RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR

(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)

Ottava Parte


 
 

I LEFT... AOSTE, AND LANDED IN BRUSSELS...
di Michele "Napoleon in rags" Murino

Sabato 30 settembre 2000, ore 19.00...
Comincio a fremere dal momento che, di lì a dieci minuti, chiudo il mio negozio e parto come un razzo per il Belgio, direzione Bruxelles (o, se preferite, Brussels) per il concerto di Bob, previsto per lunedì 2 ottobre, due giorni dopo.
Entrano gli ultimi clienti ed io spero che facciano alla svelta... Fortunatamente alle 19 e 10 posso chiudere baracca e fiondarmi nella mia Toyota Rav 4 che mi aspetta già carica di tutto: valigie, cd, videocamera (ovviamente), noccioline, caramelle etc.
Si parte.
Mi aspettano circa dieci ore di viaggio e conto di arrivare a Brussels, se tutto va bene, nel primo mattino di domenica...
Questa volta il caricatore dei cd della mia auto è pieno quasi solo di musica dylaniana. Ho deciso infatti per una "full immersion" nonostante stia andando a vedere, appunto, un concerto di Bob... Diciamo che si tratta di una sorta di ripetizione secondo la filosofia del detto latino per cui "Repetita iuvant".
"Bringing it all back home", "Highway 61 revisited", "Blonde on blonde", "Blood on the tracks", "Desire"...
"Scus' se è poc'..." direbbe il grande Diego (non Maradona... Abatantuono!).
Li ascolto in quest'ordine cercando di indovinare quali di questi brani Bob farà a Brussels.
Scarto subito l'idea di ascoltare mai qualche brano di "Desire", album che ormai solo per qualche miracolo Bob ci farà mai riascoltare in concerto.
Sono invece sicurissimo che, dai primi quattro album che ho citato, Bob pescherà a piene mani, come sempre... E la scaletta dello show di Brussels lo confermerà, come vedrete dopo.
E' strano - penso - che, attualmente, Bob si ostini a cancellare dalla propria mente grandissimi album come, appunto, "Desire", "Planet waves", "Oh mercy", "New morning", "The times they are a-changin'" e "Street legal", tutti dischi di cui Dylan esegue nulla o quasi...
Ad ogni modo, visto che lo spazio nel caricatore c'è, inserisco altri cd di "riserva", tanto per variare un pò sul tema...
"In panchina" ci sono: "Dire Straits Live at BBC", "Dire Straits on the night", ovviamente dei Dire Straits, che io adoro (chissà se un giorno riuscirò ad ascoltare mai la versione di Sultans of swing cantata da Dylan e dai DS e che Clinton Heylin riporta come esistente anche se non in circolazione... Sarebbe stupendo!).
Poi sempre l'immancabile grande Lucio Battisti con "Una donna per amico", "Una giornata uggiosa", "Io, tu, noi, tutti", "Il nostro caro angelo".
E, per finire, come ciliegine sulla torta, "Prendere e lasciare" di De Gregori ed una miscellanea del grande Paolo Conte...
Per farmi due risate ho anche un paio di musicassette dei "Sadici piangenti", cabarettisti napoletani... Chissà se qualcuno di voi se li ricorda o li conosce (probabilmente il gruppo dei partenopei Carlo/Saverio/Arcangelo/Antonio etc. sì... Fatemi sapere).
Il viaggio notturno fila via liscio e senza intoppi al suono dei capolavori dylaniani, se non che piove ininterrottamente per tutto il tempo, da Aosta a Brussels, senza mai un attimo di pausa.
Mai vista una cosa del genere... Neanche un minuto di viaggio senza pioggia...
Memore dei recenti concerti bagnati da me visti, deduco che ormai è quasi sintomatico che, quando si va a vedere Bob in concerto, venga giù il diluvio e la cosa mi sembra anche normale alla luce di canzoni dylaniane come "A hard rain's a-gonna fall", "Down in the flood" e "Buckets of rain"...
Aosta-Martigny-Basilea-Strasburgo-Metz-Lussemburgo-Brussels.
Verso le 6 sono nella capitale del Belgio.
Arrivo in albergo, il County House of Brussels di Square des heros, e poco dopo sono già in giro per la città...
Ho deciso che la giornata di domenica sarà dedicata alla visita a Brussels ed il giorno dopo, lunedì, andrò invece ad Amsterdam, che dista poche ore di auto, per poi tornare la sera a Brussels per il concerto.
La prima cosa che faccio, ovviamente, è cercare il Forest National, luogo del concerto di Dylan. Fortunatamente dista solo 5 chilometri dal mio albergo e ci arrivo abbastanza velocemente, nonostante le segnalazioni cittadine siano assolutamente carenti.
Il Forest National si chiama anche Vorst Nationaal ed è una struttura che può ricordare, in un certo qual modo, il Palavobis di Milano.
