RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR
(cronache dei fans in tournee' con Bob Dylan)

 
Bene dylaniani on line, finalmente inauguriamo la pagina da tempo annunciata su Maggie's Farm con i racconti dal Neverending Tour. Chiunque vada a vedere Bob dal vivo può mandare un resoconto del concerto al solito indirizzo spettral@tin.it scrivendo tutto quello che gli passa per la testa. 
E' quello che faccio io qui sotto inaugurando la pagina (sono appena tornato da 
Zurigo e vi racconto TUTTO quello che posso su quel concerto)...
Napoleon in rags
nota: questa pagina non sarà esente da racconti che trasudano fanatismo allo stato puro quindi non si accettano lamentele... questa è la pagina dei FANS, di quelli che, come me, hanno ripreso con una videocamera tutte le scritte sulle casse degli strumenti di Dylan e band mentre venivano caricate sui camion o che hanno aspettato due ore dopo il concerto davanti alla probabile uscita dell'auto di Dylan nella speranza di vederlo. Potreste quindi leggere cose al limite del delirio idolatrico tipo quante volte Bob si è scosso i capelli con la mano destra e quante volte con la sinistra o di che colore era il basso di Tony o in che tonalità Bob ha detto: "'ahnx ev'rybody". SIETE AVVISATI!!! (eh eh eh...). Si parte...

 
TALE NUMBER 1: HALLENSTADION DOVE SEI?
by Michele "Napoleon in rags" Murino
6 maggio 2000. Inizia alla grandissima la tourneè europea di Bob che parte dalla Svizzera tedesca... ZURIGO!

Sono le 10 circa di sabato 6 maggio quando parto da Aosta in direzione Zurigo sulla mia Toyota rav4 per la prima tappa del tour europeo di Bob e già sono in fibrillazione (la mente comincia ad offuscarsi al pensiero che tra dieci ore circa sono davanti a the man himself, LUI in carne, ossa ed armonica...). Dico "mente offuscata" nel senso che, ad esempio, gesti comunissimi non mi riescono bene (girare una semplice chiave nella portiera dell'auto senza riuscirci se non dopo vari tentativi, aspettare al casello per ritirare il biglietto mentre il biglietto stesso è già fuori dalla macchinetta da un paio d'ore, chiedersi perchè diavolo non va il cd dell'auto e poi accorgersi dopo qualche minuto che non ho ancora inserito i cd stessi nel caricatore... insomma le cose che vi fanno capire che la giornata non è come tutte le altre - come potrebbe? - e che è meglio non distrarsi troppo fantasticando sul prossimo concerto pena un volo dal Colle del Gran San Bernardo in direzione delle vallate valdostane...).
Proprio perchè tra poche ore respirerò Dylan da tutte le parti carico nel cd dell'auto qualcosa di diverso, nella fattispecie 4 cd del grandissimo Lucio Battisti tanto per variare e non fare indigestione di Bob fin dalla partenza... Per i curiosi i cd in questione sono tra i miei preferiti di Lucio: Don Giovanni, Cosa succederà alla ragazza, La sposa occidentale, Hegel...
Via! Si parte!
Inizialmente la giornata è abbastanza normale a livello meteorologico se non che sul Colle del Gran San Bernardo si scatena un Diluvio Universale che mi porta alla mente subito il mitico Hard Rain del '76 e mi chiedo se non sia un presagio... Penso anche alla mitica battuta di Villaggio in uno dei vari libri di Fantozzi quando questi, convinto da Filini a partire per una crociera che tocca le sette perle del Mediterraneo e rassicurato dal ragioniere sul fatto che sarebbe stata una vacanza paradisiaca, raccontava che "la nave salpò nel giorno dell'unica inondazione di Genova dell'ultimo millennio!".
Il peggio arriva sui primi tunnel aperti in prossimità della cima quando una nebbia abbastanza fitta fa rallentare le auto quasi a passo d'uomo (e qui ovviamente penso automaticamente alle "twelve misty mountains" e spero di non finire con lo "stumble on the side" anche perchè "inciampare" con l'auto sarebbe un attimino più pericoloso...).
Dalle casse la musica elettronica di Battisti continua a suonare mentre la sua voce parla di pollini che pullulano di impastatrici sul terrazzo di caprette illetterate e ciceronesse, di lungomai e di un dolce tedio a sdraio... Mi viene da pensare che le poesie enigmatiche (o meglio enigmistiche) di Lucio e Pasquale Panella fanno impallidire anche il Dylan più ermetico... "Segna e depenna Ben Hur" continua Battisti ed io sono ormai in Svizzera, o meglio alla dogana.
