the ultimate
MASKED AND ANONYMOUS

di Michele Murino
 

...aspettati il peggio e lo avrai!
(Bob Dylan/Jack Fate - "Masked and anonymous")

 

"Masked and anonymous" inizia con la voce di un predicatore su uno sfondo nero.
Da una stazione radio egli grida il suo sermone in cui parla di Dio, degli uomini, della Bibbia, cita Martin Luther King ed invita gli ascoltatori a riflettere sulle sue parole. Invita a credere in un Dio unico. "E' tempo di fare il punto sulla vostra vita!", dice.
Poi le prime immagini con una sequenza di apertura veramente spettacolare e di impatto ben abbinata ad una canzone che è perfetta in questa versione.
Infatti, mentre in sottofondo si sente la bellissima versione dei Magokoro Brothers che interpretano "My back pages" in giapponese, vediamo scorrere - subito dopo un'esplosione - immagini di gente per le strade, scontri violenti, pestaggi, polizia e militari armati, gente che dorme per terra, quasi sempre persone di colore, miseria, precarietà, squallore.
E' la Los Angeles immaginaria in cui si svolge la storia del film, una città in cui sembra regnare povertà e caos, in una nazione in cui è in atto una guerra.
Questa sequenza è molto bella, molto veloce, in stile videoclip e - come dicevo - la musica di My back pages in sottofondo è molto appropriata.
Mentre la musica sfuma lentamente vediamo inquadrato un edificio sulla cui facciata c'è la scritta "Midas Judas Building". All'interno uomini armati sorvegliano l'entrata.
Viene poi inquadrata una tabella nella hall dell'edificio con sopra scritte le indicazioni degli uffici siti nel palazzo.
Sulla tabella leggiamo: The philatelic society - Dr. Sardonicus Dermatology - Una scritta in una lingua incomprensibile - Una scritta in arabo - Wild insects cryogenics - Dr. Benway Psychiatrist - Neo Western Reality - New Bethlehem Group - Una scritta in lingua orientale - Uncle Sweetheart Mgt. - Una scritta in arabo - Una scritta parzialmente cancellata che suona come Adult Multilingual School - Dr. Fiorelli Psychologist - Una scritta in lingua orientale - Dlk pest control.
Quella che recita "Uncle Sweetheart Mgt." (mgt. sta per management) segnala l'ufficio di Uncle Sweetheart, uno dei protagonisti della vicenda, interpretato da John Goodman.

