Intervista con
DAVID MANSFIELD

David Mansfield è considerato nei "circoli dylaniani" come uno dei musicisti più completi che mai abbiano suonato con Dylan. Quel che è più degno di nota, a proposito del lavoro che Mansfield fece con Dylan alla metà degli anni '70, è che David era soltanto un bambino. La sua giovane età divenne motivo di scherzi nel memorabile tour della Rolling Thunder Revue, così come nel successivo film di Dylan, "Renaldo & Clara", nel quale David recitò un frammento particolarmente memorabile interpretando la parte del figlio riccioluto ed innocente di Allen Ginsberg che fa "esperienza" insieme a suo "padre" il quale lo porta in un bordello. Fu quella apparizione che lo aiutò a lanciare la sua carriera ormai quasi ventennale di compositore di musiche per film, come Heaven's Gate, la cui colonna sonora finalmente è stata pubblicata di recente su CD, grazie a Rykodisc. Mansfield ha contribuito anche alla musica per il film del 1998, The Apostle, acclamato dalla critica. La breve collaborazione di Mansfield con Dylan diede anche vita alla Alpha Band della fine degli anni '70, fondata con i suoi compagni della Rolling Thunder Revue, T-Bone Burnett e Steven Soles. Accanto al suo lavoro per i film, Mansfield continua la sua attività di polistrumentista e musicista sia in studio che dal vivo. Ha suonato di recente per artisti come Lucinda Williams e Loudon Wainwright III. Quest'intervista ha avuto luogo nel mese di Febbraio 1999 nello studio di Mansfield a Manhattan

D: Sei sempre stato considerato come musicista dei musicisti - uno strumentista che dà alla canzone un certo "feeling" che altrimenti essa non avrebbe.

Ti ringrazio.

D: Hai fatto talmente tante cose nel corso della tua carriera... E' una cosa che avevi progettato? Per esempio, hai iniziato a suonare in una band, The Quacky Duck. A quel tempo pensavi che avresti fatto parte di gruppi musicali per il resto della tua carriera?

Penso che probabilmente all'inizio io immaginassi che la mia intera carriera sarebbe stata nella musica pop, in una maniera o nell'altra. Gli anni settanta sono stati un periodo incredibilmente buono per i musicisti da studio. Le sedute di registrazione sembravano allora come un affascinante treno che un sacco di gente pensava non avrebbe mai avuto fine.

D: Visto che stiamo parlando degli anni '70 possiamo parlare un po' di come sei stato preso nella Rolling Thunder Revue...?

Penso che all'epoca io facessi ancora parte di quella band, i Quacky Duck, che era in una sorta di limbo in quel periodo perchè eravamo senza contratto discografico e provavamo a suonare nel circuito dei college. Fui coinvolto nel progetto della Rolling Thunder Revue grazie al famigerato concerto con Bobby Neuwirth al Bitter End.

D: Quindi sei stato invitato a suonare con Bobby Neuwirth?

Beh, non esattamente invitato. La mia ragazza all'epoca lavorava come cameriera al Bottom Line e sentì parlare di questa session in cui venivano accettati quasi tutti, e che si stava tenendo al Bitter End. C'era un sacco di gente che vi prendeva parte. Alcuni di loro erano molto noti, altri meno. Ma ogni sera la cosa cresceva a passi da gigante. La mia ragazza mi prese per l'orecchio e mi trascinò lì dentro e mi disse: "Non hanno un violinista. Dovresti andare e unirti a quei tipi." Fu lei in realtà che si intrufolò nel retropalco e disse: "Il mio ragazzo è davvero un grande violinista." Neuwirth allora disse qualcosa tipo: "Fammi piangere," o qualcosa di ugualmente ridicolo e profondo. Come fu o come non fu, fatto sta che salii sul palco al set successivo e mi gettai nella mischia.

D: Quando hai capito che Dylan faceva parte della cosa?

Non lo sapevo ancora a quel punto, non penso almeno. E' dura da ricordare perchè è successo tanti anni fa. Certe cose mi si delineano ancora oggi ben chiare nella mente ma il resto è così nebuloso ed indistinto che non ne sono certo.

