WORLD GONE WRONG - LINER NOTES
by Bob Dylan

DELLE CANZONI
 (di cosa parlano)

BROKE DOWN ENGINE è un capolavoro di Blind Willie McTell. parla di treni, di mistero sulle rotaie – del treno dell’amore, il treno che portò la mia ragazza dalla città – il Pacifico Del Sud, Baltimora & Ohio che sia – parla delle variazioni del desiderio umano – il ronzio sordo in metri & sillabe. parla di vittime del commercio & della politica che collidono sui binari, del non essere sopraffatti dagli standard comuni. parla di rinascita, di nuove prospettive di vita, non dello star lì fermi – pittura scheggiata & sfaldata, materasso spoglio, una lampadina sola che oscilla sopra il letto. parla dell’Ambiguità, delle fortune dell’ élite  privilegiata, del controllo delle piene – guardando l’alba rossa senza preoccuparsi di vestirsi.

LOVE HENRY è una ballata “tradizionalista”. la suonava Tom Paley. una storia perversa. Henry – un corporato moderno a bordo d’una qualche nave straniera, incapace di gestire la sua “psicosi” responsabile dell’organizzazione dell’Intellighenzia, uno che disarma la gente, un sensualista infantile – denti bianchi, largo sorriso, un sacco di soldi, reverenze agli sfruttatori delle regine delle fate & alle corrotte religioni di Stato, carrierista, limousine in doppia fila, uno che impone il suo volere & spazzatura disonesta nelle riviste popolari. poggia la testa su un cuscino di piume & s’addormenta. avrebbe dovuto stare più attento, doveva avere un problema d’orecchie.

STACK A LEE è nella versione di Frank Hutchinson. cosa dice esattamente la canzone? dice che non c’è uomo che ottenga l’immortalità per mezzo dell’acclamazione pubblica. la verità è opaca. nell’era pre-postindustriale, alle vittime di violenze era concesso (di fatto era loro dovere) d’esser giudici dei loro offensori – i genitori venivano puniti per i crimini dei loro figli (ne abbiamo fatta di strada da allora) la canzone dice che il cappello d’un uomo è la sua corona. i futurologi insisterebbero che è questione di gusti. dicono “dormiamoci sopra” ma stanno già in un sanatorio. Senza Doveri Nessun Diritto è il nome del gioco & la fama è una fregatura. tirare le cose in lungo vuol dire solo prendersi in giro. Stack è in prigione, niente telefono a muro. non è un idiota egotista degenerato esistenzialista dionisiaco, e non rappresenta neppure l’imbroglio d’un qualche stile di vita alternativo (datemi un migliaio di acri di terra coltivabile & tutti i gangsters che esistono & vedrete l’Autentico stile di vita alternativo, quello Agricolo) Billy non aveva un’assicurazione, non gli venne il mal d’aria eppure il suo spettro è più reale & autentico di tutte le anime morte che stanno in tv – un’epopea monumentale di errori & incomprensioni. una storia romanzesca senza la cupidigia.

BLOOD IN MY EYES è una delle due canzoni suonate dai Mississippi Sheiks, un gruppo de facto poco conosciuto che nel suo periodo d’oro deve essere stato qualcosa di interessante. la ribellione contro la routine pare sia il loro tema forte. tutte le loro canzoni sono scarne fino all’osso & sono fatte a pennello per questi tempi moderni (il Nuovo Alto Medioevo) non c’è niente di logoro nei Mississippi Sheiks.

Anche WORLD GONE WRONG è loro & va contro la politica culturale. “stanno accadendo cose strane come mai prima d’ora” cose strane d’accordo – cose strane come il coraggio che si fa confuso & nonessenziale. ciarlatani maligni che si travestono con pullover panciotti & smoking e che parlano ampollosamente, mostruosa pomposa ostentazione superficiale in parata lungo strade desolate su statali ad accesso limitato. cose strane davvero – ochette & bambocci irrazionali, l’essenza delle leggende, che entrano dal campo sinistro – infamia sul paesaggio – “pregate il Buon Signore” trovate l’interruttore della luce!

