RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR
(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)
Quarta Parte
27 Maggio 2000 - Modena
CERCANDO UN
RIPARO DALLA TEMPESTA
di Michele
"Napoleon in rags" Murino
Sono le 14.30 di sabato
27 maggio. Ho deciso!
Nonostante abbia già
il biglietto per il concerto di Bob di domani, domenica, a Milano, la tentazione
è troppo forte. Vado anche a Modena. Alea iacta est.
Trovo un sostituto in negozio
e mi fiondo in auto. Non ho il biglietto ma suppongo che a Modena riuscirò
a trovarlo, magari lo compro dai bagarini, lo pago anche di più
ma sapere che Bob è a sole tre ore da Aosta è un richiamo
irresistibile, al diavolo i soldi, carpe diem, cogli l'attimo (e chissà
quando Bob ci darà altri attimi così, con cinque concerti
italiani).
Metto in moto ed in cinque
minuti sono sull'autostrada, direzione Milano/Piacenza/Modena.
Stavolta, oltre a Battisti
i cui cd sono ancora nel caricatore dell'auto dai tempi di Zurigo, arraffo
al volo Things have changed maxi single con l'intenzione di ascoltarmelo
ad libitum fino a Modena, intervallandolo con Lucio.
E' strano questo disco,
con un pezzo del 2000 uno del 1975 e due versioni live, una di una canzone
addirittura del 1963 ed una del 1997... E' comunque affascinante passare
da un brano all'altro e più ascolto Things have changed e più
mi convinco che resterà nel tempo uno dei grandi hits di Bob.
Riascoltando Song to Woody
mi accorgo di quanto mi diceva Carlo nella posta di Maggie's Farm circa
il pazzo che grida "Leadbelly" al verso corrispondente coprendo la voce
di Bob. Involontariamente farò anche io qualcosa di simile a Modena,
ma lo leggerete più sotto.
In genere non corro molto
in auto ma stavolta, visto che sono quasi le 15.00 e non ho ancora il biglietto
(nè sono mai stato a Modena e non vorrei avere le stesse difficoltà
avute a Zurigo per trovare l'Hallenstadion) vado a tavoletta (entro i limiti
di velocità consentiti ovviamente) e nel giro di tre ore e mezza
sono a Modena.
Poco prima però,
nei pressi di Reggio Emilia, avviene qualcosa che ha del profetico. Un
presagio. All'improvviso una fitta pioggia si materializza dal nulla (nel
senso che dieci metri prima non c'era e dieci metri dopo sì, tipo
"nuvola da impiegati" di Fantozzi).
E' una pioggia incredibile,
come non avevo mai visto. Tanto fitta e potente, con goccioloni sonori
e battenti che alcune auto addirittura si fermano sulla corsia di emergenza
per la scarsa visibilità. Io sono tentato a fare lo stesso dal momento
che i tergicristalli della mia Toyota, pur potenti, quasi non riescono
a tenere il vetro libero dall'acqua che copiosa si rinnova ad ogni nuovo
colpo di spazzola.
Quando sto per fermarmi,
improvvisamente come era comparsa, la pioggia svanisce.
Penso subito alla pioggia
alla partenza per Zurigo, ripenso ovviamente ad Hard Rain e concludo che
ormai è chiaro che dove arriva Bob una "dura pioggia cadrà".
Mi dico: Beh, meglio così.
Ha fatto la sfuriata così stasera sarà sereno (tra un pò
vedrete quanto mi sbagliavo).
Arrivo a Modena e qui constato
che: Italia batte Svizzera 4 a 0. Infatti sto per uscire dall'autostrada
e vedo subito un cartello bello chiaro e preciso che recita "Parcheggio
Bob Dylan" con tanto di freccia evidente che invita a prendere a sinistra.
"Sia lodato il cielo!", penso. Altro che puntualità svizzera, questa
significa precisione. Viva i modenesi!!
Arrivo in un battibaleno
in zona, mi accodo ad un'auto con due ragazzi di Modena che mi dicono che
vanno anche loro dalle parti di Piazza Grande, e parcheggio in via Borelli,
poco distante dalla piazza (dieci minuti di cammino a piedi).