Uncle Sweetheart (non so se è un caso, le sue iniziali sono le stesse di United States) deve organizzare insieme con Nina Veronica, una produttrice senza scrupoli (interpretata da Jessica Lange) un concerto di beneficenza con protagonista Jack Fate (Bob Dylan).
Dopo l'inquadratura della tabella la scena si sposta nell'ufficio di Uncle Sweetheart dove questi sta parlando a due uomini, praticamente dei gangsters, di questo suo progetto, un concerto di beneficenza "per le vere vittime di questa rivoluzione", così dice testualmente Sweetheart.
I due gangster devono riscuotere da Uncle Sweetheart del denaro per dei debiti che egli ha contratto con qualcuno e gli precisano che non vogliono denaro di carta ma argento ed oro.
Uncle Sweetheart cerca di rassicurarli e dice loro che organizzerà il concerto, dopo di che saranno pagati con il ricavato dell'incasso che egli progetta di intascare. "Quando pagherai?", gli chiedono i due gangster. "In questa vita!", risponde l'uomo. Egli continua a parlare e parlare cercando di convincere i due che ad un certo punto, irritati, gli dicono di chiudere il becco. Uncle Sweetheart risponde: "Finchè continuo a parlare sono sicuro di essere ancora vivo...".
Ad un certo punto i due riscossori lo pestano di brutto gettandolo sotto la scrivania del suo ufficio e prendendolo a calci.
Dopo di che riparte la My Back Pages in giapponese e la scena si sposta su Nina Veronica, la produttrice che tiene i contatti con il Network televisivo interessato all'evento.
Nina sta parlando con due persone del Network a proposito del progetto del concerto di beneficenza. Ad un certo punto Nina parla anche di "alieni morti stipati nei depositi" e della guerra che è in atto nel paese.
"Quale guerra?", fa uno dei due.
"Quale guerra? Mi volete prendere in giro? Tutte le guerre... La futilità della guerra... Ci sono scontri a fuoco e morti... Come definite voi una guerra in quest'epoca?".
L'altro replica: "Per che cosa stanno combattendo?"
"Non lo so - risponde Nina - Non lo so per che cosa stanno combattendo. Forse che gli Indù, gli Ebrei, gli Arabi, gli Irlandesi, i Mussulmani, i Buddisti, sanno per che cosa stanno combattendo? L'ultima persona che lo sapeva davvero è stata uccisa anni fa...!".
Al che uno dei due interlocutori della donna le chiede: "Allora perchè un concerto di beneficenza?".
Nina risponde: "In che altro modo si possono avere delle rockstar in televisione? O dandogli una causa da difendere o dandogli un premio".
Nella scena successiva Nina si incontra con Uncle Sweetheart e vedendolo contuso ed affannato per il pestaggio subito gli chiede cosa gli sia successo... Uncle Sweetheart comincia a bere del liquore (lo farà spesso nel corso del film). Poi Nina gli dice che ha appena parlato con quelli del Network che vogliono qualcosa da promuovere.
Uncle Sweetheart le dice che per il concerto di beneficenza non potrà avere nè Sting, nè Springsteen, nè Billy Joel, nè Paul McCartney ma le dice che ha un nome di riserva per lei, una sorpresa... Tira fuori un bigliettino con su scritto il nome di Jack Fate ed un numero di telefono. Nina osserva il bigliettino, poi guarda negli occhi Uncle Sweetheart come a dire: "Cos'è? Uno scherzo?". Poi getta il bigliettino a terra con aria di sufficienza e se ne va lasciando Uncle Sweetheart da solo.
Nina Veronica, dunque, è la socia di Uncle Sweetheart e produttrice del concerto di beneficenza e tiene i contatti con il Network che dovrebbe mandare in onda l'evento.
Si tratta del più importante network televisivo mondiale ed è controllato da una mafia nera e latino-americana.
Nella sequenza successiva infatti vediamo Nina ad un tavolo che discute del progetto con molte persone (tutti neri o ispanici) che sono una sorta di mafia del network (uno di loro raccoglie anche una pistola dal tavolo e se la mette in cinta) e tengono un atteggiamento minaccioso nei confronti della donna. Tra di loro ci sono anche i due personaggi con cui Nina Veronica parlava nella prima scena.
Dietro Nina si vede una gigantografia del Presidente del paese immaginario in cui si svolge la storia. E' in divisa. Questa immagine apparirà molte altre volte nel corso del film ed era già apparsa di sfuggita nelle sequenze iniziali con il sottofondo di My Back Pages sui muri della città (il personaggio del Presidente dittatore è interpretato da Richard Sarafian).
Una curiosità è la seguente: attaccato ad una parete dell'ufficio in cui si svolge il dialogo tra Nina e quelli del Network c'è una sorta di strano palinsesto, una tabella con scritte - tra le altre - come fossero i titoli di programmi televisivi, alcune frasi legate a Bob Dylan come "Day of locusts", "Hurricane", "It's all right ma" "Masked and anonymous", "Jokerman", "Empire Burlesque", "Not dark yet".
Le altre frasi leggibili recitano: "God's mistake", "Slave trade", "Apocrypha", "I hate you", "I love you", "Terrorist tots",  "Flood plane", "Lava flow", "The fall of the house of Usher".
I tipi del Network (più gangster che impiegati) contestano a Nina Veronica che Jack Fate non è un grande nome (uno di loro dice: "Jack Fate? Vuoi dire Jack lo Sconosciuto!") e che lei aveva detto che il budget poteva permettere un grande nome per il concerto. Lei dice che le spiace ma non è così. Gli altri le parlano con tono duro e minacciano di ucciderla. Poi se ne vanno lasciandola pensierosa e preoccupata per le conseguenze di un eventuale fallimento.
Nella scena successiva vediamo per la prima volta Jack Fate (Bob Dylan).
Egli è prigioniero in una cella sotterranea sovraffollata di detenuti. Un soldato con basco e fucile scende lungo una scala che conduce alla prigione, tira fuori una torcia con cui illumina la buia cella e chiama Jack Fate a voce alta.
Quando questi si presenta alle sbarre lo libera ("Ero già libero da un pezzo" dice Jack).
"Impedire alla gente di essere libera è un grosso business", replica la guardia.
Mentre esce dalla cella, la voce di uno dei detenuti gli grida: "Ehi, dove vai Jack?". Fate risponde: "A Roswell!" e sale i gradini verso l'uscita della prigione.
Scopriremo nel corso del film che Jack Fate langue in quella cella da moltissimi anni, gettatovi dal padre che altri non è che il Presidente della nazione, di cui si vedono le immagini praticamente dovunque.
Jack era stato scoperto a letto con l'amante del padre, una donna che nel film viene identificata come "Mistress" (interpretata da Angela Bassett), con la quale aveva una relazione e per vendetta paterna era stato imprigionato.