Il doganiere italiano non ferma la mia auto e mi guarda come a dire "vai pure"... Quello svizzero invece, e ci avrei giurato, mi ferma perentorio: "Ou vous allez?" (spero di averlo scritto bene, il francese non è il mio forte). Dove andate? Io lo guardo e per un attimo sono tentato di esternargli la mia eccitazione raccontandogli che vado a Zurigo a vedere Dylan, che ho già il biglietto e che se vuole glielo mostro... ma poi evito per non farmi prendere per pazzo e mi limito ad un burocratico: "Zurich...".
Espletate le formalità doganali riparto dritto come una scheggia ed in Svizzera sono accolto da una splendida giornata, vallate verdissime, e mucche dovunque (per restare in tema di citazioni musicali ovviamente qui penso a De Gregori ed alla sua Casa di Hilde...).
Il viaggio prosegue tranquillamente fino a destinazione: Martigny, Losanna, Berna, Basilea, ZURIGO!
La mia mente ottenebrata di fan all'ultimo stadio mi fa pensare che da un momento all'altro assisterò ad una parata di enormi cartelloni pubblicitari che accolgono il viaggiatore con la faccia di Dylan che invita ad andare al suo concerto e di vedere frotte di gente con su la maglietta di Time out of mind che corrono in direzione dell'Hallenstadion... Poi ovviamente torno alla dura realtà... Non un solo manifesto di Bob da nessuna parte e quel che è peggio non UNA indicazione per l'Hallenstadion... Non mi preoccupo più di tanto, sono solo le 14.00 e c'è tempo fino alle 19 per l'apertura dei cancelli, quindi la precedenza va ad una visita a Zurigo, città che vedo per la prima volta...
Bella, ordinata, con una periferia di casette deliziose ed un centro degli affari da far impallidire New York all'ora di punta. Arrivo alla stazione centrale e parcheggio per andare un pò in giro a piedi... Al parchimetro un ragazzo sui 20/25 anni inserisce un pò di franchi, io lo prendo per un indigeno e ne approfitto: "Do you speak english?... Do you know where is the Hallenstadion?"
quello mi guarda e mi fa: "Italiano?", "Sì, anche tu?"... e quello "Vado a vedere Dylan anche io ma non ho idea di dove sia lo stadio...". Quando il caso dice la combinazione (come direbbe Frassica) il primo zurighese a cui rivolgo la parola è invece un italiano che va a vedere Bob... "Bè, ci si vede al concerto allora, ciao!".
Mi tuffo a piedi nel caos del centro commerciale di Zurigo stracolmo di auto e di bici (mai viste tante biciclette tutte insieme in vita mia). Ragazze da far girare la testa si muovono danzando su monopattini, rollerblade e skate svicolando per le strade della città eseguendo perfette e consuetudinarie piroette tra le auto, i bus ed i tram lunghissimi che affollano il centro...
Un tour della città e poi ritorno alla stazione... Ancora nessuna traccia dell'Hallenstadion o quanto meno di una freccia indicativa...
Lo stomaco reclama, un indiano con banchetto di panini alla stazione invita... E' fatta... Dopo qualche minuto apprendo da lui, che parla benissimo italiano, che per andare all'Hallenstadion (bene, almeno ho la conferma che esiste, per un attimo avevo temuto di essere su Scherzi a parte...)
devo seguire la direzione... boh, non mi ricordo più, un ostico nome teutonico tipo Oerlikon o Oerlikop...
Dopo circa due ore arrivo in zona ma di insegne ancora nemmeno l'ombra... Fortunatamente becco un tizio in auto ad un semaforo, gli faccio la solita domanda (credo di essere arrivato a quota 60/70) e questo mi dice in tedesco di seguirlo chè va da quelle parti.
"Dio sia lodato!" esclamo mentre cerco di non perdere nel traffico il mio Virgilio asburgico che mi conduce dopo circa dieci minuti davanti allo stadio. Lo saluto dall'auto con un gesto della mano e finalmente ho l'onore ed il privilegio di leggere il mitico (ormai lo è diventato) nome: Hallenstadion, ma solo attaccato ad uno dei lati dello stadio stesso...
INCREDIBILE, comincio a ricredermi sulla precisione svizzera... Non è possibile che in tutta Zurigo e zone limitrofe non ci sia UNA sola freccia che indichi la direzione per lo stadio... Inconcepibile...
