RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR

(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)

Quarta Parte
 

27 Maggio 2000 - Modena

CERCANDO UN RIPARO DALLA TEMPESTA
di Michele "Napoleon in rags" Murino

Sono le 14.30 di sabato 27 maggio. Ho deciso!
Nonostante abbia già il biglietto per il concerto di Bob di domani, domenica, a Milano, la tentazione è troppo forte. Vado anche a Modena. Alea iacta est.
Trovo un sostituto in negozio e mi fiondo in auto. Non ho il biglietto ma suppongo che a Modena riuscirò a trovarlo, magari lo compro dai bagarini, lo pago anche di più ma sapere che Bob è a sole tre ore da Aosta è un richiamo irresistibile, al diavolo i soldi, carpe diem, cogli l'attimo (e chissà quando Bob ci darà altri attimi così, con cinque concerti italiani).
Metto in moto ed in cinque minuti sono sull'autostrada, direzione Milano/Piacenza/Modena.
Stavolta, oltre a Battisti i cui cd sono ancora nel caricatore dell'auto dai tempi di Zurigo, arraffo al volo Things have changed maxi single con l'intenzione di ascoltarmelo ad libitum fino a Modena, intervallandolo con Lucio.
E' strano questo disco, con un pezzo del 2000 uno del 1975 e due versioni live, una di una canzone addirittura del 1963 ed una del 1997... E' comunque affascinante passare da un brano all'altro e più ascolto Things have changed e più mi convinco che resterà nel tempo uno dei grandi hits di Bob.
Riascoltando Song to Woody mi accorgo di quanto mi diceva Carlo nella posta di Maggie's Farm circa il pazzo che grida "Leadbelly" al verso corrispondente coprendo la voce di Bob. Involontariamente farò anche io qualcosa di simile a Modena, ma lo leggerete più sotto.
In genere non corro molto in auto ma stavolta, visto che sono quasi le 15.00 e non ho ancora il biglietto (nè sono mai stato a Modena e non vorrei avere le stesse difficoltà avute a Zurigo per trovare l'Hallenstadion) vado a tavoletta (entro i limiti di velocità consentiti ovviamente) e nel giro di tre ore e mezza sono a Modena.
Poco prima però, nei pressi di Reggio Emilia, avviene qualcosa che ha del profetico. Un presagio. All'improvviso una fitta pioggia si materializza dal nulla (nel senso che dieci metri prima non c'era e dieci metri dopo sì, tipo "nuvola da impiegati" di Fantozzi).
E' una pioggia incredibile, come non avevo mai visto. Tanto fitta e potente, con goccioloni sonori e battenti che alcune auto addirittura si fermano sulla corsia di emergenza per la scarsa visibilità. Io sono tentato a fare lo stesso dal momento che i tergicristalli della mia Toyota, pur potenti, quasi non riescono a tenere il vetro libero dall'acqua che copiosa si rinnova ad ogni nuovo colpo di spazzola.
Quando sto per fermarmi, improvvisamente come era comparsa, la pioggia svanisce.
Penso subito alla pioggia alla partenza per Zurigo, ripenso ovviamente ad Hard Rain e concludo che ormai è chiaro che dove arriva Bob una "dura pioggia cadrà".
Mi dico: Beh, meglio così. Ha fatto la sfuriata così stasera sarà sereno (tra un pò vedrete quanto mi sbagliavo).
Arrivo a Modena e qui constato che: Italia batte Svizzera 4 a 0. Infatti sto per uscire dall'autostrada e vedo subito un cartello bello chiaro e preciso che recita "Parcheggio Bob Dylan" con tanto di freccia evidente che invita a prendere a sinistra. "Sia lodato il cielo!", penso. Altro che puntualità svizzera, questa significa precisione. Viva i modenesi!!
Arrivo in un battibaleno in zona, mi accodo ad un'auto con due ragazzi di Modena che mi dicono che vanno anche loro dalle parti di Piazza Grande, e parcheggio in via Borelli, poco distante dalla piazza (dieci minuti di cammino a piedi).
