| 6 maggio 2000. Inizia alla
grandissima la tourneè europea di Bob che parte dalla Svizzera tedesca...
ZURIGO!
Sono le 10 circa di sabato
6 maggio quando parto da Aosta in direzione Zurigo sulla mia Toyota rav4
per la prima tappa del tour europeo di Bob e già sono in fibrillazione
(la mente comincia ad offuscarsi al pensiero che tra dieci ore circa sono
davanti a the man himself, LUI in carne, ossa ed armonica...). Dico "mente
offuscata" nel senso che, ad esempio, gesti comunissimi non mi riescono
bene (girare una semplice chiave nella portiera dell'auto senza riuscirci
se non dopo vari tentativi, aspettare al casello per ritirare il biglietto
mentre il biglietto stesso è già fuori dalla macchinetta
da un paio d'ore, chiedersi perchè diavolo non va il cd dell'auto
e poi accorgersi dopo qualche minuto che non ho ancora inserito i cd stessi
nel caricatore... insomma le cose che vi fanno capire che la giornata non
è come tutte le altre - come potrebbe? - e che è meglio non
distrarsi troppo fantasticando sul prossimo concerto pena un volo dal Colle
del Gran San Bernardo in direzione delle vallate valdostane...).
Proprio perchè tra
poche ore respirerò Dylan da tutte le parti carico nel cd dell'auto
qualcosa di diverso, nella fattispecie 4 cd del grandissimo Lucio Battisti
tanto per variare e non fare indigestione di Bob fin dalla partenza...
Per i curiosi i cd in questione sono tra i miei preferiti di Lucio: Don
Giovanni, Cosa succederà alla ragazza, La sposa occidentale, Hegel...
Via! Si parte!
Inizialmente la giornata è
abbastanza normale a livello meteorologico se non che sul Colle del Gran
San Bernardo si scatena un Diluvio Universale che mi porta alla mente subito
il mitico Hard Rain del '76 e mi chiedo se non sia un presagio... Penso
anche alla mitica battuta di Villaggio in uno dei vari libri di Fantozzi
quando questi, convinto da Filini a partire per una crociera che tocca
le sette perle del Mediterraneo e rassicurato dal ragioniere sul fatto
che sarebbe stata una vacanza paradisiaca, raccontava che "la nave salpò
nel giorno dell'unica inondazione di Genova dell'ultimo millennio!".
Il peggio arriva sui primi
tunnel aperti in prossimità della cima quando una nebbia abbastanza
fitta fa rallentare le auto quasi a passo d'uomo (e qui ovviamente penso
automaticamente alle "twelve misty mountains" e spero di non finire con
lo "stumble on the side" anche perchè "inciampare" con l'auto sarebbe
un attimino più pericoloso...).
Dalle casse la musica elettronica
di Battisti continua a suonare mentre la sua voce parla di pollini che
pullulano di impastatrici sul terrazzo di caprette illetterate e ciceronesse,
di lungomai e di un dolce tedio a sdraio... Mi viene da pensare che le
poesie enigmatiche (o meglio enigmistiche) di Lucio e Pasquale Panella
fanno impallidire anche il Dylan più ermetico... "Segna e depenna
Ben Hur" continua Battisti ed io sono ormai in Svizzera, o meglio alla
dogana.
Il doganiere italiano non
ferma la mia auto e mi guarda come a dire "vai pure"... Quello svizzero
invece, e ci avrei giurato, mi ferma perentorio: "Ou vous allez?" (spero
di averlo scritto bene, il francese non è il mio forte). Dove andate?
Io lo guardo e per un attimo sono tentato di esternargli la mia eccitazione
raccontandogli che vado a Zurigo a vedere Dylan, che ho già il biglietto
e che se vuole glielo mostro... ma poi evito per non farmi prendere per
pazzo e mi limito ad un burocratico: "Zurich...".