Il motivo del doppio nome, Forest National/Vorst Nationaal, è dovuto al fatto che, a Brussels, e credo in tutto il Belgio, ogni nome di strada o luogo viene indicato in due lingue, il francese ed il nederlandese. Addirittura ogni singola strada cittadina porta un'insegna con il nome della via in entrambe le lingue. Ad esempio, Rue Porte Rouge/Rodepoort. In alcuni casi la cosa è alquanto ridicola dal momento che, quando il nome è lo stesso in entrambe le lingue, sulla targa è riportato due volte lo stesso nome. Il ridicolo sta nel fatto che, in questi casi, è come leggere, rapportando la cosa all'Italia, targhe tipo "Piazza Garibaldi Garibaldi" o "Via dei Mille dei Mille".
Comunque in tutto ciò non ci sarebbe nulla di male se non che questi furbastri di belgi in alcuni casi si scordano della doppia lingua ed utilizzano solo il nederlandese. La qual cosa, nel mio caso, ha avuto risvolti semi tragici dal momento che ho perso un bel pò di tempo cercando di capire, sull'autostrada, in che diavolo di direzione dovevo andare per raggiungere Amsterdam...
Infatti, il punto di riferimento era la città di Anversa che dovevo raggiungere per poi proseguire per Amsterdam... Se non che, dopo una prima insegna autostradale che riportava la scritta Anvers e che mi aveva consentito di imboccare la direzione giusta, tale scritta, successivamente, spariva completamente... Di Anvers non c'era più traccia tanto che mi sono convinto di avere sbagliato da qualche parte... Invece, dopo varie elucubrazioni, ho risolto il mistero grazie alla mia preparazione enigmistica... Questi buontemponi di belgi, infatti, dopo quella prima insegna che indicava la direzione Anvers (Anversa), hanno continuato a chiamare la città non più con il nome francese, Anvers appunto, bensì con quello nederlandese. Peccato, però, che quest'ultimo sia molto diverso dal primo: ANTWERPEN. Io ero convinto che questa Antwerpen fosse un'altra città e solo dopo un pò ho capito che si trattava di Anversa... Quindi siete avvisati: se mai andrete ad Amsterdam non meravigliatevi se sulla vostra cartina ci sarà una città inesistente...
Tornando a parlare del Forest National, gironzolo un pò intorno alla struttura che, essendo domenica, è ovviamente chiusa.
Anche qui, come a Zurigo, non c'è uno straccio di manifesto che indichi il concerto di Bob del giorno dopo... Ormai ci ho fatto l'abitudine e non mi meraviglio più di tanto, anche se continuo a non capire il perchè della scarsa pubblicità...
Bene! Ho individuato il luogo del concerto, quindi me ne posso andare a zonzo per Brussels...
Scopro con piacere che invece in città, qua e là, qualche poster con la pubblicità del concerto c'è (anche se molto pochi)...
E si tratta anche di un bel poster, a colori, con il viso di Bob con aria trasognata, quella del retro copertina di Time out of mind.
La scritta recita: "Bob Dylan and his band - Forest/Vorst Nationa(a)l - h. 20.30".
Visito la città che è bella anche se un pò triste... Vado all'Atomium, la famosa strana costruzione composta da nove enormi sfere di acciaio collegate tra loro da enormi tubi di ferro.
Vado al Palazzo della Cee, al Palais du Centenaire, allo stadio Heysel e nella città vecchia zeppa di locali indiani, israeliti, arabi etc...
Ad ogni modo, sicuramente più bella di Brussels è Amsterdam, città in cui mi reco il giorno dopo, lunedì.
E qui, sorpresa delle sorprese, scopro che l'intera città è letteralmente tappezzata da poster di Bob Dylan che pubblicizzano il concerto tenuto da Dylan a Rotterdam qualche giorno prima.
Incredibile!!! Non riesco a capire il perchè di queste differenze. A Zurigo, Milano, Modena e Brussels pubblicità quasi inesistente... Qui ad Amsterdam è uno sfolgorio di manifesti col nome Bob Dylan. Boh! Misteri della fede!
Il manifesto in questione è anche molto bello anche se molto più sobrio di quelli visti a Brussels. In questo caso, infatti, non ci sono foto, ma solo il nome enorme di Bob Dylan in bianco su sfondo nero seguito dalla classica scritta "and his band". E poi "Ahoy' - Rotterdam - Woensdag 27 september".
Mi fermo con l'auto in una via del centro di Amsterdam da cui si vede una bellissima, enorme chiesa con una strana cupola tondeggiante completamente gialla in stile russo, che scoprirò poi essere uno degli edifici più belli di Amsterdam nonchè uno dei più importanti, a giudicare dal fatto che i negozi di souvenirs erano pieni di cartoline che la raffiguravano.
