
Dylan reinventa se stesso ancora una volta, e stavolta come il semplice vecchio Bob, il tizio che disegna
La sola ed unica cosa sicura a proposito di Bob Dylan è che non esiste qualcosa di sicuro. Nel corso di una carriera musicale che si è estesa per oltre tre decadi, Dylan ha dimostrato in continuazione di essere in possesso del più grande sacco senza fondo pieno di trucchi in circolazione. Con mutevole grazia Dylan ha abbracciato la musica folk, il rock and roll, il country e il gospel; con i suoi due ultimi album il più singolare cantante ed autore della musica pop ha cantato le versioni di canzoni scritte ed interpretate prima che egli fosse nato. Lo stesso discorso vale anche per i suoi pronunciamenti pubblici. Nelle interviste che ha rilasciato nel corso degli anni, Dylan è stato funesto, apocalittico, affascinante, abrasivo, signorile e profondo, a seconda del proprio stato d'animo. Quando ha rilasciato un paio di settimane fa un'intervista esclusiva a Newsweek per parlare del suo nuovo progetto, un libro che raccoglie molti dei suoi disegni, Dylan ha indossato gli abiti del semplice vecchio Bob, ricco di fervore, chiaro, autocritico.
"I miei artisti preferiti sono personaggi come Donatello o Caravaggio
o Titioan, tutti quei tipi assolutamente superiori," dice. "Non saprei
nemmeno da che parte incominciare per avvicinarmi a quel genere di maestria."
A proposito dei propri lavori Dylan è soddisfatto nel dichiarare:
"Lo scopo dei miei disegni è molto indefinito. Sono disegni molto
personali, come uno che lavora a maglia e si fa un maglione, capisci?"
Ci vuole un po' per abituarsi a questo tipo di dialogo da parte dell'uomo
la cui musica ha elevato lo scherno a forma di arte. Ma alla fine questo
non è il Dylan musicista, questo è il Dylan artista che sta
promuovendo il libro 'Drawn Blank' (Random House. $30), una raccolta di
disegni a matita, a carboncino e a pennarello. Ogni fan di Dylan ha saputo
per anni e anni che egli si dilettava con la pittura e il disegno. Dylan
ha dipinto la copertina dell'album di esordio di The Band, dal titolo "Music
From Big Pink," ed ha anche disegnato il dipinto che si trova sulla copertina
del suo "Self Portrait". Inoltre alcuni dei suoi schizzi degli anni Ottanta
adornano le copertine di album come "Infidels" ed "Empire Burlesque." Ma
con questo libro egli mette in mostra la sua proposta artistica.

David Rosenthal, editor di Dylan alla Random House, dice che l'idea
è venuta dallo staff di Dylan. Dylan nega che egli abbia molto a
che fare con la realizzazione del libro. Ha consegnato i disegni e gli
altri hanno fatto tutto il resto. Ma Rosenthal dice che Dylan è
stato "coinvolto in maniera molto profonda." L'unica cosa chiara è
che l'uomo che ha cantato "It's always been
my nature to take chances" si sta muovendo su un terreno inesplorato
e sta facendo un controllo dei possibili rischi ad ogni passo.
Non deve preoccuparsi molto. Non c'è nulla in questo libro che possa rivaleggiare con Rembrandt, e questa raccolta poteva sicuramente essere selezionata in maniera più rigorosa (magari delle didascalie sotto le immagini sarebbero state gradite). Ma la parte migliore dell'opera mostra una sparutezza di linee ed un attraente senso della composizione. Stanze d'albergo, scorci di strade, grandi camion diesel, Dylan non li fa in maniera graziosa. E' soddisfatto di prendere il mondo così come viene, e comunque sia è interessante.
"Non è che io mi metta a progettare i disegni. E' già
tutto lì fuori da qualche parte e riprodurli così è
il solo modo che mi dia soddisfazione nel disegnarli" dice mentre siede
in uno studio di registrazione vuoto di Manhattan dove ha fatto le prove
per il tour Europeo con la sua band. Con addosso la sua camicia a scacchi
bianchi e grigi che pende fuori dai suoi calzoni sportivi neri, stivali
neri ed i capelli ogni-giorno-è-un-brutto-giorno color marrone rossiccio,
il cinquantatreenne Dylan dimostra che l'eminenza del rock'n'roll è
un bambino non più giovane. Mentre si accende una Camel con filtro,
continua: "Questi disegni in qualche modo si addicono al mio primitivo
stile di musica."
Entrambe le cose si basano sulla realtà ed in entrambe le cose,
sia nel far musica che nel disegnare, Dylan mira a perdere se stesso.
"E' quasi come una sorta di meditazione. Mi sento come rinnovato dopo
che ho fatto un disegno."


La fascinazione di Dylan per la realtà non si estende anche alla
varietà virtuale. Sebbene la sua vita e la sua opera siano stati
di recente materia per la realizzazione di un CD-ROM intitolato "Bob Dylan:
Highway 61 Interactive," Dylan non lo ha nemmeno ancora guardato.
"Sono ancora con le mie radici negli anni Cinquanta. So di persone
che guardano quelle cose online, giochi e roba del genere, ma trovo che
per me sia troppo inibente sedermi di fronte ad un schermo. A qualsiasi
livello. Non mi siedo nemmeno a guardare la TV per molto tempo. Sento di
essere manipolato."
'Avidità': Dylan ha chiamato il suo album più recente,
e vincitore di un Grammy, con il titolo di "World Gone Wrong," ed intendeva
davvero significare ogni singola parola di questa frase. Due canzoni sono
del bluesman della Georgia, Willie McTell, un musicista della cui morte
Dylan ha cantato il lamento funebre in una delle sue più grandi
canzoni, "Blind Willie McTell" ("Power and greed and corruptible seed /
Seem to be all that there is") ed il lavoro del quale simboleggia per Dylan
un livello di arte presto svanita.
"Se cerchi la profondità," dice Dylan, "devi tornare al passato."
Le canzoni di McTell, la maggior parte delle quali sono state scritte
negli anni '20, '30 e '40, sono pietre di paragone della realtà,
per Dylan.
"Per restare in circolazione per un lungo periodo, un musicista deve
imparare quello in cui può credere. Queste canzoni sono basate sulla
realtà, come questi disegni. Sono le cose reali, quelle che succedono
realmente."
Bob Dylan - Copertina di "Music from Big Pink" (The
Band)
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da Alessandro Carrera per Maggie's Farm UT PICTURA CARMEN Bob Dylan e la pittura clicca qui |
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