DAYS BETWEEN STATIONS

Greil Marcus a proposito di "Masked and Anonymous"

Giorni tra le Stazioni
Indovina chi viene smascherato in "Masked and Anonymous"?

Mentre sto scrivendo, la KFOG di San Francisco sta mandando in onda un programma dalla Winchester Mystery House di San Jose in cui i membri di un pubblico in studio cantano canzoni di Bob Dylan nella speranza di vincere biglietti per il suo prossimo show a Konocti Harbor. Uomini e donne vanno al microfono per offrire versioni di  "All Along the Watchtower" o di "Just Like a Woman" - con vocalizzi da scemi, naturalmente.
"E' la cosa più bella che io abbia mai sentito!" cinguetta Paula Abdul, una dei giudici. "E' terribile e tu sei troppo grasso!", latra Simon Cowell. Ascolti e pensi: "Perchè queste persone vogliono vedere Bob Dylan? Perchè chiunque lo vorrebbe?".

Questa è la premessa di "Masked and Anonymous", il nuovo film con Bob Dylan - in parte scritto da lui e diretto da Larry Charles. Dylan interpreta il ruolo di Jack Fate, un quasi leggendario ma dimenticato cantante che la gente suppone di dover ricordare anche se non ne ricorda il motivo.
In un'America dilaniata da una guerra civile tra "ribelli", "controrivoluzionari" ed un governo che sembra consistere principalmente in manifesti attaccati ai muri che raffigurano un Presidente morente, Fate viene tirato fuori di prigione per suonare in un concerto di beneficenza. E' un pretesto per il promoter (John Goodman) che progetta di intascarsi il denaro, e per un cartello di gangsters che pretendono di rappresentare il Presidente e vogliono "aiutare le vere vittime della rivoluzione". O intascare il denaro.

Mentre il film mostra la prigione dove Fate è detenuto, un fantastico brano musicale si sente nella colonna sonora in sottofondo, mentre improvvisamente si vanno assemblando varie sequenze di massacri urbani e strade in rovina affollate di relitti umani, e rumorose sequenze tra il corrotto Goodman ed una persino più cinica Jessica Lange. Le immagini mostrano una parziale, inaccettabile visione dell'America che il film profetizza, tutta avidità e morte. La musica in questione, una versione hip-hop in italiano di "Like a Rolling Stone", rappresenta l'intera pellicola, tutta in una volta.

Nel corso di "Masked and Anonymous", tutta la musica, eccezion fatta per due vecchie canzoni folk che Fate prova con i Simple Twist of Fate (presentati da Goodman come "la migliore ed unica Jack Fate tribute band!") è di Dylan: sue registrazioni originali, covers (una meravigliosa "My Back Pages" in giapponese), ed esibizioni dal vivo dello stesso Dylan come parte dell'azione del film. Fate - che somiglia a Vincent Price, che veste come Hank Williams, e che guarda di traverso come Clint Eastwood ne "Gli spietati" (1992) - è un parto dell'immaginazione di Bob Dylan. "Una fenditura nel letto di un lago in secca è più bella a vedersi per me di qualsiasi essere umano" dice, rivolto a Fate, Val Kilmer che interpreta il ruolo di un guardiano di un parcheggio sempre sporco di grasso. Quella è la vita che Fate vuole per le sue canzoni.

"I got something to tell you" ("Ho qualcosa da dirvi") si sente con quella che sembra la voce distorta di Dylan mentre la versione degli Articolo 31 di "Like a rolling stone" inizia.
C'è la fanfara dalla registrazione di Dylan del 1965, che risuona metallica e lontana, e poi un implacabile, stridente rap in un ruvido italiano, che cancella l'originale ma che cavalca il senso di gloria della "Like a rolling stone" dylaniana come un cavallo.
A correre costantemente nel flusso delle nuove parole italiane c'è la parte di piano e chitarra della versione originale e poi di nuovo la voce di Dylan con "How does it feel?" che viene solo contrappuntata da un potente coro femminile che traduce ogni verso dall'inglese all'italiano.
Va avanti finchè sembra che Dylan stia cantando direttamente alle donne, non solo come se la sua voce provenisse da una tomba nell'aldilà ma anche dalla loro memoria.

Nel film e nell'album con la colonna sonora, questo è impressionante. E' disorientante..
In questa blasfema versione degli Stati Uniti, perchè resiste in ogni forma questa affermazione di libertà? E' come se si sentissero segnali da una stazione radio scomparsa decadi fa, e che ora non sono più che un'interferenza sul segnale emesso dalle radio attuali.

