RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR
(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)
Quinta Parte
Modena, 27
maggio 2000
di Anna
Il solito violentissimo
tuffo al cuore, come quando capita un vuoto d'aria in aereo e ti senti
il cuore in gola e lo stomaco che scivola verso le ginocchia; da quella
prima volta a San Siro nell'84, la cosa si ripete ogni volta (e questa
è la decima) al primo accordo della prima canzone: devo ammettere
che è assolutamente irrazionale tutto ciò, perchè
Dylan non ha ancora cominciato a cantare!
Ma andiamo con ordine:
partiamo da Milano, il mio amico Giorgio ed io, trascinandoci dietro i
rispettivi consorti con la prospettiva di una trasferta culinaria a Modena,
nel senso che mentre noi saremo al concerto, loro passeranno la serata
in un ristorante ad abbuffarsi di specialità locali innaffiate con
abbondante Sangiovese e grappa finale. Be' ognuno ha i propri gusti e d'altra
parte loro vedranno Dylan a Milano perchè è più "comodo"
con i posti numerati. Quando arriviamo il termometro all'uscita dell'autostrada
segna 31 gradi, c'è un'afa tremenda e qualcuno "gufa": prima di
sera si scatenerà il temporale !
Alle 18 abbandoniamo marito
e moglie al loro destino mangereccio e ci accodiamo al gruppo già
in attesa dell'apertura della piazza; il tempo passa velocemente, comincia
anche a piovigginare ma a noi veterani la cosa non spaventa affatto, non
è la prima volta che ci inzuppiamo di pioggia, ma per Bob questo
ed altro ! Sul marciapiede c'è qualcuno che vende libri su Dylan
e vecchie foto dei concerti: ci attira particolarmente una in cui lui indossa
quella famosa camicia a grossi pois che gli ho visto addosso altre cento
volte e Giorgio scherzando mi dice che gli piacerebbe averne una, ma solo
da tenere appesa nell'armadio perchè non avrebbe mai il coraggio
di indossarla! Un pizzico di feticismo non guasta ! Finalmente si entra
nella piazza, corsa verso il palco, riusciamo a sistemarci in 6/7 fila
proprio al centro: davanti a noi in prima fila c'è un tipo con un
leopard skin hat, che ho già notato ad altri concerti (lo vedrò
anche domani a Milano) e che più tardi lancerà il cappello
sul palco quando Dylan canterà quella canzone (ma possiede un'intera
collezione di cappelli simili o va a recuperarlo a fine concerto ?!)
Intorno a me non sento
parlare emiliano: c'è un gruppo di ragazzi di Bari, dei veronesi
più o meno della nostra età, dei ragazzini americani molto
giovani (forse sono in Italia in vacanza) e dietro un gruppo di spagnoli.
Intanto le nuvole si fanno minacciose e si scatena l'aquazzone temuto.
Nonostante la ky way dopo qualche minuto siamo fradici, ma ci siamo abituati,
e almeno qui non c'è il fango come nel parco di Acquatica nel 94.
Mi viene comunque da pensare che non sopporterei simili disagi per niente
altro al mondo, se non per un concerto di Dylan !
Finalmente il cielo si
sgombra dalle nuvole ed appena è sufficientemente buio Bob appare
sul palco: del mio pseudo infarto iniziale ho già detto, ma dura
solo qualche secondo e poi riacquisto un minimo di lucidità per
... non capire assolutamente che cos'è il primo pezzo ! Ci guardiamo
perplessi e poi, ricordando anche le set list degli ultimi concerti, riusciamo
a capire che si tratta di Duncan & Brady: non l'avevo mai ascoltata
ma è veramente trascinante, splendida, quasi festosa, Dylan mi sembra
in ottima forma, grintoso, quasi allegro anche se per vedergli sulla faccia
una smorfia che ricordi vagamente un sorriso bisognerà aspettare
ancora qualche canzone; in compenso Tony Garnier fa anche la parte di Bob
e come sempre sorride felice dall'inizio alla fine del concerto - forse
la lunga collaborazione si basa su questo contrasto, ma la mia è
una considerazione un po' surreale! - Poi attaccano Mr Tambourine, è
la canzone che mi ha fatto quasi piangere ad un concerto di un po' di anni
fa perciò ogni volta che Dylan la canta resto con il fiato sospeso
fino all'ultima strofa ad aspettare l'emozione fortissima di allora, ma
adesso non succede nulla, solo qualche brivido nella schiena, quasi "normale"
con quei versi e con la voce che Bob sta tirando fuori stasera. Masters
of war: sempre emozionante (a proposito Michele, hai vinto la scommessa
di Dresda!!) soprattutto all'ultima strofa, quando Bob spalanca incredibilmente
gli occhi azzurri quando canta "and I hope that you die and your death'll
come soon".... Boots of Spanish Leather è commovente come sempre
- con gli spagnoli dietro di me che gridano "come back to Spain !" quando
Dylan cita Madrid - e Tangled Up In Blue a dir poco perfetta, mi pare che
Dylan scandisca in modo particolare i versi "she opened up a book of poems
and handed it to me/written by an italian poet of the thirteenth century"
ma forse è solo la mia immaginazione; e quando le difese emotive
sono state accantonate ed il concerto procede piacevole con emozioni controllabili
ecco che Bob ci spiazza con una incredibile To Ramona: struggente, lacerante,
con una voce che sembra che ti strappi qualcosa dentro e quello che non
è successo con Mr Tambourine succede ora, e senza pietà Dylan
afferra pure l'armonica ... La cosa più meravigliosa della serata!
Alla fine devo strofinarmi gli occhi, inizia la parte elettrica e così
ritorno sulla terra.