Ne approfitto così per guardarmi un pò Modena che, da quel poco che ho visto, è una città stupenda. Lascio via Borelli ed arrivo sulla via Emilia. E qui meccanicamente mi viene in mente Francesco Guccini e la sua "Piccola città" con la famosissima frase "...fra la Via Emilia e il West...". Comincio a fantasticare e mi immagino da un momento all'altro di vedere Guccini uscire da un'osteria ed incamminarsi anche lui verso Piazza Grande a vedere Dylan... Chissà, magari poi c'era davvero...
Esco in corrispondenza di una piazza con una grande fontana e due statue ai lati della stessa. Sulla sinistra c'è un altro bel monumento scuro che mi sembra rappresentare qualcosa tipo una figura alata (sono troppo lontano per vederlo bene).
Chiedo informazioni nella piazza della fontana e mi dicono che devo percorrere la via Emilia per un pò e sono arrivato in Piazza Grande.
Appena mi addentro nella via vedo uno spettacolo incredibile (per me che non sapevo cosa succedeva quel giorno a Modena). Centinaia e centinaia di persone ai lati della strada transennata, folla dappertutto, sotto i portici, nelle strade laterali, bandiere, sventolii di ogni genere, gente con macchine fotografiche e videocamere appostati ai lati della via. Una bolgia. Quasi non si riesce a camminare sui marciapiedi tanta la folla, ed in strada non ci si può andare per via delle transenne, della polizia e dei vigili che sono dovunque.
Mi dico: "Ecco! Non lo sapevo ma Modena è la città con il più alto numero di fans di Bob Dylan della galassia e stanno tutti aspettando il passaggio della sua auto per acclamarlo come un eroe".
Poi torno alla dura realtà quando vedo passare alle mie spalle un paio di auto d'epoca che salutano strombazzando la folla entusiasta. "Ah, beh, mi pareva..." - mi dico - e realizzo che si tratta di una parata di auto d'epoca (scusate la mia ignoranza ma non so esattamente il nome della manifestazione... qualcuno me lo dice?...).
Raggiungo dopo dieci minuti a piedi, facendo gimkane tra le ali di folla, la zona di Piazza Grande. Individuo subito un punto in cui si vendono i biglietti per il concerto. C'è già una piccola coda che attende. Le mie paure svaniscono. Biglietti ce ne sono e come. 40.000 lire sull'unghia e sono in possesso del mio "posto unico" (alla fine in Piazza saremo in 6000).
Gironzolo nella Piazza e mi rendo subito conto che è uno spettacolo. Sulla sinistra del palco di Bob c'è il Duomo ed è qualcosa di stupendo. Colori bianco e rosa. Stile... mmm non sono mai stato forte in storia dell'arte... direi romanico.
E' una cornice suggestiva veramente eccezionale. Mai visto un concerto di Bob con uno sfondo simile.
Comincio a curiosare intorno al palco dove iniziano già a esserci movimenti di tecnici vari. Poi dopo essermi rimpinzato di pizze e hot dog presso un vicino locale ci fanno smammare dalla piazza per farci mettere in coda dietro le transenne per il controllo dei biglietti.
C'è veramente un mucchio di gente in coda e siamo compressi come sardine. Si entra nella piazza a gruppetti di pochi spettatori alla volta. Arriva anche il turno del nostro gruppetto e ci fiondiamo davanti al palco (decima fila più o meno).
Poco prima dell'inizio dello show la catastrofe. Il cielo si rabbuia e viene giù il diluvio. Un acquazzone in piena regola con goccioloni che sembrano ognuno una bottiglia di minerale da un litro. Siamo inzuppati fino al midollo e non accenna a diminuire.
Poi smette e noi ringraziamo il cielo visto che, pur se fradici, assisteremo tranquillamente allo show...
Mi guardo intorno e vedo sulla sinistra, defilati rispetto al palco, il mio amico Alberto Visconti (uno dei cantautori che si è esibito tre giorni prima ad Aosta alla festa Bob Dylan Forever) insieme con un'altra mia amica, Manuela, e due ragazze che non conosco. Mi sbraccio da lontano bloccato ovviamente dal pubblico intorno a me ed Alberto dopo un pò mi scorge. Siamo lontani ma a gesti Alberto ridendo mi dice qualcosa tipo: "Come? Anche qui a Modena? Ma non avevi detto che andavi a Milano domani?...". Io rispondo di sì con la testa, che vado comunque anche a Milano... E Lui replica come a dire: "E nonostante questo sei venuto anche a Modena? Tu sei pazzo!!!". Confermo ancora con un cenno della testa come a dire "Dalla dylanite non si guarisce..." e poi concludo con la mano: "Ci becchiamo alla fine del concerto... Aspettatemi lì!...".