Espletate le formalità
doganali riparto dritto come una scheggia ed in Svizzera sono accolto da
una splendida giornata, vallate verdissime, e mucche dovunque (per restare
in tema di citazioni musicali ovviamente qui penso a De Gregori ed alla
sua Casa di Hilde...).
Il viaggio prosegue tranquillamente
fino a destinazione: Martigny, Losanna, Berna, Basilea, ZURIGO!
La mia mente ottenebrata di
fan all'ultimo stadio mi fa pensare che da un momento all'altro assisterò
ad una parata di enormi cartelloni pubblicitari che accolgono il viaggiatore
con la faccia di Dylan che invita ad andare al suo concerto e di vedere
frotte di gente con su la maglietta di Time out of mind che corrono in
direzione dell'Hallenstadion... Poi ovviamente torno alla dura realtà...
Non un solo manifesto di Bob da nessuna parte e quel che è peggio
non UNA indicazione per l'Hallenstadion... Non mi preoccupo più
di tanto, sono solo le 14.00 e c'è tempo fino alle 19 per l'apertura
dei cancelli, quindi la precedenza va ad una visita a Zurigo, città
che vedo per la prima volta...
Bella, ordinata, con una periferia
di casette deliziose ed un centro degli affari da far impallidire New York
all'ora di punta. Arrivo alla stazione centrale e parcheggio per andare
un pò in giro a piedi... Al parchimetro un ragazzo sui 20/25 anni
inserisce un pò di franchi, io lo prendo per un indigeno e ne approfitto:
"Do you speak english?... Do you know where is the Hallenstadion?"
quello mi guarda e mi fa:
"Italiano?", "Sì, anche tu?"... e quello "Vado a vedere Dylan anche
io ma non ho idea di dove sia lo stadio...". Quando il caso dice la combinazione
(come direbbe Frassica) il primo zurighese a cui rivolgo la parola è
invece un italiano che va a vedere Bob... "Bè, ci si vede al concerto
allora, ciao!".
Mi tuffo a piedi nel caos
del centro commerciale di Zurigo stracolmo di auto e di bici (mai viste
tante biciclette tutte insieme in vita mia). Ragazze da far girare la testa
si muovono danzando su monopattini, rollerblade e skate svicolando per
le strade della città eseguendo perfette e consuetudinarie piroette
tra le auto, i bus ed i tram lunghissimi che affollano il centro...
Un tour della città
e poi ritorno alla stazione... Ancora nessuna traccia dell'Hallenstadion
o quanto meno di una freccia indicativa...
Lo stomaco reclama, un indiano
con banchetto di panini alla stazione invita... E' fatta... Dopo qualche
minuto apprendo da lui, che parla benissimo italiano, che per andare all'Hallenstadion
(bene, almeno ho la conferma che esiste, per un attimo avevo temuto di
essere su Scherzi a parte...)
devo seguire la direzione...
boh, non mi ricordo più, un ostico nome teutonico tipo Oerlikon
o Oerlikop...
Dopo circa due ore arrivo
in zona ma di insegne ancora nemmeno l'ombra... Fortunatamente becco un
tizio in auto ad un semaforo, gli faccio la solita domanda (credo di essere
arrivato a quota 60/70) e questo mi dice in tedesco di seguirlo chè
va da quelle parti.
"Dio sia lodato!" esclamo
mentre cerco di non perdere nel traffico il mio Virgilio asburgico che
mi conduce dopo circa dieci minuti davanti allo stadio. Lo saluto dall'auto
con un gesto della mano e finalmente ho l'onore ed il privilegio di leggere
il mitico (ormai lo è diventato) nome: Hallenstadion, ma solo attaccato
ad uno dei lati dello stadio stesso...
INCREDIBILE, comincio a ricredermi
sulla precisione svizzera... Non è possibile che in tutta Zurigo
e zone limitrofe non ci sia UNA sola freccia che indichi la direzione per
lo stadio... Inconcepibile...
Penso: "Almeno qui qualche
manifesto che pubblicizza il concerto di Bob ci sarà?". Macchè!