Penso: "Almeno qui qualche manifesto che pubblicizza il concerto di Bob ci sarà?". Macchè! Nemmeno l'ombra. Arrivo davanti alla cassa ed ai cancelli e niente nemmeno lì... Pazzesco, mai vista una cosa del genere... Solo su un lato un piccolo posterino bianco ricorda gli appuntamenti dei giorni a venire: Dylan il 6 maggio e poi a seguire, se non ricordo male, Pearl Jam, Sting, Baglioni, Iron Maiden etc... Beh non si può dire che ci sia stata una gran pubblicità, probabilmente hanno preferito altre forme di propaganda anche se non riesco a capire quali... Penso che con una pubblicità praticamente inesistente il concerto sarà un fiasco a livello di pubblico, dopo mi ricrederò...
I fedelissimi sono già seduti (o meglio sdraiati) sul pavimento davanti alle due entrate in attesa che gli inservienti aprano i cancelli. E' chiaro che vogliono praticamente mettersi attaccati alla transenna che delimita il palco dove Bob suonerà...
Ma sono circa le 17.00 ed io ho ancora un pò di tempo per fare l'investigatore privato e cercare di beccare magari Bob da qualche parte intorno allo stadio... Comincio perciò a gironzolare in lungo ed in largo intorno all'Hallenstadion. Finalmente un pò di segni della presenza dylaniana: alcuni banchetti che vendono magliette con su la faccia di Bob, tazze da latte con su stampato il simbolo di Highway 61 (quello con quella specie di scudo con dentro il numero 61 che si può vedere sul cd rom omonimo) e qualche spilletta...
Ad un certo punto, quando sono sul retro dello stadio che mi guardo intorno tipo Mata Hari sobbalzando e correndo dietro ad ogni macchina un pò "importante" con vetri scuri che vedo, in corrispondenza con la parete alla quale è addossato il palco, vedo un ragazzo vestito di nero sui 20 anni che sta da solo davanti ad un cancello semichiuso ed ha una strana posizione. Ha la testa e, direi quasi, le orecchie spostate in avanti rispetto al tronco, come fossero puntate verso un bersaglio. Che diavolo starà facendo?, mi chiedo mentre avanzo e lo raggiungo ed in quel momento alle mie orecchie giunge un suono e subito dopo una voce: "Oh babe it ain't no lieeee"...
Il cuore prende l'ascensore e poi torna a piano terra, sorrido a stento al tipo vestito di nero mentre sto sudando freddo, lo affianco ed assumo la sua stessa posizione. BOB STA ESEGUENDO IL SOUNDCHECK SUL PALCO ed io ed il tipo strabuzziamo gli occhi nella speranza che dalle porte aperte dello stadio si intravveda qualcosa. Putroppo l'apertura non è tale da consentire di vedere ed un pò di tecnici con camioncini vari coprono ulteriormente la visuale... Comunque, se non altro, il suono e la voce sono nitidissime ed io ed il tipo in religioso silenzio ascoltiamo tutto. Penso: "Incredibile, praticamente un'anteprima del concerto (anche se poi Bob non farà quel pezzo) e solo noi due che lo sentiamo, gli altri tutti dall'altra parte alla cassa ed ai cancelli...!".
Rimpiango di non avere con me un registratore (nel silenzio di quella zona di Zurigo la registrazione sarebbe venuta alla perfezione) comunque meglio che niente... Ascolto tutta "Babe it ain't no lie" e, ragazzi!, Bob ha una voce BELLISSIMA, potente, altro che soundcheck, da concerto stratosferico... Il suono è pulitissimo... Finita la canzone io speranzoso aspetto che ne attacchi un'altra però dopo vari suoni e strimpellamenti vari di prova non si sente più nulla. E' chiaro che sono arrivato alla fine del soundcheck, bè mi accontento, saluto il man in black e torno davanti allo stadio anche perchè è quasi ora di entrare...
Alle 18.30 circa sono dentro. Se non ho capito male questo Hallenstadion era (o è) un velodromo, avete presente quelli con la pista ciclistica inclinata?, ed è strutturato nel seguente modo per quanto riguarda il concerto: su di un lato ovviamente il palco, davanti ad esso un largo spiazzo per i posti in piedi, subito dietro questo spiazzo il palco mixer e marchingegni tecnici vari, ancora più dietro una gradinata mobile per il pubblico con posti a sedere. Tutto intorno sui lati altre gradinate ed un settore chiuso per i giornalisti e vip con posti riservati.
