E’ stata la prima volta che ho parlato con te, mister Dylan : gradevolissimo!
Lasci detto da subito e a chiunque, che non accetti interviste, ma evidentemente
a chi t’interroga amichevolmente, rispondi dapprima sornione, poi il tuo
sguardo scruta inquisitore, per diventare dolce, quasi complice.
Certo della tua vita, quello che pensi, ne racconti da 50 anni, attraverso
i testi delle tue canzoni che, nel mondo, gli estimatori della musica,
conoscono. E’ la prima volta che vieni nella nostra terra di Puglia: ti
piace! Dici: “tutto l’universo è bello: anche tu!”
Rinchiuso nel suo pullman-camper, uno dei quattro al suo seguito, conversa
con i suoi più stretti collaboratori; s’informa se tutto è
pronto: alle domande aggrotta la fronte , per poi distenderla a risposta
ottenuta. Avrà tenuti chissà quanti concerti nella sua vita
ed in quante diverse parti del pianeta, ma Bob Dylan denota sul volto una
certa tensione; scherza con alcune battutine dal tono piccante, tanto
per scacciare ogni eventuale preoccupazione, ma da vero professionista
quale è, non perde il rispetto nell’umanità della sua
arte, tanto meno del pubblico che gremisce il Teatro Mediterraneo, in quel
di Foggia. Poco prima delle 21,00 sale in palcoscenico il famoso comico
Gianni Ciardo che , fra battute esilaranti e battibecca col microfono
che reputa troppo basso, invita l’assessore foggiano alla cultura per premiare
il giovane vincitore di un concorso musicale dedicato a Bob Dylan. Ciardo
ha da ridire sul look del politico, vestito con giacca e camicia
bianca su pantalone nero, scusandosi col pubblico perché questi
non ha avuto tempo per cambiarsi d’abito , avendo fatto al mattino la Prima
Comunione!!! Trascorrono pochi istanti e le luci si abbassano piano; una
musica folk-irlandese preludia l’ingresso del menestrello. I suoi collaboratori
del servizio catering si affrettano a lasciare le cucine adibite in un
locale del complesso teatrale , dopo aver approntato la cena per il post-concerto.
Alle 21,05 una voce fuori campo annuncia il mito di tante generazioni:
Bob Dylan. Sì, le epoche generazionali che lo seguono sono
lì : basta guardarsi intorno per osservare gli spettatori presenti,
la loro età varia dai 15 ai 60 e passa anni. Tutti in crescendo
condividono i pezzi musicali proposti. C’è chi canta appresso ,
chi balla il rock&roll, chi simula di suonare uno strumento fosse un
componente della band americana : che bello! Un forte momento di aggregazione
; una comunione sinergica di uomini, anime e musica. Il concerto segue
la sua scaletta. Particolarmente mi avvince Mister Tambourine, sembra quasi
che Dylan lo abbia di fronte e dialoghi con lui : fa venire i brividi!
E poi altri pezzi, tanti. Nei prossimi giorni, 31 luglio e 1 agosto,
alle ore 17,00 Davide Frascella proporrà l’evento dall’emittente
radiofonica tarantina Studio 100, affinché tanti estimatori
impossibilitati a raggiungere i luoghi dei concerti, possano viverli
per via etere. Il 19 scorso, lui, il cantautore-poeta, alla fine del suo
concerto, ritorna in palcoscenico , perché richiesto con clamore
dagli astanti. E’ divertito e compiaciuto: continua a cantare. Si congeda
trattenendosi più del solito sul palco: tutti i suoi musicisti ringraziano.
Robert Allen Zimmermann saluta con lo sguardo su una vasta panoramica:
i suoi occhi grigio-azzurri accolgono anche i miei che gli sorridono compiaciuti.
Dall’arena del teatro corre via direttamente sul pullman che in pochi minuti
riparte alla volta di Cosenza, ove l’indomani terrà un nuovo
concerto e tanta altra gente vivrà l’emozione di aver incontrato
il suo talento, quello di un uomo minuto, dallo sguardo carismatico.
Marilina Mastrangelo
“La Voce Di Massafra”