"Masked and Anonymous" è stato bollato come opera di nessun valore all'ultimo festival di Sundance lo scorso inverno. Presenta una trama costituita da una folle visione attraverso un montaggio di violenza e turpitudine senza sfogo. Ecco come funziona: con un episodio dopo l'altro, il film, alla sua strana maniera, è come il remake dell'originario genere cinematografico del rock'n'roll, come i film degli anni '50 - il cantante ricorda la sua musica, ma la musica non si ricorda di lui.
Greil Marcus
traduzione di Michele Murino


Dylan interpreta un vecchio rocker in 'Masked'

WASHINGTON - Il leggendario farfugliare di Bob Dylan potrebbe renderlo una scelta discutibile per sostenere il ruolo di attore protagonista in un film.
Ma il regista Larry Charles ha dichiarato che la recitazione di Dylan è stata buona quando ha girato "Masked and Anonymous".
Charles ha dichiarato che Dylan "riesce ad essere comprensibile, se vuole". Quando Dylan "non vuole essere compreso è per una sua scelta deliberata".
Charles sottolinea i diversi modi di cantare che Dylan adotta nelle sue canzoni: alcune volte puoi capirlo altre non puoi.
"Quello che voglio dire è che Dylan è molto consapevole di chi è o di cosa è", ha dichiarato Charles nel corso di un'intervista rilasciata alla Associated Press. "E se ascoltate 'Lay Lady Lay' in confronto ad altre canzoni vi renderete conto che ha molte voci differenti in realtà, e le può usare tutte, a suo piacimento".
Nel film, ambientato in una fittizia America piagata dalla guerra civile, viene organizzato un concerto di beneficenza nella speranza che possa aiutare ad innescare un processo di pace. L'anziano cantante Jack Fate, interpretato da Dylan, viene tirato fuori di prigione per essere la stella di questo concerto. Il film segna il debutto cinematografico di Charles come regista.
Charles ha dichiarato di aver convinto Dylan a rimanere sul set durante le riprese in modo da consentire al cast di familiarizzare con il musicista.
Il regista ha detto a Dylan: "Ti darò una comoda sedia e tu starai seduto per tutto il tempo. In questo modo lo staff ed il cast avranno la possibilità di avvicinarti quando vogliono, di parlarti, ed una volta che avranno avuto questo contatto personale faranno di tutto per te".
"Un giorno stavo andando al lavoro ed in auto ascoltavo l'album di Dylan 'Blood on the Tracks' e sono arrivato sul set cantando 'Tangled up in Blue'", ricorda Charles. "Mi sono diretto verso Dylan ed ho capito che gli stavo facendo una certa impressione, ero di fronte a lui che mi guardava. Io ho detto semplicemente, "dimenticalo" e me ne sono andato".