Ne approfitto così
per guardarmi un pò Modena che, da quel poco che ho visto, è
una città stupenda. Lascio via Borelli ed arrivo sulla via Emilia.
E qui meccanicamente mi viene in mente Francesco Guccini e la sua "Piccola
città" con la famosissima frase "...fra la Via Emilia e il West...".
Comincio a fantasticare e mi immagino da un momento all'altro di vedere
Guccini uscire da un'osteria ed incamminarsi anche lui verso Piazza Grande
a vedere Dylan... Chissà, magari poi c'era davvero...
Esco in corrispondenza
di una piazza con una grande fontana e due statue ai lati della stessa.
Sulla sinistra c'è un altro bel monumento scuro che mi sembra rappresentare
qualcosa tipo una figura alata (sono troppo lontano per vederlo bene).
Chiedo informazioni nella
piazza della fontana e mi dicono che devo percorrere la via Emilia per
un pò e sono arrivato in Piazza Grande.
Appena mi addentro nella
via vedo uno spettacolo incredibile (per me che non sapevo cosa succedeva
quel giorno a Modena). Centinaia e centinaia di persone ai lati della strada
transennata, folla dappertutto, sotto i portici, nelle strade laterali,
bandiere, sventolii di ogni genere, gente con macchine fotografiche e videocamere
appostati ai lati della via. Una bolgia. Quasi non si riesce a camminare
sui marciapiedi tanta la folla, ed in strada non ci si può andare
per via delle transenne, della polizia e dei vigili che sono dovunque.
Mi dico: "Ecco! Non lo
sapevo ma Modena è la città con il più alto numero
di fans di Bob Dylan della galassia e stanno tutti aspettando il passaggio
della sua auto per acclamarlo come un eroe".
Poi torno alla dura realtà
quando vedo passare alle mie spalle un paio di auto d'epoca che salutano
strombazzando la folla entusiasta. "Ah, beh, mi pareva..." - mi dico -
e realizzo che si tratta di una parata di auto d'epoca (scusate la mia
ignoranza ma non so esattamente il nome della manifestazione... qualcuno
me lo dice?...).
Raggiungo dopo dieci minuti
a piedi, facendo gimkane tra le ali di folla, la zona di Piazza Grande.
Individuo subito un punto in cui si vendono i biglietti per il concerto.
C'è già una piccola coda che attende. Le mie paure svaniscono.
Biglietti ce ne sono e come. 40.000 lire sull'unghia e sono in possesso
del mio "posto unico" (alla fine in Piazza saremo in 6000).
Gironzolo nella Piazza
e mi rendo subito conto che è uno spettacolo. Sulla sinistra del
palco di Bob c'è il Duomo ed è qualcosa di stupendo. Colori
bianco e rosa. Stile... mmm non sono mai stato forte in storia dell'arte...
direi romanico.
E' una cornice suggestiva
veramente eccezionale. Mai visto un concerto di Bob con uno sfondo simile.
Comincio a curiosare intorno
al palco dove iniziano già a esserci movimenti di tecnici vari.
Poi dopo essermi rimpinzato di pizze e hot dog presso un vicino locale
ci fanno smammare dalla piazza per farci mettere in coda dietro le transenne
per il controllo dei biglietti.
C'è veramente un
mucchio di gente in coda e siamo compressi come sardine. Si entra nella
piazza a gruppetti di pochi spettatori alla volta. Arriva anche il turno
del nostro gruppetto e ci fiondiamo davanti al palco (decima fila più
o meno).
Poco prima dell'inizio
dello show la catastrofe. Il cielo si rabbuia e viene giù il diluvio.
Un acquazzone in piena regola con goccioloni che sembrano ognuno una bottiglia
di minerale da un litro. Siamo inzuppati fino al midollo e non accenna
a diminuire.
Poi smette e noi ringraziamo
il cielo visto che, pur se fradici, assisteremo tranquillamente allo show...
