NASHVILLE INTERVIEW 1978

 
 
 
Riportiamo di seguito una parziale traduzione di un'intervista a Bob Dylan trovata sulla Rete e realizzata il 2 Dicembre del 1978 a Nashville.

Questa intervista è stata registrata presso il Municipal Auditorium di Nashville da una giornalista non identificata. Il nastro con questa intervista circola da molto tempo ma è un ascolto di 18 minuti molto frustrante.
L'incessante pizzicare e strimpellare la chitarra di Dylan troppo vicino al microfono copre
la debole voce dell'intervistatrice rendendo quasi impossibile la comprensione delle sue domande.
Cindy Bentley ha passato ore ad ascoltare il nastro tentando di interpretare le domande.



 

Domanda: Cosa pensa di questo tour?

Bob Dylan: Bè, è un tour che va bene. E' stato buono. Intende quello americano giusto? Ah mi sembra che sia andato bene.

Domanda: A dispetto delle recensioni lo continuerà?

Bob Dylan: Bè, non abbiamo avuto cattive recensioni dappertutto. Lo sa, scelgono sempre solo quelle cattive. Forse solo una su dieci recensioni è realmente negativa. Questo è tutto. Non è stato estremamente... intendo estremamente cattivo. Se fosse andata così male non venderei dischi. La gente saprà bene quello che gli piace e quello che non gli piace.

Domanda: Cosa farà dopo il tour?

Bob Dylan: Probabilmente faremo un altro tour. Probabilmente lavorerò a qualche disco e torneremo on the the road.

Domanda: Ho letto in un'intervista che lei ha dichiarato che il suono ottenuto in Blonde on Blonde è stato il più vicino al suono che lei sente dentro di lei...

Bob Dylan: Già.

Domanda: Mi chiedevo se lei sentiva lo stesso sound in qualche album o canzone recente?

Bob Dylan: Ci ho provato in Street Legal ma ho ascoltato l'album alla radio e non aveva lo stesso suono che io pensavo avesse.

Domanda: Esegue qualche canzone nuova in concerto attualmente?

Bob Dylan: Ogni tanto ne facciamo qualcuna, sì.

Domanda: Come sono accolte?

Bob Dylan: Ah, benissimo.

Domanda: Ne eseguirà qualcuna stasera?

Bob Dylan: Probabilmente ne faremo una o due, probabilmente una.

Domanda: Qual è la sua preferita?

Bob Dylan: Bè, non so se la registrerò ma ho una canzone chiamata "Baby, am I your stepchild?" che mi piace molto.

Domanda: E' diversa da molte delle canzoni di Street Legal?

Bob Dylan: No. Uhmm, direi di no. E' una versione più semplificata di, ah, solo un uomo che parla ad una donna, che non lo tratta per niente correttamente.

Domanda: Un mucchio di recensioni hanno riportato che lei è più consapevole del pubblico ora di quanto non lo fosse prima e forse ha un rapporto più aperto con il pubblico. E' d'accordo con queste affermazioni?

Bob Dylan: Bè, lo sono sempre stato. Lo sono sempre stato perchè ho iniziato nei clubs. Credo che il tour al quale lei potrebbe riferirsi, dove hanno detto che è successo questo - si riferiscono all'ultima cosa che tu hai fatto - non... Quello è il modo in cui loro pensano debba essere. (risate) Ho fatto così tanti dischi finora, la gente dovrebbe capire che il contenuto delle mie canzoni si colloca dentro una certa area, ma dovrebbero anche sapere da adesso che io sto ancora cercando un certo sound e devo fare qualcosa per far sì che quel sound venga ottenuto. Per quanto... (pausa lunghissima) Non lo so... Qual era la sua domanda?

Domanda: Era relativa al pubblico...

Bob Dylan: Penso che lei si riferisca al tour Dylan/The Band dove non c'erano parole pronunciate durante i concerti, tranne forse un paio di "grazie" e cose simili.
Quello è stato un tour insolito. Non c'era molto che potessimo fare durante quel tour tranne suonare. E' stato un tour molto acclamato; da un punto di vista artistico, non sono sicuro su come sia stato. Credo che abbia avuto un sacco di pubblicità a causa di quello che era successo prima del tour stesso - in termini di me stesso e The Band. Abbiamo avuto un sacco di problemi con il suono in quel tour. Il livello di energia era così alto che era difficile parlare con la gente nella folla.
Io ho sempre un rapporto con la folla in un modo o in un altro, ma questo è uno spettacolo di canzoni.

Domanda: Una cosa che io mi chiedevo è: quando lei ha creato qualcosa, quando ha terminato qualcosa, non si ritrova mai in una sorta di ciclo in cui c'è un vuoto dopo che lei ha finito di realizzare qualcosa?...

Bob Dylan: Si.

Domanda: Uno spazio vuoto...