Nemmeno l'ombra. Arrivo davanti alla cassa ed ai cancelli e niente nemmeno
lì... Pazzesco, mai vista una cosa del genere... Solo su un lato
un piccolo posterino bianco ricorda gli appuntamenti dei giorni a venire:
Dylan il 6 maggio e poi a seguire, se non ricordo male, Pearl Jam, Sting,
Baglioni, Iron Maiden etc... Beh non si può dire che ci sia stata
una gran pubblicità, probabilmente hanno preferito altre forme di
propaganda anche se non riesco a capire quali... Penso che con una pubblicità
praticamente inesistente il concerto sarà un fiasco a livello di
pubblico, dopo mi ricrederò...
I fedelissimi sono già
seduti (o meglio sdraiati) sul pavimento davanti alle due entrate in attesa
che gli inservienti aprano i cancelli. E' chiaro che vogliono praticamente
mettersi attaccati alla transenna che delimita il palco dove Bob suonerà...
Ma sono circa le 17.00 ed
io ho ancora un pò di tempo per fare l'investigatore privato e cercare
di beccare magari Bob da qualche parte intorno allo stadio... Comincio
perciò a gironzolare in lungo ed in largo intorno all'Hallenstadion.
Finalmente un pò di segni della presenza dylaniana: alcuni banchetti
che vendono magliette con su la faccia di Bob, tazze da latte con su stampato
il simbolo di Highway 61 (quello con quella specie di scudo con dentro
il numero 61 che si può vedere sul cd rom omonimo) e qualche spilletta...
Ad un certo punto, quando
sono sul retro dello stadio che mi guardo intorno tipo Mata Hari sobbalzando
e correndo dietro ad ogni macchina un pò "importante" con vetri
scuri che vedo, in corrispondenza con la parete alla quale è addossato
il palco, vedo un ragazzo vestito di nero sui 20 anni che sta da solo davanti
ad un cancello semichiuso ed ha una strana posizione. Ha la testa e, direi
quasi, le orecchie spostate in avanti rispetto al tronco, come fossero
puntate verso un bersaglio. Che diavolo starà facendo?, mi chiedo
mentre avanzo e lo raggiungo ed in quel momento alle mie orecchie giunge
un suono e subito dopo una voce: "Oh babe it ain't no lieeee"...
Il cuore prende l'ascensore
e poi torna a piano terra, sorrido a stento al tipo vestito di nero mentre
sto sudando freddo, lo affianco ed assumo la sua stessa posizione. BOB
STA ESEGUENDO IL SOUNDCHECK SUL PALCO ed io ed il tipo strabuzziamo gli
occhi nella speranza che dalle porte aperte dello stadio si intravveda
qualcosa. Putroppo l'apertura non è tale da consentire di vedere
ed un pò di tecnici con camioncini vari coprono ulteriormente la
visuale... Comunque, se non altro, il suono e la voce sono nitidissime
ed io ed il tipo in religioso silenzio ascoltiamo tutto. Penso: "Incredibile,
praticamente un'anteprima del concerto (anche se poi Bob non farà
quel pezzo) e solo noi due che lo sentiamo, gli altri tutti dall'altra
parte alla cassa ed ai cancelli...!".
Rimpiango di non avere con
me un registratore (nel silenzio di quella zona di Zurigo la registrazione
sarebbe venuta alla perfezione) comunque meglio che niente... Ascolto tutta
"Babe it ain't no lie" e, ragazzi!, Bob ha una voce BELLISSIMA, potente,
altro che soundcheck, da concerto stratosferico... Il suono è pulitissimo...
Finita la canzone io speranzoso aspetto che ne attacchi un'altra però
dopo vari suoni e strimpellamenti vari di prova non si sente più
nulla. E' chiaro che sono arrivato alla fine del soundcheck, bè
mi accontento, saluto il man in black e torno davanti allo stadio anche
perchè è quasi ora di entrare...
Alle 18.30 circa sono dentro.