Sono le 21.15 e Bob e la band si presentano puntuali sul palco tra i boati del pubblico.
Solita frase dagli altoparlanti (Ladies and gentlemen...) anche se stavolta un pò in ritardo, con la band già ai propri posti.
La band è la solita: Larry Campbell e Charlie Sexton alle chitarre, Tony Garnier al basso e David Kemper alla batteria.
Bob è vestito di scuro con cravatta bianco rossa e grossi bottoni bianchi. Anche Larry Campbell è in completo scuro ma con camicia azzurrina sotto la giacca nera. Tony in completo nero e grigio con classico cappello con banda nera e Charlie in elegante completo grigio con chitarra rossa e bellissimi fregi neri.
Quanto a Kemper... e chi riesce a vederlo sepolto sotto una pletora di piatti e tamburi?... (lo vedremo solo dopo, durante la presentazione di Bob, e vedremo che ha il solito cappellaccio bianco da cow-boy ed occhiali scuri).
La voce sta ancora annunciando quando già la band attacca le prime allegre note di una canzone che credo quasi nessuno riconosca. Si tratta di DUNCAN AND BRADY ed è un inizio molto country western con applausi ed urla che si levano alte nell'entusiasmo generale. Charlie e Larry fanno la seconda voce nel ritornello. Alla fine di questo mio racconto pubblico il testo di questa canzone (trovato sulla Rete) sperando di fare cosa gradita a chi non lo conosce (prima la versione di Bob e poi quella di Leadbelly).
Con la seconda canzone siamo già nel MITO.
MR. TAMBOURINE MAN fa ululare di gioia il pubblico veramente caloroso di Modena. E' una grande versione anche se "abituale".
Poi MASTERS OF WAR con tutto il pubblico che batte le mani al ritmo inconfondibile del brano
e Dylan che sputa i versi in maniera che ho trovato particolarmente cattiva.
Segue BOOTS OF SPANISH LEATHER che nei primi minuti non ascolto molto attentamente perchè si verifica un episodio. Nel gruppetto di cui faccio parte, centrali rispetto al microfono di Bob e a circa dieci file dal palco, ci sono DUE persone che armate di videocamere cercano di riprendere lo show. Un membro dello staff del palco, quello di sinistra rispetto al pubblico, si avvede della cosa, la segnala e subito un addetto alla security si fionda verso la zona in questione. Mentre uno dei due "cineoperatori amatoriali" si accorge della cosa e mette giù la videocamera nascondendola per bene, l'altro non se ne accorge e l'addetto lo coglie in "flagrante" mentre continua a riprendere. Il tutto avviene a pochi metri da me. L'addetto dice che non si può riprendere e si fa consegnare la cassetta alzandola poi in segno di trionfo verso il tipo dello staff sul palco che aveva segnalato la cosa come a dire: "Missione compiuta!". Il secondo "amatore" (che era molto molto molto vicino a ME) ovviamente si guarda bene dal continuare a riprendere salvando almeno quanto ripreso fino a quel momento e continuando a tenere la video in rec registrando almeno l'audio.
Qui faccio una mia considerazione: pur rendendomi conto del fatto che l'artista cerca di tutelare la propria immagine impedendo di essere ripreso o registrato per ragioni commerciali etc... non riesco invece a rendermi conto del perchè accanirsi contro dei singoli che ovviamente riprendono per proprio diletto (non per farne un business e ricavarci soldi) dal momento che sono armati di semplici videocamere non professionali, sono immersi in una calca di centinaia di persone con file di teste davanti che non consentono certo un granchè le riprese e le inquadrature, vengono sballottati a destra e manca per cui del loro lavoro finale non potranno certamente farne un video da vendere ledendo l'immagine