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NEVERENDING TOUR Caserta - Chiasso - Belluno - Roma |
Racconti da un "tranquillo" week-end dylaniano
di Salvatore "Eagle"
Finalmente è arrivato il momento... Dopo mille
preparativi e mille telefonate a Michele e a Paolo, per prendere accordi
e organizzarci al meglio, sta per cominciare il più bello ed esaltante
weekend della mia vita. L'avventura comincia con me che sfreccio verso
l'uscita Caserta-Nord per raggiungere Michele che è appena arrivato
a Caserta. Passo però prima a prendere i miei fratelli che sono
usciti da scuola (l'Istituto Salesiano, che ci vedrà protagonisti
nella bella conferenza di Sabato). In macchina ho su una cassetta-bomba
con il meglio di Bob Dylan dal 1965 al 1969, All Along The Watchtower da
JWH fa da sottofondo alla mia corsa verso il casello, Michele è
li che mi aspetta con la sua Murino's Car, dopo un saluto e qualche convenevolo
ci mettiamo in marcia, prima meta casa mia, per riprendere fiato
e bere qualche bicchiere di Thè freddo. Sono le
14, siamo un tantino in ritardo sulla tabella di marcia, mentre tiriamo
il fiato, mio fratello Lucio, delizia Michele con una piano version di
Knockin' On Heaven's Door, in cui il Napoleon di Aosta sfodera una voce
arrochita dalla serata precendente a Roma che fa molto Dylan 1991 al Toad's
Place. Arriva il momento di correre verso Napoli perchè Paolo Vites
arriva alle 14,30. Partiamo a tutta birra e durante il viaggio ci spariamo
alcuni pezzi da Masked and Anonymous, tra cui la strepitosa Diamond Joe,
passiamo poi ai pezzi dall'ultimo tour All Along The Watchtower con Bruce
Hornsby e la versione elettrica di Highwater, è adrenalina pura.
Intanto siamo arrivati alla stazione, dopo un senso unico preso in pieno,
parcheggiamo la Murino's Car e andiamo a prendere al binario Paolo. Il
treno fa un po' di ritardo, così Michele ha il tempo di deliziarsi
e rifarsi gli occhi con una bella napoletana che mi chiede di accendere,
intanto mi cita (e ritornerà più volte in ballo quasta song...
Poppe Poppe Poppe di Ivan Graziani). I sogni di gloria del nostro Napoleon
svaniscono quando arriva Paolo Vites che lo strappa dallo spettacolo della
Napoli in gonnella. Ci avviamo verso Caserta, non c'è traffico e
in un quarto d'ora siamo a casa mia, dove mia mamma ci accoglie con un
pranzo (si ripeterà sabato con una altrettanto magistrale prova
di cuoca); durante il pranzo Lucio (mio fratello) e Michele si scontrano
in un duello all'ultima battuta a colpi di citazioni da Totò. Finito
il pranzo ci mettiamo al lavoro, un po' di sforzo e completiamo la scaletta
per la conferenza, alla fine accompagno Paolo e Michele in albergo per
una veloce sistemazione e via verso il The Opera, un grandissimo irish
pub della zona, dove succederà quasi di tutto. Arriviamo dopo aver
bevuto un eccezionale margarita, decidiamo di sederci all'aperto sulle
sponde del lago artificiale che circonda il pub. Durante la cena Paolo
ci racconta aneddoti e storie a tema Dylan e non solo, intanto mi squilla
il cellulare: è Doralisa Barletta di TV Luna, che mi conferma l'intervista,
ci raggiungerà al The Opera di lì a poco. Nell'attesa, arriva
il mitico Leonardo "Lion" a cui comincio a scroccare sigarette, mentre
fantastichiamo un concertone tributo a Bob nella splendida cornice del
The Opera. Passa quasi un'ora e di Doralisa nemmeno l'ombra, mi comincio
a preoccupare ma subito mi risquilla il cellulare....si è persa.
Io mi sono sentito perso con lei perchè davvero non sapevo come
aiutarla quando vedo arrivare Romeo Trimarchi, scrittore e mio caro amico
che prontamente si offre di recuperare la povera dispersa. Risolto il problema,
tutto è pronto per l'intervista. Giriamo....tutto ok.
Buona la prima. Paolo è ormai davvero stanco e
così decidiamo di riaccompagnarlo in albergo, la carovana parte
con la Murinomobile in testa, all'uscita dal The Opera siamo già
dispersi nell'Ager Aversanus... Lost in Aversa. Dopo un vagare condotto
dal fiuto del Napoleon sbocchiamo a Caserta
Sud, siamo salvi così come il sonno di Paolo.
