Chicago.E' notte fonda e Bob Dylan fissa il
libro che qualcuno ha lasciato nell'autobus con
cui va in giro a cantare.In copertina c'e'
lui,in una foto a colori anni '80,il titolo e' Tangled up in tapes revisited
e nelle 278 pagine c'e la cronaca degli anni piu' recenti di una lunga
carriera cominciata nel 1960,tutte le canzoni che ha cantato in concerto
dal 1974 al 1989,nonche' la testimonianza dell'eterna passione del pubblico
per colui che viene definito il piu significativo cantautore dell'era rock.
Bob sembra piu' interessato al caffe' che
sta bevendo che non al libro.
Chiunque altro sarebbe incuriosito,lo sfoglierebbe:
ma lui con aria stanca lo restituisce a chi gliel'ha portato,e all'invito
a tenerlo almeno come ricordo risponde che "sono gia' stato in tutti quei
posti e ho gia fatto tutto quello che c'e' scritto.Se invece mi trovate
un libro che dica dove andro' e cosa faro' in futuro,allora forse mi potrebbe
interessare"dice.
Dylan e' sempre stato un alternativo nel mondo
della pop music e nulla fa pensare che a 50 anni voglia cambiare
e rinunciare alla sua indipendenza.
Ai tempi delle sue prime apparizioni nei club
del Greenwich Village,all'inizio degli anni 60,quando con la sua musica
che rifiutava tenacemente di accettare gli altrui canoni costrinse il mondo
del rock a meditare,il suo volto sbarbato aveva un aria di innocente malizia.
Oggi Dylan sorride ancora in quel modo disarmante,ma
nel suo sguardo c'e' una certa circospezione forse l'istintiva sospettivita'
di chi,oggetto da sempre di una costante critica,teme di abbassare la guardia.
Quando compi' 50 anni i media pensarono che
fosse tempo di celebrazioni e bilanci,ma lui rifiuto'tutte le interviste.
Preferi' continuare a girare per gli Stati
Uniti,l'Europa e il Sud America nel quarto anno di quello che ormai e'
stato ribattezzato Never Ending Tour,tour senza fine,che finora ha al suo
attivo 450 concerti e oltre tre milioni di presenze.
Unica eccezione la sua infelice apparizione
di un anno fa al New York per ricevere il Grammy Award alla carriera: in
un momento in cui l'America era animata da gran fervore patriottico(la
Guerra del Golfo era appena cominciata) Bob si presento' trasandato,assente
e con la barba lunga,canto' la piu' ruvida e antimilitarista delle sue
canzoni,Master of War (ma poi perche' infelice!! la song e' strepitosa!)
"sotto
maestri
della guerra,che costruite i cannoni,che costruite
grosse bombe,che costruite i mortali aereoplani,che vi nascondete dietro
i muri,che vi nascondete dietro uno scrittoio.Voglio solo che lo sappiate;sotto
le vostre maschere io ci vedo chiaro..." e
se ne ando' senza neanche ringraziare per il premio.
Per anni la sua ritrosia a esporsi ha dato
l'impressione di voler solo alimentare la sua fama di personaggio difficile.
Ma a Dylan della celebrita' non
importa niente,e ancor meno delle sue glorie trascorse.
"Nostalgia e' sinonimo di morte"dice ,e se
gli fai domande sul passato le ignora,aspettando una che catturi la sua
attenzione,visto che crede,come buona parte degli artisti,che la sua opera
contenga di per se' tutto quello che al pubblico e' lecito di sapere.
"Non sono stato io a definirmi un mito - dice
-e' un appellativo che mi hanno affidato i media,mi e' rimasto appiccicato
addosso ma non corrisponde assolutamente alla verita'.
Il mito non conta,contano la capacita' di
fare dell'arte,le cose che riusciamo a creare.
Ciascuno di noi deve fare le cose per cui
e' nato,e se ti cali nel mito perdi di vista la realta'".
Non e' felice di essere considerato il piu'
grande cantautore rock?
"Cioe' un genio? proprio no.Tra genio e follia,
lo sanno tutti, c'e' una linea di demarcazione troppo sottile".