dell'artista ma che chiaramente se lo rivedranno a casa propria con amici e parenti tanto per ricordare quel giorno, come ricordo personale e niente di più. Altra cosa è chi invece si piazza in posizioni strategiche con telecamere professionali con tanto di mega zoom e microfoni telescopici, fa addirittura la regìa delle riprese (ho visto video con due o tre telecamere che cambiano inquadratura e che fanno impallidire riprese RAI e simili) tanto da ottenere sì in quel caso un prodotto professionale. In questo caso è giusto che si intervenga e si sequestrino le videocassette. Come nel caso di chi, d'accordo evidentemente con qualcuno dello staff, ottiene registrazioni audio del concerto di qualità stratosferica collegandosi direttamente con il mixer e facendo del tutto una speculazione ed un business... Ma, ripeto, nel caso del signore di Modena proprio non riesco a capire l'accanimento...
Boots è veramente bella ed evocativa ed al termine gli applausi sono veramente sonori.
A seguire TANGLED UP IN BLUE con il secondo battimani a tempo del pubblico che ruggisce appena riconosce le prime inconfondibili note. Versione solita (cioè bella) e come a Zurigo le ombre dei musicisti si stagliano in un gioco di luci sui soliti drappeggi bianchi dello sfondo.
Quando arriva al verso che recita "Then she opened up a book of poems and handed it to me/written by an italian poet from the thirtheenth century..." Bob assume una particolare espressione inarcando le sopracciglia come a sottolineare di essere appunto a Modena, in Italia in una piazza storica come quella di Piazza Grande...
Poi una delle mie canzoni preferite di stasera: TO RAMONA, deliziosa, con Larry al mandolino ed un ritmo quasi da valzer. Bob sussurra i versi con dolcezza e più di una volta si sentono distintamente vari "BRAVO" dall'audience.
Sul finale un episodio divertente. Terminata la parte cantata Bob si gira verso il fondo del palco e si appresta a prendere l'armonica per un assolo. Ovviamente si toglie la chitarra. Ora dovete sapere che ci deve sempre essere un addetto pronto a prendere la chitarra di Bob in questi casi. Stavolta però, forse perchè non si è accorto dell'assolo di armonica imminente, lo sventurato signore è in netto ritardo. Infatti Bob ha già tolto la chitarra e la sta porgendo ad un ipotetica persona che non c'è che il tipo scatta come una lepre nel tentativo di arrivare in tempo all'appuntamento. Troppo tardi! Quando lo sciagurato arriva Bob ha lasciato cadere la chitarra nel vuoto e non vorrei essere nei panni di quell'omino che deve essere sprofondato nel sottosuolo per la figuraccia (spero per lui che non abbia perso il posto). Bob incurante prende l'armonica ed attacca un bell'assolo sul finale di To Ramona.
Dopo questo siparietto comico viene il mio primo personale divertissement della serata. Visto che sta per iniziare il set elettrico (già avviene il cambio delle chitarre) e visto che so che ovviamente Bob inizierà con Country pie, decido di bullarmi con i miei vicini (ho parlato prima del concerto con loro e mi sono reso conto che non sono espertissimi di cose Dylaniane avendo di Bob una conoscenza superficiale). Quindi grido a gola spiegata verso Bob: "COUNTRY PIEEEEEE!.
Ho appena finito di gridarlo che qualche secondo dopo la band attacca appunto Country Pie. I vicini (tra cui un ragazzo di Latina che saluto qualora stia leggendo queste righe) sbigottiti mi fanno: "Incredibile! La fa davvero! Ma allora... fa quello che il pubblico chiede?"... Io sogghignando rispondo: "Beh, dipende da come lo si chiede... Io so i trucchi del mestiere...".
Sì lo sò, è stata un'azione bassa e spregevole ma la tentazione era forte, e poi si fa tanto per ridere...
Comunque, osservato da tutti quelli vicini a me come una specie di dio capace di influenzare la scaletta di Bob, mi godo una tiratissima Country pie che è come a Zurigo veramente energica.
