BOB DYLAN
"...strengthen the things that remain..."

L'INTERVISTA DI NEIL SPENCER
intervista rilasciata da Dylan durante il tour europeo del 1981

NS: Qualcuno mi ha detto che hai fatto qualcosa con Smokey Robinson, che hai collaborato con lui. E' vero?

BD: No... Stavamo solo facendo una session, insieme a Ringo ed a Willy, mentre Smokey Robinson stava provando dall'altra parte della strada insieme alla sua nuova band, per un nuovo spettacolo. L'ho visto in strada mentre entrava nel palazzo e così siamo usciti per una pausa delle sessions e siamo andati a salutarlo.

NS: Quindi non hai lavorato con lui?

BD: No.

NS: Sei soddisfatto del tuo nuovo album, 'Shot of love'?

BD: L'ultima volta che l'ho sentito ero soddisfatto. Non l'ho più ascoltato da quando sono partito per Chicago. Il che è avvenuto all'inizio di Giugno. Comunque ero abbastanza soddisfatto da lasciare la città.

NS: Il sound di questo album è un po' più ruvido. Un sound molto libero.

BD: Beh, il fatto è che ho avuto un controllo maggiore su questo disco... Questo è il tipo di disco che mi piace fare. Non sono stato capace di fare qualcosa di simile in passato.

NS: Come mai?

BD: Beh, in genere io ho sempre lavorato molto velocemente in studio, e per una ragione o per l'altra sono sempre rimasto intrappolato nella produzione di questo o di quel produttore, nel loro sound, e voglio smetterla di lavorare in questo modo.

NS: E chi ha prodotto questo disco?

BD: Chuck (Plotkin) ed io. Bumps Blackwell invece ha prodotto solo 'Shot of Love' insieme a me. Te lo ricordi?

NS: No, chi è?

BD: Bumps ha prodotto tutti i primi dischi di Little Richard e di Don and Dewey.

NS: Quella di Bumps è la traccia più rock del tuo disco, giusto? Il resto è più blues, ed alcune cose sono più reggae. Ti piace ancora il reggae?

BD: Non c'è poi molta differenza tra il country ed il reggae quando gli togli il basso e la batteria; sono molto simili.

NS: Mi sembra che tu abbia sempre avuto un piede nel rock'n'roll, Little Richard e tutto il resto, e l'altro piede nel blues, nel folk, nel country, nella tradizione...

BD: Beh, mi piace tutto, qualsiasi cosa possa essere popolare al momento.

NS: Fai ancora tutto in un paio di takes?

BD: Su questo album abbiamo fatto così.

NS: Ho sentito dire che ti piace lavorare in una maniera molto spontanea...

BD: Con questa nuova band che ho in genere possiamo lavorare molto velocemente con un nuovo motivo.

NS: Si avvicina a quel famoso "suono mercuriale" questo che ottieni con questa nuova band?

BD: Sì... E' alquanto difficile riprodurlo sul palco, naturalmente. La sola volta che siamo stati capaci di fare una cosa del genere è stato insieme a The Band in quei tour di Bob Dylan and the Band degli anni Sessanta. Perchè a quel tempo il suono era così ruvido e primitivo che i sistemi del suono non ci davano niente altro.
Quando i Beatles suonavano non riuscivi a sentirli. Anche il pubblico degli Stones gridava e non restava più molto suono. Non riuscivi neanche a sentire quel che stavi facendo.

NS: Ho una domanda da farti a proposito della canzone che parla di Lenny Bruce, 'Lenny Bruce is Dead'... (sic). Hai dichiarato che ti è venuta in maniera molto spontanea.

BD: Quella è stata una canzone molto veloce da scrivere, per me. L'ho scritta in circa cinque minuti... Non so nemmeno perchè la stavo scrivendo. E' venuta fuori in maniera naturale. Non è che stessi meditando su Lenny Bruce prima di scriverla, sai.