Una lentissima e sardonica
Positively 4th Street e Can't Wait: avevo letto i racconti da Zurigo ma
non mi aspettavo una cosa del genere, da dove ha tirato fuori una versione
così stupefacente ?! La versione in studio è ormai un pallido
ricordo. Drifter Escape è molto bella, trascinante, non l'avevo
mai sentita in concerto. Ad un certo punto mi sembra che Bob scoppi a ridere
rivolto a Larry Campbell, ma non riesco proprio a capire perchè,
forse mi sbaglio perchè il testo non è affatto divertente!
Dopo un breve intervallo
iniziano i bis, con Love Sick, mi piace sempre di più questo pezzo,
e Bob lo canta ogni volta con più intensità, splendido davvero.
Quando attaccano LARS la gente è in delirio, ma dopo la penultima
strofa succede qualcosa: Dylan sta per fare il suo assolo ma c'è
qualcosa che lo disturba, mi pare che non gli piaccia affatto quello che
sta facendo la band ! Alla fine si decide a partire con l'assolo, ma lo
fa senza convinzione, con un'espressione buffissima sulla faccia, sembra
che stia per inghiottire una disgustosa polpetta avvelenata, poi termina
frettolosamente di cantare l'ultima strofa e con un gesto di stizza si
sfila la chitarra elettrica e senza aspettare che gli altri finiscano di
suonare il brano, si dirige furioso in fondo al palco e torna al microfono
con la chitarra acustica pronto a cominciare una splendida Don't Think
Twice mentre i compagni stanno ancora suonando le ultime note di LARS !
Il concerto si conclude tra l'entusiasmo generale, ma devo dire che gli
ultimi brani (Forever Young, Rainy Day Women e Blowin' In The Wind) non
mi convincono molto: non sono i miei pezzi preferiti e oltretutto mi piacciono
di più alcune versioni fatte in passato; ma anche se io avrei preferito
ascoltare qualche altra cosa, il pubblico sembra gradire molto; inoltre
ci sono ragazzi molto giovani, forse al loro primo concerto, ed è
giusto che Dylan canti queste cose per loro.
Alla fine siamo di nuovo
in autostrada all'inseguimento del concerto di domani e con la segreta
speranza di scorgere lungo il tragitto il pullman di Dylan diretto anche
lui verso Milano, ma questo non lo diciamo a nessuno, qualcuno potrebbe
prenotarci una visita dallo psicanalista !
Milano, 28
maggio 2000
di Anna
Il tuffo al cuore si ripete
puntuale per l'undicesima volta, la seconda nel giro di 24 ore, ma non
sarà pericoloso ?
Il primo capolavoro della
serata è Desolation Row, splendida, piena di ritmo, non ricordo
al momento una versione più bella di questa, la voce di Dylan ti
incanta, ti trascina per tutto il lunghissimo brano senza un attimo di
tregua, ti attanaglia e ti ipnotizza senza permetterti di distrarti neppure
per un secondo (a proposito, mi sembra che questa volta non tralasci neanche
una strofa, ma potrei sbagliarmi). I pezzi sono tutti diversi da quelli
di ieri (anche It's All Over Now Baby Blue è splendida, con la voce
che trema un po' quando ci parla di quel vagabondo che bussa alla porta...)
fino a TUIB, che non mi annoia affatto ascoltare anche oggi, e poi di nuovo
To Ramona! Probabilmente Bob ha capacità telepatiche, si è
accorto dello scompiglio che ha combinato nelle nostre anime ieri e vuole
riprovarci stasera: la cosa gli riesce benissimo, anche senza armonica,
perchè la voce è ancora più straziata e penetrante,
e la canzone procede anche più lenta. C'è un silenzio surreale
in mezzo al pubblico, un silenzio strano in un concerto rock, e quando
alla fine Dylan canta con la voce sempre più disperata "...and someday
maybe, who knows baby, I'll come and be cryin' to you..." io sono ormai
fuori uso, non riesco nemmeno ad applaudire. Per fortuna poi c'è
Country Pie, così riesco a raccattare brandelli di Anna sparsi sul
pavimento del Palavobis e a riacquistare quasi del tutto la mia razionalità
...
I pezzi elettrici sono
tutti splendidi, Dylan mi sembra ancora più grintoso ed energico
di ieri e certo molto più comunicativo del solito, di certo si sta
divertendo e dà l'impressione che gli piaccia da morire stare sul
palco.
Penso che forse ad un concerto
di Dylan avremmo bisogno di molti più occhi per non perdere nessun
particolare, le dita che accarezzano e strapazzano la chitarra, le espressioni
del viso che cambiano continuamente, gli occhi azzurri che lampeggiano
intorno o che diventano due fessure taglienti, quegli strani e incredibili
movimenti e rotazioni delle ginocchia ...
Not Dark Yet e Cold Irons
Bound sono gli altri due capolavori di questa sera: Not Dark Yet è
la cosa più emozionante e sconvolgente dopo To Ramona, la versione
di Could Iron Bound è veramente incredibile, Bob inizia a cantare,
ma l'accompagnamento quasi non esiste, interviene alla fine di ogni verso,
per poi lasciare ancora sola la voce di Dylan all'inizio di quello seguente,
veramente strepitoso. A questo punto penso che Dylan potrebbe pubblicare
un altro TOOM con tutti i pezzi live: le versioni in studio sono ormai
un pallido abbozzo al confronto !
Tornando dal concerto,
chissà perchè non riesco a togliermi dalla testa la melodia
di Tell Me That It Isn't True, è una canzone che non mi ha mai detto
molto, ma dal vivo è un'altra cosa, ed è la stessa melodia
che più tardi mi impedisce di addormentarmi: a questo punto, caro
Michele, se incontri uno di quei "buontemponi" che dicono che Dylan fa
dormire ti autorizzo a rispondergli che conosci una a cui invece mette
una tremenda insonnia !