Poi la scena torna su Uncle Sweetheart e Nina. Quest'ultima dice ad Uncle Sweetheart che quando ha fatto il nome di Jack Fate a quelli del Network sono rimasti tutti zitti. "Certo - dice Uncle Sweetheart - Probabilmente pregavano...!".
Poi Nina seccata dice che a nessuno frega più nulla di Jack Fate, che è ormai un artista dimenticato, per niente adatto al concerto.
Uncle Sweetheart le chiede stupito: "Non sai chi è Jack Fate?"
Nina gli risponde acida: "Nessuno sa più chi è Jack Fate... Non fa dischi, non va in tour, non fa interviste, non fa NIENTE!...".
Uncle Sweetheart replica seccato: "Non ha bisogno di farlo... E' una LEGGENDA... Gesù deve forse camminare due volte sulle acque per dimostrare chi è?"
Nina conclude dicendo che se Jack Fate deve fare quel concerto dovrà cantare esattamente quello che decidono loro.
A questo punto parte in sottofondo "Come una pietra scalciata", la bella versione rap in italiano di "Like a rolling stone" cantata dagli Articolo 31 (con Dylan nel ritornello).
Mentre parte la canzone, vediamo Jack Fate che arriva ad una fermata di un bus in una zona degradata. Saluta un tipo seduto su uno scalino, un certo Prospero (così lo saluta Jack). E' interpretato da Cheech Marin.
Dopo la scena della cella, in cui aveva un cappuccio in testa, questa è la prima sequenza in cui Jack Fate "assume" le sembianze di Bob Dylan. Da questo momento e fino alla fine del film sarà impossibile guardarlo e pensarlo come Jack Fate, essendo troppo forte l'immagine di Bob Dylan.
Questo è forse uno dei difetti del film.  La storia è quella di Jack Fate che si ritrova in una surreale vicenda a metà tra il feuilletton e la commedia satirica, una storia di padri e figli, di tradimenti e di ambizioni, di sfruttatori e di sfruttati, ma in realtà il personaggio che vediamo non potrà mai essere Jack Fate. E' Bob Dylan, che canta le canzoni di Bob Dylan ed a Bob Dylan si fa riferimento in tutto il film, con battute, ammiccamenti e citazioni.
Da questa scena, dicevamo, l'icona è ricomposta. Fate/Dylan ha il classico cappello da cowboy in testa ed una chitarra in una custodia ai suoi piedi. Un vestito appeso in spalla. I baffetti tipici del Dylan di "Love and Theft".
Fate saluta Prospero e gli chiede: "Che succede?"
Prospero risponde: "Te lo sei perso... due aquile hanno appena ucciso un coniglio..."
"Mmm... il coniglio doveva aver fatto qualcosa..." è la replica di Fate.
Arriva un autobus, guidato da una donna di colore, sul quale Jack sale.
Nel salire Jack chiede alla conducente: "Questo bus va verso il confine?"
"No, signore - risponde la donna - Sta andando nella direzione sbagliata..:"
"Bene!" replica Fate, e resta sul bus.
Il bus riparte ed imbocca un tunnel mentre si sente in sottofondo la ripresa di Come una pietra scalciata che recita "...with no direction home - come una pietra scalciata...".
A questo punto c'è uno stacco e viene introdotto un nuovo personaggio (questo è forse un altro dei limiti del film: troppi personaggi, la maggior parte dei quali entra nel film per un attimo e subito scompare, ed in ogni caso non ne vengono tratteggiati i caratteri in maniera molto approfondita per motivi di tempo).
Il nuovo personaggio in questione è Tom Friend, un giornalista alcolizzato che deve scrivere un pezzo sul concerto, interpretato dall'ottimo Jeff Bridges. Egli è un vecchio giornalista disilluso che da tempo ha abbandonato il proprio idealismo giovanile e non crede più che scrivere possa servire a cambiare qualcosa.
Lo vediamo percorrere i corridoi della redazione di un giornale ed entrare nell'ufficio del direttore (interpretato da Bruce Dern).
Chiede al direttore cosa succede... Sarcastico il direttore gli risponde: "Cosa succede? Ho reporter che muoiono, reporter feriti, reporter catturati, reporter in ostaggio, reporter negli ospedali, reporter al fronte, reporter sotto copertura,  la' fuori la gente sta ancora morendo amico mio...".
Poi il direttore gli dice che deve occuparsi di un concerto di beneficenza per raccogliere fondi per l'assitenza medica ai feriti di quella guerra e gli dice che il concerto avrà un solo performer...
"Un solo performer?...", chiede incuriosito Tom Friend. "Esatto", risponde il direttore e scrive il nome di Jack Fate su di un foglio che porge all'altro.
Tom Friend osserva il nome sul foglio e poi esclama: "Ho cambiato idea!". "Su cosa?", gli chiede il direttore. "Su tutto!", dice il giornalista.
Il suo compito sarà quello di intervistare Fate in occasione del suo ritorno sulle scene.
Tom porta un monitor elettronico attaccato alla caviglia del piede destro dal quale viene liberato dal suo Direttore solo quando ha una storia importante di cui occuparsi. In questa sequenza il direttore del giornale gli dà infatti la chiave che permette di liberarsene e Tom si toglie il marchingegno dalla caviglia.
Ed è la volta di un nuovo personaggio (quasi ad ogni nuova sequenza c'è un nuovo personaggio). Si tratta di Pagan Lace (interpretata da una Penelope Cruz particolarmente carina), un personaggio stranissimo che per tutto il film è quasi sempre intenta a pregare, a farsi il segno della croce o comunque in atteggiamenti religiosi e spesso intenta a torturarsi i capelli stiracchiandosene ed arrotolandosene ciocche intorno al dito, come una mania. Continua a citare la Bibbia ed a fare rituali a metà tra la religione e la superstizione per proteggere se stessa e l'uomo che ama... d'improvviso tocca oggetti come fossero amuleti.
E naturalmente la scena d'esordio la vede inginocchiata davanti ad uno strano altarino che tiene in casa, zeppo di immaginette ed oggetti strani tra cui maschere rituali.
Naturalmente sta pregando. Ha indosso una maglietta dei Metallica con dietro l'elenco delle canzoni del loro album "Master of puppet".
Entra nella stanza con furia Tom Friend (di ritorno dal giornale, si suppone) e scopriamo che i due sono fidanzati. I due hanno un dialogo abbastanza lungo, lui le dice che dovrà assentarsi per un po' di tempo, e ad un certo punto parlano di "uccidere qualcuno". "Se dovessi uccidere qualcuno - chiede Pagan a Tom - come preferiresti ucciderlo? Con il coltello o con la pistola?". "A mani nude", risponde l'uomo.
Viene inquadrata una cassettina istoriata con esagrammi cinesi che Tom ha davanti. Al suo interno appunto una pistola, degli occhiali, un orologio ed una foto di qualcuno che non riesco a riconoscere. Alla fine del film la pistola di Tom diventerà tragicamente protagonista.