In basso, sul lato opposto al palco, banchi con panini, bibite etc. ed alcuni punti in cui si vendono dischi di Bob. Scorro speranzoso i titoli e le copertine: Biograph, Street legal, Things have changed, Freewheelin' e poi capisco che ovviamente ci sono purtroppo solo dischi ufficiali. Vedo per la prima volta il nuovissimo Best of vol. 2... Altre magliette (un pò carucce) e tazze varie...
Non compro ovviamente nulla o perchè ho già tutto o perchè non mi sembra serio bere il latte nella highway 61, poi però resto fulminato da un banchetto con una tipa bionda che vende poster, o meglio un solo STUPENDO poster, quello della copertina del singolo di Things have changed nella versione "Totale" con scritte etc. (lo potete vedere, se non sbaglio, al sito sulle date dei concerti di Bill Pagel, avete presente quello con lo sfondo giallino?). Intorno alla foto di Bob varie scritte, Bob Dylan and his band! - In person - e quella che mi fa sempre sorridere "Don't you dare miss it!!!" (Non osate perderlo!!!). Il poster è enorme, in b/n con cornice azzurra, ed ho già deciso che farà ovviamente bella mostra di sè alla festa "Bob Dylan Forever" che ho organizzato ad Aosta per il 24 maggio prossimo... Con il mio poster sotto il braccio (10 franchi svizzeri prendono il volo) contento come un bambino che ha completato la collezione di figurine di Pokèmon me ne vado soddisfatto...
Sono le 19 circa, in teoria tra un'ora inizia il concerto, mi posiziono centrale rispetto al palco, pian piano la gente arriva sempre più numerosa... Ricordate il mio dubbio di prima circa la poca pubblicità ed il rischio di scarsa affluenza? Beh, mi rimangio tutto ed osservo le gradinate, le tribune e lo spiazzo antistante il palco gremirsi sempre più fino a che l'Hallenstadion è pieno come un uovo... Resta il mistero su come sia stato possibile che tanta gente sapesse del concerto visto che in tutta Zurigo non c'era UNA locandina di pubblicità. Mah! Potenza del mito di Bob Dylan! Su due maxi schermi ai lati del palazzetto scorrono immagini pubblicitarie che ricordano i prossimi concerti... Alle 20, orario ufficiale di inizio, iniziano i primi fischi e le prime grida per chiamare fuori Bob e la band. Dopo circa mezz'ora di ritardo (canonica) tra il mormorio di attesa del pubblico le luci si spengono e si accendono quelle sul palco con un gioco di luci bianche vibranti dall'alto in stile X-files, rapimenti alieni o incontri ravvicinati del terzo tipo... Quando ti aspetti di vedere sul palco Mulder e Scully o una astronave aliena che atterra dopo qualche minuto la ormai inconfondibile voce (suppongo registrata a meno che Bob non si porti dietro lo speaker ad ogni data) esclama: Good evening ladies and gentlemen, would you please welcome Columbia recording artist... BOB DYLAN!!!".
Il mormorio di poco prima si trasforma in BOATO e Bob appare sul palco. Indossa un completo grigio perla molto elegante e un pò "western"... Imbraccia subito la chitarra acustica e senza una parola al pubblico attacca ROVING GAMBLER...
Alla sua destra Larry Campbell con chitarra al collo e vestito nero canta con Bob come al solito su questa canzone facendo la seconda voce... Dietro Larry c'è Dave Kemper, il batterista, praticamente invisibile dietro una pletora di piatti e grancasse anche se durante la presentazione successiva si alzerà in piedi ed il pubblico potrà ammirare il suo cappellone bianco da cow-boy. Alla sinistra di Bob il mitico Tony Garnier seduce il suo contrabbasso con sapienti tocchi nascosto sotto il suo cappello ormai inconfondibile e vestito in grigio scuro... All'estrema sinistra rispetto a Bob c'è Charlie Sexton in completo nero con collettone bianco e con chitarra bordò che fa anche lui la seconda voce con Larry in Roving Gambler.
Il pezzo termina tra gli applausi del pubblico. GRANDE VERSIONE! Classica impostazione "countreggiante"...
Quasi senza pausa rispetto all'ultima nota di Roving Gambler Bob e band attaccano la seconda canzone ma io sono già svenuto qualche secondo prima quando ho visto Larry prendere il violino ed ho capito che stanno per attaccare MY BACK PAGES. Mi rianimo ai primi suoni del violino ed al primo verso di Bob. Il pubblico ascolta in religioso silenzio salvo ruggire al termine di ogni verso... Il concerto potrebbe finire qui e potremmo andarcene tutti a casa soddisfatti ma siamo solo alla seconda canzone. Bob canta convinto e bene (come sa fare quando vuole) sbaglia mi sembra un po' di versi come al solito ripetendo quello dei musketeers (non sono sicurissimo però)... La canzone è SUBLIME, classicheggiante sullo sfondo del palco molto sobrio ed elegante, costituito da enormi drappeggi di tessuto bianco che vanno dal tetto al pavimento con belle onde in colonne verticali. Il tutto fa molto concerto di musica classica...
