YOU DON'T KNOW ME

 

YOU DON'T KNOW ME (Great Dane - 1992 - 4cd)

Performance live tratte da vari concerti

Tracklist:

Disco uno

I Heard That Lonesome Whistle
Fixin' To Die
Smokestack Lightning
Hard Traveling
Death Of Emmett Till
Standing On The Highway
Roll On John
Stealin'
Long Time Man Feel Bad
Baby Please Don't Go
Hard Times In New York Town
Whatcha Gonna Do
Ramblin' Down Through the World
You Been Hiding Too Long

Disco due:

Maggie's Farm
Fourth Time Around
Like A Rolling Stone
Mama You Been On My Mind
The Lonesome Death Of Hattie Carroll
Nobody Cept You
It Ain't Me Babe
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go
I Pity The Poor Immigrant
Blowin' In The Wind
The Man in Me
Mr Tambourine Man
Am I Not Your Stepchild
Ain't No Man Righteous (No Not One)
Pressing On

Disco tre:

Ain't Gonna Go To Hell For Anybody
Let's Keep It Between Us
Mary From The Wild Moor
Simple Twist Of Fate
Solid Rock
A Hard Rain's A-Gonna Fall
Enough Is Enough
Every Grain Of Sand
I Shall Be Released
Just Like A Woman
That Lucky Old Sun
House Of The Rising Sun
Band Of The Hand
We Had It All
The Times They Are A-Changin'
Soon

Disco quattro:

All Along The Watchtower
Masters Of War
San Francisco Bay Blues
Pretty Boy Floyd
With God On Our Side
I Believe In You
Joey
Gotta Serve Somebody
Masters Of War
Trail Of The Buffalo
Roving Gambler
You Don't Know Me
Across The Borderline
Most Of The Time

Un commento:
Si tratta di uno straordinario quadruplo cd che venne compilato in occasione dei 30 anni di attività di
Bob. Contiene alcune delle cose migliori mai fatte da Dylan dal vivo.

Si parte con I Heard That Lonesome Whistle che proviene dalle registrazioni radiofoniche del 13 Gennaio 1962 (anche se la data è incerta e alcune fonti riportano il 13 Febbraio) per lo show di Cynthia Gooding a New York negli studi della WBAI mandato in onda nel programma dal titolo Folksinger’s Choice, l'11 Marzo 1962.
Un giovanissimo Bob con la tipica voce nasale con cui imitava Guthrie in una affascinante resa di questo brano di Hank Williams/Jimmy Davies. Accompagnato dalla sola chitarra e con dei begli assoli di armonica è uno dei miei brani preferiti del primissimo Dylan.
"Viaggiavo sulla nove dalla Carolina verso sud / Ho sentito suonare quel fischio solitario / Son dovuto partire perchè ero nei guai / ho lasciato la mia ragazza e la mia casa / Ho sentito suonare quel fischio solitario..."

Segue una parte di intervista a Bob in cui egli si racconta a Cynthia parlando ad esempio dei primi locali
in cui si è esibito come il Gaslight ed il Wha? Dylan dice a Cynthia che suonava l'armonica per un dollaro al giorno per conto di un cantante che si esibiva lì, suonava ogni giorno dalle 2 del pomeriggio alle 8.30 di sera. Mi dava un dollaro ed in più un cheese burger, dice Bob. Poi cita i cantanti di cui cantava i brani, Muddy Waters, Woody Guthrie, Hank Williams e Johnny Cash annoverandoli tra le sue
influenze oltre ad annunciare l'uscita del suo primo LP ("...come si intitolerà?" - chiede la donna -
"...Mmmm... Bob Dylan... credo..." risponde un incerto Bob dopo averci pensato un po' su e suscitando
le risate della sua interlocutrice che commenta: Sembra un titolo da romanzo). Bob sottolinea anche che quella che lui fa non la chiamerebbe esattamente folk music, ma una "versione modificata della folk music", concludendo "è difficile da spiegare...".