Ad un certo punto Pagan abbraccia Tom e gli dice "Portami con te" mentre in sottofondo si sente la versione dei Grateful Dead di "It's all over now baby blue". Pagan ha sulla mano destra impresso uno strano "333".
La scena si sposta di nuovo sul bus su cui è salito Jack Fate e tanto per cambiare ecco arrivare un nuovo personaggio, interpretato da Giovanni Ribisi, un ex rivoluzionario, identificato nel film come "Soldier" (il Soldato).
Egli è seduto di fianco a Jack sul fondo del bus. L'autobus è affollato di poveracci, uomini e donne di condizioni molto umili, pieni di stracci, di bagagli improvvisati, gabbie con animali all'interno.
Ribisi recita un lungo monologo molto allucinato.
Ogni volta che appare Dylan/Fate sta quasi sempre zitto ed ascolta lunghi monologhi dell'attore di turno limitandosi a pochi cenni col capo o a qualche battuta al limite del monosillabico. Non so se questo è dovuto al fatto che probabilmente, non essendo un attore, Dylan non sarebbe stato in grado di reggere il ritmo di attori professionisti come Bridges, la Lange, la Cruz o Mickey Rourke e fornire allo stesso tempo una prova quanto meno soddisfacente. O se è piuttosto una scelta stilistica. Fatto sta che nel film non si contano i monologhi di quasi tutti gli attori e gli unici dialoghi di un certo peso vedono protagonisti Bridges, la Cruz, la Lange e Goodman e praticamente mai Dylan.
Il monologo di Ribisi prosegue: "Vengo da un piccolo villaggio nelle montagne. Non abbiamo nemmeno un dottore lì. Così mi sono unito ai ribelli... Ma mi sono reso conto quasi subito che il movimento dei ribelli è corrotto. I capi mentono alla gente. Vogliono solo rimpiazzare il vecchio governo con un nuovo governo altrettanto corrotto. Un piccolo esercito di controrivoluzionari ha dato battaglia ai ribelli nelle montagne... Allora ho cambiato bandiera e sono passato dalla loro parte... Nessuno se n'è accorto. Questo nuovo movimento si batte per la verità in cui i ribelli fingevano di credere ma nella quale in realtà non credevano. Poi ho capito che questo movimento è stato fondato da quello stesso potere che io volevo far crollare. A quel punto ho capito che non volevo più far cadere il governo... Così mi sono unito alle forze governative... Poi un giorno abbiamo raso al suolo un piccolo villaggio. Ci avevano detto che lì si nascondevano infiltrati ribelli. Ma era una bugia. Lì c'erano solo vecchi o morti. Tutto quel che rimase furono donne e bambini".
Poi, con voce rotta dal pianto, conclude: "Era il mio villaggio...".
Si morde la mano e piange.
Poi il Soldato parla dei sogni che egli fa, sogni che "diventano la mia realtà", dice l'uomo, sogni che lo ossessionano. Poi chiede a Fate se anche lui sogna. Fate risponde: "I miei sogni hanno a che fare con luoghi lontani e un calore intenso. Non presto la minima attenzione ai miei sogni".
Nuovo stacco e  nuovo personaggio. Si tratta di Edmund, cioè di colui che ambisce al ruolo di nuovo Presidente. Egli vuole prendere il posto del vecchio dittatore morente per governare il paese con un pugno ancora più duro.
Edmund è interpretato da Mickey Rourke. Apprendiamo infatti che il vecchio presidente, il padre di Jack Fate, giace in un letto assistito da una donna, in una di stanza (in questa sequenza, ambientata nel palazzo presidenziale, Edmund lo osserva da dietro una tenda). Egli è morente e difatti di lì a poco nel film lo vedremo spirare. Il personaggio interpretato da Rourke, scopriremo, è anche il figlio del Presidente e fratellastro di Jack Fate.
Mentre Edmund guarda dietro la tenda il padre morente una persona di fianco a lui, il suo lacchè Edgar, gli parla del concerto e gli chiede che fare con Fate. Edmund dice ironico che a lui piacciono Beethoven e Stravinsky. "Anche Schubert è davvero bravo. La musica moderna non fa per me, e francamente non fa per me nemmeno il presidente...", conclude.
Il lacchè si dice preoccupato per questo concerto che sta per essere organizzato e sostiene che potrebbe nuocere all'amministrazione. Edmund replica che se non altro il concerto non sarà quello di un suonatore di banjo (alla fine del film si capirà cosa voleva dire).
Edgar chiede tra le altre cose ad Edmund se deve dire al Presidente morente del ritorno di Jack Fate. "No!", è la risposta dell'uomo.
Si ritorna rapidamente alla sequenza del bus. Alcuni uomini armati irrompono sulla strada fermando il veicolo sotto la minaccia di mitra e fucili. Jack Fate chiede al suo compagno di sedile chi siano quegli uomini. "Controrivoluzionari", risponde l'altro. Poi scende dal bus e va a battibeccare con loro. Jack osserva la scena dal finestrone posteriore del bus. Gli uomini armati sparano una raffica di mitra verso l'uomo uccidendolo.
La conducente dice tra i denti mentre rimette in moto guardando nello specchietto retrovisore: "Non distinguono Gesù da Giuda".
Il bus riparte come se niente fosse anche se al suo interno è palpabile la tensione dei passeggeri.
E' la volta di una delle sequenze più belle del film.
Parte in sottofondo "Blind Willie McTell" nella versione di Dylan da "Bootleg Series".
Dylan/Fate dal bus osserva con aria assente i poveri e i barboni sparsi qua e là sui marciapiede. Il bus sta infatti entrando in città. Qua e là sui muri le solite immagini del Presidente/Dittatore. Ad un certo punto il viso di Fate si sovrappone a quello di suo padre. Se il film avesse avuto molte più scene del genere sarebbe stato un capolavoro. Peccato che saranno lunghe scene di interni con lunghi monologhi e dialoghi (più o meno contorti, più o meno allusivi, più o meno grotteschi) a caratterizzare il resto del film, facendo a mio avviso perdere il ritmo molto serrato ed interessante fin qui visto.
Come ha scritto Alessandro Carrera su Maggie's Farm ne "La tortura della maschera di ferro", la città in cui arriva Jack Fate è una "Los Angeles indistinguibile da Managua o da Guatemala City".
A questo punto c'è il primo flash back del film (ce ne saranno molti nel corso della storia).
Fate ripensa a quando era un bimbo e gli scorre davanti agli occhi un filmino di quelli casalinghi in cui il padre lo prende in braccio, poi in una sequenza successiva padre e madre insieme su di un prato per un picnic, poi ancora il padre che fa una sorta di imitazione di Ollio per la telecamera. In sottofondo la voce di Jack Fate che parla di come il padre usasse il pugno di ferro per governare il paese. "Un paese abbandonato da Dio", commenta amaramente Fate.
Il flashback si interrompe e riprenderà a scaglioni nel corso del film.
Nuovo stacco e nuovo personaggio. E' Bobby Cupid (Luke Wilson), il barman di un locale.