Concludo con qualche considerazione
in generale:
1) La cosa che più
mi ha colpito di questi due concerti è la voce di Dylan, veramente
strepitosa, con una varietà incredibile di inflessioni, potente,
ironica, straziata, tenera, allegra e disperata, come se le canzoni fossero
quadri e lui le dipingesse con mille colori e sfumature diverse. E' una
cosa che ha sempre fatto ma non a questo livello. E poi scandisce i versi
con una chiarezza che non mi sembra di ricordare in altri periodi, è
espressiva in modo superlativo e dura per tutto il concerto, senza mai
un cedimento, sempre al massimo !
2) Della band mi piace
soprattutto Larry Campbell, trovo che sia veramente molto bravo, non è
mai monotono ma nello stesso tempo non "strafà", è sempre
misurato e mi sembra che sia il compagno ideale di Dylan, gli crea con
la chitarra una specie di rampa di lancio per i suoi assoli: forse Dylan
non sarà un grande chitarrista, ma io resto ipnotizzata, con gli
occhi fissi sulla sua chitarra, quando improvvisa, quando sembra che voli
verso altri mondi a cercare suoni diversi, impazziti, quasi stonati, e
quando pensi che forse si è perso ecco che torna e la melodia magicamente
si ricompone ! E' grandissimo !
3) Ho avuto poi una strana
impressione ad entrambi i concerti: al primo brano mi ha preso un senso
di tristezza perchè Dylan mi è sembrato "vecchio" con tutti
i segni degli anni stampati sulla faccia, ma poi a poco a poco, una canzone
dietro l'altra, mi apparivano sempre più spesso delle espressioni
inconfondibili, un lampo degli occhi, un movimento della testa, il modo
di tenere la chitarra o l'armonica ... che mi ricordavano il Dylan visto
in concerto qualche anno fa, e poi sempre più indietro, quello dei
video degli anni 70', della Rolling Thunder o di Don't look back, come
una specie di Ritratto di Dorian Gray al rovescio: nel libro di Wilde l'immagine
dipinta del quadro invecchiava, mentre qui l'immagine di Bob sul palco
diventava sempre più giovane, e quando ha fatto quei buffi inchini
finali, i segni del tempo erano spariti tutti e mi è sembrato quasi
un Dylan ragazzino ! Forse sono un po' visionaria e ho avuto delle allucinazioni,
ma non è che il nostro Bob ha fatto un patto col diavolo ed è
per questo che è sempre in concerto ?!
Anna
FIRENZE 30
MAGGIO 2000
di Leonardo Mazzei
Bè, nella notte prima
della partenza devo dire che non ho dormito poi tanto, sarà la tensione,
comunque poi mi preparo e mio padre mi accompagna alla stazione. Il treno
parte alle 7:30 ed alle 11.10 sono a Firenze.
Naturalmente per il viaggio
mi ero munito di lettore CD e di dischi di Bob e mi ero detto "in stazione
poi compro le pile ...". Non aggiungo altro. Sono stato per tre ore e mezza
senza poter sentire niente !!! Alla fine ho dato uno sguardo a qualche
giornale e poi ho letto qualcosa da "Il giovane Holden" di J. D. Salinger,
il miglior libro che abbia mai letto (se non lo conoscete compratelo, andate
sul sicurissimo!) e che tra l'altro una qualche correlazione con
Dylan ce l'ha, dato che
negli anni sessanta era stato ipotizzato di fare un film su questo libro
(che tra l'altro negli States è conosciutissimo) con Dylan nella
parte del protagonista e, anche se probabilmente non interessa a nessuno,
il titolo originale che è "The catcher in the rye" (letteralmente
"L'acchiappatore nella segale") ha ispirato il titolo dell'album live di
Francesco De Gregori "The catcher in the sky" (vi ho dato due buoni motivi
per acquistare il libro ?).
Ma, ritornando a noi, scendo
dal treno e dato che l'ufficio informazioni è pienissimo di
tedeschi, cinesi e non
so cos'altro, preferisco andare direttamente "on the road".
Prendo l'autobus 10 e mi
faccio lasciare proprio davanti al palasport. Sono le 11.30. Inutile dire
che non c'era anima viva, solo due persone che erano scese con me dal bus
e che andavano anche loro a vedere il concerto di Bobby.
Fuori al palasport c'erano
solo due o tre manifesti del concerto. Va bè, dato che non c'è
nessuno mi dedico alla ricerca dell'alloggio. Trovo un alberghetto carino
e non molto lontano, poso la mia borsa e poi me ne vado in giro per Firenze
: il duomo (magnifico), il David, la statua del "divin poeta" e la statua
di Leonardo ... penso : "ragazzi, ma siamo a Firenze, culla dell'arte,
vuoi vedere che Bob oggi ci regala una "Mona Lisa must a-had the highway
blues, you can tell by the way she smiles" o un "written by an italian
poet for the 13th century" ?
Alla fine fa 2 su 2, anzi
3 su 2 se contiamo anche la "Mona tried to tell me, to stay away from the
train line ...".
Poi mangio un panino nel
centro storico, faccio qualche telefonata e mi avvio alla pensione per
riposare un pò, sulla via del ritorno però trovo una cosa
tipo "Music Center - Firenze", allora vado a dare un'occhiata.
Avevano veramente molti
poster, ma nessuno di Dylan, il commesso mi dice che ne avevano alcuni
ma che in vista del concerto li avevano venduti.