Mi guardo intorno e vedo
sulla sinistra, defilati rispetto al palco, il mio amico Alberto Visconti
(uno dei cantautori che si è esibito tre giorni prima ad Aosta alla
festa Bob Dylan Forever) insieme con un'altra mia amica, Manuela, e due
ragazze che non conosco. Mi sbraccio da lontano bloccato ovviamente dal
pubblico intorno a me ed Alberto dopo un pò mi scorge. Siamo lontani
ma a gesti Alberto ridendo mi dice qualcosa tipo: "Come? Anche qui a Modena?
Ma non avevi detto che andavi a Milano domani?...". Io rispondo di sì
con la testa, che vado comunque anche a Milano... E Lui replica come a
dire: "E nonostante questo sei venuto anche a Modena? Tu sei pazzo!!!".
Confermo ancora con un cenno della testa come a dire "Dalla dylanite non
si guarisce..." e poi concludo con la mano: "Ci becchiamo alla fine del
concerto... Aspettatemi lì!...".
Sono le 21.15 e Bob e la
band si presentano puntuali sul palco tra i boati del pubblico.
Solita frase dagli altoparlanti
(Ladies and gentlemen...) anche se stavolta un pò in ritardo, con
la band già ai propri posti.
La band è la solita:
Larry Campbell e Charlie Sexton alle chitarre, Tony Garnier al basso e
David Kemper alla batteria.
Bob è vestito di
scuro con cravatta bianco rossa e grossi bottoni bianchi. Anche Larry Campbell
è in completo scuro ma con camicia azzurrina sotto la giacca nera.
Tony in completo nero e grigio con classico cappello con banda nera e Charlie
in elegante completo grigio con chitarra rossa e bellissimi fregi neri.
Quanto a Kemper... e chi
riesce a vederlo sepolto sotto una pletora di piatti e tamburi?... (lo
vedremo solo dopo, durante la presentazione di Bob, e vedremo che ha il
solito cappellaccio bianco da cow-boy ed occhiali scuri).
La voce sta ancora annunciando
quando già la band attacca le prime allegre note di una canzone
che credo quasi nessuno riconosca. Si tratta di DUNCAN AND BRADY ed è
un inizio molto country western con applausi ed urla che si levano alte
nell'entusiasmo generale. Charlie e Larry fanno la seconda voce nel ritornello.
Alla fine di questo mio racconto pubblico il testo di questa canzone (trovato
sulla Rete) sperando di fare cosa gradita a chi non lo conosce (prima la
versione di Bob e poi quella di Leadbelly).
Con la seconda canzone
siamo già nel MITO.
MR. TAMBOURINE MAN fa ululare
di gioia il pubblico veramente caloroso di Modena. E' una grande versione
anche se "abituale".
Poi MASTERS OF WAR con
tutto il pubblico che batte le mani al ritmo inconfondibile del brano
e Dylan che sputa i versi
in maniera che ho trovato particolarmente cattiva.
Segue BOOTS OF SPANISH
LEATHER che nei primi minuti non ascolto molto attentamente perchè
si verifica un episodio. Nel gruppetto di cui faccio parte, centrali rispetto
al microfono di Bob e a circa dieci file dal palco, ci sono DUE persone
che armate di videocamere cercano di riprendere lo show. Un membro dello
staff del palco, quello di sinistra rispetto al pubblico, si avvede della
cosa, la segnala e subito un addetto alla security si fionda verso la zona
in questione. Mentre uno dei due "cineoperatori amatoriali" si accorge
della cosa e mette giù la videocamera nascondendola per bene, l'altro
non se ne accorge e l'addetto lo coglie in "flagrante" mentre continua
a riprendere. Il tutto avviene a pochi metri da me. L'addetto dice che
non si può riprendere e si fa consegnare la cassetta alzandola poi
in segno di trionfo verso il tipo dello staff sul palco che aveva segnalato
la cosa come a dire: "Missione compiuta!". Il secondo "amatore" (che era
molto molto molto vicino a ME) ovviamente si guarda bene dal continuare
a riprendere salvando almeno quanto ripreso fino a quel momento e continuando
a tenere la video in rec registrando almeno l'audio.