Dopo che Bob ha chiesto a Cynthia se le va di sentire un blues (risposta affermativa della donna) parte quindi il secondo brano che è Fixin' To Die. E' un brano di Bukka White presente anche nel primissimo LP di Bob. E' anche questa una eccellente performance con la voce di Bob che si fa roca ed incredibilmente suggestiva mentre canta: "Mi sento strano, Signore, credo che morirò / Mi sento strano, Signore, credo che morirò / Beh, non mi importa di morire, ma non sopporto di dover lasciare i miei bambini in lacrime" (e stiamo parlando di un ragazzo di vent'anni). Più si ascolta questo primo Bob solo voce e chitarra e più ce ne si innamora. "Grande canzone!" esclama Cynthia estasiata alla fine dell'esibizione. Poi domanda a Bob quanto ci sia di suo in quella canzone e Bob risponde "Non so, non ricordo... ho le mani fredde... è uno studio freddo questo qui...". "Il più freddo di tutti..." risponde Cynthia.
Poi chiede a Bob se è vero che è un grande amico di John Lee Hooker. "Sì... risponde Bob... ma non canto le sue canzoni. Suono l'armonica per lui ma non canto le sue canzoni perchè nessuno le canta come lui".

E' poi la volta di Smokestack Lightning ancora da "Cynthia Gooding" (Non la faccio mai, dichiara Bob alla donna), ancora un bel blues caratterizzato dalla evocativa voce roca di Dylan. Si tratta dell'unica registrazione conosciuta di Bob che canta questa canzone. Il brano è stato scritto da Howlin' Wolf. Ascoltando queste eccellenti versioni e tenuto conto della loro quantità si immagina che non dovette davvero essere facile per John Hammond scegliere quali brani inserire nel primo LP di Dylan, visto il suo repertorio già considerevolmente ricco.

Segue un'altra parte di intervista in cui si introduce l'argomento Woody Guthrie. Cynthia chiede a Bob
se è vero che lui e Woody sono amici e dopo la sua risposta affermativa e qualche parola sul suo idolo Dylan attacca Hard Travelin' uno dei più bei brani di Woody (questa è l'unica volta che Dylan l'ha registrato).
"Oh, ho avuto un duro viaggiare, penso che lo abbiate saputo / Ho avuto un duro viaggiare, lungo il cammino / E' stato duro il mio viaggiare, vagabondare, giocare / Ed ho avuto un duro viaggiare, Signore /
Oh, ho viaggiato stando negli spazi ciechi tra i vagoni, penso che lo abbiate saputo / Ho viaggiato in rapidi inverni, lungo il cammino / Contadini che migravano, gente che è rimasta a piedi / gente che non si arrende neanche se muore / Ed ho avuto un duro viaggiare, Signore."
La performance di Dylan tutta chitarra e armonica è BELLISSIMA. Il fraseggio serrato, l'armonica
"sbuffante", la chitarra incalzante... tutto contribuisce a rendere questo brano un gioiello tra le prime
performance live di Bob.

Prosegue l'intervista di Cynthia che chiede a Bob se scrive anche canzoni sue e Bob dice ovviamente di
sì precisando che non le chiama folk songs, ma le definirebbe piuttosto canzoni contemporanee ed attacca Death Of Emmett Till (che però egli presenta semplicemente come Emmett Till dicendo che è una canzone che ha appena finito di comporre) un brano di cui in seguito Dylan si dimenticherà, in parte disconoscendolo ("Quella canzone era una vera stronzata", dichiarerà). Prima di attaccare il brano anzi mentre lo sta già suonando Bob si interrompe e dice a Cynthia di averne rubato la melodia a Len Chandler, un tipo divertente, dice Bob, mi insegna sempre un sacco di accordi strani, un giorno mi ha suonato questa melodia e mi ha chiesto 'non è bella?' e io gli ho risposto 'certo!' e gliel'ho rubata, tutta... "E quello è stato il suo primo errore..." commenta ridendo Cynthia.

Il brano racconta della morte di Emmett Till, un ragazzo nero di Chicago ucciso nel Mississippi da due fratelli bianchi per aver osato avvicinare una ragazza bianca.
"Avvenne giù nel Mississippi non molto tempo fa, quando un ragazzo di Chicago passò la frontiera a Sud / La spaventosa tragedia di questo ragazzo me la ricordo ancora bene, il colore della sua pelle era nero ed il suo nome era Emmett Till / Dei tipi lo portarono in una baracca e cominciarono a picchiarlo. Dissero di avere una buona ragione per farlo, ma non mi ricordo qual era / Lo torturarono e gli fecero delle cose troppo malvagie per essere menzionate. Ci furono urla che provenivano dalla baracca, ci furono risa nella strada."
Nonostante quello che penserà in seguito Bob di questo brano il commento di Cynthia al termine
dell'esecuzione è il seguente: "E' una delle più grandi ballate contemporanee che io abbia mai
ascoltato!". Ti piace davvero? - chiede Bob - Certo! Alcuni versi ti tolgono il fiato! - risponde Cynthia - E' Grande!
L'hai fatta sentire a Woody? - chiede la donna - No, risponde Bob, gliela farò sentire la prossima volta che lo vedo. "E davvero una grande canzone..." insiste Cynthia. "Aspetta che Len Chandler senta la melodia..." risponde Bob divertito.