In ogni caso esco dal negozio
con "Desire" e con le PILE !!! Ma soprattutto con "Desire". Mi affretto
a ritornare nel mio covo e metto il nuovo disco.
Sono tutte bellissime,
particolarmente bella è "Black Diamond Bay" che, insieme a
"Joey" erano le uniche
che non conoscevo, ma "Isis" e "Romance in Durango" mi sembrerebbero inferiori
a quelle di "Renaldo & Clara" anche se cantatemi da Dylan "in person"
nella mia stanza !
Dopo un pò mi sono
rotto di stare lì fermo e quindi vado al palasport. Quando arrivo
sono le 17.00 e non sono il primo !
Ci saranno già una
ventina di persone per il concerto ed è già montata una "bancarella"
con le magliette di Dylan. Naturalmente ne compro una, ed ha sulla parte
anteriore una famosa foto di Bob credo degli anni 70 con le mani ad "occhiali"
sulla faccia che è tra l'altro la prima fotografia di Dylan che
io abbia mai visto, su "Panorama" nel 97 prima del concerto di Bologna
davanti al Papa, e quindi appena la vedo non posso fare a meno di scegliere
quella maglietta.
Poi aprono i cancelli esterni
verso le 17.45 ma solo per far prendere i biglietti a quelli (come me)
che hanno solo la prenotazione. Poi bisognava aspettare fino alle 19 per
l'apertura effettiva del
palasport. Ho dimenticato
di dire che non ho cercato di curiosare per cercare di rubare qualche chicca
come te a Zurigo poiché il palasport è una struttura chiusa
con molto verde attorno e quindi era praticamente impossibile anche avvicinarcisi.
Per capirci (ma questo
è per pochi intimi) è una cosa tipo la Mostra D'Oltremare
a Napoli,
capito come, Michè
? Comunque, non ho niente da fare e mi siedo su di un marciapiede vicino
ad una signora e ad un ragazzo, probabilmente madre e figlio. Dopo un pò
il ragazzo si alza dicendo di dover fare una telefonata e mentre cerca
la scheda tira fuori dalla tasca un biglietto "Giranapoli", che è
un biglietto (indovinate un pò) in vendita solo nella città
di Napoli e che da la possibilità di viaggiare per la città
con autobus e metropolitana con uno stesso biglietto.
Credo che una cosa del
genere ci sia anche in qualche altra città ma non ne sono sicuro.
Fatto sta che poi il ragazzo
va a telefonare ed io chiedo alla signora "Mi scusi, venite da Napoli ?"
la signora mi risponde di sì e sentito che anche io venivo da Napoli
mi dice che il figlio conosceva tramite internet un ragazzo di Napoli che
doveva andare a quel concerto ... io chiedo come si chiama il figlio ...
Arcangelo !
Cavolo, Michele, ma sai
quante possibilità c'erano di incontrarlo ? E sì, era proprio
l'Arcangelo che segue Maggie's Farm, così da quel momento non sono
più da solo ! Che bello ! Parliamo un pò e si unisce alla
nostra conversazione un ragazzo di nome Nicola, di Modena, che stava per
assistere al suo 12° concerto ! E poi un ragazzo di Benevento con la
moglie di nome Vincenzo. Parliamo per un bel pò ed il tempo passa,
alle 19.40 aprono i cancelli.
Il mio posto è ottimo,
sono in settima fila e mi immagino di vedere il mio primo concerto di Dylan
da ottima posizione, ma poi il preziosissimo Nicola mi dice (che tra l'altro
quest'anno era anche a Modena ed a Milano e sarà anche ad Ancona)
che in praticamente tutti i concerti che ha visto, appena si spengono le
luci, in moltissimi corrono davanti per stare il più vicino possibile
al palco. A questo punto non mi accontento più della 7° fila
! Gli scatti iniziano molto prima che si spengano le luci, ma più
volte la security fa ritornare le persone ... va bè lo posso dire
"CI fa ritornare
a sedere". Si fa per dire
a sedere, poiché facciamo due metri indietro e poi si riparte !
Intanto Nicola (al quale
ho consigliato questo sito e che sono sicuro si farà vivo molto
presto) ci fa notare un gruppetto di persone che lui vede praticamente
sempre, tra le quali un signore con un cappello leopardato che, mi ha raccontato
Nicola, lo lancia ad ogni "Leopard Skin Pill-Box Hat" e che addirittura
a Milano, dopo il lancio del cappello su quella canzone, Dylan ha fatto
una specie di assolo con la chitarra puntata tipo fucile verso quel signore
facendo finta di spararlo !
Tra l'altro ha anche detto
che a Milano aveva fatto una specie di battuta su Tony Garnier, quindi
io
mi aspettavo un Dylan alquanto
"in vena" con il pubblico, ed alla fine così è stato ! Ma
non corriamo.
Un minuto prima dell'inizio
la security non mantiene l'ennesimo attacco e cede ! Sono davanti ! sono
praticamente in prima linea, con una mano sul "cancello" che ci separa
dal palco ! E' magnifico !!! Si spengono le luci. Entra da dietro, con
un cappello bianco da cowboy e degli occhiali scuri, il batterista, David
Kemper, che passa da dietro gli strumenti, poi Larry Campbell che si mette
proprio davanti a me (!!!) vestito con un pantalone grigio, stivali neri
ed un soprabito nero, poi
l'altro chitarrista Charlie Sexton con un completo grigio a 4 o 5 bottoni,
Tony Garnier in nero con il solito cappello e poi vedo DYLAN. Era dietro
un amplificatore sulla sinistra della batteria !!!