Se non ho capito male questo Hallenstadion era (o è) un velodromo,
avete presente quelli con la pista ciclistica inclinata?, ed è strutturato
nel seguente modo per quanto riguarda il concerto: su di un lato ovviamente
il palco, davanti ad esso un largo spiazzo per i posti in piedi, subito
dietro questo spiazzo il palco mixer e marchingegni tecnici vari, ancora
più dietro una gradinata mobile per il pubblico con posti a sedere.
Tutto intorno sui lati altre gradinate ed un settore chiuso per i giornalisti
e vip con posti riservati.
In basso, sul lato opposto
al palco, banchi con panini, bibite etc. ed alcuni punti in cui si vendono
dischi di Bob. Scorro speranzoso i titoli e le copertine: Biograph, Street
legal, Things have changed, Freewheelin' e poi capisco che ovviamente ci
sono purtroppo solo dischi ufficiali. Vedo per la prima volta il nuovissimo
Best of vol. 2... Altre magliette (un pò carucce) e tazze varie...
Non compro ovviamente nulla
o perchè ho già tutto o perchè non mi sembra serio
bere il latte nella highway 61, poi però resto fulminato da un banchetto
con una tipa bionda che vende poster, o meglio un solo STUPENDO poster,
quello della copertina del singolo di Things have changed nella versione
"Totale" con scritte etc. (lo potete vedere, se non sbaglio, al sito sulle
date dei concerti di Bill Pagel, avete presente quello con lo sfondo giallino?).
Intorno alla foto di Bob varie scritte, Bob Dylan and his band! - In person
- e quella che mi fa sempre sorridere "Don't you dare miss it!!!" (Non
osate perderlo!!!). Il poster è enorme, in b/n con cornice azzurra,
ed ho già deciso che farà ovviamente bella mostra di sè
alla festa "Bob Dylan Forever" che ho organizzato ad Aosta per il 24 maggio
prossimo... Con il mio poster sotto il braccio (10 franchi svizzeri prendono
il volo) contento come un bambino che ha completato la collezione di figurine
di Pokèmon me ne vado soddisfatto...
Sono le 19 circa, in teoria
tra un'ora inizia il concerto, mi posiziono centrale rispetto al palco,
pian piano la gente arriva sempre più numerosa... Ricordate il mio
dubbio di prima circa la poca pubblicità ed il rischio di scarsa
affluenza? Beh, mi rimangio tutto ed osservo le gradinate, le tribune e
lo spiazzo antistante il palco gremirsi sempre più fino a che l'Hallenstadion
è pieno come un uovo... Resta il mistero su come sia stato possibile
che tanta gente sapesse del concerto visto che in tutta Zurigo non c'era
UNA locandina di pubblicità. Mah! Potenza del mito di Bob Dylan!
Su due maxi schermi ai lati del palazzetto scorrono immagini pubblicitarie
che ricordano i prossimi concerti... Alle 20, orario ufficiale di inizio,
iniziano i primi fischi e le prime grida per chiamare fuori Bob e la band.
Dopo circa mezz'ora di ritardo (canonica) tra il mormorio di attesa del
pubblico le luci si spengono e si accendono quelle sul palco con un gioco
di luci bianche vibranti dall'alto in stile X-files, rapimenti alieni o
incontri ravvicinati del terzo tipo... Quando ti aspetti di vedere sul
palco Mulder e Scully o una astronave aliena che atterra dopo qualche minuto
la ormai inconfondibile voce (suppongo registrata a meno che Bob non si
porti dietro lo speaker ad ogni data) esclama: Good evening ladies and
gentlemen, would you please welcome Columbia recording artist... BOB DYLAN!!!".
Il mormorio di poco prima
si trasforma in BOATO e Bob appare sul palco. Indossa un completo grigio
perla molto elegante e un pò "western"... Imbraccia subito la chitarra
acustica e senza una parola al pubblico attacca ROVING GAMBLER...