Quello che ricordo è che qualcuno parlava del fatto che Dylan se ne andava in giro insieme a Neuwirth. Io non sapevo cosa stesse succedendo. Non penso che fossi consapevole della cosa. Per me era già abbastanza essere coinvolto con persone come Mick Ronson, Roger McGuinn e con la natura esotica di alcuni altri personaggi che aveva invitato - gente come T-Bone Burnett che veniva dal Texas, e che all'epoca era un giovanotto e sembrava un Big Bird che strascicava le parole e che aveva una chitarra modello Les Paul.

D: Ho letto alcuni racconti di quello che successe quella notte e di come andarono le cose...

Non so quante notti durò ma in genere a quei tempi quando suonavi al Bitter End o al Kansas City di Max suonavi per quattro sere o qualcosa del genere. Non si trattava di un concerto di una sola sera. Si trattava di solito di una settimana.

D: A Dylan venne ovviamente l'ispirazione per portare questa carovana "on the road"...

Non sono sicuro di come le cose andarono all'epoca perchè fu solo a posteriori che venni a conoscenza di tutti i pezzi del puzzle e capii che quei tizi avevano gozzovigliato tutta la notte andandosene in giro per locali. Posso solamente immaginare come andarono le cose. Non so se Dylan ebbe l'idea di fare qualcosa del genere o se piuttosto fosse una questione di andarsene in giro insieme a Bobby in una sorta di fantasticherie da ubriachi dopo i concerti, o qualsiasi altra cosa. Ma l'atmosfera al Bitter End era tale che non ci volle molto a dire qualcosa tipo: "Ehi, sarebbe grande una cosa del genere. Portiamo questo spettacolo sulla strada e trasformiamolo in una rivista e quando poi ci siamo stufati troveremo qualcun altro che continui al posto nostro." Era quella in realtà l'idea iniziale - una cosa che si sarebbe auto-perpetuata e quando poi Dylan, o chiunque altri, si fosse stancato, qualcun altro di statura similare avrebbe proseguito.

D: Ma in realtà questo non è mai avvenuto. Alla fine ognuno è andato per la sua strada, immagino.

Sì, anche se ricordo che all'inizio quella era una delle speranze che nutrivamo per quel progetto - una delle più esotiche e meno pratiche speranze.

D: E, quando fu deciso che si sarebbe trattato di una serie di concerti, furono organizzate delle prove per le varie e specifiche parti dello spettacolo?...

Sì, ci furono delle prove che ebbero luogo ai SIR (Studio Instrumental Rentals), qui a New York. Non ricordo quanto durarono. Forse una settimana. In seguito ci furono altre prove vicino al luogo da cui partimmo con la prima data del tour, a Plymouth, Massachussets. Eravamo in un albergo all'inizio del promontorio e provammo come se si trattasse di una sorta di prova generale in maniera tale che si mettessero a punto il suono e le luci e cose del genere. Le prove ai SIR invece erano state solo un gruppo di musicisti collegati a piccoli amplificatori in una stanza a suonare canzoni. Niente a che vedere con delle vere e proprie prove per uno spettacolo.

D: Sei stato coinvolto nella registrazione dell'album Desire, prima dell'inizio del tour?

No, in realtà non fui coinvolto. Se ricordo bene, ma non sono sicurissimo di questo, mi sembra che Bob si presentò a queste prove con la band di Desire nella sua interezza, un gruppo che era composto da Stoner, Wyeth e Rivera e alcune altre persone che erano coinvolte nel tour, persone come Steven Soles. Quella sezione ritmica e Scarlett (Rivera) in un certo senso erano la sua band. Credo che originariamente l'idea fosse che Bob in realtà facesse dei segmenti dello spettacolo tutto da solo o, in alternativa, insieme a Joan (Baez). Ma se avesse suonato con una band lo avrebbe fatto con questo piccolo gruppo con il quale aveva registrato il disco.

In pratica invece le cose divennero più confuse con il passare del tempo. C'erano alcune canzoni che Dylan eseguiva con questo piccolo quartetto ma la maggior parte delle canzoni vedeva impegnato l'intero cast della Rolling Thunder Revue, non so quanto fosse grande, una band di 12 elementi circa.

D: Quante chitarre c'erano? Sei o sette?

Ce n'erano un po' troppe.

D: Riuscivate a sentirvi?