NS: E' una canzone molto commovente.

BD: Lo è.

NS: E' scritta nella tradizione delle tue canzoni che parlano di eroi popolari come 'Hurricane', 'George Jackson'...

BD: Ho sempre pensato che 'Joey' fosse una buona canzone. So che nessuno ha mai detto molto al riguardo, ho sempre pensato che fosse una di quelle canzoni a proposito delle quali non si è mai sentito parlare molto.

NS: Guardando le altre canzoni presenti sull'album ci sono un sacco di critiche rivolte a gente che si trova in posti molto in alto. Sei d'accordo?

BD: (ridendo) Sì, questa cosa è sempre vera, suppongo... In realtà non lo so, sai. Non so come possa reggere come concetto perchè c'erano delle canzoni davvero molto lunghe su questo album che abbiamo registrato, un paio di canzoni davvero molto lunghe, come una che avevamo registrato in passato - ti ricordi 'Visions of Johanna'?

NS: Certo.

BD: Beh, ce n'era una così. Non ho mai scritto qualcosa del genere prima. E' una canzone che sembra essere molto sensibile e gentile su un livello, ma su un secondo livello le parole non sono affatto sensibili e gentili. L'abbiamo lasciata fuori dall'album. Abbiamo lasciato fuori dal disco anche un'altra canzone che è diversa da tutto quello che ho scritto finora e che è molto interessante sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista del contenuto del testo. Il modo in cui la storia cambia dalla terza alla prima persona e quella persona diventi tu, poi queste persone che sono lì ma non sono lì. E poi il tempo che va all'indietro per tornare poi al presente. Pensavo che fosse un brano molto ad effetto, ma era una canzone molto lunga e quando abbiamo dovuto scegliere le canzoni da mettere sul disco abbiamo tagliato quelle due perchè erano troppo lunghe. Ora quello che è rimasto è un album che in qualche modo sembra fare una sorta di dichiarazione generale, ma è troppo presto per dire quale sia questa dichiarazione. (nota del traduttore: le due canzoni a cui si riferisce Dylan sono "Angelina" e "Caribbean Wind").

NS: C'è un riferimento alla "politica del peccato" sul brano che si intitola 'Dead Man' (sic).

BD: Sì, è proprio quello il peccato, la politica. E' proprio quello che mi è venuto in mente mentre stavo scrivendo la canzone...  la diplomazia del peccato. Il modo in cui prendono il peccato, e lo mettono di fronte alla gente... il modo in cui dicono questo è buono e quest'altro è cattivo, puoi fare questo ma non puoi fare quest'altro, il modo in cui il peccato viene preso e diviso e messo in categorie e collocato su diversi livelli sicchè alla fine risulta più una struttura di peccato, una cosa come "questi sono peccati grossi, questi sono veniali, questi possono ferire questa persona, questi altri possono ferire te, questo è sbagliato per questo motivo, e quest'altro è sbagliato per quest'altro motivo". "La politica del peccato"; è così che la vedo.

NS: Credi ancora che la politica sia parte dell'illusione?

BD: Non sono mai stato molto addentro alla politica, soprattutto suppongo a causa del mondo della politica. Le persone che sono in politica, che ne fanno una professione... è come... l'arte della politica non è cambiata molto con il passare degli anni. C'era la politica ai tempi dell'antica Roma? E c'è la politica nei paesi comunisti? Sono sicuro di sì.

NS: Senti che il mondo sta affrontando una crisi spirituale?

BD: Oh sì, senza dubbio. Assolutamente sì. La gente non sa chi sia il nemico. Credono che il nemico sia qualcosa che possono vedere, ma la realtà è che il nemico è un essere spirituale che non si può vedere, ed influenza tutto quello che la gente può vedere. Il nemico controlla quello che noi pensiamo sia il nostro nemico..

NS: E chi è?

BD: Chi, quello che tu pensi sia il tuo nemico?