Lo vediamo mentre sta litigando con un avventore poco soddisfatto del servizio. "Ehi, il mio bicchiere è vuoto!", si lamenta l'uomo ma Bobby non se ne dà per inteso. Squilla il telefono e Bobby risponde. Dall'altro capo del telefono c'è Jack Fate. Bobby sembra sorpreso di sapere che Jack è libero. "Jack! - gli dice - Non ho più sentito nulla di te da quella sera...".
In sottofondo si sente una nuova canzone. E' "He was a friend of mine" nella versione di Bob Dylan da "Bootleg Series".
In un breve stacco vediamo Jack che mette giù la cornetta del telefono pubblico dal quale ha chiamato l'amico. E' evidentemente sceso dal bus e sta per prenderne un altro che lo porterà a destinazione.
In un nuovo rapido stacco vediamo Nina Veronica ed Uncle Sweetheart davanti al palco. Nina - riferendosi a Fate - dice con tono di rimprovero: "Non c'è!". Uncle Sweetheart le risponde: "Come fai a sapere che non c'è?". La donna replica ironica: "Perchè non lo vedo!". L'uomo conclude sarcastico: "Come fai a sapere che non è come Claude Rains in quel film... L'Uomo Invisibile?".
Poi si sente la voce di Francesco De Gregori che canta la sua bellissima versione di If you see her say hello (Non dirle che non è così). Mentre la canzone prosegue vediamo Jack Fate scendere da un autobus ed entrare in un albergo, il Whitman Hotel.
Jack saluta il portiere che gli fa un lungo discorso. Gli chiede se ha bisogno di una donna. "Che tipo di donna?" chiede Fate. "Ne ho di tutti i tipi - replica l'uomo - ...donne schiave, donne emigranti, donne nere, donne bianche, donne giovani, donne vecchie, donne ricche, donne povere, donne della classe media, donne del nord, donne del sud, donne dell'ovest, donne intellettuali, donne radicali...".
Fate risponde che vuole solo una stanza.
"Ok - dice il portiere - le darò la stessa stanza in cui ha dormito Nixon prima di fare quel famoso discorso alla stampa...".
A questo punto Fate gli chiede come la pensa in politica e l'altro seccato dice: "Non appartengo a nessun partito politico, signore. Credo che potrebbe chiamarmi femminista".
Fate firma il registro dell'albergo e tra le altre firme si leggono i seguenti nomi: "Kevin Hughes... James Beverly... Lady Jane".
Poi Fate sale in stanza e vediamo alla parete sul letto l'immancabile quadro con l'immagine di suo padre.
Secondo flash back del film.
Fate ricorda un'altra scena del suo passato. Egli è giovanissimo (sui vent'anni circa), fuma nervosamente in una stanza... Poco dopo fa entrare in camera una donna di colore (la bellissima Angela Bassett).
E' l'amante del padre con la quale Fate ha una relazione. La donna entra e Fate la abbraccia e la bacia con passione, ricambiato. Naturalmente in questa sequenza Fate non è interpretato da Dylan ma da Jon Sklaroff che ha un look un po' come il Dylan del periodo Highway 61 Revisited/Blonde on blonde, e più tardi nel film apparirà in alcune foto con i classici occhiali scuri di Dylan di quel periodo.
Le scene del flash back del tradimento sembrano come riprese da una telecamera nascosta nella stanza e che spiava gli incontri amorosi tra Jack Fate la donna del Presidente.
Fine del secondo flash back.
Fate si avvicina al telefono nella stanza e fa un numero. Risponde una voce registrata dal palazzo presidenziale. Fate mette giù.
Tira fuori dalla tasca un bigliettino su cui è scritto un numero e lo compone. Dall'altro capo risponde la donna che avevamo visto di fianco al Presidente morente nel letto. La donna chiede chi è che parla. Fate ascolta la domanda un paio di volte poi, senza rispondere, mette giù.
Terzo breve flash back.
Di nuovo Fate giovane e la bella donna di colore che si stendono sul letto e si baciano appassionatamente.
Si ritorna al presente e nella scena successiva troviamo Jack Fate che entra in un bar ed in sottofondo parte la bella versione anglo/ispanica di On a night like this eseguita dai Los Lobos.
Nel bar Fate si incontra con Uncle Sweetheart che lo abbraccia con entusiasmo e gli dà il benvenuto.
Fate gli dice che lo trova un po' ingrassato. Uncle Sweetheart risponde che "ha mangiato dall'albero della conoscenza del bene e del male".
Poi Sweetheart invita Fate a sedersi ed a bere qualcosa al banco. Inizia a lusingarlo con tutta una serie di promesse e di speranze per il futuro. "Questa sarà una rapsodia patriottica... Immaginati una guerra civile a Babilonia... Tu canterai per la gente, per i poveri, per i bambini... Sarai visto in tutto il mondo... Un nuovo show. Forse un nuovo disco, forse un nuovo tour... Forse entrambe le cose... Una nuova carriera, di nuovo la fama, e i soldi...".
Fate lo osserva abbastanza scettico e disilluso.
Uncle Sweetheart, sempre con grande entusiasmo, gli indica un gruppo di musicisti sul palco e glieli presenta con enfasi come i "Simple Twist of Fate" dicendo che sono la più grande cover band delle canzoni di Jack Fate del mondo.
Sono Charlie Sexton, Larry Campbell, George Recile e Tony Garnier (la band di Dylan dell'epoca).
Poi Uncle Sweetheart presenta agli avventori del bar "...il grande Jack Fate" e lo invita a salire sul palco. Fate riluttante sale e canta una strepitosa versione di "Down in the flood".
Cambio di scena e vediamo Fate camminare verso il luogo del concerto. E' giorno. Fate attraversa strade piene di poveri e barboni che dormono sui marciapiede. Dalla radio si sente il solito predicatore che dice: "Il solo potere che il governo ha è quello di reprimere i criminali. Quando non ci sono abbastanza criminali allora li si crea. Basta fare di così tante cose un crimine che diventa impossibile vivere senza infrangere la legge".
Nella scena successiva compare un nuovo personaggio. Fate infatti incontra nei pressi del luogo del concerto uno strano personaggio interpretato da Val Kilmer, uno schizofrenico animalista. E' quello che viene definito nel film "Animal Wrangler". E' circondato da un sacco di gabbie e recinti con animali. Sta baciando una pecora.
Jack si ferma e lo osserva.
Nel suo lungo monologo l'Animal Wrangler dice a Jack: "Gli animali non hanno il tempo di preoccuparsi del successo o di diventare ricchi. Non hanno sogni di gloria. Non sprecano denaro per comprare cose che diminuiscono di valore mentre le posseggono. Vedi, sono belli solo perchè sono. Fanno quel che fanno. Un leone non cerca di essere una tigre. Un coniglio non cerca di sembrare una scimmia. Gli animali non cercano di essere quel che non sono. A differenza di noi. Noi esseri umani.... Questi animali erano qui prima di noi. Vagavano in libertà, ognuno con la propria identità e con il proprio posto nel mondo. Gli animali dovrebbero essere curati teneramente. Portano gioia nel mondo".