Cavolo, DYLAN ! Arriva
in mezzo al palco, ancora con le luci spente, (ma si vede tutto molto bene
!) con un completo giacca e pantalone nero con i bordi bianchi, una camicia
bordeaux (spero si scriva così), ma le maniche che escono dalla
giacca sono bianche con tre bottoni (non chiedetemi come mai !) una cravatta
nera e gli stivali bianchi con il tacco e la punta neri.
Ecco la voce "ladies and
gentleman, would you please welcome Columbia Recording artist Bob Dylan
!" e si inizia !
La riproduzione di quella
voce è stata un pò come quando ti dai un pizzicotto per vedere
se stai sognando ! Non stavo sognando, Ragazzi ! Dylan era lì davanti
a me !
La prima è "Duncan
and Brady", ma sono ancora troppo scosso per ascoltarla bene ! Sono tre
chitarre acustiche ed un contrabbasso (così credo che si chiami
lo strumento di Garnier), Larry e Charlie accompagnano la lead guitar di
Dylan.
Sembra più "anziano"
dal vivo (non me ne vogliate) , i suoi occhi azzurri spiccano veramente
molto ed ha le gambe molto snelle, tanto che quando le muove al ritmo di
una canzone si vede l'"orlo" degli stivali dal pantalone.
E' il padrone, però,
e si vede ! Dopo la prima un "thank youuu" e poi "The times they are a-changin'"
acclamatissima !
E' una bella versione e
si sente qualche assolo, ma è ancora in fase di carburazione. Poi
arriva
"Visions of Johanna", bellissima
e con mi pare due buoni assoli di Dylan alla fine di qualche strofa. Comunque
il testo mi sembra tagliato. Dopo questa canzone Dylan si toglie la chitarra
ed è evidente che ha male alla schiena.
Credo, alla luce di tutto,
che sia in grande forma mentale, che abbia grande voglia di cantare, ma
che il fisico non riesca a sopportare la frequenza degli show. Da questa
canzone in poi, Dylan si toglie la chitarra alla fine di ogni pezzo.
Poi Larry, sempre molto
vicino a me, prende il mandolino che caratterizzerà la splendida
"To Ramona" che sinceramente speravo di sentire, ma che non mi aspettavo,
dato che l'ha eseguita sia a Modena che a Milano.
Molto bella e con qualche
assolo, ma niente di grosso. La schiena si faceva sentire. Larry riprende
la chitarra acustica ed esegue la splendida e potente (complimenti a Larry)
introduzione di "Tangled up in blue".
La canzone è molto
bella, sulla linea interpretativa degli ultimi anni ma con un tocco di
anni 70 grazie a quella introduzione.
La strofa sul poeta italiano
dice proprio "of the 13th century" e non "of the 16th century" come a volte
dice, ma a quel punto ci avrei scommesso tutti i miei dischi di Dylan !
Poi è la volta di "It's all over now, baby blue" veramente fatta
molto bene.
Per tutta la parte acustica,
Tony Garnier è il più "gigione" del gruppo. A volte si dimena
quasi come per ballare altre volte chiude gli occhi e rimane immobile come
addormentato, ma dominano le
volte in cui si dimena
!
I due chitarristi sono
generosi di sorrisi ed ammiccamenti verso il pubblico, soprattutto
Larry, ma forse lo noto
di più solo perchè è il più vicino a me. Alla
fine del set acustico Dylan alza la chitarra al cielo con la mano destra
in segno di ringraziamento. I tecnici preparano le elettriche, i musicisti
montano in spalla le chitarre bandite a Newport '65 ed attaccano una bellissima
"Country Pie". Rock puro.
Garnier ora suona il basso
elettrico. Se non erro, a parte qualche piccola cosa nel set acustico,
questa è la prima volta che Dylan lascia "liberi" i chitarristi,
che si alternano negli assoli ed il risultato è veramente ottimo.
Charlie si occupa della
note alte, mentre Larry di quelle basse. Ottimo. C'è qualcosa anche
di Dylan ma non molto.
Dimenticavo di dire che
fino ad ora Dylan aveva fatto qualche sguardo di rimprovero ai suoi ragazzi,
ma alla fine saranno così tanti che io, se non avessi saputo che
stavano insieme da così tanto tempo, avrei scommesso che il giorno
dopo la band sarebbe cambiata !
Ora Larry va alla pedal
steel guitar e attaccano "It Takes A Lot To Laugh, It Takes A
Train To Cry". Il suono
è molto bello, ma le occhiate nei confronti di Larry si sprecano,
mentre lui non alza un attimo gli occhi dallo strumento che non deve essere
uno scherzetto da suonare ! A me piace, comunque. Niente da dire.
Il fatto è che Dylan
non si prepara niente ed è impossibile che gli altri che provano
una canzone in un certo modo riescano a stargli dietro quando Dylan la
improvvisa ! Larry torna alla elettrica e si comincia "Stuck Inside Of
Mobile With The Memphis Blues Again". Ottima. Se non erro qui c'è
qualche altro assolo dei chitarristi, ma c'è anche Dylan. Poi Larry
va alla lap steel che sarebbe una pedal steel guitar ma senza la pedaliera
e più alta e fanno "Simple twist of fate" in una versione veramente
molto bella.
Ancora occhiate di Dylan
alla steel guitar. Io credo sia per il fatto che le due chitarre steel,
quando vengono suonate, caratterizzano molto il suono di una canzone, e
per questo Dylan sembrava quasi "non sentirsi", tanto è che a volte
incominciava un assolo più vigorosamente per sovrastare il suono
della steel di turno. Ma forse mi sbaglio.
Intanto c'è un ottima
atmosfera, con Dylan che fa qualche smorfietta al pubblico, di tanto in
tanto, ed il resto degli strumentisti che non disdegnano mai un sorriso
al pubblico, soprattutto se acclamati.