Terminata la canzone sulla focaccia campagnola ne inizia un'altra che nessuno riconosce ed io faccio ancora sfoggio della mia "cultura" dicendo tranquillo: "Semplice! POSITIVELY FOURTH STREET!". In effetti mi rendo conto che per coloro che non seguono Bob in maniera continua e che magari hanno sempre solo ascoltato i dischi, questa canzone è abbastanza irriconoscibile dal vivo.
Non è una delle mie preferite e sicuramente avrei voluto che Bob ne facesse un'altra ma chissà a quanta gente piacerà (confermando il discorso che si faceva tempo fa nella posta del nostro sito circa il fatto che "quello che piace a me magari non piace a te e viceversa...").
Finita la canzone provo a fare nuovamente il profeta stavolta rimediando una figuraccia. Grido infatti: "THINGS HAVE CHANGEEEED" nella speranza che finalmente riesca a sentirla dal vivo. La band attacca invece STUCK INSIDE OF MOBILE WITH THE MEMPHIS BLUES AGAIN e i miei vicini mi guardano come se avessi improvvisamente perso tutta la mia autorità. Beh è stato bello finchè è durato... Un tipo vicino a me commenta ironico: "Magari stavolta Bob non ti ha sentito...".
Me la sono cercata, "chi è causa del suo mal pianga se stesso" (chi l'aveva detto? boh, mi sfugge al momento...).
Scherzi a parte, Mobile è come al solito trascinante anche se forse Bob comincia ad eseguirla un pò troppo (a questo punto, dovendo prendere qualcosa da Blonde on Blonde, perchè sempre le stesse Mobile, Pillbox, Rainy day, Just like a woman etc. e non ad esempio quel capolavoro di I want you o Absolutely sweet Marie o Temporary like Achilles o il mio sogno impossibile, One of us must know...?).
Terminata Mobile riprovo a chiedere THC senza ormai speranza. Infatti parte CAN'T WAIT che è bella come a Zurigo.
Poi viene una canzone che lascia tutti a bocca aperta tanto è eseguita bene ma che nessuno riconosce (parlo di quelli vicino a me ovviamente)... Anche io all'inizio non so cosa dire a chi mi chiede cosa sia, poi concentrandomi mi accorgo che è la solita versione irriconoscibile di quella che io ho battezzato --- Drifter's "AH ERA QUELLA?... MA VA'?..." escape ---.
Durante l'esecuzione Bob fa degli incredibili movimenti improvvisi spostandosi repentinamente con il peso tutto su una gamba inclinandosi e suscitando il boato del pubblico.
Segue la presentazione della band che subito dopo attacca LEOPARD-SKIN PILL-BOX HAT.
Durante il brano il solito personaggio presente in un mucchio di concerti lancia il cappello di pelle di leopardo sul palco... Rito consueto.
Al termine di questo pezzo la folla a ridosso del palco intona un "HAPPY BIRTHDAY TO YOU" in direzione di Bob che però mi sembra non batta ciglio (però non sono sicuro... magari ha ringraziato ed a me è sfuggita la cosa). Mi ero infatti distratto perchè mi ero concentrato su Tony Garnier che sentendo il coro di buon compleanno fa un gesto con la mano e sorride come a dire che ormai il compleanno è bell'è passato da un pò...
Termina la prima parte dello show, Bob e la band scompaiono nel buio ed il ragazzo di Latina mi chiede cosa succede. Io dico che ora Bob uscirà per il bis. "Bis?" - mi chiede - "Ma perchè è già finito? Non ha fatto Like a rolling stone, Blowin' in the wind e tutte le più famose...". Io dico di non preoccuparsi perchè il bis di Dylan conta almeno 7 canzoni e non mancheranno gli hits che lui cita.
Al ritorno sul palco si riparte con l'ormai canonica LOVE SICK che presenta un nuovo verso: "I feel like I'm plowed under"... Non sono sicuro se non avesse anche altri versi cambiati.
Il ragazzo di Latina di tanto in tanto scatta fotografie mentre altre persone di fianco e davanti a me compongono un numero al cellulare e poi mettono lo stesso in alto in direzione del palco per far sentire un pò di concerto anche ai loro sfortunati amici rimasti a casa (a proposito, ma si sentirà qualcosa? Non ho mai provato...).