Termina My back pages, Larry Campell posa il violino (mentre il pubblico esplode) ed imbraccia nuovamente la chitarra guarda verso Dylan e gli fa un cenno di sì con la testa... Bob attacca le prime note della canzone successiva ed io capisco che stasera ho vinto al superenalotto. IT'S ALL RIGHT MA' (I'M ONLY BLEEDING) riempie con le sue note nervose di chitarra lo stadio tra gli applausi (io penso a Leonardo che citava proprio questo pezzo di chitarra a favore di Bob). Sulle prime note Bob alza stranamente lo sguardo al "cielo" o meglio al soffitto del velodromo e ancor più stranamente resta con lo sguardo fisso verso l'alto per un bel po' di secondi. Che diavolo avrà visto lassu? Boh!
Bob di tanto in tanto durante la canzone si avvicina a Larry e duetta con lui alla chitarra...
Al celebre verso sul presidente degli Stati Uniti nudo stranamente non c'è il solito boato o se c'è è minimo (forse agli svizzeri non frega un granchè degli Stati Uniti...).
Charlie Sexton continua ad essere estraniato suonandosi i suoi accordi quasi in disparte (almeno questa è la mia impressione). Tony al solito gigioneggia un pò di tanto in tanto...
La versione è BELLISSIMA! ed all'ultima nota il pubblico esplode in un interminabile e scrosciante applauso.
Mentre Larry molla la chitarra e va a posizionarsi dietro il dobro (o pedal steel? Non sono praticissimo comunque avete capito...) Bob si volta, guarda il batterista poi Tony ed attacca il nuovo brano confermando la mia sensazione di poco prima circa la vincita al superenalotto. LOVE MINUS ZERO/NO LIMIT (una delle mie canzoni preferite in assoluto) parte suadente con Larry che snocciola note al miele che ti si insinuano dentro, Charlie continua a farsi i fatti suoi guardando sovente il pubblico alla sua sinistra...
A metà canzone Bob si volta verso le casse ed i bauli vicini alla batteria come alla ricerca di qualcosa, poi si volta nuovamente verso il pubblico e continua. Cercava un'armonica? Mi sembrerebbe strano però di fatto ha guardato diversi secondi come a cercare qualcosa... Si accettano suggerimenti.
Ascoltando Love minus... penso a come effettivamente sia tutta un'altra cosa ascoltare Bob dal vivo piuttosto che su disco e che chi non ha mai visto un suo concerto non sa cosa si perde...
Terminati gli applausi Bob parlotta con Larry e due secondi dopo questi attacca l'inconfondibile serie di note di TANGLED UP IN BLUE (cominciate a rendervi conto anche voi di che scaletta STRATOSFERICA Bob sta snocciolando?...). La versione è meno modificata del solito rispetto a quanto Bob faceva qualche tempo fa... è un pò più simile alla versione BOTT anche se Bob arrivato al celebre ritornello canta: "Taaaaaaaaaaaaaaaaaaaangled up in blue!" allungando all'inverosimile, dopo una pausa, la "a" di tangled con un effetto che non ho mai sentito prima.
Intanto i tecnici delle luci che finora sono stati tranquilli iniziano il loro show. Le luci si modificano sul palco con degli stacchi improvvisi che stagliano sullo sfondo bianco dei drappeggi di cui sopra le sagome dei musicisti. Il tutto è molto ad effetto, molto artistico, se ne potrebbe fare quasi una copertina di un disco con le sagome nere tipo ombre cinesi che si ingigantiscono... Veramente bello...
Tra gli applausi della folla Bob si avvicina a Tony Garnier e parla diversi secondi con lui. Tony sembra avere un attimo di riflessione poi agita testa e cappello due o tre volte su e giù assentendo verso Dylan. Parte così la prima canzone "normale" della serata dopo i capolavori precedenti: DELIA. Durante l'esecuzione Bob fa i primi "piegamenti" dello show, in questo caso solo con braccia e chitarra che egli alza di tanto in tanto ad altezza viso ondeggiando di qua e di là, più tardi verranno anche i piegamenti delle gambe alla Elvis...