Qui faccio una mia considerazione:
pur rendendomi conto del fatto che l'artista cerca di tutelare la propria
immagine impedendo di essere ripreso o registrato per ragioni commerciali
etc... non riesco invece a rendermi conto del perchè accanirsi contro
dei singoli che ovviamente riprendono per proprio diletto (non per farne
un business e ricavarci soldi) dal momento che sono armati di semplici
videocamere non professionali, sono immersi in una calca di centinaia di
persone con file di teste davanti che non consentono certo un granchè
le riprese e le inquadrature, vengono sballottati a destra e manca per
cui del loro lavoro finale non potranno certamente farne un video da vendere
ledendo l'immagine dell'artista ma che chiaramente se lo rivedranno a casa
propria con amici e parenti tanto per ricordare quel giorno, come ricordo
personale e niente di più. Altra cosa è chi invece si piazza
in posizioni strategiche con telecamere professionali con tanto di mega
zoom e microfoni telescopici, fa addirittura la regìa delle riprese
(ho visto video con due o tre telecamere che cambiano inquadratura e che
fanno impallidire riprese RAI e simili) tanto da ottenere sì in
quel caso un prodotto professionale. In questo caso è giusto che
si intervenga e si sequestrino le videocassette. Come nel caso di chi,
d'accordo evidentemente con qualcuno dello staff, ottiene registrazioni
audio del concerto di qualità stratosferica collegandosi direttamente
con il mixer e facendo del tutto una speculazione ed un business... Ma,
ripeto, nel caso del signore di Modena proprio non riesco a capire l'accanimento...
Boots è veramente
bella ed evocativa ed al termine gli applausi sono veramente sonori.
A seguire TANGLED UP IN
BLUE con il secondo battimani a tempo del pubblico che ruggisce appena
riconosce le prime inconfondibili note. Versione solita (cioè bella)
e come a Zurigo le ombre dei musicisti si stagliano in un gioco di luci
sui soliti drappeggi bianchi dello sfondo.
Quando arriva al verso
che recita "Then she opened up a book of poems and handed it to me/written
by an italian poet from the thirtheenth century..." Bob assume una particolare
espressione inarcando le sopracciglia come a sottolineare di essere appunto
a Modena, in Italia in una piazza storica come quella di Piazza Grande...
Poi una delle mie canzoni
preferite di stasera: TO RAMONA, deliziosa, con Larry al mandolino ed un
ritmo quasi da valzer. Bob sussurra i versi con dolcezza e più di
una volta si sentono distintamente vari "BRAVO" dall'audience.
Sul finale un episodio
divertente. Terminata la parte cantata Bob si gira verso il fondo del palco
e si appresta a prendere l'armonica per un assolo. Ovviamente si toglie
la chitarra. Ora dovete sapere che ci deve sempre essere un addetto pronto
a prendere la chitarra di Bob in questi casi. Stavolta però, forse
perchè non si è accorto dell'assolo di armonica imminente,
lo sventurato signore è in netto ritardo. Infatti Bob ha già
tolto la chitarra e la sta porgendo ad un ipotetica persona che non c'è
che il tipo scatta come una lepre nel tentativo di arrivare in tempo all'appuntamento.
Troppo tardi! Quando lo sciagurato arriva Bob ha lasciato cadere la chitarra
nel vuoto e non vorrei essere nei panni di quell'omino che deve essere
sprofondato nel sottosuolo per la figuraccia (spero per lui che non abbia
perso il posto). Bob incurante prende l'armonica ed attacca un bell'assolo
sul finale di To Ramona.
Dopo questo siparietto
comico viene il mio primo personale divertissement della serata. Visto
che sta per iniziare il set elettrico (già avviene il cambio delle
chitarre) e visto che so che ovviamente Bob inizierà con Country
pie, decido di bullarmi con i miei vicini (ho parlato prima del concerto
con loro e mi sono reso conto che non sono espertissimi di cose Dylaniane
avendo di Bob una conoscenza superficiale). Quindi grido a gola spiegata
verso Bob: "COUNTRY PIEEEEEE!.
