Serata riuscitissima quella di ieri,
1 giugno 2001, al Country Ranch Saloon di Mornico al Serio (Bergamo).
La serata di musica dal vivo era
intitolata "Tribute to the Minstrel Boy"
e festeggiava il compleanno di Bob Dylan (60 anni da qualche giorno) con
l'esibizione di 7 musicisti sul palco che si sono prodotti in numerose
covers di Dylan applauditissime da un folto pubblico (il Country Ranch
era "sold out", per usare un termine da concerti).
Nella cornice del locale dalla
bella "coreografia" country-western (stampe, quadri, foto, suppellettili,
decorazioni etc. erano rigorosamente a tema, equamente divise tra "pellerossa"
e "cow-boys" e rievocavano i temi della Frontiera americana dell'800) sul
palco si sono esibiti vari artisti.
Ad aprire la serata è stato
il vigoroso bluesman orobico Dr. Faust,
ideatore della serata, che ha all'attivo due cd, "Bisogno di Blues" e "Cuore
Selvaggio".
Dr. Faust è stato accompagnato
da una band di ottimi musicisti riuniti per l'occasione, "The
Tambourine Men" (ogni singolo membro fa parte
di altre formazioni musicali).
Dr. Faust, dylaniano della prima
ora, è un noto ed apprezzato bluesman che, tenendo fede alla propria
"estrazione musicale" ha eccellentemente reinterpretato i brani di Dylan
soprattutto in chiave blues.
Dr. Faust, che ha fatto anche da
eclettico e vivace presentatore della serata, è dotato, oltre che
di notevoli doti di musicista ed interprete, di una grande carica di entusiasmo
e simpatia oltre che di una profonda cultura dylaniana e tra un brano e
l'altro ha fatto anche una documentata lezione di "dylanologia" presentando
le canzoni arricchendole con aneddoti storici, spesso anche divertenti,
legati a Dylan ed alla sua storia, riscuotendo i calorosi applausi del
pubblico.
Altro musicista, questa volta solista,
è stato l'applauditissimo Ricky Maffoni,
recente vincitore del prestigioso Premio Ciampi nella categoria Emergenti.
Ricky ha una forte personalità
a dispetto della sua giovanissima età e si presenta sul palco con
una notevole carica carismatica che lo avvicina alquanto al primo Bob Dylan.
Apparente rudezza, laconicità
assoluta nei confronti del pubblico, repertorio dylaniano "purista" (esclusivamente
ristretto al Dylan anni 60 da Freewheelin' a Blonde on Blonde), indubbio
magnetismo, voce straordinariamente personale (pur con ascendenze vagamente
alla Springsteen ma privo di voluti scimmiottamenti e già molto
autonoma e peculiare).
Altro artista ad esibirsi sul palco
è stato Andy Mc Breeve, tra l'altro direttore artistico del Country
Ranch Saloon.
Alla serata era presente anche
una folta rappresentanza di Maggie's Farm con diversi "animaletti" tra
cui Anna "Duck" ed il sottoscritto Napoleon "Chick".
E' stato inoltre allestito da alcuni
collezionisti di dischi d'epoca un banco espositivo con materiare raro
su vinile tra cui bootleg di Dylan.
La serata è iniziata alla grande con una versione blues/rock di Blowin' in the wind nell'interpretazione di Dr. Faust che tra l'altro voglio ringraziare per avermi fatto dono di un suo disco con la versione appunto di Blowin' in the wind (ne vedete la riproduzione di un particolare della copertina qui sotto dedicata alle vittime di Piazza Tien-an-men).

Come detto, Dr. Faust era accompagnato
da una grande band composta dal bassista dei "Coffee House Brothers" Renee'
Del Corso, alla chitarra Nick
"Otto" Mazzucconi, alla batteria Checco
Bertini e all'hammond Ivan
"The Phantom" Fantoni tutti e tre, questi
ultimi, componenti della rock band Mr. Feedback. Eccellenti musicisti che
si sono scatenati in roventi blues lungamente applauditi.
Il set di Dr. Faust (voce ed armonica)
è proseguito con una splendida It's
all right mà (I'm only bleeding) nella
roboante versione dylaniana del Live at Budokan del 78.
Poi è stata la volta di
Andy Mc Breeve che si è scatenato in una bollente e trascinante
Like
a rolling stone (con reminiscenze della versione
dei Rolling Stones e di quella del Madison 92 di John Mellencamp).
Il set di Dr. Faust è ripreso
con un altro blues d.o.c. ovvero una potente ed allegra versione di Stuck
inside of Mobile with the Memphis blues again.