Poi inizia una quasi irriconoscibile
"Drifter's Escape" che alla fine vede il primo intervento di Dylan alla
armonica. Questo dura una trentina di secondi è poi si conclude
la canzone.
A Milano mi dicevano che
non aveva toccato l'armonica ed era stato comunque un concerto magnifico,
non ci speravo tanto nell'armonica, ma poi ... Larry ancora alla elettrica
e c'è
una magnifica "Highway
61 Revisited", molto rock e veramente bellissima. Si conclude così
la prima parte, con Dylan che alza ancora una volta la chitarra al cielo
(questa volta è quella elettrica, però).
Aveva già presentato
la band, ma non ricordo alla fine di quale pezzo. Escono tutti. Dopo un
paio di minuti, però, ritornano si prendono le chitarre elettriche
e parte "Love sick" veramente molto molto bella con Sexton che dà
le "plettrate" che fanno lo scheletro della canzone (è difficile
fare capire di cosa parlo, ma sono i suoni ripetuti che si sentono dall'inizio
della canzone, per cercare di capirci meglio).
Poi "Like a rolling stone",
che fa ballare tutti. Con Bob che canta velocissimo la parte che fa "nobody's
ever taught you to live on the street and now you're gonna have to get
used to it". Magnifico.
Ancora chitarre acustiche.
Larry suona arpeggiando ed incomincia "It Ain't Me, Babe". E'
bellissima ! Al primo ritornello
Dylan lascia cantare al pubblico il "no-no-no" ed alla fine si toglie la
chitarra e prende l'armonica. Indimenticabile. Saranno stati 2 minuti di
armonica ! Un pezzo improvvisato bellissimo sul quale Dylan sembra quasi
mettersi a ballare ! Tutto il pubblico lo applaude, guardo Larry che ci
sorride come per dire "visto che vi sta regalando ?", ho la netta impressione
che i suoi musicisti siano i primi a divertirsi quando regala cose di questo
genere. L'assolo si conclude con Dylan che fa un mezzo inchino allungando
l'armonica verso il pubblico davanti a lui con la mano destra come a dedicare
quell'assolo. Ancora chitarre elettriche ed è
"Maggie's Farm" ! Versione
splendida ! Nella seconda strofa, quella del fratello di Maggie, accompagna
i versi con un movimento secco della testa in avanti, come un "sì",
per intenderci che ripete con costanza alla fine dei versi "well, he hands
you a nickel / he hands you a dime / he asks you with a grin / "Are you
havin' a good time ?"", lo so, non rendo l'idea, ma ancora una volta "I
cannot explain that in lines" !
Poi nella strofa sulla
mamma di Maggie sbaglia i versi, si mette a ridere e riprende a cantare
! Quello che mi pare di aver capito è che ha sbagliato il primo
verso di quella strofa (she talks to all the servants) poi ha detto, sempre
cantando una cosa tipo "it's not in that way" o una cosa del genere tipo
"ma non è così che faceva", poi sorride vistosamente, si
inventa, credo
su due piedi, due versi
e poi riprende con "she's 68 but she say she's 24". Incredibile. Il pubblico
è andato in trance quando ha fatto questa cosa !!! Grande ! Dimenticavo
che, verso la fine di "It Ain't Me, Babe" ha guardato un paio di volte
in alto alla sua destra (alla sinistra del pubblico) verso gli spalti che
erano comunque relativamente vicini. Ed è finito lì.
Poi in "Maggie's Farm"
dimentica quel verso facendo sorridere tutti (compresa la band !). Ma nelle
seguenti tre canzoni guarda insistentemente ancora in alto alla sua destra
... Si continua con
una acustica "Don't Think
Twice, It's All Right" con Larry che fa tutto l'accompagnamento in arpeggio
e
un paio di assoli di Dylan. E guarda là su per 5 o 6 volte in questo
pezzo ! Oramai, quando Bob si gira lo facciamo anche noi che stiamo sotto
il palco ed ora è evidente che Dylan stà guardando una ragazza
!!! Una ragazza giovane, sicuramente sotto i venti, con una maglietta bianca
ed i capelli ricci, castani.
Dylan ha guardato in quella
direzione per tantissime volte ! Non so se sia mai successo, ma credo sia
una cosa abbastanza unica !
Fine della bellissima canzone,
Larry va alla pedal steel guitar, o meglio gli dicono di andare a quello
strumento, dato che lui stava prendendo la chitarra elettrica, probabilmente
dimenticandosi (o non sapendo) quale fosse il pezzo seguente !
Arriva un addetto, uno
di quelli che accordano le chitarre e preparano gli strumenti al gruppo,
si
avvicina a Larry, gli grida
qualcosa e lui va alla pedal steel. Gli altri hanno la strumentazione elettrica.
Si ricomincia : "Rainy
Day Women #12 & #35" bella versione ma ancora Dylan guarda insistentemente
verso quella ragazza, sembra quasi dedicarle gli assoli, dall'espressione
che acquista a volte guardandola, ma alcune volte a me sembrava esprimere
anche molta stanchezza ... sapete quando uno sospira ? Ecco, a volte l'espressione
che aveva quando guardava quella ragazza mi sembrava proprio quella. Ma
forse mi sbaglio.
Poi ancora chitarre ed
è "Blowin' In The Wind". La tipica (almeno negli ultimi tempi) versione
con il ritornello fatto in coro con i due chitarristi, ma ... non ci vuole
il manager di Dylan per capire che è finito. Primo, gli addetti
incominciano a staccare le steel guitar e poi sono ormai un bel pò
di concerti che Bobby conclude con "Blowin' ..." quindi, decido di rischiare
! Convinco anche Arcangelo, che tra l'altro è stato per tutto il
concerto molto vicino a me, ed appena si
conclude la canzone vediamo
Dylan togliersi per l'ennesima volta la chitarra, alzarla al cielo in segno
di saluto, fare qualche smorfietta, un mezzo inchino, DIRE qualcosa senza
microfono verso il pubblico e poi andare via.