Ho appena finito di gridarlo
che qualche secondo dopo la band attacca appunto Country Pie. I vicini
(tra cui un ragazzo di Latina che saluto qualora stia leggendo queste righe)
sbigottiti mi fanno: "Incredibile! La fa davvero! Ma allora... fa quello
che il pubblico chiede?"... Io sogghignando rispondo: "Beh, dipende da
come lo si chiede... Io so i trucchi del mestiere...".
Sì lo sò,
è stata un'azione bassa e spregevole ma la tentazione era forte,
e poi si fa tanto per ridere...
Comunque, osservato da
tutti quelli vicini a me come una specie di dio capace di influenzare la
scaletta di Bob, mi godo una tiratissima Country pie che è come
a Zurigo veramente energica.
Terminata la canzone sulla
focaccia campagnola ne inizia un'altra che nessuno riconosce ed io faccio
ancora sfoggio della mia "cultura" dicendo tranquillo: "Semplice! POSITIVELY
FOURTH STREET!". In effetti mi rendo conto che per coloro che non seguono
Bob in maniera continua e che magari hanno sempre solo ascoltato i dischi,
questa canzone è abbastanza irriconoscibile dal vivo.
Non è una delle
mie preferite e sicuramente avrei voluto che Bob ne facesse un'altra ma
chissà a quanta gente piacerà (confermando il discorso che
si faceva tempo fa nella posta del nostro sito circa il fatto che "quello
che piace a me magari non piace a te e viceversa...").
Finita la canzone provo
a fare nuovamente il profeta stavolta rimediando una figuraccia. Grido
infatti: "THINGS HAVE CHANGEEEED" nella speranza che finalmente riesca
a sentirla dal vivo. La band attacca invece STUCK INSIDE OF MOBILE WITH
THE MEMPHIS BLUES AGAIN e i miei vicini mi guardano come se avessi improvvisamente
perso tutta la mia autorità. Beh è stato bello finchè
è durato... Un tipo vicino a me commenta ironico: "Magari stavolta
Bob non ti ha sentito...".
Me la sono cercata, "chi
è causa del suo mal pianga se stesso" (chi l'aveva detto? boh, mi
sfugge al momento...).
Scherzi a parte, Mobile
è come al solito trascinante anche se forse Bob comincia ad eseguirla
un pò troppo (a questo punto, dovendo prendere qualcosa da Blonde
on Blonde, perchè sempre le stesse Mobile, Pillbox, Rainy day, Just
like a woman etc. e non ad esempio quel capolavoro di I want you o Absolutely
sweet Marie o Temporary like Achilles o il mio sogno impossibile, One of
us must know...?).
Terminata Mobile riprovo
a chiedere THC senza ormai speranza. Infatti parte CAN'T WAIT che è
bella come a Zurigo.
Poi viene una canzone che
lascia tutti a bocca aperta tanto è eseguita bene ma che nessuno
riconosce (parlo di quelli vicino a me ovviamente)... Anche io all'inizio
non so cosa dire a chi mi chiede cosa sia, poi concentrandomi mi accorgo
che è la solita versione irriconoscibile di quella che io ho battezzato
--- Drifter's "AH ERA QUELLA?... MA VA'?..." escape ---.
Durante l'esecuzione Bob
fa degli incredibili movimenti improvvisi spostandosi repentinamente con
il peso tutto su una gamba inclinandosi e suscitando il boato del pubblico.
Segue la presentazione
della band che subito dopo attacca LEOPARD-SKIN PILL-BOX HAT.
Durante il brano il solito
personaggio presente in un mucchio di concerti lancia il cappello di pelle
di leopardo sul palco... Rito consueto.
Al termine di questo pezzo
la folla a ridosso del palco intona un "HAPPY BIRTHDAY TO YOU" in direzione
di Bob che però mi sembra non batta ciglio (però non sono
sicuro... magari ha ringraziato ed a me è sfuggita la cosa). Mi
ero infatti distratto perchè mi ero concentrato su Tony Garnier
che sentendo il coro di buon compleanno fa un gesto con la mano e sorride
come a dire che ormai il compleanno è bell'è passato da un
pò...