traduzione di Michele Murino


Dylan come Godard e Shakespeare?
di Michele Murino

Cominciano a leggersi le prime impressioni sul nuovo film di Bob Dylan (perchè ormai è chiaro che non è semplicemente un film "con" Bob Dylan, ma il film "di" Bob Dylan). Forse un nuovo "Renaldo and Clara", un film destinato a diventare un cult ed a essere un flop da un punto di vista commerciale. Ad essere considerato un film incomprensibile e noioso dalla maggioranza delle persone ma a diventare oggetto di culto per pochi appassionati. Un film disseminato di allusioni nascoste, molte delle quali comprensibili solo a coloro che conoscono benissimo Dylan e le sue canzoni. Da un punto di vista puramente cinematografico, tecnico o di ispirazione, da più parti si è parlato di un film alla Fassbinder. Qualcuno ha citato anche "Alphaville" e "Weekend" di Jean Luc Godard. Un film simbolista in cui ogni personaggio rappresenta un modello. Un simbolismo alla Bertolt Brecht, dai dialoghi molto stilizzati e con i personaggi che sono essi stessi dei simboli.
Qualcuno ha anche parlato di intreccio scespiriano con particolare riferimento all'Amleto ed ha fatto notare come in un certo qual modo il film di Dylan sia una moderna tragedia di Shakespeare. Ambientato in uno stato in cui "c'è del marcio", come nella celebre frase dell'Amleto ("C'è del marcio in Danimarca"). Addirittura qualcuno ha messo in relazione il personaggio di nome Edmund con l'omonimo personaggio dell'usurpatore nel "Re Lear".
Ma non solo Dylan avrebbe pescato dalla letteratura e dal cinema, ma anche dalla filosofia antica e qualcuno asserisce che il film è basato soprattutto sulla filosofia di Platone.
Molti si incominciano inevitabilmente ad interrogare sul significato del film, sulla sua chiave di interpretazione, su quello che Dylan vuole dirci in maniera velata, spesso ambigua, grazie ad allusioni, a battute dalla difficile decifrazione ma che nascondono certamente molteplici piani di lettura. Alcuni sostengono che il messaggio del film sia fondamentalmente socio-politico.
Ma è soprattutto un film zeppo di piccoli dettagli che non vengono colti subito e non si può apprezzare dopo una sola visione, un film composto da innumerevoli strati e pieno di riferimenti disseminati deliberatamente a più livelli e spesso quasi impossibili da scovare.
Qualcuno si è anche concentrato su quella misteriosa immagine della bandiera, quella dello stato immaginiario in cui si svolge "Masked and Anonymous", e che appare anche come icona nella home page del sito ufficiale di Bob Dylan. Che significa quella bandiera? Qualcuno ipotizza nuovi confini per gli Stati Uniti con U.S.A, Canada e Messico uniti, simboleggiati dalle tre strisce orizzontali. Ma perchè cinque stelle piccole ed una grande al centro?
In un saggio Sean Wilentz paragona il film al celebre brano di Dylan dal titolo "Desolation Row".
Anche Wilentz conferma che ci sono molti piani di lettura per il film e sottolinea che quello "politico" è il più facile da individuare.
Alcuni hanno una teoria secondo cui "M&A" sarebbe anche una allegoria per l'evoluzione della folk music nel ventesimo secolo.
Intanto negli stands fuori dai concerti di Bob Dylan è già in vendita una t-shirt di colore azzuro - dai più definita "very cool" - con sul davanti la scritta "Masked and anonymous" e del filo spinato che corre lungo le parole e con la scritta "The more you know, the more you'll suffer" (Più ne sai, più soffrirai) sul retro.
Non sono mancate comunque le recensioni divertite del film come quella di Jonathan Rosenbaum che lapidariamente sentenzia: "Divertente!"
Il film è stato poco o per niente pubblicizzato e malamente distribuito; si parla di soli 35 schermi quando un film di un certo rilievo normalmente esce su 2000 schermi. In realtà si dice che il grosso guadagno avverrà con la vendita dei dvd e che comunque il bassissimo costo del film (tra 4 e dieci milioni di dollari) garantirà un forte guadagno.
Insomma sembra proprio che anche questo film di Dylan sia destinato ad un circuito ristretto e già si parla di un film underground che diventerà un classico "film di mezzanotte".
Qualcuno ha sentenziato: "Questo è lo spirito di Dylan che schizza dappertutto sul grande schermo!".
Quello su cui tutti sono d'accordo è che ormai appare chiaro che il film è stato quasi interamente scritto o co-scritto da Dylan e che gli autori accreditati sono puramente fittizi.
Una curiosità: qualcuno ha paragonato da un punto di vista visivo le sequenze di "M&A" a quelle di Who Framed Roger Rabbit? (Chi ha incastrato Roger Rabbit?), per l'uso dei colori, degli sfondi e delle architetture.
In conclusione ecco la scaletta di tutte le canzoni che si ascoltano nel film:

Legenda:
- (inedita) = registrata appositamente per il film
- di fianco al titolo di ogni brano tra parentesi l'autore (dove non indicato il brano si intende di Dylan)
- in rosso gli interpreti

My Back Pages - Magokoro Brothers
I Put a Spell on You (Screamin' Jay Hawkins) - John Goodman
My Back Pages - The Ramones
Gotta Serve Somebody - Shirley Caesar
Come una pietra scalciata/Like a Rolling Stone - Articolo 31
It's All Over Now, Baby Blue - The Grateful Dead
Blind Willie McTell - Bob Dylan (versione da Bootleg Series Vol. 3)
He Was A Friend Of Mine - Bob Dylan (versione da Bootleg Series Vol. 1)
Most of the Time - Sophie Zelmani
Non dirle che non è così/If You See Her, Say Hello - Francesco de Gregori
On A Night Like This - Los Lobos
Down In The Flood - Bob Dylan (inedita)
Amazing Grace (traditional) - Bob Dylan (inedita)
Diamond Joe - Bob Dylan (inedita)
Matchbox Blues (Blind Lemon Jefferson) - John Goodman
Dixie (traditional) - Bob Dylan (inedita)
I'll Remember You - Bob Dylan (inedita)
John the Revelator (Blind Willie Johnson) - John Goodman
The Times They Are A-Changin' - cantata a cappella dalla settenne Tinashe Kachingwe
Not Dark Yet - Bob Dylan (versione da Time Out of Mind)
One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener
Senor (Tales of Yankee Power) - The Jerry Garcia Band
Drifter's Escape - Bob Dylan (inedita)
Dirt Road Blues - Bob Dylan (inedita)
Cold Irons Bound - Bob Dylan (inedita)
Angelina - cover strumentale non identificata
Blowin' In The Wind - Bob Dylan (live - da Santa Cruz, California, 16 marzo 2000)



 
 
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