NS: Già.

BD: Tu penseresti che il nemico è qualcuno che puoi colpire in maniera da risolvere i tuoi problemi. Ma il vero nemico è il diavolo. Quello è il vero nemico, ma ha la tendenza a nascondersi ed insinuarsi nelle menti della gente facendo credere che in realtà non c'è per davvero o che non è poi così cattivo, ed ha un sacco di cose belle da offrire. E così c'è questo conflitto che ottenebra le menti degli uomini.

NS: Un conflitto che è presente in tutti noi?

BD: Esatto. Il diavolo crea questo conflitto, senza il diavoo non ci sarebbe conflitto.

NS: Ma forse quella lotta è necessaria...

BD: Beh, quello è tutto un altro discorso... Ho sentito dire anche questo.

NS: Quando canti "strengthen the things that remain" (rafforzare le cose che rimangono) (da 'When You Gonna Wake Up') a che cosa stai pensando?

BD: Beh, le cose che rimangono sono le qualità basilari, quelle che non cambiano, i valori che ancora esistono. E' scritto nella Bibbia: "Non resistere al male, ma vincilo con il bene". Ed i valori che possono vincere il male sono quelli danno la forza.

NS: La gente pensa che combattere l'oppressione sia più importante rispetto agli interessi spirituali.

BD: E' sbagliato. La lotta contro l'oppressione e l'ingiustizia ci sarà sempre ma è il diavolo stesso che l'ha creata. Tu puoi riuscire a conoscere te stesso ma hai bisogno di aiuto per farlo. Il solo che è in grado di vincere tutto questo è il grande Creatore stesso. Se riesci ad ottenere il Suo aiuto allora puoi vincere. E per fare ciò devi conoscere qualcosa della natura del Creatore. Quello che Gesù fa per un uomo ignorante come me è rendere le qualità e le caratteristiche di Dio più credibili, perchè io non sono in grado di battere il diavolo. Solo Dio può farlo. Lo ha già fatto una volta. Satana ora sta operando dappertutto. Tu lo hai di fronte in qualsiasi momento. Anche se non sei in grado di vederlo egli è dentro di te e ti fa sentire in una determinata maniera. Ti nutre di invidia e di gelosia, ti nutre di oppressione e di odio...

NS: Credi che l'unico mezzo per conoscere il creatore sia attraverso Cristo?

BD: Sì, credo che sia il solo modo. Naturalmente puoi guardare il deserto e guardare il sole e la sabbia e la bellezza delle stelle e sapere che esiste un essere superiore, e adorare quel Creatore. Ma quando sei nelle città sei più di fronte all'uomo che a Dio. Qui siamo più a contatto con l'uomo, sai, e per conoscere l'uomo devi conoscere quello che Dio farebbe se fosse un uomo. Sto cercando di spiegarlo in termini intellettuali quando in realtà si tratta piuttosto di una comprensione spirituale.

NS: Non puoi insegnare alla gente delle cose che non hanno sperimentato in prima persona...

BD: Molta gente è convinta che se Dio diventasse uomo salirebbe su di una montagna e alzerebbe la sua spada e mostrerebbe la sua rabbia e la sua collera oppure il suo amore e la sua compassione. Ecco come la gente si aspetta che sia il Messia, qualcuno con caratteristiche di questo tipo, qualcuno che metta le cose a posto, e se arriva un Messia che non corrisponde a queste caratteristiche nascono un sacco di problemi.

NS: Qualcuno che affidi a noi la responsabilità?

BD: Esatto.

NS: Ascoltando le tue canzoni come 'Dead Man' e 'When He Returns' appare ovvio che tu credi davvero che il secondo Avvento di Cristo avverrà nella nostra epoca...

BD: E' possibile. E' possibile in qualsiasi momento. Potrebbe volerci un lungo tempo. Si suppone che questa terra durerà un certo numero di anni, 6000 o 7000. Siamo nell'ultimo ciclo ora. Io credo che tutto quello che è avvenuto sia solo una anticipazione di quello che avverrà.