Arrivati in albergo lasciamo Paolo e con la LionLeonardmobile andiamo in
centro a bere qualcosa. Qualcosa di forte.....tanto per stemperare la tenzione
Cocacola per tutti. Tiriamo le 2, poi decidiamo di spostarci a casa mia.
Io sono completamente nel pallone, e si vede infatti Michele e Leo, vanno
via quasi subito. Io dopo aver chiamato.... alle 2.30 la mia dolce metà
Michela LadyHawk, mi metto a letto. Notte tranquilla, ma sonno brevissimo.
Alle 7.30 mi sveglia il cell, Michela sta arrivando e devo correre a prenderla,
bevo un caffè velocissimo, una
sigaretta e via... recupero la mia dolce metà
e insieme torniamo a casa. Prendo fiato e quando l'orologio segna le 9...
usciamo di nuovo per recuperare alla stazione il quiet one della combriccola
il grande Francesco "Tiger" Alunni che dopo aver smaltito un malore accusato
la sera prima con
immenso coraggio dylaniano è di nuovo in trincea
per diffondere il Verbo insieme a noi. Dopo aver recuperato Francesco ci
dirigiamo all' ormai mitico Hotel Serenella che ospita Michele e Paolo,
ma più tardi anche Giulia "Rabbit" che intanto è arrivata
accompagnata da marito e figlio, quest'ultimo fan di
Zimmy! Ricostituita la combriccola in extended version,
montiamo tutti sulla mia cabrio, e ci dirigiamo verso la Reggia, per la
mattinata culturale complementare ed indispensabile ad ogni incontro dylaniano.
Io vesto i panni dello spento cicerone nella visita alla Reggia, tuttavia
sia Paolo sia Michele sia Francesco restano visibilmente abbagliati dalla
bellezza di questo capolavoro che abbiamo nella mia città. All'uscita
sognamo di veder suonare Dylan nel bellissimo giardino che la circonda...
è come una scarica
elettrica che ha messo in moto un meccanismo che nessuno
fermerà. Dylan a Caserta forse non sarà solo un sogno....
e ho detto tutto. Scivoliamo via verso l'albergo immaginando di tutto,
mentre con la reggia come sfondo ci spariamo a tutto volume brani dal periodo
religioso... è adrenalina allo stato puro. Questo stato crescerà
in me fino alla conferenza... intanto si scatena Giove Pluvio e viene giù
una pioggia incredibile, ma qui siamo preparati... a Caserta quando piove
piove. Il temporale ci accompagnerà fino all'inizio della conferenza
ai Salesiani. Durante il pranzo, ci gustiamo il bel servizio su di noi
di TV Luna, e l'ottima intervista di Doralisa Barletta che ringrazio con
grandissimo affetto e stima. Dopo una velocissima digestione partiamo in
direzione salesiani mentre dal cielo piovono cani e gatti come direbbero
gli inglesi, ma non sarà una dura pioggia a fermare il nostro smisurato
ego dylaniano. Dopo vari problemi organizzativi, cose e persone dimenticate
in giro per Caserta ci ricompattiamo nel cortile
dell'Istituto Salesiano. Ora siamo in formazione più
che completa, ci sono anche Antonio Genovese, Leonardo Mazzei, e Emilio
Di Donato che mettono su in quattro e quattro otto, la strumentazione per
la piece musicale conclusiva. La sala lentamente si riempie, arriveremo
ad un buon numero, ma
la partecipazione della città è praticamente
scarsa, se si eccettuano rare eccezioni. Tutti probabilmente saranno impegnati
in cresime, matrimoni e quant'altro di familiare ci possa essere a fine
maggio. Non ci scoraggiamo, così parte la nostra conferenza dopo
una breve ma intensa introduzione del
Preside dell'Istituto Salesiano, Don Franco Galeone,
prendo la parola io e indroduco l'ardua materia che Paolo e Michele tratteranno
con grandissima cura e praparazione. Seguono quasi due ore intensissime
dove visioniamo Hard Rain da Renaldo e Clara oltre che ascoltare perle
perdute della musica come
Blue Moon e Mistery Train di Elvis, è un esperienza
meravigliosa, incredibile. Peccato davvero per chi non era presente...
questa sarà probabilmente un'esperienza irripetibile per tutti.
Prima della conclusione
riprendo la parola per leggere e commentare il testo
di Un Giudice di De Andrè, e qui succede una cosa comica proprio
mentre leggo il verso in cui dice "ha il cuore troppo vicino al buco del
culo", Paolo mi dà una gomitata per segnalarmi la presenza del preside,
alzo lo sguardo con un misto di
crisi e paura, è già fuori, istanti interminabili,
tiro il fiato e porto a temine il verso. Figura di mer... evitata al volo.