E' la volta di LIKE A ROLLING STONE. Quelli dietro di me mi urlano nelle orecchie assordandomi ed io mi rendo conto che sono quelle le canzoni che i non dylaniati persi come me aspettano. Le più famose, le solite... Io invece, che le conosco a memoria, sogno una Frankie Lee o una Caribbean wind... Comunque è giusto così, non me la sento di dare torto a Bob, anzi... Sono le canzoni che alimentano il suo MITO e quando in seimila cantano "How does it feeeeeeeel?" i brividi percorrono anche me che dovrei invece essere vaccinato. Questo è DYLAN. Uno cioè che con quattro parole ed un punto interrogativo fotografa e sintetizza un'epoca, la rabbia di milioni di persone, un cambiamento, una protesta, un movimento, una trasformazione musicale e dei costumi di una società, con la rielaborazione di quello che egli stesso definì un "pezzo di vomito lungo venti pagine" (LARS infatti è il rifacimento di un suo lungo scritto in versi sciolti adattato poi a canzone...).
Si torna alla dolcezza con il pizzicare di corde che non lascia dubbi: DON'T THINK TWICE IT'S ALL RIGHT. Sono sicuro che qualche lacrima scende sul viso di qualche coetaneo di Bob presente a Modena ed anche a me un groppo in gola non va giù...
Bob sussurra i versi di questo capolavoro assoluto mentre seimila persone ascoltano in religioso silenzio (salvo esplodere ad ogni "Don't think twice...").
Mi sbaglierò ma secondo me Bob soffre ancora davvero su brani come questo...
Poi c'è la vera sorpresa della serata (nel senso che non mi aspettavo di sentirla): GOTTA SERVE SOMEBODY che rianima il movimento del pubblico invitandolo al ballo dopo la tranquillità della canzone precedente. Durante Gotta vedo con piacere che Larry Campbell e Tony Garnier si divertono come pazzi a suonare tanto che il primo lascia la sua posizione defilata sulla sinistra (guardando il palco) e si avvicina a Bob, e quindi a Tony, duettando con quest'ultimo sottolineando con movimenti rapidi le note del brano e ridendo vistosamente, in questo imitato da Garnier. Il pezzo sprigiona un'allegria veramente contagiante anche se Bob si mangia qua e là le parole...
E' la volta di FOREVER YOUNG (visto che il compleanno di Bob è stato solo tre giorni prima direi che è beneaugurante)... Il ritornello è cantato anche dal pubblico in coro mentre sul palco Charlie e Larry si affiancano a Bob come seconde voci.
Di routine la successiva RAINY DAY WOMEN che, anche se ammetto che è buona come finale, io sostituirei con Knockin' sicuramente più suggestiva. Il finale spetta come da copione (almeno guardando i concerti recenti) a BLOWIN' IN THE WIND che mi è sembrata esattamente identica alla versione di Zurigo segno che ormai Bob ritiene questa una sorta di versione definitiva (fino al prossimo cambiamento...). Durante Blowin' mi metto anche io a cantare come un pazzo ogni volta che c'è il ritornello e, siccome ho notato che vicino a me c'era uno che registrava un nastro, se vi capiterà in mano proprio quello e sentirete un folle che grida Blowin' in the wiiiiiiiiiiind coprendo la voce di Bob... beh sono io!
In conclusione direi che Modena è stato un gran bel concerto, migliore di Zurigo, e la cosa che più mi ha colpito è la VOCE di Bob che è STUPENDA, POTENTE, MELODIOSA, DURA (quando serve), CHIARA... tra le migliori di sempre...
Gran concerto dunque anche se bisogna sottolineare che sono stati ancora una volta ignorati completamente gli anni 80 (nessun brano) e quasi completamente i 90 (solo due brani).
Tutte le canzoni vengono dagli anni 60 (12 pezzi) e 70 (4). Cosa significa questo? Un ritorno alle origini? Nostalgia? Ripudio della produzione anni 80 e 90 (a parte qualcosina di TOOM...)? E' un vero peccato perchè secondo me negli 80 ed anche nei primi 90 ci sono delle perle che Dylan potrebbe recuperare... Vedremo cosa ci riserva il futuro...
Per il momento va bene così...