Alla sua destra Larry Campbell
con chitarra al collo e vestito nero canta con Bob come al solito su questa
canzone facendo la seconda voce... Dietro Larry c'è Dave Kemper,
il batterista, praticamente invisibile dietro una pletora di piatti e grancasse
anche se durante la presentazione successiva si alzerà in piedi
ed il pubblico potrà ammirare il suo cappellone bianco da cow-boy.
Alla sinistra di Bob il mitico Tony Garnier seduce il suo contrabbasso
con sapienti tocchi nascosto sotto il suo cappello ormai inconfondibile
e vestito in grigio scuro... All'estrema sinistra rispetto a Bob c'è
Charlie Sexton in completo nero con collettone bianco e con chitarra bordò
che fa anche lui la seconda voce con Larry in Roving Gambler.
Il pezzo termina tra gli applausi
del pubblico. GRANDE VERSIONE! Classica impostazione "countreggiante"...
Quasi senza pausa rispetto
all'ultima nota di Roving Gambler Bob e band attaccano la seconda canzone
ma io sono già svenuto qualche secondo prima quando ho visto Larry
prendere il violino ed ho capito che stanno per attaccare MY BACK PAGES.
Mi rianimo ai primi suoni del violino ed al primo verso di Bob. Il pubblico
ascolta in religioso silenzio salvo ruggire al termine di ogni verso...
Il concerto potrebbe finire qui e potremmo andarcene tutti a casa soddisfatti
ma siamo solo alla seconda canzone. Bob canta convinto e bene (come sa
fare quando vuole) sbaglia mi sembra un po' di versi come al solito ripetendo
quello dei musketeers (non sono sicurissimo però)... La canzone
è SUBLIME, classicheggiante sullo sfondo del palco molto sobrio
ed elegante, costituito da enormi drappeggi di tessuto bianco che vanno
dal tetto al pavimento con belle onde in colonne verticali. Il tutto fa
molto concerto di musica classica...
Termina My back pages, Larry
Campell posa il violino (mentre il pubblico esplode) ed imbraccia nuovamente
la chitarra guarda verso Dylan e gli fa un cenno di sì con la testa...
Bob attacca le prime note della canzone successiva ed io capisco che stasera
ho vinto al superenalotto. IT'S ALL RIGHT MA' (I'M ONLY BLEEDING) riempie
con le sue note nervose di chitarra lo stadio tra gli applausi (io penso
a Leonardo che citava proprio questo pezzo di chitarra a favore di Bob).
Sulle prime note Bob alza stranamente lo sguardo al "cielo" o meglio al
soffitto del velodromo e ancor più stranamente resta con lo sguardo
fisso verso l'alto per un bel po' di secondi. Che diavolo avrà visto
lassu? Boh!
Bob di tanto in tanto durante
la canzone si avvicina a Larry e duetta con lui alla chitarra...
Al celebre verso sul presidente
degli Stati Uniti nudo stranamente non c'è il solito boato o se
c'è è minimo (forse agli svizzeri non frega un granchè
degli Stati Uniti...).
Charlie Sexton continua ad
essere estraniato suonandosi i suoi accordi quasi in disparte (almeno questa
è la mia impressione). Tony al solito gigioneggia un pò di
tanto in tanto...
La versione è BELLISSIMA!
ed all'ultima nota il pubblico esplode in un interminabile e scrosciante
applauso.
Mentre Larry molla la chitarra
e va a posizionarsi dietro il dobro (o pedal steel? Non sono praticissimo
comunque avete capito...) Bob si volta, guarda il batterista poi Tony ed
attacca il nuovo brano confermando la mia sensazione di poco prima circa
la vincita al superenalotto. LOVE MINUS ZERO/NO LIMIT (una delle mie canzoni
preferite in assoluto) parte suadente con Larry che snocciola note al miele
che ti si insinuano dentro, Charlie continua a farsi i fatti suoi guardando
sovente il pubblico alla sua sinistra...
