I ricordi di Jerry Schatzberg su Bob Dylan

Da "Mojo" n. 154 - Settembre 2006

Jerry Schatzberg (fotografo): "Sara (Lowndes) e Nico mi parlavano di questo tipo, Bob Dylan, anni prima che io lo fotografassi. Ero diventato un buon amico di Sara. Un giorno Sara mi chiama e mi dice che sono tutti in studio di registrazione e mi dà l'indirizzo. Quando arrivai stavano registrando Highway 61Revisited. Fu una cosa eccitante. Ero intimidito. Sentire una cosa come Desolation Row, vedere qualcuno che ci lavorava, che la scriveva, che la cambiava, è stato grande. Ebbi il permesso di fotografare perchè Sara aveva detto a Bob delle cose carine sul mio conto, così lui si fidò. Fu molto aperto ed eccitato perchè stava registrando qualcosa che davvero voleva che tu sentissi. Continuava a dire: "Ehi, ascolta questa...!"
"Alla fine della prima seduta fotografica nello studio di registrazione parlai con Dylan e con il suo manager Albert Grossman e dissi loro che mi avrebbe fatto piacere scattare delle foto a Bob nel mio studio. Fu una cosa eccitante. Nello studio della Columbia avevo dovuto andarci cauto ma nel mio studio ero completamente a mio agio. Feci sì che anche Bobby Neuwirth fosse con noi perchè sapevo che con lui Dylan era a suo agio. Venne anche Phil Ochs. Mostrai a Dylan lo studio e gli chiesi 'Cosa vorresti fare?' Avevo sparsi in giro questi arnesi per tutto lo studio per varie pose. Lui si mise queste pinze in tasca. Non gli chiesi perchè. Avevo in giro anche un crocifisso ed un'asse di ferro. Dissi 'Cosa puoi fare con queste?' Penso che si può vedere il ragazzino che c'era in lui in quelle foto. Il crocifisso era di un mio amico, Paul Von Ringleheim, che dice che solo gli Ebrei sanno fare bei crocifissi. Per l'interno di Blonde on blonde Bob vide delle fotografie sparse in giro, ne scelse alcune e disse 'Mettiamo queste sul disco'. Era molto coinvolto ma in qualche modo si proteggeva. C'era qualcosa di vulnerabile, di maestoso e di saggio nella sua figura. Nelle fotografie sembra un ragazzino scherzoso, un ragazzino viziato, ma anche cresciuto. Lui era penosamente timido, ed io ero penosamente timido. Andavamo nelle discoteche e lui una volta mi disse 'Non ti piaccio, vero? Non parli mai con me!' E io gli risposi 'Non so di che parlare. Sono timido!'"
Lo rividi tempo dopo al matrimonio di un amico comune, nel 1971. Avevo già girato due film. Mi chiese cosa ne pensavo dell'idea che lui potesse girare degli spot pubblicitari. Io gli dissi 'Tu? Bob Dylan? Degli spot pubblicitari?' Credo che volesse disperatamente fare il regista ma la maggior parte delle cose che ha fatto sono state un fallimento.
Non so se oggi lo vorrei fotografare di nuovo. Tutto è troppo controllato. Avete visto il soprabito lungo fino alle ginocchia che indossa? Quello con le borchie argentate sul lato? Che roba è? Oggi tutti vogliono essere cowboys."
traduzione di Michele Murino