Questa versione di Delia non è male anche se un pò lenta e poco ritmata. Durante DELIA dal pubblico iniziano un pò di "yuhuu" alla cow-boy (tipo rodeo, avete presente?).
Terminato il pezzo e tra i moltissimi applausi scroscianti finalmente Bob si decide a rivolgere una parola al pubblico ed inutile dire che si limita ad un: "Thank youuuuu", poi si volta di spalle e dà la chitarra ad un inserviente in tuta blu che con pochi passi danzanti scompare dietro il palco
Termina infatti il primo set acustico ed inizia quello elettrico con il vero CAPOLAVORO della serata, a mio avviso. COUNTRY PIE in una versione fantastica, velocissima con il pubblico che si mette a ballare e Bob che scherza con la chitarra mettendola quasi in verticale, facendo un pò di duetti con Tony Garnier e mettendosi a ballare una specie di rock'n'roll al rallentatore ondeggiando a destra e a sinistra sempre con la chitarra tipo asta di bandiera. BOATO del pubblico al termine del pezzo con un italico "VAI BOBBYYYYY!!!" che si leva dall'audience (a proposito ho dimenticato di scriverlo prima ma dovunque mi giravo sentivo parlare in italiano - ma ci sarà stato qualche svizzero in realtà al concerto?).
E' la volta di CAN'T WAIT che mi sembra un po' di routine e non mi colpisce particolarmente anche se Bob la canta bene e con la convinzione dovuta. Il pezzo deve particolarmente piacere a Tony che si impegna molto abbassandosi ed alzandosi su se stesso dimostrando di sentire molto il brano e sul finale accompagna l'ultima nota facendo ruotare il basso con gesto plateale verso il pubblico. Charlie invece continua a latitare sulla sinistra, probabilmente è il suo modo di fare che lo fa estraniare dal resto della band...
Parte la batteria e torniamo al MITO con Bob che si tuffa negli anni sessanta. STUCK INSIDE OF MOBILE WITH THE MEMPHIS BLUES AGAIN torna a far ballare il pubblico che si era un pò disteso su Can't wait (avete notato, in genere, la sapiente alternanza di brani eseguiti da Bob?).
Durante questo brano incredibilmente Charlie Sexton dà segni di vita scuotendo diverse volte la testa e guardando verso Bob...
Il pubblico inizia il primo battimani della serata e centinaia di braccia oscillano con bella coreografia davanti al palco. La versione è abbastanza standard, niente di nuovo.
La voce di Bob, non l'ho ancora sottolineato, è GRANDE stasera, potente, roca al punto giusto (quel tanto per dare quell'effetto che sapete bene) ed i versi sono pronunciati in maniera limpida senza errori e senza che Bob si mangi le parole...
Al termine del pezzo, mentre il pubblico applaude, Bob inizia il rito di ogni concerto, per la prima volta stasera, scompigliandosi e scuotendosi i capelli (non ho mai capito cosa faccia esattamente... un mio amico scherzosamente dice che sembra un cagnolino che si scuote via le pulci, io dico:"Ah, sì... Quando si fa lo shampoo...").
La canzone successiva è WATCHING THE RIVER FLOW, un classico dei concerti di Bob, ed è ottima con Larry che torna al dobro.
NOT DARK YET e LEOPARD-SKIN PILL-BOX HAT chiudono la prima parte del concerto. La prima canzone è eseguita da Bob con delle tonalità diverse rispetto a quelle solite ed il colore blu dei riflettori che inquadrano tutta la performance le conferisce un'atmosfera molto simile a quella del videoclip omonimo con quell'aria vagamente "d'epoca". Al termine di Not dark yet Bob presenta la Band dopo aver elargito un nuovo: "Thank youuuu ladies and gentlemen" seguito da qualcosa tipo: "Adesso vi presento la band". Presenta nell'ordine Larry Campbell alla chitarra, Dave Kemper alla batteria, Charlie Sexton che "is on the second guitar" come dice Bob che poi aggiunge "Tony Garnier is on the bass guitar...".
Segue Leopard... al solito molto elettrica ed al solito con un ottimo lavoro di chitarre.
Al termine del pezzo Bob (che si inchina e saluta il pubblico già sulla coda di batteria di Leopard) e la band lasciano il palco. Ovviamente il pubblico inizia a gridare richiamando i musicisti per il bis e dopo qualche minuto eccoli ricomparire sul palco per eseguire l'ormai classica LOVE SICK con dei bellissimi effetti di luce. Credo che questa canzone diventerà uno dei grandi classici di Dylan.