A metà canzone Bob
si volta verso le casse ed i bauli vicini alla batteria come alla ricerca
di qualcosa, poi si volta nuovamente verso il pubblico e continua. Cercava
un'armonica? Mi sembrerebbe strano però di fatto ha guardato diversi
secondi come a cercare qualcosa... Si accettano suggerimenti.
Ascoltando Love minus... penso
a come effettivamente sia tutta un'altra cosa ascoltare Bob dal vivo piuttosto
che su disco e che chi non ha mai visto un suo concerto non sa cosa si
perde...
Terminati gli applausi Bob
parlotta con Larry e due secondi dopo questi attacca l'inconfondibile serie
di note di TANGLED UP IN BLUE (cominciate a rendervi conto anche voi di
che scaletta STRATOSFERICA Bob sta snocciolando?...). La versione è
meno modificata del solito rispetto a quanto Bob faceva qualche tempo fa...
è un pò più simile alla versione BOTT anche se Bob
arrivato al celebre ritornello canta: "Taaaaaaaaaaaaaaaaaaaangled up in
blue!" allungando all'inverosimile, dopo una pausa, la "a" di tangled con
un effetto che non ho mai sentito prima.
Intanto i tecnici delle luci
che finora sono stati tranquilli iniziano il loro show. Le luci si modificano
sul palco con degli stacchi improvvisi che stagliano sullo sfondo bianco
dei drappeggi di cui sopra le sagome dei musicisti. Il tutto è molto
ad effetto, molto artistico, se ne potrebbe fare quasi una copertina di
un disco con le sagome nere tipo ombre cinesi che si ingigantiscono...
Veramente bello...
Tra gli applausi della folla
Bob si avvicina a Tony Garnier e parla diversi secondi con lui. Tony sembra
avere un attimo di riflessione poi agita testa e cappello due o tre volte
su e giù assentendo verso Dylan. Parte così la prima canzone
"normale" della serata dopo i capolavori precedenti: DELIA. Durante l'esecuzione
Bob fa i primi "piegamenti" dello show, in questo caso solo con braccia
e chitarra che egli alza di tanto in tanto ad altezza viso ondeggiando
di qua e di là, più tardi verranno anche i piegamenti delle
gambe alla Elvis...
Questa versione di Delia non
è male anche se un pò lenta e poco ritmata. Durante DELIA
dal pubblico iniziano un pò di "yuhuu" alla cow-boy (tipo rodeo,
avete presente?).
Terminato il pezzo e tra i
moltissimi applausi scroscianti finalmente Bob si decide a rivolgere una
parola al pubblico ed inutile dire che si limita ad un: "Thank youuuuu",
poi si volta di spalle e dà la chitarra ad un inserviente in tuta
blu che con pochi passi danzanti scompare dietro il palco
Termina infatti il primo set
acustico ed inizia quello elettrico con il vero CAPOLAVORO della serata,
a mio avviso. COUNTRY PIE in una versione fantastica, velocissima con il
pubblico che si mette a ballare e Bob che scherza con la chitarra mettendola
quasi in verticale, facendo un pò di duetti con Tony Garnier e mettendosi
a ballare una specie di rock'n'roll al rallentatore ondeggiando a destra
e a sinistra sempre con la chitarra tipo asta di bandiera. BOATO del pubblico
al termine del pezzo con un italico "VAI BOBBYYYYY!!!" che si leva dall'audience
(a proposito ho dimenticato di scriverlo prima ma dovunque mi giravo sentivo
parlare in italiano - ma ci sarà stato qualche svizzero in realtà
al concerto?).
E' la volta di CAN'T WAIT
che mi sembra un po' di routine e non mi colpisce particolarmente anche
se Bob la canta bene e con la convinzione dovuta. Il pezzo deve particolarmente
piacere a Tony che si impegna molto abbassandosi ed alzandosi su se stesso
dimostrando di sentire molto il brano e sul finale accompagna l'ultima
nota facendo ruotare il basso con gesto plateale verso il pubblico. Charlie
invece continua a latitare sulla sinistra, probabilmente è il suo
modo di fare che lo fa estraniare dal resto della band...