"Sai chi sta distruggendo la terra? - continua l'uomo - "Non gli animali. La tigre, il leone, il ghepardo, il serpente, la scimmia, il babbuino, la giraffa, l'orso, la pantera, il cane, i pesci, gli uccelli, erano tutti perfetti nelle loro forme originali. Poi è venuto l'uomo. Chi lo ha creato e perchè? E' ancora un mistero. Perchè l'uomo è qui? Un mistero. Egli è un trasgressore. Non sa qual è il suo posto. E' un saccheggiatore, un agitatore, crea problemi dovunque vada. Gli zoo, gli acquari, prigioni per gli animali... Io evito di guardare gli esseri umani. Mi disgustano tanto quanto le loro bombe atomiche e le loro automobili. Costruiscono ospedali come tombe per le malattie che essi stessi hanno creato. Gli esseri umani sono soli con i loro segreti. Mascherati ed anonimi. Nessuno li conosce veramente. I soli esseri umani onesti per me sono i bambini e gli anziani".
Ad un certo punto del suo monologo l'Animal Wrangler dice: "Amazing grace, how sweet the sound that saved a wretch like me", citando il verso iniziale della celebre "Amazing Grace" ed in sottofondo si sente Dylan che canta questo brano inciso appositamente per il film.
"In molte società si usava sacrificare animali - prosegue l'uomo - Tori, agnelli e cose del genere. Al posto di esseri umani. Ma oggi noi facciamo l'opposto, sacrifichiamo esseri umani. Come gli Aztechi. Gli Incas, come le grandi corporazioni".
Poi estrae un coniglio da una gabbia in cui era rinchiuso e lo porta dietro una sorta di barbecue, prende un grosso coltello e tira giù un fendente che provoca una smorfia di disgusto in Fate (che però - come noi - non vede esattamente la scena perchè è coperto dal barbecue). Quando Fate se ne va, infatti, Kilmer ritira il coniglio sano e salvo da dietro il barbecue e lo accarezza teneramente.
Arriva Uncle Sweetheart in auto, va a salutare Jack e i due se ne vanno via insieme.
Arrivati nella zona del palco del concerto, circondata da roulotte e tendoni, Uncle Sweetheart presenta Jack Fate a Nina Veronica la quale lo accoglie con una simpatia un po' affettata.
Mentre gli dà la mano gli dice: "Avevo molti dei suoi suoi primi album... Peccato che se li sia presi mio marito dopo il divorzio...".
Poi Uncle Sweetheart e Nina restano da soli e lei gli chiede: "Gli hai spiegato tutto? Gli hai detto delle restrizioni e delle limitazioni che ha?". "Ne abbiamo parlato", dice l'uomo.
Poi Nina gli chiede se le canzoni che Fate canterà saranno riconoscibili (un chiaro ammiccamento alla critica che taluni muovono a Dylan di "storpiare" le proprie canzoni). Uncle Sweetheart le risponde rassicurandola: "Tutte le sue canzoni sono riconoscibili, anche quando non sono riconoscibili... Non preoccuparti... E' tutto sotto controllo".
A questo punto parte la bella versione di "Diamond Joe" con Dylan/Fate e band sul palco.
Nella scena successiva troviamo Uncle Sweetheart e Jack nella roulotte e ad un certo punto il primo apre la porta e fa entrare un variegato stuolo di personaggi in costume, sosia di personaggi famosi: Ghandi, Papa Giovanni Paolo II, Abramo Lincoln, John Darkness ed altri e li presenta a Fate. E' una sequenza molto felliniana. Per ultimo entra Bobby Cupid interpretato da Luke Wilson. Bobby è un vecchio amico di Fate oltre ad esserne un fan ed esserne stato un roadie; è il personaggio che avevamo visto nella breve sequenza all'inizio del film lavorare come barman in un locale e che aveva ricevuto la telefonata di Fate. Egli ha lasciato tutto appena ha saputo del ritorno di Jack per il concerto di beneficenza. Vede in Jack un eroe. I due si abbracciano felici di incontrarsi di nuovo dopo tanti anni.
Bobby Cupid ha con sè una custodia di chitarra. Dice a Fate di avere una sorpresa per lui, poi tira fuori dalla custodia una chitarra che dà a Fate. "E' appartenuta a Blind Lemon" - dice. "E' quella che ha dato inizio a tutto", aggiunge.
"Come fai a sapere che è la chitarra di Blind Lemon?" - gli chiede Uncle Sweetheart, ed egli spiega come ne è venuto in possesso tramite un passaggio di mano in mano. Poi viene citata la canzone di Blind Lemon "Matchbox blues" ed Uncle Sweetheart ne accenna l'inizio canticchiando: "Sittin' here wondering would a matchbox hold my clothes/ Ain't got so many matches but we got so far to go".
La canzone era stata registrata anche da Bob Dylan in duetto con Johnny Cash nel 1969.
E' la volta di una nuova canzone sul palco e Jack ed i suoi Simple Twist Of Fate eseguono una bella versione di Dixie.
Arriva sul posto il giornalista Tom Friend con la sua ragazza Pagan e subito ha uno scambio di battute poco simpatico con Bobby Cupid, intento ad aggiustare la chitarra di Blind Lemon mettendole nuove corde.
I due si trovano subito reciprocamente odiosi e saranno protagonisti della drammatica scena finale del film.
Tom Friend gli dice che cerca Jack Fate ma l'altro non se ne dà per inteso. Tom gli offre del denaro. Bobby si alza pronto ad un alterco quando interviene Pagan a chiamare Tom dicendogli che ha fame ed invitandolo ad andare via per mangiare qualcosa. Separa così i due portandosi via Tom e ringraziando a nome di entrambi Bobby.
Stacco nella roulotte dove Uncle Sweetheart parla con Jack Fate (intento a limarsi le unghie su di una poltrona). Uncle Sweetheart gli dice che dovrebbe cantare alcune canzoni che secondo lui sono adatte ad un evento del genere, canzoni come ad esempio "Revolution" dei Beatles... "La versione lenta...", gli dice.
Fate lo guarda e gli chiede di leggergli la lista completa. Uncle Sweetheart inforca gli occhiali e prende un foglio dal quale legge i titoli delle canzoni che ha scelto per lui: Revolution, Eve of destruction, Ohio, Won't get fooled again, Kick out the jams.
La scena successiva è un'altra delle migliori del film.
Si sente la bellissima versione di "I'll remember you" registrata da Dylan per Masked And Anonymous ed in una rapida sequenza si vedono inquadrate alcune foto nella stanza del Presidente agonizzante sul letto di morte.
Sono foto che lo ritraggono con la moglie e con il figlio Jack, piccolo e poi giovane. Poi - alternandosi con immagini di Fate sul palco che canta I'll remember you - vediamo inquadrato il Presidente che agonizza nel suo letto.
Nel contempo parte anche un rapido flash back in cui vediamo il Presidente, giovane, che va dalla sua amante (Angela Bassett).
A questo punto del film risulta chiaro il triangolo Jack/Mistress/Presidente.