Michele "Napoleon in rags"

DUNCAN AND BRADY

Twinkle, twinkle, little star
'Long comes Brady in his 'lectric car
Children are [dead], mean look in his eye
Gonna shoot somebody jus' to watch him die

He been on the job too long

Duncan, Duncan was tending the bar
'Long came Brady with his shiny star
"Duncan," said Brady, "you are under arrest"
Duncan shot a hole right in Brady's chest

He been on the job too long.

Old King Brady was a big, fat man
Doctor he stared [/he'd stand], he took a hold of his hand
[bid] for his post the doctor said
"I believe to my soul, king Brady, you're dead"

He been on the job too long

up [...] for his hoses and wrap it [rabbit? :-)] in hand
[...] roses standing around
[...]
bring him down to the graveyard, it won't bring him back.

He been on the job too long

The women all heard King Brady was dead,
They went home and they'd [rag in red]
Up [...], shuffelin' down the street,
In their big mother hubbard and their stockin' feet.

He been on the job too long

"Brady, Brady, Brady, you know you done wrong
breakin' in here when this game's goin' on
Bustin' down the window, tearin' down the door
Now you lyin' dead on the barroom floor

You been on the job too long."

Twinkle, twinkle, little star
'Long comes Brady in his 'lectric car
Got a mean look in his eye
Gonna shoot somebody jus' to watch him die
 

He been on the job too long.

He been on the job too long.
 

DUNCAN AND BRADY
Versione di Leadbelly

Twinkle, twinkle, twinkle, little star
Up comes Brady in a 'lectric car
Got a mean look all 'round his eye
Gonna shoot somebody jus' to see them die

Duncan, Duncan was tending the bar
In walked Brady with a shining star
And Brady says, "Duncan you are under arrest"
And Duncan shot a hole in Brady's breast

Brady, Brady carried a .45,
Said it would shoot half a mile
Duncan had a .44
That what laid Mr. Brady so low

Brady fell down on the barroom floor,
"Please Mr. Duncan don' shoot me no more"
Women all cryin', ain't it a shame,
Shot King Brady, goin' shoot him again

"Brady, Brady, Brady, you know you done wrong
Walkin' in the room when the game was goin' on
Knockin' down windows, breakin' down the door
Now you lyin' dead on the grocery [barroom] floor

Women all heard that Brady was dead,
Goes back home and they dresses in red
Come a sniffin' and a sighin' down the street,
In their big mother hubbards and their stockin' feet

'Cause he been on the job too long
 
 

Continua



 

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