MI PIACE LAVORARE
Mobbing



MI PIACE LAVORARE

Anno: 2003
Personaggio interpretato da Nicoletta Braschi: Anna

Nazione: Italia
Produzione: Donatella Botti per Bianca Film
Distribuzione: B.I.M. Distribuzione

Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatura:  Francesca Comencini
con la collaborazione di Assunta Cestaro e Daniele Ranieri
Scenografia:  Paola Comencini
Costumi: Antonella Berardi
Montaggio:  Massimo Fiocchi
Fotografia: Luca Bigazzi - Marco Onorato
Musiche:  Gianni Coscia - Gianluigi Trovesi
 
 

IL CAST

Anna: Nicoletta Braschi
Morgana: Camille Dugay Comencini
Medico fiscale : Rosa Matteucci

Con l'amichevole partecipazione di

MARINA BUONCRISTIANI - Marina collega primo ufficio
ROBERTA CELEA - Roberta collega primo ufficio
ASSUNTA CESTARO - sindacalista
STEFANO COLACE - direttore del personale
CLAUDIA COLI -  Sig.na Micheli, collega giovane
MARCELLO MIGLIO - Marcello (primo operaio)
MOSES CHIKA OBIJIAKU - bambino del negozio di alimentari
MARIAN SERBAN - suonatore Cymbalon
FRÉDÉRIQUE SIGUIER - collega con bambino
FABRIZIO TOLA - Dott. Venzi, resp. risorse umane
GINEVRA BENINI - vicina di casa
IMPERO BARTOLI - padre di Anna
SONIA DE MEO - collega di Anna
FRANCESCA ROMANA LUGERI - Dott.sa Vichi (dir. Commerciale)
MICHELE LUGGERI - Antonio (collega)
TOMMASO NANNI - altro operaio
CONSTANCE OBIJIAKU - mamma del negozio africano
HERBERT OKEY OBIJIAKU - papa del negozio africano
MAURIZIO QUADRANA -  Maurizio (secondo operaio)
 
 

La trama

L 'azienda in cui lavora Anna, segretaria di terzo livello, è stata comprata da un gruppo straniero. Il giorno della festa aziendale per festeggiare la fusione, Anna è l'unica fra tutti gli impiegati a non essere salutata dal nuovo direttore del personale. Un incidente banale, o forse solo una dimenticanza. Anna, ultima della fila, rimane con la mano sospesa nel vuoto e un improvviso senso di gelo che le sale nella schiena. Da questo piccolo avvenimento ha inizio il suo calvario. Lentamente, ma inesorabilmente, il "gruppo" si scatena contro di lei. Le vessazioni iniziano, piccole, invisibili, ma ripetute. Anna viene lasciata sola al tavolo della mensa aziendale, nessuno la invita più a prendere il caffè la mattina, il suo posto di lavoro viene " inavvertitamente " occupato.
Anna è una donna sola, divorziata, con una figlia, Morgana. Sono molto unite e solidali, hanno imparato a cavarsela da sole, a sorreggersi. Un senso diffuso di precarietà pervade la loro vita. Ormai Anna è completamente esaurita. Non riesce ad occuparsi quasi più della figlia, e quando se ne rende conto, quando diviene consapevole che l'azienda, attraverso lei, colpisce proprio sua figlia, troverà la forza di ribellarsi e, se pur a caro prezzo, di vincere.
(da tamtamcinema)

"Io lavoro" è un film a bassissimo costo (non oltre i 300 mila Euro) cui hanno produttivamente partecipato, oltre alla Bianca Film e Rai Cinema, la regista Francesca Comencini, l’attrice protagonista Nicoletta Braschi, il direttore della fotografia Luca Bigazzi, il montatore Massimo Fiocchi e la scenografa Paola Comencini. Tutti nomi di prima fila nel panorama del cinema italiano, che hanno rinunciato quasi interamente al proprio compenso per permettere la realizzazione del film su un tema così delicato che sta purtroppo diffondendosi trasversalmente nel mondo del lavoro.


Nicoletta Braschi (a proposito del personaggio da lei intepretato): "Anna è una tranquilla impiegata che vive da sola con una figlia ed è brava... credo piuttosto brava sul lavoro... Vorrebbero licenziarla ma non possono perchè ha il padre ammalato. Un po' alla volta cercano di minare la sua autostima... La relegano a dei compiti sempre più inesistenti e questo la porta a sospettare di essere la responsabile dei suoi guai... ma lei non c'entra niente..."

Nicoletta Braschi (a proposito degli attori non professionisti utilizzati nel film "Io lavoro"): "Gli attori non professionisti non possono in nessun modo farsi aiutare dalle tecniche, quindi portano con generosità tutto quello che hanno, la loro qualità..."
(da www.medusa.it)








L'azienda in cui lavora Anna, segretaria di terzo livello, è stata comprata da una multinazionale. Il giorno della festa aziendale per festeggiare la fusione, Anna è l'unica fra tutti gli impiegati a non essere spontaneamente salutata dal nuovo direttore del personale. Un incidente banale, o forse solo una dimenticanza.

Questo piccolo avvenimento è il primo segno di un processo che diventerà per lei un vero calvario. Lentamente, ma inesorabilmente, il " gruppo " si scatena contro di lei. Le vessazioni iniziano,  piccole, invisibili, ma ripetute. Anna viene lasciata sola al tavolo della mensa aziendale, nessuno la invita più a prendere il caffè la mattina, il suo posto di lavoro  viene " inavvertitamente " occupato.

Anna è una donna sola, divorziata, con una figlia, Morgana. Sono molto unite e solidali, hanno imparato a cavarsela da sole, a sorreggersi. Un senso diffuso di precarietà pervade la loro vita.  Intanto l'azienda le cambia continuamente mansioni, obbligandola a percorrere a ritroso tutte le tappe sulle quali lei aveva fondato la sua autostima, e gliele smonta.

Anna rimane ore e ore accanto ad una fotocopiatrice, senza far niente. I suoi tentativi di recuperare un ruolo utile vengono umiliati e viene mandata a sorvegliare il lavoro degli operai nei magazzini, secondo una logica aziendale di mettere gli uni contro gli altri.

Anna non regge più, e infine scoppia: esaurimento nervoso, malattia. Non si occupa quasi più di Morgana, ma sarà proprio sua figlia a starle accanto e salvarla.  Anna ritrova coraggio e decide di raccontare a qualcuno la sua storia e non rimanere  più sola.
(dal sito ufficiale - http://www.bimfilm.com/mipiacelavorare/)





La scansione di una pagina de "La Repubblica" con foto di Nicoletta ed articolo sul suo nuovo film "Mi piace lavorare" - Clicca qui
BUONGIORNO
PRINCIPESSA!
NICOLETTA BRASCHI
HOME PAGE
Clicca qui