Segue Standing On The Highway, brano traditional rielaborato da Bob, che mi piace di meno rispetto alle precedenti e a cui fa seguito Roll On John dopo che Bob ha raccontato un po' di "mitologia dylaniana" (i suoi anni trascorsi nei Carnival Shows degli zingari quando era un bambino, etc.). Cynthia gli chiede a tal proposito se sa leggere le carte. Bob risponde che non sa leggere le carte e non crede nella lettura delle carte. Crede invece nella lettura della mano (e ne avremo la conferma quindici anni dopo in Renaldo & Clara). Dylan dichiara di aver seguito i Carnival Shows per sei anni (!!!!!).

Bob attacca dunque Roll on John dicendo che l'ha imparata da Ralph Rensler. Si tratta di un brano tradizionale qui riarrangiato da Dylan e Bob la esegue molto bene dopo averla presentata come "un bel blues lento". E' l'unica registrazione esistente di questo brano cantato da Dylan.
"Quanto di tuo c'è in questa canzone?" chiede Cynthia alla fine dell'esecuzione. "Oh, non saprei, forse uno o due versi", risponde Bob.

Una curiosità: qui e varie volte prima Cynthia e Bob continuano a parlare incredibilmente a lungo del reggi-armonica che Dylan ha al collo come fosse una cosa incredibile, strana, nuovissima. Spendono davvero fiumi di parole su questo argomento. Cynthia racconta agli ascoltatori più e più volte di come Bob se lo toglie, se lo mette, toglie il cappello, mette il reggi-armonica, rimette il cappello, tutto descritto secondo per secondo... con una minuziosità dei dettagli sinceramente inspiegabile. Parlano anche a lungo del cappello di Bob e del perchè Bob indossa quello piuttosto che un altro... uno stetson che Cynthia gli aveva visto addosso. Mah!

Dopo un altro scambio di battute con Cynthia parte Stealin', anche conosciuta come Stealin' Stealin', che è una delle mie preferite di questa prima parte del primo cd. E' un brano tradizionale arrangiato dalla Memphis Jug Band in cui l'armonica di Bob la fa da padrone. Al termine del brano grandi risate di Cynthia con Bob che esclama: "Si chiamava Stealin'"... "Lo immaginavo!", risponde ridendo la donna (nel brano la parola "Stealin'" viene ripetuta innumerevoli volte).

Poi Bob fa un lungo racconto. Dice che nei Carnival Shows una volta aveva scritto una canzone che parlava di una donna che aveva conosciuto lì. Faceva parte di un Freak Show... "Sai, quelli con tutti quei nani e tutto il resto...", dice Bob. "Aveva la pelle come se fosse stata bruciata quando era una bambina e non era cresciuta bene così che sembrava un fenomeno da baraccone. E un sacco di gente veniva e pagava per vederla e la presentavano come "donna elefante". Era una mia buona amica e scrissi questa canzone per lei, si intitolava "Won't You Buy A Postcard", ma non me la ricordo più".

La lunga intervista si conclude con Long Time Man Feel Bad un brano tradizionale arrangiato dal celebre studioso e raccoglitore di materiale musicale della tradizione popolare Alan Lomax dalla bellissima e triste melodia, e con due brani molto belli, il primo dal suo primo LP, Baby Please Don't Go di Big Joe Williams, ed il secondo un inedito di Dylan che anni dopo vedrà la luce su Bootleg Series, Hard Times In New York Town (prima della quale Bob ci tiene a precisare a Cynthia: "Io amo New York!"). In questa versione live di You don't know me quest'ultimo brano presenta una strofa in più rispetto al testo ufficiale, la terza, che recita.

Well the weak 'n' the strong 'n' the rich 'n' the poor
Crowdin' together in room for no more
Crowdin' up above an' crowdin' down below
When someone disappears you never even know.
It's hard times from the country livin' down in New York town.