Termina la prima parte
dello show, Bob e la band scompaiono nel buio ed il ragazzo di Latina mi
chiede cosa succede. Io dico che ora Bob uscirà per il bis. "Bis?"
- mi chiede - "Ma perchè è già finito? Non ha fatto
Like a rolling stone, Blowin' in the wind e tutte le più famose...".
Io dico di non preoccuparsi perchè il bis di Dylan conta almeno
7 canzoni e non mancheranno gli hits che lui cita.
Al ritorno sul palco si
riparte con l'ormai canonica LOVE SICK che presenta un nuovo verso: "I
feel like I'm plowed under"... Non sono sicuro se non avesse anche altri
versi cambiati.
Il ragazzo di Latina di
tanto in tanto scatta fotografie mentre altre persone di fianco e davanti
a me compongono un numero al cellulare e poi mettono lo stesso in alto
in direzione del palco per far sentire un pò di concerto anche ai
loro sfortunati amici rimasti a casa (a proposito, ma si sentirà
qualcosa? Non ho mai provato...).
E' la volta di LIKE A ROLLING
STONE. Quelli dietro di me mi urlano nelle orecchie assordandomi ed io
mi rendo conto che sono quelle le canzoni che i non dylaniati persi come
me aspettano. Le più famose, le solite... Io invece, che le conosco
a memoria, sogno una Frankie Lee o una Caribbean wind... Comunque è
giusto così, non me la sento di dare torto a Bob, anzi... Sono le
canzoni che alimentano il suo MITO e quando in seimila cantano "How does
it feeeeeeeel?" i brividi percorrono anche me che dovrei invece essere
vaccinato. Questo è DYLAN. Uno cioè che con quattro parole
ed un punto interrogativo fotografa e sintetizza un'epoca, la rabbia di
milioni di persone, un cambiamento, una protesta, un movimento, una trasformazione
musicale e dei costumi di una società, con la rielaborazione di
quello che egli stesso definì un "pezzo di vomito lungo venti pagine"
(LARS infatti è il rifacimento di un suo lungo scritto in versi
sciolti adattato poi a canzone...).
Si torna alla dolcezza
con il pizzicare di corde che non lascia dubbi: DON'T THINK TWICE IT'S
ALL RIGHT. Sono sicuro che qualche lacrima scende sul viso di qualche coetaneo
di Bob presente a Modena ed anche a me un groppo in gola non va giù...
Bob sussurra i versi di
questo capolavoro assoluto mentre seimila persone ascoltano in religioso
silenzio (salvo esplodere ad ogni "Don't think twice...").
Mi sbaglierò ma
secondo me Bob soffre ancora davvero su brani come questo...
Poi c'è la vera
sorpresa della serata (nel senso che non mi aspettavo di sentirla): GOTTA
SERVE SOMEBODY che rianima il movimento del pubblico invitandolo al ballo
dopo la tranquillità della canzone precedente. Durante Gotta vedo
con piacere che Larry Campbell e Tony Garnier si divertono come pazzi a
suonare tanto che il primo lascia la sua posizione defilata sulla sinistra
(guardando il palco) e si avvicina a Bob, e quindi a Tony, duettando con
quest'ultimo sottolineando con movimenti rapidi le note del brano e ridendo
vistosamente, in questo imitato da Garnier. Il pezzo sprigiona un'allegria
veramente contagiante anche se Bob si mangia qua e là le parole...
E' la volta di FOREVER
YOUNG (visto che il compleanno di Bob è stato solo tre giorni prima
direi che è beneaugurante)... Il ritornello è cantato anche
dal pubblico in coro mentre sul palco Charlie e Larry si affiancano a Bob
come seconde voci.