Io, e credo anche il resto del pubblico, ci aspettiamo Things have changed che invece non arriva neanche in questo bis.
Segue invece un po' a sorpresa, almeno per me che non mi aspettavo di sentirla stasera, LIKE A ROLLING STONE con il pubblico in delirio che esplode in continue ovazioni e con un finale da brividi. E' poi la volta della sempre magnifica DON'T THINK TWICE IT'S ALL RIGHT che riapre il set acustico. Segue NOT FADE AWAY, elettrica, con Larry e Charlie che cantano con Bob e BLOWIN' IN THE WIND (con l'unico assolo di armonica della serata) ancora a tre voci, Bob/Larry/Charlie e con uno strano "wiiiiiind" finale con Bob che non lo esegue lasciandolo ai soli Larry e Charlie. Il pubblico è in delirio e migliaia di braccia si alzano ondeggiando, con accendini e fuocherelli vari.
Si accendono le luci ma in realtà non è ancora finita e, con le luci stranamente accese, si chiude alla grande con RAINY DAY WOMEN N. 12 & 35 con Bob che ad un certo punto si mette a marciare come un soldatino con la chitarra a mò di fucile ed un enorme manona di pezza di colore giallo con indice teso che spunta tra le teste davanti al palco alzata dalle braccia di qualcuno del pubblico forse a sottintendere "Sei il numero uno!" .
L'impressionante massa di gente inizia a sfollare ed io la seguo anche se per un attimo ho la tentazione di saltare sul palco e fiondarmi dietro le quinte nella speranza che Bob e la band siano ancora a tiro. Ovviamente rinuncio all'idea anche perchè ci vorrebbe una scala per salire sul palco.
Così mi metto in fila mescolandomi all'enorme folla di persone che si accalca verso l'uscita.
Una volta fuori dallo stadio mi fiondo sul retro nella speranza che... non si sa mai! Gli addetti stanno caricando il materiale sui tir ed io inizio a riprendere con una videocamera tutto quello che mi capita, casse, bauli, strumenti e tra l'altro alcuni adesivi apposti sui vari colli. Tra questi ne spicca uno rosa e giallo che recita "I been to Sugar Town I shook the sugar down" (citazione da Tryin' to get to heaven). Ce n'è poi uno dei Grateful Dead, uno blu con la scritta bobdylan.com ed uno che recita "Thanks God I'm welsh".
Qui scatta nuovamente la mia indole di agente segreto (o di detective privato se preferite) e mi metto in caccia di indizi. Tra le varie scritte sui bauli ne scovo una seminascosta che inquadro con una potente zoomata. La riporto di seguito perchè potrebbe essere, non dico un indirizzo di Bob ovviamente, ma chissa? quanto meno un indirizzo al quale mandare eventualmente lettere nella speranza che siano recapitate a Bob. Ecco la scritta: Bob Dylan - East-West Touring 1301 Avenue of the Americas 10019 N.Y.C. New York. C'era anche un numero di telefono (o almeno quello che io reputo tale) che è il seguente 212 259 5500.
Mi apposto con la videocamera di fronte a quella che è presumibilmente l'uscita delle auto di Bob e della band e davanti alla quale si sono radunati alcuni fans (siamo in tutto una decina). Dopo aver atteso circa un'ora e mezza senza risultato a poco a poco il gruppetto si assottiglia e ad uno ad uno tutti se ne vanno. Restiamo solo io e due ragazze tedesche. Ci facciamo compagnia ancora per un po' ma poi, essendo già quasi mezzanotte (a proposito il concerto è durato circa un'ora e cinquanta minuti) ci arrendiamo e ci salutiamo. Tornando verso l'auto però io rasento la rete di protezione su uno dei lati dello stadio e ad un certo punto mi fermo perchè un auto bianca di grossa cilindrata (mercedes credo ma non ne sono sicuro) si ferma col motore acceso nei pressi di una porta aperta. Mi fermo dietro la rete e punto la videocamera. Esce un po' di gente, una ragazza bionda e tre uomini più un quarto che va alla guida dell'auto e che mi dà l'idea di un accompagnatore/autista o cose simili. Nel gruppetto non c'è Bob ovviamente ma ho la netta sensazione che uno dei tre uomini sia Charlie Sexton. Ho rivisto il filmato con attenzione e sono propenso a credere che si tratti proprio di lui anche se ovviamente non ne ho la certezza assoluta.