Mentre lui scompare qualcuno
lancia un foglietto sul palco che un addetto raccoglie e porta dietro le
quinte, ma ora noi scattiamo ! Ci dirigiamo verso le uscite di sicurezza
... là fuori c'è l'autobus di Dylan ... aspettiamo solo lui
...
Sulle uscite di sicurezza
c'è già tutta la security che non lascia uscire nessuno,
ma si riesce a vedere molto bene gli autobus. Ce n'è uno a due piani
che, come mi dicevano, era quello di Dylan ed un altro dietro più
"basso".
Siamo ancora pochi intimi
lì sulle porte (gli altri sono ancora tutti ad applaudire sperando
in un secondo bis) quando si vede uscire la band ! Ci sono tutti, compreso
Dylan che cammina tra gli altri componenti con un cappello da cowboy nero
... salgono sul bus, aprono i cancelli del palasport si accendono i motori
e ... quegli st***** (va bè, dai, stavano solo facendo il loro lavoro
!) della security finalmente ci fanno passare !
Sono il primo ad uscire,
ma riesco a vedere solo il bus di Dylan che se ne va ! In ogni caso, l'impressione
ottima ed il concerto bellissimo. Per me ha molta voglia di suonare, di
esprimere ancora qualcosa, ma ... il fisico non è quello della "Rolling
Thunder Revue" ! Quando è andato via dal palco era evidentemente
stanco ed ad un certo punto, prima di una canzone (ma non chiedetemi quale
!) si è messo la chitarra solo sulla spalla destra come per caricare
di meno la schiena, ma un paio di accordi e poi si è accorto che
non si riusciva a suonare in quel modo e l'ha rimessa bene. Sarà
stanco, ma è un maestro ! La band per prima si diverte a stare con
lui, che improvvisa tutti gli
assoli, mentre quelli dei
due chitarristi erano evidentemente già stati provati, sente la
musica come nessun altro, con degli sguardi dava tutti i cambi di ritmo,
soprattutto nei finali delle canzoni, al batterista ... Grande !
Uscendo, poco fuori dai
cancelli noto un bus come quello di Dylan, identico. Guardo dentro e si
vede una specie di salotto con dei divanetti in circolo, un tavolino in
radica al centro ed una TV sintonizzata su Italia 1.
Al centro del tavolino
c'è un cesto di frutta argentato dal quale spiccano delle banane
... va bè, ragazzi, è finita. Si ritorna a casa.
Fuori prendo un panino
e parlando con quel Nicola che aveva assistito anche lui da molto vicino
al
concerto ma più
centralmente rispetto a me (quasi davanti ha Dylan) dice che quando in
chiusura ha detto qualcosa al pubblico, ha semplicemente (si fa per dire
"semplicemente" !) detto "Luisa" che sarebbe il nome di una sua ex-compagna
italiana, che stava in primissima fila davanti a lui. Sarebbe stata lei
a lanciare quel foglietto.
Fatto sta che quando l'ho
vista stava piangendo davanti al palco. E' bionda ed indossava una maglietta
rossa.
Compro il poster, indirizzato
ancora una volta da Nicola che ringrazio pubblicamente dato che non mi
ero accorto della vendita, parlo un pò con quel ragazzo di Benevento
e poi si mette a piovere, quindi mi faccio dare un passaggio da Vincenzo
(il ragazzo di Benevento, anche ha lui ho consigliato il sito "Maggie's
Farm" !) fino alla pensione e me ne vado a dormire.
C'è gente (vedi
Nicola) che l'indomani sarebbe stato ad Ancona e poi magari a Cagliari
... io l'indomani ero in treno diretto verso casa ! Chissà quando
mi ricapita !
2 ore e 5 minuti e 19 canzoni.
Da notare che 16 (!!!) su 19 sono canzoni degli anni 60, 2 da "Blood on
the tracks" e quindi 70 ed una dei 90. Sarebbe stato bello ascoltare "Things
have changed" ma non fa niente.
Caro Michele, come avevi
chiesto, ho cercato di essere il più dettagliato possibile sul concerto,
ma più di questo avrei solamente dovuto riprenderlo ! A proposito,
c'era un sacco di gente che faceva fotografie con il flash e Dylan un paio
di volte mi è sembrato abbastanza seccato, una volta si è
girato a guardare verso gli spalti ed ha preso una "flashata" (???) proprio
negli occhi, tant'è che li ha chiusi per un momento !
Peccato che Antonio di
Napoli non sia riuscito a venire a vedere Bobby, per lui che ama così
tanto i 60 sarebbe stato sicuramente un grande concerto. Ma lo è
stato per tutti.
Grazie e ciao a tutti !
Leonardo Mazzei
Note di Michele: Grazie
per il bel racconto superdettagliato, Leo... Mi fa piacere l'incontro con
Arcangelo (un pezzo di Maggie's Farm a Firenze)... Ma Arcangelo era poi
da solo? E Saverio?... Grazie per la spiegazione sul titolo del disco di
De Gregori che non conoscevo (l'aneddoto intendo, non il disco che ovviamente
posseggo) e il racconto del film ipotetico con Dylan protagonista...
E così hai acquistato
la maglietta con Dylan con le mani sugli occhi (che credo sia una foto
degli anni ottanta, comunque... ma forse mi sbaglio)... Mmm... a me piaceva
ma ho preferito quella con la scritta "Pat Garrett& Billy the kid"...