A conclusione della conferenza Antonio Genovese e Leonardo Mazzei, ci deliziano
con Deportees di Woody Guthrie, You Ain't Goin' Nowhere, One More Cup Of
Coffee, Abandoned Love e Knockin' On Heaven's Door di Bob ed infine Walk
On The Wild Side di Lou Reed... un set bellissimo, suonato alla grande
con grande partecipazione del pubblico. Alla fine del concerto salutiamo
Antonio Cat che torna a Napoli per un impegno e la nostra lettrice Aleidita.
Dopo una rapidissima organizzazione ci portiamo al ristorante dove mangeremo
un'ottima pizza, oltre che le frittelle di alghe che tanto sono piaciute
a Michele. Insieme a noi c'è Sonia, simpaticissima amica di Paolo
Vites, insieme al marito e alle bimbe, nonchè Romeo Trimarchi che
dopo averci raggiunto e fatto un interessantissima domanda durante la conferenza,
si è aggregato a noi anche per la cena. Finita la cena salutiamo
chi ci lascia, Sonia and family e Romeo Trimarchi e in formazione ristretta
ci dirigiamo a casa mia, dove sul terrazzo ci sarà l'apoteosi della
serata, un concerto stile RoofTop di Beatlesiana memoria con sole canzoni
di Bob, alle chitarre ci sono Antonio e Leonardo... dopo aver aperto una
bottiglia ghiacciata di Ferrari, che mio padre ha sapientemente messo in
fresco, comicia il sing along... snoccioliamo tutti in coro Tangled Up
In Blue, You Belong To Me, Ballad Of Frankie Lee And Judas Priest, Like
A Rolling Stone, Masters Of War, I Shall Be Released, Hurricane con la
mia Michela e Michele in un poderoso duetto, Oh Sister con Michele e Giulia
a duettare alla grande, Knockin' On Heaven's Door con mio fratello Lucio
al piano e alla fine su mia richiesta Antonio mi snocciola Katie's Song
di Paul Simon. Alla fine tutti stanchi ma felici andiamo a letto. Il giorno
successivo è il giorno dei saluti, dopo un risveglio duro, dovuto
alla stanchezza accumulata, io e Michela raggiungiamo Paolo e Michele in
albergo per accompagnarli all'imbocco dell'autostrada.... ci salutiamo...
io sono un bel po' triste, ma Michela, la mia dolce metà, mi tira
su ricordandomi che l'anno prossimo ripeteremo la cosa, organizzandola
ancora meglio. Voglio in conclusione ringraziare ancora tutti coloro che
hanno partecipato e soprattuto abbracciare affettuosamente Paolo e Michele,
che mi hanno onorato della loro presenza ma sopratutto della loro preziosa
amicizia. Grazie ancora...
Salvatore "Eagle"
Note a margine di Michele:
- la mia versione di Knockin' con
Lucio Esposito al piano è nettamente superiore a quella di Bob del
Toad's Place
- quanto ai miei sogni di gloria
con la bella ragazza napoletana di "Poppe poppe poppe" che cita Sal, la
fanciulla in questione sarebbe naturalmente caduta ai miei piedi se solo
non fosse sopraggiunto il treno con quel guastafeste di Paolo (per di più
interista!!!! :o) )
- il duello all'ultima battuta
di Totò che mi ha visto impegnato (si fa per dire, è stato
un gioco da bambini anzi direi una quisquilia, una bazzecola, una pinzellacchera)
con Lucio Esposito ha visto la mia schiacciante indiscutibile incontestabile
insormontabile superiorità... Lucio ha dovuto alzare bandiera bianca
alla mia trecentoventitreesima risposta esatta ai suoi quiz (risposte comprensive
di titolo del film, regista, anno, casa di produzione, cast completo degli
attori e nome del venditore di bruscolini del cinema dove il film è
stato proiettato la prima volta)
- confermo la cosa delle frittelle
di alghe... Dove si comprano?...

Caserta - Rock Poetry: la
poesia diventa rock
galleria di immagini
Qui sopra Napoleon in rags con t-shirt dylaniana nera accanto a Salvatore "Eagle" e Paolo Vites. In piedi Franco Galeone, preside dell'Istituto Salesiano Sacro Cuore di Maria di Caserta mentre introduce la serata... Nell'altra foto ancora Salvatore "Eagle" Esposito e Paolo Vites durante l'introduzione

































Bob Dylan 41 anni di canzoni - Belluno
Il Dibattito
A sinistra l'organizzatore Michele Talo.
Al centro gli ospiti d'onore Alessandro Cavazzuti e Paolo Vites.
Chiude l'ospite-onorato (di partecipare) Napoleon in rags
Notare in prima fila una beneaugurante audience under 14 che fa sperare
per il futuro...


















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