Qualche minuto dopo imbocco nuovamente l'autostrada in direzione Aosta. Purtroppo si torna a casa anche se la nostalgia (già presente dopo appena due ore dalla fine del concerto) viene mitigata dal pensiero che tra pochissimo c'è la data di Milano e che nel frattempo bisogna celebrare una certa festa di compleanno ad Aosta il 24 maggio...
Michele "Napoleon in rags" Murino


 
ZURIGO TAKE TWO
By Alessandro
Ciao Michele,
ho letto il tuo resoconto sul concerto di Zurigo e mi è venuta voglia di dire la mia, visto che al concerto c'ero anch'io.....Cercherò di essere breve (per quanto possibile...).
Ho visto un buon concerto, grande voce, la band era ok, ma......per buona parte
del concerto ho avuto l'impressione che mancasse qualcosa, quel pò di 'passione' cui Bob ci
ha abituati (o disabituati, dipende dai periodi...). E non sembri una contraddizione di
termini se dico che la sua voce era grande...sto parlando dell' 'approccio' alle canzoni, della
capacità che lui ha di di fartele 'sentire' al di là di quanto buona sia la sua voce. Tu hai
apprezzato 'Tangled up in blue', per esempio. Per me, 'Tangled' è scivolata via senza grandi
emozioni. Sarà forse perchè l'ho sentita così tante volte su nastro e deve essere veramente speciale
perchè mi emozioni. Forse sono troppo esigente, ma giudico i concerti di Bob in base a
quello che mi fanno 'sentire', e 'Tangled' mi è sembrata appena adeguata.
Certo, non sono mancati momenti veramente emozionanti...It's alright ma è stata
stupenda, suonata magnificamente e cantata ancora meglio. 'Delia' è stata
deliziosa....sentivi che Bob 'ci teneva' a cantarla e cantarla bene. Su Country Pie sono perfettamente
d'accordo con te... grande versione, rockeggiante, e vedevi che tutta la band, compreso Bob, si
divertiva un mondo a suonarla. E poi 'Not dark yet'....è grande quanto riesce a creare quel mood un
pò malinconico e bluesy.....Ho apprezzato anche la nuova versione di 'Can't wait'. La
precedente versione live mi aveva un pò stufato, non funzionava granchè, secondo me. Questa è molto meglio perchè concede a Bob più spazio nell'interpretazione, e i risultati si sono visti. Poco più che routinarie sono state 'Watching the river flow', 'Leopard -skin' e 'Stuck inside of
mobile'....Insomma, un buon concerto, ma sono uscito con la netta sensazione che Bob, considerando il suo ottimo stato di voce, si sia un pò risparmiato nella performance. Immagino che molti non saranno d'accordo, ma d'altra parte non siamo forse qui per esprimere le nostri personali impressioni?
Ripeto, io forse, avendo ascoltato quasi tutti i concerti di Bob degli ultimi 4 anni, tendo ad essere un pò troppo esigente, ma continuo a vivere i suoi concerti come 'generatori' potenziali di impagabili emozioni.
A Zurigo non ne ho avute moltissime, ma va bene così, perchè una cosa è certa:
se mantiene questa voce nel corso del tour (e non c'è motivo per non crederlo), ci sono
ottime basi per vedere dei grandi concerti, di sicuro migliori di quelli di Zurigo. E
adesso, aspettiamolo fiduciosi....
A presto
Alessandro

P.S. Una curiosità. Hai notato come teneva la chitarra in quasi tutti gli assoli? Col manico alzato,
verticale....l'ho trovato curioso, non l'avevo mai visto tenerla in quel modo.....

Ciao Alessandro,
(a proposito: ma tu dopo quante ore l'hai trovato l'Hallenstadion?)... In effetti sono d'accordo con te su diversi punti... Anche a me non è piaciuta particolarmente Tangled up in blue (nel mio resoconto in realtà sottolineavo più la curiosità della "a" allungata...) che però, essendo la grandissima canzone che è, resta comunque apprezzabile anche se Bob la canta in maniera "consuetudinaria" (io sarò forse l'unico ma credo che di Tuib resti insuperabile la versione del disco ufficiale)...
Sì, la strana posizione della chitarra di Bob (spesso in verticale) ha colpito anche me tanto che l'ho sottolineato nel mio "reportage" paragonandola ad una specie di asta di bandiera... Hai ragione, non avevo sottolineato nel mio racconto il fatto che Can't wait fosse molto diversa dal solito, grazie per averlo fatto tu...
Grazie per il tuo "racconto dal neverending tour" , Alessandro e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

 


 

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