I musicisti usavano piccoli amplificatori. Non mi sembra di ricordare che i livelli del palco fossero assordanti. Voglio dire, non come successe in seguito quando suonai con Bob nel '78, quando i livelli degli amplificatori del palco erano tali da spaccare le orecchie, il che era tipico per i concerti di quel periodo. Non mi sembra di ricordare che fossero così alti ai tempi della Rolling Thunder Revue. A volte erano magari solo molto intensi, a volte molto cafofonici e tutto ad un tratto lo spettacolo si spezzettava in piccoli gruppi che eseguivano vari segmenti secondari. In quel modo c'era sempre una bella varietà nello spettacolo. Perciò molte cose suonavano meravigliose in termini puramente di livello musicale tecnico. Alcune cose risultavano invece completamente caotiche. Ma anche se erano completamente caotiche - con quattro o cinque chitarre elettriche che suonavano contemporaneamente - nelle serate buone le canzoni possedevano un'incredibile energia, il che era più importante di un buon arrangiamento o persino della qualità dell'esecuzione da parte dei musicisti. E certamente Bob era elettrico per la maggior parte di quelle due ore.

D: Quando vidi la cosiddetta "Night of the Hurricane" (La notte dell'Uragano, ndt) al Madison Square Garden, io ero in una sorta di frenesia. Era davvero la musica più grande che si potesse ascoltare.

Gli arrangiamenti erano alquanto scabri ma anche eccentrici e differenti, e a parte questo... il modo di cantare di Bob era davvero quasi urlato, ma rendeva altamente drammatica la sua performance. Era davvero eccitante. (nota del traduttore: l'hai detto, Dave!!!)

D: Quando intervistai Jacques Levy tempo fa, mi spiegò che mentre progettava la presentazione del palcoscenico, aveva visualizzato la Rolling Thunder Revue come se fosse una commedia teatrale fin dall'inizio, con l'apertura del sipario.
Mi chiedo se i musicisti avessero quella struttura alla quale attenersi per suonare perchè Dylan ha questa reputazione di essere altamente imprevedibile nel corso di una canzone. Sono curioso di sapere se sei stato testimone di qualcosa del genere...

Quell'aspetto fu decisamente - da un punto di vista musicale - una parte importante di quel tour. Dovevi essere pronto a seguire Dylan come un falco e tenergli gli occhi sempre incollati addosso per qualsiasi suo movimento del corpo o anche solo per un semplice movimento delle labbra, movimenti con i quali Dylan comunicava e che ti davano l'indizio che stava per andare a zig invece che a zag. Per la maggior parte delle volte non si trattava del fatto che egli modificasse gli accordi originali. In termini pratici o in termini tecnici, Dylan cambiava piuttosto la durata delle frasi musicali secongo il ghiribizzo del momento. Perciò capitava magari che tu potevi essere portato a pensare che ci fossero ancora quattro battute prima di entrare in quella frase musicale e invece all'improvviso scoprivi che ce n'erano solo tre o anche solo una e Dylan passava repentinamente alla frase successiva.

D: Come facevate ad adattarvi a questo sistema?

Ognuno aveva la propria tecnica. Alcuni musicisti se la cavavano suonando cose che erano abbastanza innocue o viscerali sì da non essere colti a suonare la nota sbagliata al momento sbagliato. Altri, come Rob Stoner, semplicemente stavano attentissimi e concentrati per tutto il tempo del concerto. Penso che anche io mi comportassi così, così come alcuni degli altri membri della band. Noi semplicemente osservavamo Rob che provava a capire che accordi stesse usando Dylan, incollandoglisi come la colla per poter seguire da vicino i cambiamenti di accordi e la durata delle frasi musicali.

Una delle persone che rientrava in questa categoria era Joan Baez perchè lei faceva tutti questi duetti insieme a Bob. Mi sembrava quasi che Dylan facesse una sorta di giochetto con Joan per coglierla in fallo nel bel mezzo di una frase o qualcosa del genere. Ogni sera Bob e Joan erano faccia a faccia, sia perchè cantavano nello stesso microfono ma anche perchè in questo modo, sono sicuro, Joan poteva tenere i propri occhi fissi sulle labbra di Bob tentando di accompagnare questo tipo leggendogli le labbra. Non so se mi sto sbagliando, ma mi sembra di ricordare una sera nella quale Bob era stato dispettoso nel corso di uno dei duetti che faceva con Joan e allora lei gli diede un calcetto alla Charlie Chaplin dopo un improvviso cambiamento della frase particolarmente dispettoso.