Poi è stata la volta di
un omaggio ad un altro Grande, Jimi Hendrix che Dr. Faust ha voluto ricordare
in questa serata di festa dylaniana con una nevrotica versione di All
along the watchtower che naturalmente strizzava
l'occhio (anzi tutti e due) alla mitica versione hendrixiana del brano
di Dylan da "John Wesley Harding" (Dr. Faust ha raccontato l'aneddoto secondo
cui Jimi coi pochi soldi che aveva per mangiare decise di "saltare il pasto"
per quel giorno preferendo acquistare l'album di Dylan in questione).
Poi il clima rovente è stato
stemperato da una dolce Lay lady lay
in puro stile Johnny Cash.
Poi è stata la volta di
I
shall be released a proposito della quale
Dr. Faust ha dichiarato: "Una grande canzone di Dylan ingiustamente sottovalutata
ma che secondo me è ai livelli della più celebre Knockin'
on heaven's door".
Dr. Faust ha voluto dedicarla a
tutti i prigionieri politici.
Poi Dr. Faust si è esibito
in un trittico da me particolarmente apprezzato perchè proveniente
dall'album "Slow train coming" che Dr. Faust mi ha confessato egli considera
uno dei più grandi album di Dylan.
Si è iniziato con una stupenda
Precious
angel seguita da una personale versione molto
reggae di Man gave names to all the animals
in conclusione della quale Dr. Faust ha aggiunto il verso: "I
think I'll call it a snake" che Dylan lascia
invece in sospeso dopo la frase: "He saw an
animal as smooth as glass/Slithering his way through the grass/Saw him
disappear by a tree near a lake...".
Su questo brano invitante al ballo
grande partecipazione del pubblico che sollecitato da Dr. Faust cantava
il ritornello in coro.
A chiudere il trittico da Slow
train coming una potente Gotta serve somebody.
E' poi salito sul palco Ricky
Maffoni, chitarra ed armonica al collo, per
il suo set acustico.
Ha iniziato con Just
like a woman suscitando subito grandi applausi.
Le perle della sua performance sono state a mio avviso le successive She
belongs to me e My
back pages (quest'ultima veramente suggestiva
nella reinterpretazione di Ricky).
A seguire altri classici anni 60
quali Girl from the North Country, It's all
over now Baby Blue e
4th time around.
A chiudere una bellissima Mr.Tambourine
man con splendido assolo di armonica.
Poi un altro degli highlights della
serata con Ricky e Dr. Faust insieme per una "che più blues non
si può" It takes a lot to laugh it
takes a train to cry.
Nel finale un omaggio di Dr.Faust
alla modesta presenza di noi mfarmiani con l'esecuzione di Maggie's
Farm dal bluesman a noi dedicata (grazie!!!).
La versione in questione scelta
da Dr.Faust e dai Tambourine men è stata quella "mitologica" del
video Hard rain con tanto di "ohh ohh ohh" prima del ritornello e di gigioneggiamenti
di Dr. Faust con il chitarrista Nick "Otto" Mazzucconi.
Poi il Gran Finale che più
Grande non poteva essere con una interminabile bellissima, dylaniante e
piacevolmente estenuante Knockin' on heaven's
door (mi è sembrata durare una ventina
di minuti) che iniziata nella versione classica si è trasformata
in reggae nel finale con il pubblico che si è alzato per ballare
sulla pedana di fronte al palco e con quelli rimasti ai tavoli che cantavano
in coro il ritornello.
Una grande serata, dunque, che
ci ha fatto conoscere molti nuovi amici dylaniani e che tra l'altro per
me è stata impreziosita dalla conoscenza "de visu" (finalmente)
con la ormai mitica Anna "Duck", sceneggiatrice leader di quel successo
mondiale che sta diventando il nostro fumetto mfarmiano dedicato a "Zimmy".
Anna mi ha tenuto compagnia durante il viaggio in auto andata-ritorno Milano/Mornico
al Serio e credo abbiamo battuto reciprocamente ogni record di raccontini
aneddotici dylaniani... Grazie Anna, ci rivedremo a Brescia per il prossimo
concerto di Bob che rischia di entrare nella storia (almeno nel nostro
piccolo di dylan-fans) per un grande raduno mfarmiano (dovremmo essere
veramente in tanti presenti) e dei nuovi amici Dr. Faust e compagni che
saranno della "partita".
Tenetevi liberi per quel giorno,
boys!!
Michele "Napoleon in rags" Murino

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