Bob saluta Cynthia che gli chiede in conclusione: "Quando sarai ricco e famoso continuerai a indossare quel cappello?".
"Non sarò mai ricco e famoso!", risponde Bob.

Il boot prosegue con una splendida Whatcha Gonna Do che secondo i dati riportati sarebbe tratta dal concerto di Dylan alla Town Hall di New York del 12 Aprile 1963 ma l'informazione è errata visto che quella sera Dylan non eseguì questo brano.
Del suddetto concerto fanno invece parte le successive tracce: Ramblin' Down Through the World, brano di Woody Guthrie, con uno sferragliante irresistibile pezzo di armonica e You Been Hiding Too Long, brano poco conosciuto del periodo dylaniano "di protesta".
"Venite voi falsi super patrioti che dite che l'odio e la paura sono la mia unica scelta / Che questo paese deve essere così / Pensate per voi stessi, non per me / Non pensate a George Washington / Nè a Thomas Jefferson / Ma dite che siete e mentite e sviate / Usate i loro nomi per i vostri scopi, per la vostra avidità".
Curioso l'errore di Dylan nel cantare il verso che recita "My hands will never buy the cards that you play...". Dylan si sbaglia e parte cantando "my cards will never buy..." poi si ferma e senza scomporsi ripete il verso giusto "my hands will never buy the cards that you play..."

Il secondo cd si apre con la stratosferica versione di Maggie's Farm (al debutto live!) tratta dallo storico Newport Folk Festival del 25 Luglio 1965 al Freebody Park di Newport, Rhode Island. Dylan viene presentato dallo speaker come "colui che ha portato il punto di vista di un poeta nella musica leggera". E' la versione elettricissima della famosa contestazione dei puristi del folk sconcertati nel vedere il Dylan elettrico che aveva abbandonato i panni del cantante di protesta folk (è il primo concerto elettrico di Dylan di sempre), caratterizzata dalla ustionante chitarra di Michael Bloomfield e con Barry Goldberg e Al Kooper all'organo, Jerome Arnold al basso e Sam Lay alla batteria. Un pezzo di storia del Rock.
Parzialmente questa versione appare nel film "Festival" del 1967.

Fourth Time Around è tratta dal concerto all'ABC Theatre di Edimburgo del 20 Maggio 1966 ed è
caratterizzata dalla tipica voce con inflessione strascicata da oppiacei tipica dei set acustici di Dylan di
questo periodo e che forse mai come per questa canzone tragicomica risulta perfetta.
Bob Dylan voce armonica e chitarra.

Poi forse la versione live più celebre di tutta la storia del Rock, la Like A Rolling Stone che chiude il mitico concerto di Dylan and the Hawks alla Free Trade Hall di Manchester del 17 Maggio 1966. Bob è accompagnato da Robbie Robertson alla chitarra elettrica, Garth Hudson all'organo, Rick Danko al basso, Richard Manuel al piano e Mickey Jones alla batteria.
Ad un certo punto del concerto mentre già cominciava a montare la contestazione al Dylan elettrico da parte degli amanti del folk, che si erano sentiti traditi dal loro idolo, uno spettatore più intraprendente degli altri si rivolse direttamente a Dylan gridando a pieni polmoni il celebre insulto: "Judas!!!", entrato anch'esso di diritto nella storia e nella leggenda del Rock e provocando la reazione di Dylan che sibilò tra i denti: "I don't believe you!"... "You're a liar!" (Non ti credo... Sei un bugiardo) e poi, rivolto a The Hawks frementi sui loro strumenti, disse furente "Play fucking loud!!!" dando inizio alla torrenziale "Like a rolling stone" entrata nella Storia del Rock.

E' poi la volta di tre brani tratti dal concerto del pomeriggio allo Spectrum di Philadelphia (Pennsylvania) del 6 Gennaio 1974, il terzo concerto del tour americano del 1974 insieme a The Band. Si parte con Mama You Been On My Mind che è leggermente stravolta nella melodia rispetto alla versione generalmente conosciuta ma è ugualmente bella, con la voce particolarissima che Bob ha in questo periodo, molto roca e gutturale.
Segue The Lonesome Death Of Hattie Carroll in cui la voce di Dylan in alcuni passaggi dà letteralmente i brividi con versi velocizzati alquanto e con un'impennata nel tono in molti finali di verso. L'armonica struggente che si sente prima dell'ultima strofa e poi nel finale è un perfetto complemento per questo grande brano. Chiude il trittico da Philadelphia Nobody Cept You che è meno convincente delle due precedenti.

