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di Michele Murino |
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Lunedì 26 novembre 2001 Bob
Dylan ha ricevuto un prestigioso riconoscimento nell'ambito della XIV edizione
del Premio
Librex-Montale.
Dylan è stato insignito del
Premio Montale nella categoria Poetry for Music, un riconoscimento molto
significativo anche
perchè premia Dylan sottolineandone
l'aspetto letterario e poetico. Non, dunque, un "consueto" premio in quanto
cantante o artista in generale.
Ho avuto l'onore di essere presente
alla manifestazione e di questo voglio subito ringraziare naturalmente
gli organizzatori
che hanno voluto così gentilmente
invitarmi. Non posso che constatare con piacere che in un ambito così
prestigioso ci
si ricordi anche dei semplici fans
(quali noi siamo) ed accanto agli illustri nomi dei poeti, letterati, giornalisti
e politici ci
sia anche un piccolo spazietto per
noi. Precisazione: non sto usando il plurale majestatis ma, più
semplicemente,
coinvolgendo tutti gli "animali
della fattoria" che idealmente erano rappresentati al Premio Librex-Montale.
E veniamo all'evento. La XIV edizione
del Montale si è svolta nella bellissima cornice del Teatro Nuovo
di Milano, colmo in
ogni ordine di posti - come si suol
dire - ed è stata semplicemente perfetta.
Giancarlo Dettori, famoso attore
dalla calda voce, ha presentato la serata ed ha subito reso noti i nomi
dei membri della
giuria del Premio: Bianca Montale
(nipote del Poeta al cui nome è intitolato il Premio), Giovanna
Joli, Giampaolo
Abbiezzi, Gian Luigi Beccaria, Franco
Contorbia ed Elio Gioanola. Della Giuria faceva parte anche Mario
Cera
impossibilitato tuttavia a presenziare
fisicamente alla manifestazione.
Con inizio alle 20.30 questa Edizione
del Librex-Montale è stata aperta da una commemorazione di Carlo
Bo, per 20
anni Presidente della Giuria del
Premio Montale. Bo è scomparso il 21 luglio di quest'anno.
Giovanna Joli, visibilmente commossa,
ha commemorato la figura di questo insigne personaggio ponendo l'accento
in
modo particolare sul suo modo di
intendere la letteratura come una condizione esistenziale. Il ricordo di
Bo è stato molto
sentito ed il pubblico ha apertamente
corrisposto alla commozione della giurata.
E' stata poi la volta del segmento
che più interessa noi dylaniani, quando Giancarlo Dettori
ha annunciato
l'assegnazione del Premio Montale
- Poetry for music, all'unanimità, a Bob Dylan.
Nella motivazione è stato
sottolineato come "...nella sua straordinaria vicenda artistica Bob Dylan
ha costituito uno dei
punti di snodo della cultura del
'900" e si è posto l'accento sulla unicità dei suoi "tratti
irripetibili".
Calorosi applausi sono stati tributati
idealmente a Dylan, che non era presente alla serata quantunque gli organizzatori
mi abbiano rivelato che la sua presenza
non sarebbe stata impossibile se solo la manifestazione non avesse avuto
luogo
in quello specifico periodo di tempo.
Particolare non trascurabile, questo, dal momento che sottolinea l'importanza
che
Dylan ha giustamente attribuito
a questo prestigioso riconoscimento conferitogli.
In sua vece il Premio è stato
dunque ritirato da Fabrizio Intra della Columbia/Sony, la casa discografica
di Dylan per la
quale Intra opera da oltre 25 anni.
Intra ha rivolto un breve discorso
mentre nugoli di fotografi lo immortalavano con la Targa del Librex-Montale.
"Bob Dylan
si scusa di non essere qui personalmente
- ha detto il rappresentante della Columbia che ha poi voluto sottolineare
i
recenti impegni di Dylan nella tournèe
nordamericana ponendo l'accento, visibilmente orgoglioso, sul trionfale
concerto
del Madison Square Garden di New
York di pochi giorni prima.
"Sono felice - ha poi continuato
Intra - che un Premio così prestigioso arrivi a Bob Dylan proprio
dall'Italia".
In un giusto ed ideale passaggio
la premiazione successiva è stata quella di Fabrizio De Andrè.
E' stata letta la
motivazione dell'assegnazione del
Premio, anche in questo caso votato all'unanimità dai membri della
giuria e si è
sottolineata la "inconfondibile
voce di un autore ed interprete che ha saputo restituire il senso di una
città".
Sono salite sul palco Fernanda Pivano
e Dori Ghezzi, compagna di vita del cantautore prematuramente scomparso.
Dori
ha ritirato il premio per Fabrizio
e commossa fino alle lacrime lo ha ricordato sottolineando il fatto che
probabilmente se
fosse stato lì Fabrizio sarebbe
stato alquanto a disagio perchè "non amava questo sentirsi il primo
della classe".
E' stato anche posto l'accento sul
fatto che le famiglie Montale e De Andrè erano amiche di lunga data.