NS: Quanto rigida è la tua interpretazione del Cristianesimo? I primi Cristiani sembravano avere una fede differente che è andata perduta.

BD: Non sono uno storico del Cristianesimo. So che è cambiato attraverso i secoli ma io mi attengo strettamente ai Vangeli.

NS: Hai letto i vangeli gnostici? (nota del traduttore: il vangelo di san Tommaso, il vangelo di san Filippo, il vangelo della verità, la sofia di Gesù Cristo, l'apocrifo di Giovanni, il vangelo di Maria e il vangelo degli Egizi).

BD: Da qualche parte devo averli. Non ricordo molto al riguardo, ma li ho letti.

NS: Farai altri film?

BD: Se ci sarà una storia abbozzata sì, mi piacerebbe.

NS: 'Renaldo and Clara' era ricco di simbolismi e le tue canzoni presenti su 'Street Legal' erano piene di riferimenti all'immaginario dei Tarocchi. Hai abbandonato questi interessi ora?

BD: Sì. Per quanto riguarda questi particolari interessi, sì.

NS: Credi che un interesse "occulto" come quello nei Tarocchi sia ingannevole?

BD: Non saprei. Non sono andato tanto a fondo in questa materia. Però so che sono fuorvianti per la gente. Ti fissi su un qualcosa che si impossessa di te. Se non sei in grado di capire perchè ti senti in quella maniera in quel momento, con quelle carte allora ottieni una sensazione confortevole che non ha nulla a che fare con un valore necessario.

NS: Ti sei anche interessato all'Ebraismo ad un certo punto. Hai visitato Israele ed il Muro del Pianto a Gerusalemme. Credi che i tuoi interessi di quel periodo sono compatibili con il tuo credo attuale?

BD: Nella mia mente non c'è alcuna differenza. Alcune persone dicono di essere Ebrei e non vanno mai in una sinagoga o cose del genere. Conosco alcuni gangsters che dicono di essere Ebrei. L'Ebraismo sono i realtà le leggi di Mosè. Se segui le leggi di Mosè sei automaticamente un Ebreo, credo.

NS: Nelle tue canzoni c'è sempre stato un forte tema religioso anche prima che tu diventassi un Cristiano.

BD: (arrabbiato) Non voglio andare in giro con un'etichetta addosso che dice "Cristiano"!

NS: Però è così che appari a molta gente...

BD: Già, ma un sacco di gente vuole metterti un'etichetta addosso per qualche motivo. E' come ha detto Mick Jagger: 'they wanna hang a sign on you'.

NS: In una intervista a Playboy tre anni fa hai dichiarato di essere d'accordo con Henry Miller nel dire che "il fine di un artista è di inoculare nel mondo la disillusione". Ci credi ancora?

BD: (ridendo) Questo è abbastanza vero per Henry Miller... forse è vero per quello che voleva fare. Forse è quello lo scopo dell'arte.

NS: Non il tuo?

BD: Beh, quello che faccio io è una cosa più immediata; stare su di un palco e cantare, c'è una risposta immediata. Non è come scrivere un libro o fare un disco. Con un film tu non sai mai che risultato stai ottenendo, è una cosa che avverrà solo tempo dopo. Quello che io faccio è così immediato che modifica il concetto e la natura dell'arte, per me. Non so cosa sia. E' una cosa troppo immediata. E' come quel tizio che ha fatto quel quadro lì (indica un dipinto sul muro della stanza d'albergo). Quello non aveva idea del fatto che noi ci saremmo seduti qui a guardarlo o qualsiasi altra cosa.

NS: Non hai ancora dipinto il tuo capolavoro?

BD: No. Non so se mai lo dipingerò, comunque ho smesso di pensarci.


traduzione di Michele Murino


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