Parte la batteria e torniamo
al MITO con Bob che si tuffa negli anni sessanta. STUCK INSIDE OF MOBILE
WITH THE MEMPHIS BLUES AGAIN torna a far ballare il pubblico che si era
un pò disteso su Can't wait (avete notato, in genere, la sapiente
alternanza di brani eseguiti da Bob?).
Durante questo brano incredibilmente
Charlie Sexton dà segni di vita scuotendo diverse volte la testa
e guardando verso Bob...
Il pubblico inizia il primo
battimani della serata e centinaia di braccia oscillano con bella coreografia
davanti al palco. La versione è abbastanza standard, niente di nuovo.
La voce di Bob, non l'ho ancora
sottolineato, è GRANDE stasera, potente, roca al punto giusto (quel
tanto per dare quell'effetto che sapete bene) ed i versi sono pronunciati
in maniera limpida senza errori e senza che Bob si mangi le parole...
Al termine del pezzo, mentre
il pubblico applaude, Bob inizia il rito di ogni concerto, per la prima
volta stasera, scompigliandosi e scuotendosi i capelli (non ho mai capito
cosa faccia esattamente... un mio amico scherzosamente dice che sembra
un cagnolino che si scuote via le pulci, io dico:"Ah, sì... Quando
si fa lo shampoo...").
La canzone successiva è
WATCHING THE RIVER FLOW, un classico dei concerti di Bob, ed è ottima
con Larry che torna al dobro.
NOT DARK YET e LEOPARD-SKIN
PILL-BOX HAT chiudono la prima parte del concerto. La prima canzone è
eseguita da Bob con delle tonalità diverse rispetto a quelle solite
ed il colore blu dei riflettori che inquadrano tutta la performance le
conferisce un'atmosfera molto simile a quella del videoclip omonimo con
quell'aria vagamente "d'epoca". Al termine di Not dark yet Bob presenta
la Band dopo aver elargito un nuovo: "Thank youuuu ladies and gentlemen"
seguito da qualcosa tipo: "Adesso vi presento la band". Presenta nell'ordine
Larry Campbell alla chitarra, Dave Kemper alla batteria, Charlie Sexton
che "is on the second guitar" come dice Bob che poi aggiunge "Tony Garnier
is on the bass guitar...".
Segue Leopard... al solito
molto elettrica ed al solito con un ottimo lavoro di chitarre.
Al termine del pezzo Bob (che
si inchina e saluta il pubblico già sulla coda di batteria di Leopard)
e la band lasciano il palco. Ovviamente il pubblico inizia a gridare richiamando
i musicisti per il bis e dopo qualche minuto eccoli ricomparire sul palco
per eseguire l'ormai classica LOVE SICK con dei bellissimi effetti di luce.
Credo che questa canzone diventerà uno dei grandi classici di Dylan.
Io, e credo anche il resto
del pubblico, ci aspettiamo Things have changed che invece non arriva neanche
in questo bis.
Segue invece un po' a sorpresa,
almeno per me che non mi aspettavo di sentirla stasera, LIKE A ROLLING
STONE con il pubblico in delirio che esplode in continue ovazioni e con
un finale da brividi. E' poi la volta della sempre magnifica DON'T THINK
TWICE IT'S ALL RIGHT che riapre il set acustico. Segue NOT FADE AWAY, elettrica,
con Larry e Charlie che cantano con Bob e BLOWIN' IN THE WIND (con l'unico
assolo di armonica della serata) ancora a tre voci, Bob/Larry/Charlie e
con uno strano "wiiiiiind" finale con Bob che non lo esegue lasciandolo
ai soli Larry e Charlie. Il pubblico è in delirio e migliaia di
braccia si alzano ondeggiando, con accendini e fuocherelli vari.