Stratosferica è invece la versione di It Ain't Me Babe dalla Music Hall di Boston dal concerto del 21 Novembre 1975, una delle vette più alte del Dylan live, in piena Rolling Thunder Revue. Il crescendo che porta al ritornello è letteralmente entusiasmante, la voce di Dylan splendidamente roca, ironica, acida, dura, ruvida. L'arrangiamento completamente stravolto rispetto all'originale è suberbo ed eclissa completamente la versione primitiva che pur nella sua grandezza rischia di diventare, al cospetto di questa, una sorta di bozza. Il finale strumentale è una delle cose più esaltanti mai fatte da Dylan e dalla sua band dal vivo. Il pezzo di armonica finale che si innesta sulla coda strumentale è assolutamente da brividi. Insomma questo brano potrebbe a ragion veduta essere definito il non plus ultra del Dylan performer.

Entusiasmante è anche il brano che segue, You're Gonna Make Me Lonesome When You Go, tratto dal concerto al Tarrant County Convention Center di Fort Worth in Texas del 16 Maggio 1976. L'arrangiamento più country esalta questo grande brano da Blood on the tracks che è qui pervaso da una grande allegria e voglia di suonare e cantato da Dylan con una voce irresistibile. Bellissimo il lavoro di pianoforte in sottofondo che caratterizza tutto il brano in maniera eccellente.
E a proseguire la teoria di capolavori di questo secondo cd arriva una versione di I Pity The Poor Immigrant per descrivere la bellezza della quale è dura trovare parole adatte. E' un brano tratto ancora dal concerto al Tarrant Center del 16 Maggio e Bob lo canta in coppia con Joan Baez. Le vocali allungate allo spasimo prima di ogni ritornello, l'entusiasmante lavoro di piano, le voci perfettamente amalgamate di Bob e Joan, il perfetto sound della band in questo arrangiamento unico che si rivela una geniale riscrittura del pezzo da John Wesley Harding, tutto conferisce a rendere questa versione assolutamente entusiasmante, imperdibile, un "must have".
A chiudere il trittico da Forth Worth arriva un'altra perla assoluta, la Blowin' In The Wind cantata ancora in coppia con la Baez con un arrangiamento velocizzato e molto più ritmato dell'originale. La canzone perde forse quel fascino di inno che la melodia originale le conferiva ma resta ugualmente una delle più belle riscritture del periodo con quel wiiiind finale a due voci da brividi.

L'alto livello qualitativo di questa sequenza viene mantenuto anche dalla successiva The Man in Me tratta dal concerto di Parigi al Pavillon del 6 Luglio 1978 con le splendide voci femminili del coro, Helena Springs, Jo Ann Harris, Carolyn Dennis, che in alternanza con Bob ripetono alcuni versi in sincrono con un effetto assolutamente splendido. Il sax di Steve Douglas tipico di questo periodo colora il brano rendendolo "caldo" ed esaltandone la melodia. "Merci!" finale al pubblico parigino da parte di Bob che nel corso di questo concerto dirà anche: Bon soir. Vive la France! (!!!!!!!!). Bob Dylan è accompagnato da Billy Cross alla lead guitar, Alan Pasqua alle tastiere, Steven Soles alla chitarra ritmica e alla seconda voce, David Mansfield al violino e al mandolino, Steve Douglas al sax, Jerry Scheff al basso, Bobbye Hall alle percussioni e Ian Wallace alla batteria, oltre alle già citate ragazze del coro.

Non sono d'accordo con la scelta della Mr Tambourine Man del Checkerdome di St. Louis dal concerto del 29 ottobre 1978 che pur essendo molto particolare con il suo cantato alquanto strano, l'atmosfera sospesa e musicalmente caratterizzato da un sottofondo di atmosfera non invadente e quasi assente, che sembra dover esplodere da un momento all'altro (e lo fa solo nel ritornello conclusivo con l'entrata di batteria e chitarre), non è comunque una delle mie versioni preferite e avrebbe potuto essere sostituita con molte versioni superiori. La band è la stessa della canzone precedente.