JACK-A-ROE è un’altra ballata di Tom Paley (Tom, uno dei New Lost City Ramblers originali) la giovane vergine segue il suo cuore (che non può essere confinato) & in esso i segreti dell’universo. “c’era un ricco mercante” ricco & filosoficamente influente forse con una strana simpatia per i giovani. la canzone non la si può classificare – è lontanissima dalla realtà ma “penetra” comunque nella realtà & la spoglia del suo acciaio e del suo cemento. simmetria invertita, legalmente apolide, in viaggio con un passaporto falso. “prima che salga a bordo, signore...” sei brava in quello che fai? affonda la tua personalità.

DELIA è una storia triste – due o più versioni mischiate in una. la canzone non ha mezze misure, svolta l’angolo in picchiata, sembra parlare di lealtà contraffatta. Lei Delia, non la Regina Gertrude, Elisabetta I e neppure Evita Peron, non viaggia su una Harley Davidson lungo l’autostrada deserta, non ha bisogno di un cambio di sangue & non si darebbe mai allo shopping sfrenato. il tizio in tribunale sembra un magnaccia in colori primari. non s’interessa delle moschee sul monte del tempio, della Battaglia Finale o della III guerra mondiale, non porta la faccia alle ginocchia & non piange & non indossa il cappello d’asino, non presenta le proprie scuse & è condannato all’oscurità. c’è rettitudine in questa canzone? potete giurarci. tollerare l’inaccettabile porta alla morte (1). il cantante non sta parlando con la testa piena d’alcol.

Jerry Garcia mi indicò TWO SOLDIERS (Hazel & Alice la fanno più o meno allo stesso modo) un canto di battaglia esemplare, le spalline di un dragone che giacciono liquide nel fango, immersione fisica in Limitopoli, guerra dominata dalla finanza (essendo il prestare denaro con interesse una cosa nauseante & rivoltante) l’amore non è secondario. li colpisce dove non sono (nello stato imperfetto in cui sono) l’America di quando la Madre era la regina del Suo cuore, prima di Charlie Chaplin, prima del Selvaggio, prima dei Figli del Sole – prima del grunge celestiale, prima che il folle mondo dello spettacolo ci esplodesse in faccia – prima che tutta l’antica & onorabile artiglieria fosse condotta fuori dalla città, ed imparasse ad avanzare portando indietro l’orologio, impedendo alla mente di pensare in ore, sparando qualche colpo a caso in faccia al tempo.

RAGGED & DIRTY la cantò uno dei Willie Browns – sentimentalismo & aringa in salamoia, cavolo ripieno, pesante vocabolario morale – dolcezza & sentimento, casa vacillante, bellezza superiore, che non sta solo lì – la magia seducente del saluto a pollici in su, pensieri sottointesi con attenzione & che camminano a lato, gli oggetti dell’idolatria umana che pagano un occhio della testa, signori dell’illogico in giacche da casa,  malati di istruzione scarsa, tessere di un puzzle – correndo stupidi rischi –  maltrattati solo fino ad oggi.

LONE PILGRIM è tratta da un vecchio disco di Doc Watson. quello che mi attrae della canzone è il come la pazzia del cercare di ingannare il sè venga messa da parte ad un certo punto. la salvezza & i bisogni dell’umanità sono preminenti & l’egemonia si prende un attimo di respiro. “la mia anima è volata nelle dimore celesti” ciò che è sostanzialmente vero è la realtà virtuale. la tecnologia per spazzar via la verità ora è disponibile. non tutti possono permettersela ma è disponibile. occhio a quando scenderanno i prezzi! di canzoni come queste non ce ne saranno più. di fatto già ora non ce n’è più.

a proposito, non stupitevi per le chiacchiere sul Never Ending Tour. c’è stato un Never Ending Tour ma è finito nel ’91 quando il chitarrista G.E. Smith se n’è andato. quel tour è finito da un pezzo ma ce ne sono stati molti altri da allora. Il Denaro Non Finisce Mai Tour (autunno ’91) Simpatizzante Del Sud Tour (inizio ’92) Perchè Mi Guardi In Quel Modo Tour (Europa ’92) Il Pianto Triste Della Pietà Tour (Australia & West Coast ’91) Princìpi Dell’Azione Tour (Messico-America del Sud ’92) Slancio Di Coscienza Tour (’92) Non Far Fallire Il Tuo Affare Tour (’93) & troppi altri per poterli menzionare tutti col loro carattere & progetto. per conoscere questo o quell’altro consultate le playlist.

                                                                                   –  Bob Dylan



1 Nel testo originale: “The last round-up”, letteralmente “l’ultima chiamata”, è un’espressione generalmente usata nei film western per riferirsi alla morte


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