Verissimo il discorso per
cui allo spegnersi delle luci tutti si fiondano al palco per cui non esiste
più posto riservato per nessuno. Pensa che a Milano, al Palavobis
è successo lo stesso e addirittura tutti quelli degli spalti laterali
hanno invaso la platea con i posti da sessantamila con tutti i presunti
privilegiati che si sono visti scavalcare da una marea di gente che si
è piazzata davanti al palco. Non so se questo sia giusto... Sicuramente
no per coloro che hanno speso di più convinti di guardarsi il concerto
seduti comodamente... Il mio amico Davide che era con me a vedere il concerto
di Milano (è un altro cantautore di Aosta con ascendenze partenopee)
mi diceva appunto a Milano, quando si è verificato l'assalto, che
quella è giustizia... Niente posti per privilegiati... Dovrebbero
pagare tutti lo stesso biglietto allo stesso prezzo e poi chi prima arriva
meglio alloggia. Posso condividere il suo discorso... Cosa ne pensate?
Il tipo con il cappello
leopardato che tu citi (e che cito anche io nel mio racconto da Modena)
è un habituèe e mi chiedo anche io quanti cappelli possegga
(ma forse glielo ributtano giù dal palco ogni volta e lo recupera
sano e salvo...).
Quanto alla battuta fatta
da Dylan a Milano nel presentare la band... io che ero presente l'ho notata
anche se non ci ho capito un acca di quello che ha detto... però
io, a differenza di quello che tu dici ti hanno raccontato, credevo l'avesse
fatta su Dave Kemper e non su Tony... Qualcuno sa esattamente cosa e su
chi Bob ha detto qualcosa?... Fateci sapere...
Poi parli dei rimproveri
di Dylan ai membri della band... beh quelli sono ormai routine... Ho spesso
visto Bob mandare al diavolo Larry o Charlie o guardare storto Kemper quando
secondo lui sbagliano qualcosa (io personalmente credo che non sbaglino
nulla e sia Bob che pretenda troppo da loro che devono stare dietro alle
sue improvvisazioni)... A Zurigo mi ricordo che Bob ha praticamente preso
in giro Larry ridendo alle sue spalle con Tony Garnier per un presunto
errore dello stesso Larry che aveva attaccato un assolo quando non era
il momento... Credo che comunque il tutto faccia parte di una sorta di
bonaria severità dello stesso Dylan ed il fatto che questa band
stia insieme da così tanto dimostra che i rimproveri del Maestro
agli alunni fanno parte del gioco (soprattutto quando il Maestro è
così esigente, insofferente ed "egocentrico" come Bob).
Ti hanno detto bene circa
il fatto che il concerto di Milano è stato magnifico e lo scoprirai
quando leggerai il mio racconto dal Neverending tour dal capoluogo lombardo
che sarà ENTUSIASTICO (e che scriverò appena ho un attimo
di tempo...). Comunque Anna ha già scritto bene di quel concerto
e condivido al cento per cento i suoi giudizi...
Mmm... Luisa? Storia intrigante...
Chi ne sa qualcosa di più...?
In conclusione grazie per
la pubblicità che hai fatto al nostro sito, Leo, e speriamo che
i nuovi amici si aggiungano alla nostra schiera già folta ormai...
Michele.
ANCONA 31
MAGGIO 2000
di Marco
Cari Dylaniati,
eccovi alcune impressioni
sul concerto di Dylan ad Ancona.
Il Palarossini è
tutto esaurito. Si inizia con una puntualità quasi
svizzera (h 21.05) e si
va avanti praticamente fino alle 23.00 con una
brevissima pausa di qualche
minuto. Bob entra sorprendendo tutti quelli che,
pensando ai consueti ritardi
bighellonano in piedi, lontani dai loro posti. Il
mio amico, che assiste
per la prima volta a un concerto di Dylan, prima
dell'inizio avverte una
strana vibrazione (stile Beach Boys): sente che Sua
Bobbità sarà
in grande forma. E in effetti è proprio così. Vestito
con un completo alla Hank
Williams color panna, cravatta nera e stivali a
punta, attacca con "Duncan
& Brady" con un'espressione quasi giuliva (secondo
i suoi standard) dipinta
sul volto. Sulla coda di "My Back Pages" afferra
l'armonica da sopra un
amplificatore, la tiene in scioltezza con una sola
mano e ci soffia agitando
leggermente la testa. Salto sulla sedia alle prime
note di "Tangled Up in
Blue" (uno dei miei brani preferiti) e quasi svengo
su "Love Minus Zero".
Il concerto si "elettrifica"
con "Country Pie" (e qui Bob comincia a
gigioneggiare, accennando
degli impercettibili passi di danza) e poi con una
versione di "JLTTB" scatenata
con un riff che ricorda moltissimo la
"Crossroads" dei Cream.
L'apoteosi arriva con "Highway 61": Bob piega le ginocchia, si
contorce su se stesso,
gioca con il proprio mito e la gente nel parterre
abbandona i posti a sedere
e si riversa sotto il palco. Rimarrà in piedi
fino alla fine. Il momento
più bello per me arriva quando Bob intona "Girl
from the North Country":
una versione struggente, ogni parola pesante come
un macigno. Con Dylan si
ascolta, si pensa, ci si commuove; niente
"singalong". Finale scintillante
con una lunghissima "Rainy Day Women" seguita da
una (forse troppo scontata)
"Blowin in the Wind". Fotogramma della serata:
Bob che tra un pezzo e
l'altro, tra un cambio di chitarra e l'altro, si
scioglie e saltella come
un pugile prima del gong!!!
He's still number 1. Hands
down!!!
Ciao a tutti.
Marco
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