In quella via ci sono un pò dei poster in questione.
Mi avvicino ad un paio di questi attaccati su di un lato di un ponte che passa sopra uno dei tanti canali di Amsterdam... Sono tentato di strappare un poster e portarmelo via come ricordo... Mi avvicino... In effetti un angolo di un poster è già staccato... Mi guardo in giro con circo e ispezione, come diceva Totò... Poi però desisto, decidendo di non fare il vandalo e riesco così a soffocare la mia brama di collezionista di cose dylaniane (siate fieri di me per non aver macchiato il nome dell'Italia in quel di Amsterdam!!).
Se l'avessi fatto, comunque, avrei potuto canticchiare un verso di Bob riadattato per l'occasione e tratto da Subterranean homesick blues:
"The wall is without plaster
'cause the vandal took the poster"
Ed arriva il momento più atteso, quello dello show.
Sono circa le 17 quando lascio l'albergo, deciso a mettermi subito in fila per entrare per primo ed accaparrarmi il posto migliore.
Mi sono informato circa l'apertura dei cancelli che avverrà alle 19.00. Dovrò aspettare un paio d'ore in piedi ma la cosa non mi tange... Per essere davanti al palco di Bob in prima fila aspetterei un paio d'ore anche appeso a testa in giù (cosa non si fa per amore...).
Tra l'altro non ho ancora il biglietto... Mi precipito alla biglietteria e vedo che non ci sono problemi. Una graziosa biondina sui vent'anni mi stacca un biglietto da un blocco ancora intonso e me lo porge dopo aver preso i miei 1400 franchi belgi.
Vedo che ci sono ancora un mucchio di biglietti sui banconi e comincio a pensare che non ci sarà molta gente al concerto visti i numerosi pacchetti di biglietti ancora invenduti... Mi ricrederò completamente quando un quarto d'ora prima dell'inizio dello show mi girerò intorno nel Forest National e vedrò che è stracolmo di gente.
Sono fiero, in quanto "socio sostenitore" della causa dylaniana, di vedere ad ogni concerto questa folla incredibile di persone che vanno a vedere il vecchio Bob, segno che la classe non è acqua e che la musica di Dylan non ha età. A proposito, anche qui in Belgio ho visto un mucchio di ragazzi e ragazze dai 16 ai 25 anni con mia grande gioia... Se pensate poi che una ragazza al concerto mi ha detto che non era potuta andare a vedere lo show di Rotterdam perchè era "sold out"... capite quanta gente c'è in giro per il mondo che va a vedere i concerti di Bob. Siete GRANDI!!! Bob bless you!!!
Alle 19 in punto si aprono i cancelli ed io mi precipito nel palazzetto tra i primi. Visto che siamo ancora in clima di olimpiadi, arrivo credo in decima posizione nella 100 metri ad ostacoli verso il palco con un tempo invidiabile di 10 secondi netti (ehm...) e mi accaparro un posto da RE.
In primissima fila, appoggiato alla transenna di protezione, leggermente sulla destra del microfono di Sua Bobbità (per intenderci, a metà tra le "postazioni" di Tony Garnier e Charlie Sexton).
Purtroppo, però, davanti a noi della prima fila c'è un piccolo spazio vuoto che ci separa dal palco e che scopriremo dopo essere destinato ai VIP, circa un centinaio di persone che accederanno in quell'area da privilegiati ritrovandosi praticamente a toccare il palco di Bob.
Non so se costoro hanno pagato un biglietto di prezzo superiore per trovarsi lì ma mi sentirei di escluderlo categoricamente visto che il prezzo del biglietto era unico (1400 FB).
A questo punto non so perchè costoro erano privilegiati, l'unica cosa che so è che avevano tutti un piccolo braccialetto azzurro di cartoncino intorno al polso destro e lo mostravano diligentemente all'uomo della security che li faceva entrare nella zona deputata del sotto palco.
Per un attimo ho la tentazione di cercare in giro un pezzo di carta qualunque di colore azzurro ed arrotolarmelo alla bell' e meglio intorno al polso destro provando a superare lo sbarramento in stile portoghese, poi però desisto...
Ad ogni modo, noi della prima fila non ci lamentiamo visto che i VIP in questione non ci coprono assolutamente la visuale dal momento che il palco è sufficientemente alto.
Noi saremo a circa 6/7 metri da esso e quindi i musicisti ci appariranno "giganteschi".
Ad un certo punto nel Forest National leggo la scritta "Brussels" e mi viene in mente la canzone di Bob "When I paint my masterpiece", quando Dylan canta "I left Rome and landed in Brussels...". Decido così che questo sarà (opportunamente modificato) il titolo del racconto dal Neverending tour che metterò sul nostro sito (quello che state testè leggendo...).