Fine primo tempo.

Il secondo tempo si apre con Tom Friend che finalmente riesce ad avvicinare Jack Fate ed in un lungo monologo gli fa una serie di domande con tono brusco e provocatorio cui Fate - impassibile - non risponde. Tra queste una brusca domanda su Jimi Hendrix: "Che mi dici di Hendrix, Jack? Ti ricordi di Hendrix a Woodstock? Sono proprio curioso... tu non c'eri lì, non è vero? Dov'eri?"...
Tom dice tra le altre cose che Hendrix "ha preso l'inno americano e lo ha coperto di droga".
Poi un'altra scena tra le migliori del film.
Si presenta vicino al palco, su cui sono Jack e la band, una signora di colore con una ragazzina al fianco (la settenne Tinashe Kachingwe).
Uncle Sweetheart presenta le due, mamma e figlia, a Jack Fate come "Mrs. Brown che ha una figlia deliziosa...", riferimento ad una pop hit degli Herman's Hermits dal titolo Mrs. Brown You've Got a Lovely Daughter (Dylan nominava già Herman and the Hermits in "Don't look back").

Poi la mamma dice a Fate che la bambina conosce a memoria tutte le sue canzoni e la piccola viene invitata a cantarne una. Tinashe attacca una bellissima versione a cappella di The Times They Are A-Changin'. E' un momento magico, forse il migliore del film.
La camera inquadra di volta in volta Fate e la sua band, poi Uncle Sweetheart mentre la bambina prosegue la sua canzone. Ad un certo punto un improvviso flash back che continua idealmente quelli visti all'inizio del film. Il Presidente, seguito da un paio dei suoi uomini, irrompe nella stanza in cui si danno appuntamento Jack e la sua amante. Scopre il giovane Fate mentre fa l'amore con la sua donna.
Il Presidente la schiaffeggia, poi prende il figlio per il collo e lo butta giù per le scale mentre i due uomini prendono la donna.
Jack Fate in sottofondo parla della sua "fall from grace", la sua caduta in disgrazia. "Non è finita al termine di quelle scale", dice. Il flash back sfuma mentre pian piano ritorna in evidenza la voce di Tinashe che conclude la sua versione di The Times They Are A-Changin' sotto lo sguardo rapito degli altri.
Dopo che la bambina ha finito di cantare, Uncle Sweetheart dice che ora Jack deve lavorare così mamma e figlia si congedano.
Nuova scena nella roulotte dove arriva Nina che dice a Jack che i dirigenti del Network vogliono che egli canti al concerto anche Jailhouse rock e gli dà un foglio con le parole della canzone mentre Jack sta strimpellando la chitarra. Il motivo, spiega Nina, è che ritengono sia una canzone di speranza e la gente vuole sentire canzoni di speranza.
Nella scena successiva i due gangster incaricati di riscuotere il debito di Sweetheart vanno da lui a ricordargli che potrebbero facilmente rompergli qualcosa se viene meno ai patti.
A seguire un'altra delle poche sequenze in esterni del film.
Mentre in sottofondo si sente la "Not Dark Yet" di Dylan da "Time Out Of Mind" vediamo Jack Fate che sale in auto ed esce dal luogo del concerto. Poco dopo vediamo l'auto schiantata contro un palo. E' notte. Fate, ferito alla testa, va sulla tomba della madre, Mary, in un piccolo cimitero su una sorta di collinetta.
"Sentiamo" i pensieri di Fate che ricorda: "Mio padre controllava un sacco di cose... un sacco di persone... ma non era in grado di controllare mia madre... Lei non lo ha mai amato... Lei non ha mai amato nessuno, nemmeno se stessa... E lui amava un'altra... Lei cercava di amarmi ma io credo che cercasse di uccidermi... Credo che non mi riconoscesse come figlio suo... Era come se riconoscesse in me il simbolo di tutto quello che le era andato storto nella vita... nel suo mondo". Nel frattempo scorrono ancora le immagini in flash back del "filmino" casalingo in cui Mary, la madre di Jack, gli dà una chitarra e poi scene del padre con l'amante...
In sottofondo si sente la stupenda versione di "One more cup of coffee (Valley Below)" di Sertab.
Dopo aver lasciato la tomba, Jack va dalla sua antica amante (Angela Bassett). La donna vive in una povera casa in periferia. Lo fa entrare, lo medica alla fronte. I due hanno un dialogo. "Ti sei spiegato con lui?", gli chiede la donna alludendo al padre di Jack. "Non c'è niente da spiegare!", risponde l'uomo. Poi Fate le dice: "Voglio vederlo". Lei gli risponde che se è così è meglio che lo faccia subito prima che sia troppo tardi.
Curiosa l'autocitazione quando la donna chiede a Fate: "What can I do for you?" che ribalta la domanda di Dylan dall'omonima canzone di "Saved".
Mentre parte la bellissima versione di "Senor" della Jerry Garcia Band, Jack Fate arriva al palazzo presidenziale dove si incontra con il suo fratellastro Edmund (Mickey Rourke) e poco dopo entra nella stanza del padre morente. Gli si siede di fianco e lo osserva senza dire una parola. Il padre apre gli occhi e lo guarda per qualche istante. Poi Fate guarda verso l'alto e resta con lo sguardo fisso.
La scena successiva vede di nuovo Fate sul palco eseguire Drifter's Escape.
Mentre la canta, viene osservato da Pagan Lace - seduta tra i sosia di Ghandi e del Papa - e da Uncle Sweetheart e Bobby Cupid.
"Mi piacciono le sue canzoni - dice la ragazza rivolta a "Ghandi" - perchè non sono precise. Sono completamente aperte ad ogni interpretazione".
"Quello che colpisce di questa canzone - dice qualche secondo dopo Uncle Sweetheart rivolto a Bobby Cupid - è la sua qualità alla Jekyll e Hyde".
Nel frattempo, Tom Friend entra nella roulotte di Fate e trova la chitarra di Blind Lemon nella custodia. La osserva per qualche istante e la sfiora con un dito.
Poi una sequenza strana in cui Nina Veronica è nella sua roulotte ed ascolta alla radio una notizia che dice che "...la terra è cava..." e che con un microfono è stato sentito il "suono di milioni di anime sofferenti ...". Nina piange.
Nella scena successiva il giornalista Tom Friend becca di nuovo Jack Fate da solo nella sua roulotte mentre si sta radendo davanti ad uno specchio. Tom lo provoca con altre domande tra cui una su Janis Joplin.
Jack Fate stavolta reagisce e spinge via Tom. Questi gli dice che lui è dalla sua parte... Fate esce dalla roulotte e lascia Tom da solo mentre per un attimo si sente qualcuno cantare la frase : "...tangled up in blue..."
Nuova canzone registrata per il film da Dylan. Si tratta di Dirt Road Blues.
Fate si aggira nella zona del palco e arriva davanti ad un tendone con su la scritta "Man Eating Chicken" con il disegno di un enorme gallina che cerca di mangiare un ragazzino. Fate apre la tenda ma trova all'interno un uomo seduto che sta mangiando delle cosce di pollo. Fate richiude la tenda.
Continuando ad aggirarsi nella variopinta zona del palco ad un certo punto Fate si imbatte in un nuovo personaggio, Oscar Vogel (interpretato da Ed Harris). Ha la faccia dipinta di nero ed interpreta la parte di un "black minstrel".
Egli è in realtà il fantasma di Oscar Vogel, un famoso suonatore di banjo morto in circostanze misteriose dopo aver denunciato gli eccessi del regime del dittatore. Dittatore che, tra l'altro, aveva proprio in lui il suo artista preferito, dice Vogel.
Anche stavolta assistiamo ad un lungo monologo mentre Fate osserva impassibile: "Tutto andava bene se tenevi la bocca chiusa. Ma tuo padre stava facendo cose sbagliate. Il suo desiderio di rappresaglia e di vendetta era troppo forte e causò un sacco di ingiustizie, di menzogne e di crimini. Io ero l'unico nella posizione di poter dire qualcosa. Tutti gli altri erano troppo spaventati. Io avevo il mio show. Avevo un forum. Così parlai. Non è quello che si ha in bocca ma è come questo vien fuori che conta. Dissero che fu un incidente. Qualcuno disse anche che fu un suicidio".
Fate lo interrompe dicendo che deve tornare sul palco. "Ah, già... Il palco... Tutto il mondo è un palco" - conclude Vogel citando Shakespeare.
Vogel è naturalmente il "suonatore di banjo" cui si riferiva Edmund all'inizio del film parlando con il suo lacchè Edgar.
Fate se ne va scendendo per una scala. Quando arriva in fondo si volta verso l'alto in direzione di Vogel ma quando rialza la testa questi è scomparso e al suo posto Fate vede solo una persona che sta spazzando.
Iniziano i preparativi per lo show. Il Network si collega con il palco e cominciano delle prove video.
Nel frattempo il vecchio Presidente muore.
Edmund prende il potere e fa il suo primo discorso ufficiale come nuovo Presidente della nazione.
"Il Presidente è morto!" - dice alla folla.
Sul palco Fate inizia a cantare Cold Irons Bound.
L'intera sequenza ha un ritmo perfetto e molto serrato.
"E' un nuovo giorno. Non ci saranno più errori. Abbiamo il potere sulle istituzioni culturali di questo paese. Le istituzioni che formano le anime dei giovani. Le scuole, le università, i film, la musica e le arti. Appartengono tutte a noi ora. Stiamo dando alla gente una nuova identità e cancellando la memoria collettiva. Stiamo riscrivendo i libri di storia. Porteremo pace nel paese. Pace. Organizzeremo i media...".
Gli eventi precipitano.
Nina Veronica va nella sala dei monitor e vede che non sta andando in onda lo show di Jack Fate ma il discorso del nuovo Presidente. Telefona alla sala regia ma nessuno risponde e sembra di veder inquadrata una persona morta sul tavolo ed un altra che se ne va di fretta.
Nelle strade è il caos. La polizia lancia lacrimogeni. Scontri ovunque. Incendi. Violenza. Arresti.
"Non ci sarà più stupidità" - continua Edmund nel suo discorso alla nazione. "Non ci saranno più errori. E' un nuovo giorno!".
Ignaro Fate continua la sua canzone sul palco.
Irrompono soldati armati sul luogo del concerto. Tutti fuggono.
Alcuni soldati raggiungono Nina Veronica davanti ai monitor e le puntano il fucile in faccia.
Lo show viene sospeso.
Nella scena seguente un Uncle Sweetheart ubriaco si aggira nei pressi del palco spoglio sul quale è seduta Pagan Lace. L'uomo continua a provocarla offrendole la bottiglia di liquore che ha in mano. "Non bevo..." ripete Pagan... L'uomo insiste... finchè aggredisce la ragazza cercando di forzarla a bere. In quel momento alle sue spalle arriva Tom Friend che grida ad Uncle Sweetheart: "Ha detto che non vuole bere!", poi inizia a litigare con l'uomo. I due cominciano a picchiarsi mentre Pagan cerca di convincere il suo fidanzato a lasciar perdere e tornare a casa. Tom colpisce Uncle Sweetheart alle spalle con una sedia. L'uomo crolla al suolo. Tom tenta di strozzarlo con un cavo che ha trovato accanto al palco. In quel momento arriva Jack Fate che prende le difese di Uncle Sweetheart e colpisce Tom allo stomaco. L'uomo cade al suolo. Poi Fate afferra una bottiglia di liquore e la spacca sul palco. Con il frammento tagliente del collo di bottiglia in mano si avvicina a Tom, si abbassa verso di lui e glielo punta alla gola. Dopo qualche istante si rialza, getta la bottiglia rotta e si volta dando le spalle a Tom. Questi estrae la pistola e gliela punta contro. Mentre sta per sparare arriva alle sue spalle Bobby Cupid che per salvare Jack frantuma la chitarra di Blind Lemon in testa a Tom. Poi continua a colpirlo con inaudita violenza finchè lo trafigge con il manico della chitarra uccidendolo sotto gli occhi terrorizzati di Pagan che piange disperatamente. La ragazza si getta piangente su Tom morente e lo bacia.
Fate dice a Bobby di scappare. Bobby lo saluta velocemente e fugge. Sulla scena irrompe un militare che vedendo il corpo senza vita di Tom chiede se qualcuno ha visto qualcosa. Interviene Nina Veronica che accusa Jack di aver commesso l'omicidio. Questi non si discolpa e viene arrestato dal militare e condotto via da un secondo soldato che gli mette le manette e seguito da un terzo. Anche Nina se ne va.
Sulla scena rimangono Uncle Sweetheart, Pagan Lace e due tecnici del palco intorno al corpo di Tom mentre in sottofondo partono le note di Angelina in versione strumentale.
Qualche secondo dopo arrivano i due gangster venuti a riscuotere il denaro da Uncle Sweetheart. Uno dei due gli dice: "Per tutto quel che fai nella vita, Sweetheart, c'è un prezzo. Puoi pagare all'inizio o alla fine". I due lo prendono in consegna e se lo portano via.
Nella sequenza finale Jack Fate in manette viene condotto a bordo di un furgoncino che lo riporta in prigione. Mentre parte in sottofondo la versione live di Blowin' In The Wind dal concerto di Santa Cruz del 2000, Jack Fate viene inquadrato in primo piano. "Ascoltiamo" i suoi pensieri che terminano con: "...La verità e la bellezza sono nell'occhio di chi guarda... Ho smesso di cercare di capire le cose molto tempo fa".
Michele Murino