Bob Dylan: Vede, parlo per me stesso, non posso parlare per tutti gli artisti, ma sicuramente quello che dico è vero per molti di loro. Tu non sei mai soddisfatto di quello che hai fatto.
C'è sempre qualcosa davanti a te che è, capisci, dove tu stai andando, non è dove tu sei stato. E' dove stai andando che importa e resti sempre da solo dopo che qualunque cosa che tu abbia creato è reso pubblico. Sai, è bello ma non puoi vivere sulle tue credenziali passate.

Domanda: Quindi lei pensa che si tratti di un ciclo senza fine?

Bob Dylan: Sì. Bè, una volta che tu hai abituato la tua mente ad essere creativa in quel modo...

Domanda: Lei ha dichiarato che Bob Dylan non era realmente in Renaldo and Clara (film scritto diretto ed interpretato da Dylan nel 1978, ndt). Mi chiedevo se questo significa che Bob Dylan non è nella poesia e nella musica che lei scrive?

Bob Dylan: Io ci sono lì. Non sono coscientemente conscio che Bob Dylan sia lì. Io sono lì. C'è una sottile linea tra dove io sono e dove sono proiettato.

Domanda: L'immagine che le altre persone hanno di lei, è come se interpretassero lei in base a ciò che vedono. Lei prova a controllare quello che gli altri vedono?

Bob Dylan: Bè, quello che vedono di me è me stesso. Io sono un artista, così l'immagine di me stesso, l'immagine di me che gli altri vedono, è quella che ricevono. Quando camminiamo per le strade, vediamo molte persone che ci mostrano un volto che potrebbe non esprimere necessariamente quello che stanno pensando. Tutti imparano ad assumere un'espressione - se sono tristi fanno una faccia felice. La gente è condizionata a farlo. A me non interessa essere una leggenda o avere un'immagine. Tutte queste cose non ti danno nulla, sa? Non puoi andare troppo lontano con quel tipo di cose. Se sono in uno stato di leggenda significa solo che sono passato attraverso un mucchio di fasi diverse... e sono sopravvissuto.

Domanda: Perchè tutte le volte che lei fa qualcosa viene stroncato? Sembra che tutti desiderino stroncare Bob Dylan.

Bob Dylan: Bè, alla gente piace pensare che loro..., ah (lunga pausa) Non so perchè succede. Sono sicuro però che è vero solo in un certo senso, e non lo è in un altro senso. Un mucchio di gente ha suonato un mucchio di diversi tipi di musica. (pausa). Hanno stroncato Ray Charles quando ha realizzato un album country. La cosa non lo infastidì poi molto.

Domanda: La gente si chiede perchè lei sta facendo il tour? Cercano di criticarla. Se lei fa soldi non va bene, e cose simili...

Bob Dylan: Non so

Domanda: Non so?

Bob Dylan: Non so. Dovrebbe chiedere a loro...

Domanda: Fa qualcosa d'altro oltre ad essere occupato dalla musica?

Bob Dylan: No, nient'altro. Bè, sì, ma non a lungo. (Lunga pausa). Mi piace aggiustare le cose. Mi piace lavorare con gli utensili.

Domanda: Guida ancora motociclette?
(Dylan aveva avuto un serio incidente con la sua moto anni prima, ndt)

Bob Dylan: Ne posseggo una. Non la guido troppo spesso.

Domanda: E amici? Ha molti amici?

Bob Dylan: Macchè, ne ho pochi. Posso contarli sulle dita di una mano.

Domanda: Vive in California ora? E' la sua casa-base?

Bob Dylan: Una specie di casa-base.

Domanda: Dove sarà negli anni '80?

Bob Dylan: (senza esitazione) Negli anni '80 sarò on the road.

Domanda: Ancora? Cosa pensa che succederà quando nessuno vorrà più pagare per vedere Bob Dylan?

Bob Dylan: Credo che suonerò in posti piccoli. Non so.

Domanda: Ho un amico a Jacksonville che dice che esiste una sua canzone per ogni stato d'animo che lui prova. Credo sia una cosa unica che un artista possa estendersi all'intero spettro di emozioni.

Bob Dylan: (annoiato) Già.

Domanda: Cosa prova appena prima di salire sul palco?

Bob Dylan: Oh, sono assuefatto ormai.

Domanda: (L'intervistatrice capisce che Dylan è sempre più distratto) E' difficile parlare ora?

Bob Dylan: Bè, sto iniziando a pensare ad alcune canzoni... alcune cose che devo fare, già.

Domanda: Quanto tempo abbiamo ancora prima che lei debba andare?

Bob Dylan: Circa cinque minuti, credo.

Domanda: Oh, okay. (Inizia a dirgli qualcosa su come avrebbe avuto molte altre domande da fargli se ci fosse stato più tempo, poi spegne il registratore)


 
 
 
 
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