Alla mia destra, una ragazza bruna dalla generosa scollatura e dalle misure "ferilliane" mi comincia a parlare in francese sorridendo. Intuisco che vuole parlarmi di Dylan ma, come sapete, il mio francese latita, quindi sorridendo le dico: "Do you speak english?...".
Lei mi fa segno "un pò" ed io le dico: "If you speak english maybe I understand something...", poi mentalmente concludo la mia frase pensando "Altrimenti son dolori" o, come diceva Lino Banfi/Commissario Auricchio a Paolo Villaggio/Giandomenico Fracchia nel mitico "Fracchia la belva umana"... Beh, ve la ricordate la battuta, no? Non la riporto perchè un pò eccessiva... Comunque era quella sui volatili...
La ragazza in un inglese incerto mi chiede se ho visto altre volte Dylan in concerto. Le dico che l'ho visto una decina di volte dal vivo ed un centinaio di volte in video amatoriali di concerti.
Lei mi guarda e sgrana gli occhi tipo Totò in "Totò Sceicco" davanti ad Antinea, regina di Atlantide, quando quest'ultima si toglie la maschera d'oro mostrando il suo viso e Totò esclama: "Alla faccia del bicarbonato di sodio!!!".
Mi fa i complimenti per il mio ruolino e mi confessa che, invece, quello è il suo primo concerto.
Io osservo: "Good place for your first show..." sottolineando il fatto che non tutti al loro primo show di Dylan si ritrovano in prima fila. Lei sorride e mi chiede di dove sono.
Le dico "Naples, Italy...", poi aggiungo "But now I live in Aoste...".
Mi guarda incredula: "Non mi dirai che sei venuto da così lontano per vedere Dylan?...".
Le dico di sì e da quel momento lei mi guarda come a dire: "Ed io che credevo di essere venuta da lontano..." (per la cronaca lei veniva da Maastricht e già pensava di avere fatto un lunghissimo viaggio, pensate un pò...).
Poi la ragazza, ahimè, comincia a tirar fuori un pacchetto di sigarette da cui attinge copiosamente accendendo una sigaretta dopo l'altra... Dico "ahimè" perchè io non fumo e detesto, ovviamente, che il fumo altrui mi vada negli occhi... Tuttavia mi guardo bene dal cambiare posizione e mi rassegno a sopportare di tanto in tanto un pò di fumo in faccia, visto che la mia posizione mi consente, come dicevo prima, un eccellente punto di vista, non solo in direzione del palco davanti a me ma anche alla mia destra in direzione della mia bruna interlocutrice (vi ricordate il mio discorso di prima su Sabrina Ferilli...?).
Scherzi a parte, comincio a darmi un'occhiata in giro e noto, dietro di me, un ragazzo alto con gli occhiali che tiene in mano un minuscolo block-notes sul quale sono annotati in bella grafia un sacco di piccole frasi... Sbircio un pò per capire di che diavolo si tratta e mi accorgo che sono le scalette degli ultimi concerti di Bob (più o meno tutti quelli di questa tourneè europea).
Probabilmente il ragazzo sta facendo le ipotesi più disparate su quello che Bob ci farà ascoltare questa sera...
La ragazza di prima mi chiede, visto che sono esperto di concerti di Bob, quante canzoni farà Dylan e quanto durerà lo show. Le dico che non ci sono dubbi che lo show durerà circa due ore mentre sul numero delle canzoni c'è più incertezza visto che oscilla sempre tra le 16 e le 20.
Di recente, aggiungo, sembra però che Bob si sia assestato sulle 19 (e ci azzecco in pieno perchè anche a Brussels ne farà, appunto, 19).
Poi un divertente scambio di battute che mi ha fatto riacquistare fiducia nelle mie conoscenze visto che mi reputavo scarso in geografia.
"Quali concerti hai visto di recente?" mi fa la pulzella.
"Milano, Modena and Zurich", le dico pronto.
E lei: "Ah, Zurich... Germany!"
E io: "No, Zurich... Switzerland! A dire il vero..."
Mi guarda stralunata come a dire: "Ma no! Ero sicura che fosse in Germania!".
Dopo questa parentesi scolastica guardo l'orologio (non il mio perchè ho il brutto vizio di non portarlo mai) ma a scrocco quello della ragazza e vedo che sono ormai le 20 e 15. Mi guardo intorno e, come dicevo prima, scopro con immenso piacere che il Forest National è ormai pieno quasi completamente.
Come sempre, in questi casi, qualche minuto prima dell'inizio dello show c'è un attimo di silenzio come se tutti sapessero che, ormai, ci siamo...
 
 

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