Am I Not Your Stepchild, a seguire, è invece un altro piccolo capolavoro, un brano inedito di Dylan che è però estremamente bello con il suo andamento lento, il cantare quasi rappato di Dylan e i soliti eccellenti controcanti delle ragazze del coro. Viene anch'esso dal Checkerdome di St. Louis ed è caratterizzato anche da bellissimi interventi di Dylan all'armonica contrappuntati dal sax del solito Douglas.

Il periodo Gospel si apre con la rara Ain't No Man Righteous (No not one) - qui al debutto live - tratta da uno dei mitici concerti al Warfield di San Francisco del Novembre 1979 (quello del 16, l'ultimo della serie). E' un lento gospel-blues di rara bellezza con la voce di Bob e i vocalizzi delle ragazze - Regina Havis, Helena Springs e Mona Lisa Young - che si intrecciano e si rincorrono in maniera estremamente affascinante.
Ancora un brano dal 16 Nov. 79 chiude il secondo cd. Si tratta di Pressing On col solo Bob al piano e ancora le voci del coro a supportarlo in una resa commovente, forse la perla più luminosa di questa compilation. L'atmosfera magica è palpabile, dal pubblico di tanto in tanto salgono voci di entusiasmo che coprono i molti momenti di vuoto nelle pause tra un verso e un altro, scroscianti applausi di sentito apprezzamento colorano il brano, la voce di Dylan è da brividi così come quella delle ragazze del coro, ad un certo punto il ritmo cadenzato degli applausi del pubblico esalta i vocalizzi. Nel finale entra anche la band per la travolgente conclusione scatenando ulteriormente l'entusiasmo veramente palpabile del pubblico. A noi ascoltatori sembra di ritrovarci materialmente presenti tra la gente di quella sera ad assistere a questo lunghissimo, irripetibile, sublime, esaltante momento di magia pura, con le lacrime agli occhi.
Un brano assolutamente magico che chiude in maniera assolutamente perfetta questo secondo cd.
Un'altra delle vette inarrivabili del Dylan live. Da tramandare ai posteri come uno dei momenti più alti dell'arte.

Il disco prosegue con un'altra grande canzone del periodo religioso, Ain't Gonna Go To Hell For Anybody, dal concerto alla Massey Hall di Toronto, Ontario (Canada), del 20 Aprile 1980. Prima di iniziare a cantarla Dylan parla di Ronnie Hawkins che è ospite quella sera e del film Renaldo and Clara (Film interessante, dice Bob).
E' un travolgente gospel-rock in cui (non mi stancherò mai di ripeterlo) contribuiscono in maniera fondamentale le voci delle ragazze del coro che stavolta sono Clydie King, Gwen Evans, Mary Elizabeth Bridges, Regina Havis e Mona Lisa Young. Bob è accompagnato da Fred Tackett alla chitarra, Spooner Oldham alle tastiere (grande!), Tim Drummond al basso e dal veterano Jim Keltner alla batteria.

Seguono due brani tratti dal concerto del 3 dicembre 1980 al Paramount Theater di Portland, Oregon.
Il primo è un vero e proprio capolavoro tra gli inediti di Bob, Let's Keep It Between Us. Prima di mettersi al piano ed iniziare a cantarlo Bob presenta Clydie King poi dice: "Questa è un'altra canzone che ho quasi finito. Uno di questi giorni la registrerò, sono sicuro. Lo spero almeno. Si chiama "Honey Baby Let's Keep It Between Us".
Il dittico da Portland si chiude con una delle perle di questo terzo cd: Mary From The Wild Moor.
Bob la presenta così: "Questa è una vecchia canzone che ero solito cantare prima che iniziassi a scrivere canzoni. La gente mi dice sempre: " Canta le canzoni vecchie!". Beh questa qui è una di quelle che ero solito scrivere prima che scrivessi canzoni (??????). Questa non l'ho scritta io comunque! E' solo una vecchia ballata chiamata "Mary From The Wild Moor".
E' veramente splendida e Bob è supportato da una seconda voce femminile, quella di Regina Havis, e dal bellissimo mandolino di Fred Tackett. Il brano ha un testo estremamente bello. E' la triste storia di Mary, morta nella brughiera spazzata dai freddi venti con in braccio il suo bambino.
La performance di Bob è impeccabile e l'applauso del pubblico è sentito.