NOTE

1) Il Doctor Benway di cui leggiamo il nome nascosto tra molti altri sulla tabella nella hall del "Midas and Judas Building" è un personaggio del romanzo di William Burroughs "Il pasto nudo"

2) Pagan Lace (Penelope Cruz) tra le varie citazioni di passi della Bibbia, ad un certo punto dice:
"Lord, how are they increased that trouble me, many are they that rise up against me".
La frase viene dalla Bibbia di Re Giacomo, Libro 19, Salmi 003:001

3) Un'altra citazione biblica è quella che fa Uncle Sweetheart (John Goodman) quando dice: "Eatin' from the tree of knowledge of good and evil." (Ho mangiato dall'albero della conoscenza del bene e del male).
Dal Libro della Genesi.

4) Altra citazione biblica è quella che, ancora Uncle Sweetheart, fa salutando l'arrivo di Bobby Cupid.
Egli esclama infatti sarcasticamente: "Behold the dreamer cometh" (Ecco che viene il sognatore).
La citazione viene dal Libro della Genesi 37:19 : "(...) Allora Giuseppe andò in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotain. Essi lo videro da lontano, e prima che si avvicinasse a loro, si accordarono di farlo morire. E si dissero l'uno l'altro "Ecco che viene il sognatore. Ebbene su uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna; poi diremo "Una bestia feroce l'ha divorato", così vedremo a cosa gli servono i suoi sogni."

5) Una citazione musicale è quella che fa Jack Fate (Bob Dylan) quando Uncle Sweetheart non si ricorda il nome di una famosa star dell'epoca del jazz che era stato sfigurato sul palco durante il corso di uno spettacolo. Fate dice che nemmeno lui se lo ricorda... poi azzarda: "Stack-a-Lee?". Il personaggio citato da Dylan è il protagonista della famosa ballata tradizionale omonima che anche Bob ha inciso (sull'album "World gone wrong")

6) Ad un certo punto dell'intervista che Tom Friend fa a Jack Fate, il giornalista cita Janis Joplin dicendo: "Dio, tutto quello che voleva era una Mercedes Benz!".
Il riferimento è ad una canzone che curiosamente è stata co-scritta dalla Joplin con l'amico di lunga data di Bob Dylan, Bobby Neuwirth.

7) "Vi siete umiliati davanti a Dio?" è la prima frase che ascoltiamo in M&A pronunciata dal predicatore radiofonico. Michael Smith ha voluto vedere in questa frase una sorta di inside joke per cui equivarrebbe ad un "Vi siete umiliati davanti a Dylan?", in un parallelismo con Gesù (ed anche Uncle Sweetheart dice riferendosi a Fate: "Gesù deve forse camminare due volte sulle acque per dimostrare chi è?") ed il nome della mamma di Jack è appunto Mary (Maria - lo scopriamo quando viene inquadrata la sua tomba).

8) Un interessante confronto è stato fatto notare. Quando l'Animal Wrangler abbatte il colpo di coltello sul coniglio simulandone l'uccisione Fate ha una smorfia di disgusto e di disagio come se la cosa lo colpisse fortemente. Invece nella scena in cui Bobby Cupid uccide Tom Friend in maniera brutale trafiggendolo con il manico della chitarra Fate (Dylan?) non batte ciglio.

9) Uno dei pensieri di Jack Fate/Bob Dylan: "Se c'è una cosa che so è questa: aspettati il peggio e lo avrai"

10) Sempre Fate: "Alcuni di noi inseguono la perfezione e la virtù e, se siamo fortunati, riusciamo ad afferrarle. Ma la felicità non può essere inseguita. E' lei che ci raggiunge o no".

11) E ancora: "Guarda il mondo da un bel giardino e tutto sembra gioioso. Sali su di un altopiano e vedrai devastazione e morte"
 

Masked and anonymous

Directed by Larry Charles
Written by Sergei Petrov and Rene' Fontaine
Music by Bob Dylan
Produced by Nigel Sinclair - Jeff Rosen
Executive Producers: Anatoli Fradis - Joseph Cohen - Vladimir Dostal - David M. Thompson - Guy East - Marie Cantin - Pietro Scalia
Co-producers: Nicolai Makarov - David Gaines
Director of photography: Rogier Stoffers
Edited by Pietro Scalia - Luis Alvarez Y Alvarez
Production Designer: Bob Ziembicki
Costume Designer: Abigail Murray
Casting by Liberman/Patton - Irene Cagen

Cast

Jack Fate - Bob Dylan
Tom Friend - Jeff Bridges
Pagan Lace - Penelope Cruz
Uncle Sweetheart - John Goodman
Nina Veronica - Jessica Lange
Bobby Cupid - Luke Wilson
Mistress - Angela Bassett
Guard - Michael Paul Chan
Editor - Bruce Dern
Oscar Vogel - Ed Harris
Animal Wrangler - Val Kilmer
Prospero - Cheech Marin
Crew Guy n. 2 - Chris Penn
Soldier - Giovanni Ribisi
Edmund - Mickey Rourke
President - Richard Sarafian
Crew Guy n. 1 - Christian Slater


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