Si accendono le luci ma in
realtà non è ancora finita e, con le luci stranamente accese,
si chiude alla grande con RAINY DAY WOMEN N. 12 & 35 con Bob che ad
un certo punto si mette a marciare come un soldatino con la chitarra a
mò di fucile ed un enorme manona di pezza di colore giallo con indice
teso che spunta tra le teste davanti al palco alzata dalle braccia di qualcuno
del pubblico forse a sottintendere "Sei il numero uno!" .
L'impressionante massa di
gente inizia a sfollare ed io la seguo anche se per un attimo ho la tentazione
di saltare sul palco e fiondarmi dietro le quinte nella speranza che Bob
e la band siano ancora a tiro. Ovviamente rinuncio all'idea anche perchè
ci vorrebbe una scala per salire sul palco.
Così mi metto in fila
mescolandomi all'enorme folla di persone che si accalca verso l'uscita.
Una volta fuori dallo stadio
mi fiondo sul retro nella speranza che... non si sa mai! Gli addetti stanno
caricando il materiale sui tir ed io inizio a riprendere con una videocamera
tutto quello che mi capita, casse, bauli, strumenti e tra l'altro alcuni
adesivi apposti sui vari colli. Tra questi ne spicca uno rosa e giallo
che recita "I been to Sugar Town I shook the sugar down" (citazione da
Tryin' to get to heaven). Ce n'è poi uno dei Grateful Dead, uno
blu con la scritta bobdylan.com ed uno che recita "Thanks God I'm welsh".
Qui scatta nuovamente la mia
indole di agente segreto (o di detective privato se preferite) e mi metto
in caccia di indizi. Tra le varie scritte sui bauli ne scovo una seminascosta
che inquadro con una potente zoomata. La riporto di seguito perchè
potrebbe essere, non dico un indirizzo di Bob ovviamente, ma chissa? quanto
meno un indirizzo al quale mandare eventualmente lettere nella speranza
che siano recapitate a Bob. Ecco la scritta: Bob Dylan - East-West Touring
1301 Avenue of the Americas 10019 N.Y.C. New York. C'era anche un numero
di telefono (o almeno quello che io reputo tale) che è il seguente
212 259 5500.
Mi apposto con la videocamera
di fronte a quella che è presumibilmente l'uscita delle auto di
Bob e della band e davanti alla quale si sono radunati alcuni fans (siamo
in tutto una decina). Dopo aver atteso circa un'ora e mezza senza risultato
a poco a poco il gruppetto si assottiglia e ad uno ad uno tutti se ne vanno.
Restiamo solo io e due ragazze tedesche. Ci facciamo compagnia ancora per
un po' ma poi, essendo già quasi mezzanotte (a proposito il concerto
è durato circa un'ora e cinquanta minuti) ci arrendiamo e ci salutiamo.
Tornando verso l'auto però io rasento la rete di protezione su uno
dei lati dello stadio e ad un certo punto mi fermo perchè un auto
bianca di grossa cilindrata (mercedes credo ma non ne sono sicuro) si ferma
col motore acceso nei pressi di una porta aperta. Mi fermo dietro la rete
e punto la videocamera. Esce un po' di gente, una ragazza bionda e tre
uomini più un quarto che va alla guida dell'auto e che mi dà
l'idea di un accompagnatore/autista o cose simili. Nel gruppetto non c'è
Bob ovviamente ma ho la netta sensazione che uno dei tre uomini sia Charlie
Sexton. Ho rivisto il filmato con attenzione e sono propenso a credere
che si tratti proprio di lui anche se ovviamente non ne ho la certezza
assoluta.
Qualche minuto dopo imbocco
nuovamente l'autostrada in direzione Aosta. Purtroppo si torna a casa anche
se la nostalgia (già presente dopo appena due ore dalla fine del
concerto) viene mitigata dal pensiero che tra pochissimo c'è la
data di Milano e che nel frattempo bisogna celebrare una certa festa di
compleanno ad Aosta il 24 maggio...
Michele "Napoleon in rags"
Murino |