A seguire arrivano due canzoni tratte dal concerto al Summit di Houston, Texas, del 12 Novembre 1981. La prima è una strepitosa versione di Simple Twist Of Fate con la seconda strofa completamente cambiata come al solito. La voce di Bob è assolutamente irresistibile, ascoltare per credere!!! Ed il brano viene impreziosito da un assolo di armonica finale breve ma bellissimo.
La seconda è Solid Rock che ha un ritmo particolarissimo, più lento di quello solito, più sinuoso, più bluesy e meno rock. Che dire? Non riesco a descriverne la bellezza, bisogna solo ascoltarla e poi svenire per la sindrome di Stendhal.
La band è di caratura stellare: Fred Tackett (chitarra), Steve Ripley (chitarra), Al Kooper (tastiere), Tim Drummond (basso), Jim Keltner (batteria), Clydie King, Regina Havis, Madelyn Quebec (voci).

Un altro bel trittico continua la tracklist di questo terzo disco. Proviene dal concerto del 28 giugno 1984 al Minestadio di Barcellona. Si parte con una bella anche se a tratti un po' routinaria A Hard Rain's A-Gonna Fall con Bob da solo alla voce e chitarra con il pubblico spagnolo a fare da coro ad ogni ritornello. Segue una splendida versione di Enough Is Enough, un rovente rock 'n' roll che esalta la band che accompagna Bob con Mick Taylor alla chitarra, Ian Mac Lagan alle tastiere, Greg Sutton al basso e Colin Allen alla batteria. Bob interpreta il brano con estrema decisione ed un fraseggio che "fa furore"...
La triade si completa con Every Grain Of Sand che, pur bella nel suo lento crescendo e con un grande assolo di chitarra, non mi sembra eccellere particolarmente.

Il 20 Gennaio 1986 Bob Dylan partecipa al Martin Luther King Day che si svolge presso la Opera House del John Fitzgerald Kennedy Performing Arts Center di Washington, D.C.
Dopo la "The Bells Of Freedom" eseguita da Stevie Wonder, Bob canta I Shall Be Released accompagnato dalla band di Stevie, Wonderlove. E' il brano che troviamo in questo cd. L'arrangiamento è completamente stravolto rispetto all'originale, più pop-soul ma non per questo meno bello.

Segue Just Like A Woman dallo show di Sydney, Australia del 24 Febbraio 1986, concerto del True Confessions Tour di Bob Dylan con Tom Petty & The Heartbreakers (Tom Petty e Mike Campbell alle chitarre, Benmont Tench alle tastiere, Howie Epstein al basso e Stan Lynch alla batteria) e con le mitiche Queens Of Rhythm alle voci e a i cori: Debra Byrd, Queen Esther Marrow, Madelyn Quebec, Elisecia Wright. Questa versione di Just like a woman è di rara bellezza, come a dire: si può migliorare una canzone che è già un capolavoro? Sì, è la risposta di Bob e degli Heartbreakers.
Ancora dallo show di Sidney proviene la successiva That Lucky Old Sun, brano di Haven Gillespie/Beasley Smith cantato da Bob e dalle Queens. Una delle perle di questa compilation.

La cavalcata attraverso i primi trent'anni di carriera di Bob prosegue con tre brani del 1986 tratti dal concerto al Madison Square Garden di New York del 17 Luglio.
Si apre alla strastrastragrandissima con una strepitosa versione di House Of The Rising Sun in cui Ron Wood alla chitarra si aggiunge al folto gruppo degli esecutori, da Bob Dylan a Tom Petty & The Heartbreakers alle Queens Of Rhythm che stavolta vedono affiancate Carolyn Dennis e Louise Bethune alle veterane Queen Esther Marrow e Madelyn Quebec e che colorano con i loro vocalizzi la splendida performance vocale di Dylan. La strofa finale a cappella è letteralmente da brividi, da spellarsi le mani per applaudire.
Sempre dal concerto del MSG in questione segue un'altra chicca rara: Band Of The Hand (It's Helltime Man!), brano scritto da Bob per il film omonimo. E' un rovente fumoso lento rock-blues con gli Heartbreakers in gran spolvero e le Queens a colorare il ritornello.
Chiude il trittico la bella We Had It All, brano di Donny Fritts e Troy Seals.

Il terzo cd prosegue con una notevole The Times They Are A-Changin' dal concerto del 12 Luglio 1987 al Giants Stadium di East Rutherford, New Jersey, il terzo show di Bob con i Grateful Dead con Jerry Garcia alla chitarra, Bob Weir (chitarra e voce), Phil Lesh (basso), Brent Mydland (tastiere), Bill Kreutzmann & Mickey Hart (batteria). Garcia e Weir accompagnano Bob alla seconda voce.