Dori ha concluso tra le lacrime
con una frase emozionante: "So che dai Paesi di domani Fabrizio ci sta
sorridendo". Il
vedere così chiaramente le
lacrime sul suo viso (ero a pochi metri dal palco) ed ascoltare questa
frase mi ha dato
letteralmente i brividi e non nascondo
di aver pianto anche io (è stato tra l'altro grazie all'amore per
Fabrizio che ho
scoperto Dylan). Per quelli che
non conoscessero la canzone il riferimento ai Paesi di domani è
relativo al brano di De
Andrè "Anime Salve", dall'album
omonimo (Ti saluto dai paesi di domani che sono visioni di anime contadine
in volo
per il mondo).
Fernanda Pivano ha poi fatto una
lunga ed interessante analisi dell'opera di Bob Dylan e Fabrizio De Andrè
ponendoli a
confronto e sottolineandone i punti
di contatto.
Giancarlo Dettori ha poi recitato
in modo mirabile "Blowin' in the wind" di Dylan in italiano (la versione
mi è sembrata
quella di Tito Schipa, Jr.). Sul
grande schermo sul fondo del palco scorrevano le parole della canzone.
Scroscianti e
sinceri applausi sono stati tributati
a questa interpretazione che ha restituito intatto tutto il "peso storico"
del brano.
E' stata poi la volta di un filmato
di Fabrizio De Andrè in concerto che eseguiva "Smisurata preghiera"
(dall'album "Anime
salve"). Mi ha colpito vedere Fernanda
Pivano che cantava tra sè le strofe della canzone visibilmente commossa.
Un altro momento clou di questa
edizione è stata l'assegnazione del Premio Librex-Montale al poeta
Raffaello Baldini,
premiato da Bianca Montale.
Baldini è salito sul palco
ed ha subito voluto ricordare anch'egli Carlo Bo affermando: "Spero che
Bo sia qui con noi
stasera".
Sullo schermo dietro di lui scorrevano
suggestivamente i nomi di Bob Dylan, Eugenio Montale, Fabrizio De Andrè
e
Raffaello Baldini in un gioco di
sovrapposizioni di grande effetto.
Baldini ha poi letto alcune sue
poesie in dialetto romagnolo premurandosi di tradurle naturalmente in italiano
subito dopo.
I calorosi applausi del pubblico
hanno reso omaggio a questi straordinari componimenti ricchi di ironia,
umanità, storia e
cultura, non privi talora di una
vena surreale assolutamente potente. Chi non avesse mai avuto modo di leggerli
lo faccia
perchè sono decisamente straordinari.
"Il dialetto si svapora - ha detto
Baldini - I dialetti sono al tramonto, ma non sono ancora morti. Sono dei
mondi, ed in
questi mondi succede ancora qualcosa.
Se si traduce in italiano, questi componimenti perdono molto del loro vigore
perchè raccontano dei fatti
che sono "accaduti in dialetto".
E' stato inoltre proiettato sul
grande schermo un filmato d'epoca di Eugenio Montale che ricordava la propria
infanzia ed il
gran finale ha visto il concerto
del tenore Josè Carreras che ha suscitato il giusto entusiasmo della
platea.
Una serata perfetta che personalmente
mi ha fatto doppiamente piacere dal momento che insieme a Dylan è
stato
premiato Fabrizio, a mio avviso
uno dei pochi italiani di quella statura. L'ideale connubio tra questi
due Grandi mi ha
riempito di gioia. Fernanda Pivano
ha voluto infine ricordare come Dylan apprezzasse enormemente l'opera di
De Andrè al
punto da chiedergli esplicitamente
di suonare insieme e che solo il carattere schivo di Fabrizio abbia negato
un evento
che sarebbe entrato sicuramente
nella storia della musica.
Michele Murino
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Si ringrazia
CLARE BROWN British Poetry Society
MICAL NOVOTNY Ceski Literarni
Fond
JOSEPH WOODS Eigse Eirann Poetry
Ireland
CLAUDE INGBERG Ministère
de la Communautè Francaise de Belgique
TIBOR ZAlAN Hungarian Writers
Association
CARLO VAN BAELEN Ministerie
van de Vlaamse Gemeenschap
JULIAN WITH Stichting Multiculturele
Activiteiten Utrecht
IDE HINllE Schule Far Dichtung
in Wien
GERHARD SCHOENBERNER PEN Club
di Germania
ALEKSANDAR GATALICA PEN Club
di Jugoslavia
RENE NOVELLA PEN Club Principato
di Monaco
ELISA MARTINEZ GARRIDO Universidad
de Madrid
DANUTA GLONDYS Villa Decius
Cracovia
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words and music Bob Dylan How many roads must a man walk
down
How many times must a man look
up
How many years can a mountain
exist
Copyright © 1962; renewed
1990 Special Rider Music
SOFFIA NEL VENTO
Quante strade deve percorrere
un uomo
Quante volte un uomo deve guardare
verso l'alto
Quanti anni può esistere
una montagna
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parole e musica Fabrizio De Andrè Dormi sepolto in un campo di
grano
Lungo le sponde del mio torrente
Così dicevi ed era d'inverno
Fermati Piero, fermati adesso
Ma tu non l'udisti e il tempo
passava
E mentre marciavi con l'anima
in spalle
Sparagli Piero, sparagli ora
E se gli spari in fronte o nel
cuore
E mentre gli usi questa premura
Cadesti a terra senza un lamento
Cadesti a terra senza un lamento
Ninetta mia, crepare di maggio
E mentre il grano ti stava a
sentire
Dormi sepolto in un campo di
grano
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