Di routine la successiva
RAINY DAY WOMEN che, anche se ammetto che è buona come finale, io
sostituirei con Knockin' sicuramente più suggestiva. Il finale spetta
come da copione (almeno guardando i concerti recenti) a BLOWIN' IN THE
WIND che mi è sembrata esattamente identica alla versione di Zurigo
segno che ormai Bob ritiene questa una sorta di versione definitiva (fino
al prossimo cambiamento...). Durante Blowin' mi metto anche io a cantare
come un pazzo ogni volta che c'è il ritornello e, siccome ho notato
che vicino a me c'era uno che registrava un nastro, se vi capiterà
in mano proprio quello e sentirete un folle che grida Blowin' in the wiiiiiiiiiiind
coprendo la voce di Bob... beh sono io!
In conclusione direi che
Modena è stato un gran bel concerto, migliore di Zurigo, e la cosa
che più mi ha colpito è la VOCE di Bob che è STUPENDA,
POTENTE, MELODIOSA, DURA (quando serve), CHIARA... tra le migliori di sempre...
Gran concerto dunque anche
se bisogna sottolineare che sono stati ancora una volta ignorati completamente
gli anni 80 (nessun brano) e quasi completamente i 90 (solo due brani).
Tutte le canzoni vengono
dagli anni 60 (12 pezzi) e 70 (4). Cosa significa questo? Un ritorno alle
origini? Nostalgia? Ripudio della produzione anni 80 e 90 (a parte qualcosina
di TOOM...)? E' un vero peccato perchè secondo me negli 80 ed anche
nei primi 90 ci sono delle perle che Dylan potrebbe recuperare... Vedremo
cosa ci riserva il futuro...
Per il momento va bene
così...
Michele "Napoleon in rags"
DUNCAN AND BRADY
Twinkle, twinkle, little
star
'Long comes Brady in his
'lectric car
Children are [dead], mean
look in his eye
Gonna shoot somebody jus'
to watch him die
He been on the job too long
Duncan, Duncan was tending
the bar
'Long came Brady with his
shiny star
"Duncan," said Brady, "you
are under arrest"
Duncan shot a hole right
in Brady's chest
He been on the job too long.
Old King Brady was a big,
fat man
Doctor he stared [/he'd
stand], he took a hold of his hand
[bid] for his post the
doctor said
"I believe to my soul,
king Brady, you're dead"
He been on the job too long
up [...] for his hoses and
wrap it [rabbit? :-)] in hand
[...] roses standing around
[...]
bring him down to the graveyard,
it won't bring him back.
He been on the job too long
The women all heard King
Brady was dead,
They went home and they'd
[rag in red]
Up [...], shuffelin' down
the street,
In their big mother hubbard
and their stockin' feet.
He been on the job too long
"Brady, Brady, Brady, you
know you done wrong
breakin' in here when this
game's goin' on
Bustin' down the window,
tearin' down the door
Now you lyin' dead on the
barroom floor
You been on the job too long."
Twinkle, twinkle, little
star
'Long comes Brady in his
'lectric car
Got a mean look in his
eye
Gonna shoot somebody jus'
to watch him die
He been on the job too long.
He been on the job too long.
DUNCAN AND BRADY
Versione di Leadbelly
Twinkle, twinkle, twinkle,
little star
Up comes Brady in a 'lectric
car
Got a mean look all 'round
his eye
Gonna shoot somebody jus'
to see them die
Duncan, Duncan was tending
the bar
In walked Brady with a
shining star
And Brady says, "Duncan
you are under arrest"
And Duncan shot a hole
in Brady's breast
Brady, Brady carried a .45,
Said it would shoot half
a mile
Duncan had a .44
That what laid Mr. Brady
so low
Brady fell down on the barroom
floor,
"Please Mr. Duncan don'
shoot me no more"
Women all cryin', ain't
it a shame,
Shot King Brady, goin'
shoot him again
"Brady, Brady, Brady, you
know you done wrong
Walkin' in the room when
the game was goin' on
Knockin' down windows,
breakin' down the door
Now you lyin' dead on the
grocery [barroom] floor
Women all heard that Brady
was dead,
Goes back home and they
dresses in red
Come a sniffin' and a sighin'
down the street,
In their big mother hubbards
and their stockin' feet
'Cause he been on the job
too long
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