Il disco si chiude con la splendida Soon dal Gershwin Gala alla Brooklyn Academy Of Music di Brooklyn dell'11 Marzo 1987, per celebrare il 50mo anniversario della morte del grande compositore. Il brano è di Ira Gershwin e George Gershwin.

Il quarto disco si apre con la tiratissima All Along The Watchtower del Sullivan Stadium di Foxboro del 4 Luglio 1987 (si tratta del primo concerto con i Grateful Dead) e prosegue con Masters Of War dallo show di Old Orchard Beach a Portland del 3 Luglio 1988 in una versione secondo me non particolarmente eccezionale.

Segue un trittico dal concerto all'Oakland Coliseum di Oakland del 4 Dicembre 1988 in occasione del Bridge School Benefit. Neil Young presenta Bob come il suo songwriter preferito e Dylan si esibisce in tre grandi performance: San Francisco Bay Blues, brano di Jesse Fuller, una splendida Pretty Boy Floyd, brano di Woody Guthrie (prima performance di questa canzone da parte di Bob fin dal settembre del 1961), e chiude con la sua With God On Our Side in cui inserisce la strofa che parla del Viet-Nam (non scritta da Bob ma da Aaron Neville). Dylan è accompagnato alla chitarra da G.E. Smith.
In the 1960's came the Vietnam War
Can somebody tell me what we're fighting for?
So many young men died, so many young mothers cried
Now I ask the question "Was God on our side?"

Dopo una bellissima I Believe In You tratta dallo show di Montreux del 9 Luglio 1990  è la volta di un paio di brani dal concerto di East Lansing del 12 Novembre 1990. Si tratta di Joey e di Gotta Serve Somebody cui fa seguito la Masters Of War dei Grammy Awards 91 quando Bob riceve il Grammy alla carriera. Si tratta di una versione incredibilmente dura, accelerata all'inverosimile e con il fraseggio "latrato" da un Dylan che sputa i versi con estrema cattiveria. Inspiegabilmente a mio avvisto molti trovano questa esibizione trascurata e brutta mentre è assolutamente incredibile ed unica. La traccia è preceduta dalla presentazione di Jack Nicholson e seguita dal discorso di accettazione di Dylan: "Beh, dunque, sì, sapete, mio padre non mi ha lasciato molto... Era un uomo molto semplice e non mi ha lasciato molto. Ma una cosa me l'ha detta. Mi ha detto: "Figlio mio..." (lunga pausa mentre osserva il premio). "Diceva tante cose, sapete" (risa ed applausi scroscianti del pubblico). Mi ha detto: "Sai, in questo mondo è possibile cadere tanto in basso che perfino tua madre e tuo padre finiranno per abbandonarti. Ma se mai succederà una cosa simile, Dio non perderà mai fiducia nella tua capacità di correggere il tuo cammino. Grazie."

Il cd prosegue con una STREPITOSA Trail Of The Buffalo dal concerto al Dane County Memorial Coliseum di Madison, Wisconsin del 5 Novembre 1991. Bob esegue il brano di Woody Guhtrie con l'accompagnamento di John Jackson alla chitarra.

Segue una bellissima resa del traditional Roving Gambler dal concerto al C. Morris Civic Auditorium di South Bend del 6 Novembre 1991 con Bob Dylan ancora accompagnato dal solo John Jackson alla chitarra. Si tratta della prima performance di questa canzone dai tempi del St. Paul Tape.

Poi è la volta del brano che dà il titolo al cofanetto, You Don't Know Me, dal concerto di Madison prima citato. E' un brano molto dolce di Cindy Walker & Eddy Arnold, ben eseguito da Bob con voce da crooner (o quasi).

Il disco si chiude con Across The Borderline dal concerto del 2 Novembre 1991 ad Ames, Iowa e con Most Of The Time dallo show del 9 Maggio 1992 alla State University di San Jose.

In conclusione questo è un boot che raccoglie davvero molte tra le cose migliori del Dylan live ed è consigliabile soprattutto a chi si avvicina al mondo dei bootleg dylaniani e non ha già queste performance su altri boot. Con questo quadruplo cd avrà la possibilità di avere una selezione di alcune delle cose più belle in un sol colpo. E non è cosa da poco!
Michele Murino



 
MAGGIE'S FARM

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