio. Ad un certo punto rotea la testa intorno guardando il pubblico con un'aria di sfida. Poi tutti accennano ad una specie di commiato e se ne vanno.
Il pubblico continua ad applaudire e chiede che i musicisti tornino sul palco.
Le luci non si spengono ed il pubblico continua a rumoreggiare esaltato.
Dopo interminabili minuti alcune ombre dal fondo del palco si materializzano. Prima Larry Campbell poi ad uno ad uno gli altri (mi sembra Bob per ultimo) ritornano sul palco tra gli applausi e le urla del pubblico. E, incredibile, si rimettono esattamente nella stessa posizione di prima. Impalati, uno di fianco all'altro, serissimi quasi torvi, guardano nuovamente in giro ed in alto verso i palchi come statue da museo delle cere.
Bob è sempre serissimo anche se visibilmente soddisfatto degli applausi.
Poi, dopo parecchi secondi di questa sorta di quadro teatrale, tutti se ne vanno di nuovo e le luci si accendono dopo un pò permettendo al pubblico di sfollare.
Ora la domanda la giro a chi è andato a vedere i concerti successivi a Parigi e Londra (Anna? Antonio?). Anche lì c'è stato questo strano saluto da parte di Bob and friends? Fatemi sapere...
Usciamo dal Forest National tutti visibilmente soddisfatti ed io ancora penso a quella inaspettata canzone da New Morning (a questo punto, per restare in tema, tra un pò potrebbe essere la volta di Day of locusts). Poi vedo un pò di capannelli di gente che vende/acquista bootleg di Bob. Non ne compro (ormai ne ho troppi) ma mi avvicino a sbirciare. Poi noto gente che vende t-shirts e non resisto alla tentazione di acquistarne una, bellissima, nera con sul davanti una stupenda foto di Bob con chitarra (direi metà anni 70) con la scritta in rosso "BOB DYLAN AND HIS BAND".
Sul retro una foto diversa di Bob (quella con le braccia incrociate e l'aria pensosa, anch'essa metà anni 70) e di nuovo la scritta di prima, stavolta in viola. E sotto, tutte le città di questo tour, da Dublino a Londra. Per la cronaca la t-shirt mi è costata 300 franchi belgi ma pensate che subito all'uscita del FN la stessa la vendevano a 500 franchi belgi... Quindi un consiglio: non acquistate subito quello che vendono in queste occasioni, girate un pò e magari trovate qualcuno che vende la stessa cosa a molto meno.
In conclusione il concerto di Brussels è stato il migliore dei quattro che ho visto di recente con la migliore forma vocale da parte di Bob, con una scaletta ottima ed una sorprendente novità che sarebbe valsa da sola il prezzo del biglietto (parlo di If dogs run free), con ottimi a solo di "His Bobness" ed un bel pubblico caldo ed entusiasta.
Ed ora aspettiamo i racconti dal Neverending tour da Parigi e Londra per fare poi un consuntivo di questa tournée europea. Nel frattempo sono state annunciate le nuove date del Neverending Tour che riguarderanno gli Stati Uniti, partendo dal Wisconsin per proseguire nell'Illinois e nell'Indiana, ma - ahimè - mi sa che il mio fuoristrada fin laggiù proprio non mi ci porterebbe...
Michele "Napoleon in rags"
 

02/10/2000 - Brussels, Belgio
Forest National/Vorst Nationaal, Avenue de Globe 36, 1190
Capacità: 8000

1. Duncan And Brady (acustica)
2. To Ramona (acoustic) (Larry al mandolino)
3. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) (acustica)
(Charlie al dobro)
4. Don't Think Twice, It's All Right (acustica)
5. Tangled Up In Blue (acustica)
6. Searching For A Soldier's Grave (acustica)
(canzone di Johnnie Wright, Jim Anglin e Jack Anglin)
(Larry al mandolino)
7. Country Pie
8. Standing In The Doorway
9. Tombstone Blues
10. Tell Me That It Isn't True
11. Cold Irons Bound
12. Leopard-Skin Pill-Box Hat

(bis)

13. Things Have Changed
14. Like A Rolling Stone
15. If Dogs Run Free (acustica con Larry alla chitarra elettrica)
16. Seeing The Real You At Last
17. I Shall Be Released (acustica)
18. Highway 61 Revisited
19. Blowin' In The Wind (acustica)



 
 
 
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