D: Nel tour del '78 Dylan ha introdotto per la prima volta arrangiamenti radicalmente modificati delle canzoni del suo repertorio.

Il tour del '78 non fu così improvvisato come lo fu la Rolling Thunder Revue. Si trattò più di una cosa provata e riprovata nel senso tradizionale del termine "prove". Sebbene poi Bob prendesse alcune di quelle canzoni e le cambiasse completamente dal punto di vista musicale e cambiasse anche radicalmente il "feeling" di parte di quel materiale. Ma una volta che Dylan aveva deciso per un determinato "feeling", e l'arrangiamento era stato elaborato e provato, poteva durare per settimane e settimane rimanendo identico. Non successe più che Bob suonasse qualcosa che era uno shuffle una sera e che invece la sera dopo diventava un valzer.

D: Fu un tour molto lungo, giusto?

Si trattò di una serie di tour. Mi sembra che durò per tutto il '78. Ci fu un tour dell'Estremo Oriente, un tour Europeo ed un tour Americano.

D: Immagino che tu ti unisti poi a T-Bone.

Beh, c'erano vari gruppi quando il tour terminò. La cosa che feci allora insieme a T-Bone e alla Alpha Band, non penso che fosse la prima cosa che facemmo insieme. Sto cercando di ricordarmi. Prima della seconda parte del tour con la Rolling Thunder Revue e prima della Alpha Band mettemmo insieme questa piccola band che era composta da me, Howie, Rob, Mick e McGuinn. Facemmo un po' di prove a casa di Howie. E finimmo per fare un intero album di Roger McGuinn, quello che si chiamava "Cardiff Rose". Fu un grande album.

D: Quel disco aveva un suono in stile coro di marinai.

Roger scriveva con Jacques Levy in quel periodo. McGuinn è un vero appassionato di canzoni dei balenieri e tutto quel genere di brani. Roger ama quel materiale. Ed era quello che cercò di fare con la canzone che dava il titolo a quell'album - con una versione pop di una di quelle vecchie canzoni folk che egli tanto amava.

D: Cosa c'era dietro la formazione della Alpha Band? Furono le idee musicali che vi fecero mettere insieme?

Credo che Steven (Soles) e T-Bone in qualche modo divennero molto uniti ad un certo punto durante quei tour. Non sono sicuro di sapere esattamente cosa successe tra di loro ma ad un certo punto durante il tour decisero che dovevano fare qualcosa insieme. Ed entrambi avevano una carriera da solisti a quel punto. Credo che in un certo qual modo ci fosse un sentimento di amichevole rivalità alla fine di quel tour, in un modo alquanto scherzoso, qualcosa del tipo: "Chi si prenderà Mansfield quando il tour sarà finito?"

D: Chi altri pensi che ambisse ad avere i tuoi servigi?

Joan fece dei tentativi in questo senso. Quella è l'unica cosa specifica che ricordo. Ricordo che ero molto giovane. Ero un teenager. Bob era abituato ad essere il ragazzino della situazione ma allora si stava avvicinando alla mezza età. Credo che avesse quasi trentacinque anni, più o meno. Perciò allora ero io il bimbo del tour.



Mansfield vestito da angelo in "Renaldo and Clara"

D: Vorrei che mettessero "Renaldo & Clara" in video. Ho avuto una conversazione con il figlio di D.A. Pennebaker a proposito della prospettiva di provare a realizzare un DVD di quel film ma lui mi ha detto: "Non trattenere il fiato nell'attesa."

Bob lo tiene chiuso a chiave, immagazzinato e chiuso in barile. Se lo è distribuito da sè, credo con l'aiuto di suo fratello. E' stato mandato in onda sulla BBC e in qualche altra occasione così che ci sono dei nastri che circolano.

D: Penso che fosse orgoglioso del film, sebbene avesse ricevuto recensioni contrastanti.

All'epoca Bob era molto orgoglioso del film. La mia è solo una supposizione ma penso che stesse davvero pensando al cinema come ad una sua nuova carriera.


traduzione di Michele Murino

intervista condotta da Larry Jaffee
tratta da http://www.b-dylan.com/pages/samples/davidmansfield.html