A Chicago,con il chitarrista John Jackson,il
bassista Tony Garnier e il batterista Wallace,Dylan ha cantato all'Evanston
Campus della Northwestern University davanti ad un pubblico che rappresenta
un'altra lapalissiana differenza fra cio' che fu e cio' che e': fino alla
meta' degli anni 80 Bob si e' esibito prevalentemente per platee della
sua generazione,oggi canta e suona per ventenni che non erano ancora nati
nel 1963(quando Peter,Paul & Mary incisero Blowin' the Wind e finirono
primi in classifica) e che ora non vedono piu' in lui una specie di mito,un
redentore,bensi' un artista affermato,un simbolo dell'America in cui vivono.
Kevin Martelli ha venti anni e vede Dylan
per la prima volta.
Lui e i suoi due amici siedono tranquilli
nella hall aspettando l'inizio del concerto,mostrando ben poca dell'esuberanza
usuale ad altri concerti rock.
"Ci sono parecchie band oggi - dice - come
gli U2,che hanno qualche cosa da dire,ma penso che gli artisti degli
anni 60 erano qualche cosa di diverso,e Dylan e' uno dei pochi che puoi
ancora vedere.Penso che una buona canzone come Masters of War sia importante
oggi come ieri.E' una leggenda".
Poco piu' in la',Robert Blackmon,19anni,uno
studente di chimica,fa una lista delle sue band preferite(jane's addiction,Nirvana
e Primus,che parlano direttamente delle frustrazioni e aspirazioni della
sua generazione).
Ma come Martelli vede Dylan da un altra prospettiva:
"e' senza tempo,universale".
C'e' una certa elettricita' nell'aria mentre
le luci si abbassano. Senza una parola di saluto,Dylan,in camicia nera
e pantaloni neri con una riga,si avvicina al microfono.Con un veloce segno
alla band,comincia a suonare.
Le luci sono cosi basse che e' difficile vederlo,ma
il suono della voce e' inconfondibile.
In oltre 90 minuti,passa dalle canzoni degli
anni 60 70 e 80 , canzoni d'amore e commenti sociali,per lo
piu' sue e alcune cover.
Dylan sorprende i piu' vecchi fans con una
delicata riedizione di Answer me, my Love (quella di Siviglia) di Nat King
Cole.
Si muove dolcemente,come a ricordare l'emozione
che la canzone gli procuro' la prima volta che la senti'.
Poi,assomigliando a una giovane rockstar in
un roadhouse di Memphis,si lancia in una frenetica versionedella vecchia
Folsom prison blues di Johnny Cash.
Ma ci vuole la vecchia All Along The Watchtower,riconosciuta
dai piu' giovani probabilmente per la versione fatta dagli U2,per accendere
gli animi.
Centinaia si sono fatti sotto al palco,muovendosi
a tempo con la musica, Dylan li guarda brevemente,sembra soddisfatto e
continua a suonare.
Come al solito,parla poco oltre a un occasionale
"thank you".
Nessuna introduzione,nessuno sguardo.
Il concerto e' splendido e sottolineato da
scroscianti applausi ma quando lui scende dal palco le uniche parole che
dice sono per un tecnico: "Come era il suono,giu'?"
Il bus li porta in hotel,e i membri della
band vanno nelle loro camere.
Ma Dylan resta su State Street la strada
dell' hotel,coprendosi per il freddo e un poco distante.
Vuole andare in un club dove suonano del blues
e poi andare a cenare.
Dopo un ora di blues,(ma dove trova tutta
questa energia? mah!) Dylan,e la sua guardia del corpo e un altra persona
entrano in un ristorante a pochi isolati dall'hotel.
Assaggiando una zuppa,Dylan dice di quanto
gli piace il suono del mandolino nella canzone dei REM, Losing my religion,che
si sente nella radio.
Gli parlo dei commenti degli studenti su lui
e gli anni 60.Si interessa a questo.
Poi spiega che "quelli piu' vecchi,quelli
della mia generazione,non vengono piu' a sentirmi.
Molti negli ultimi anni sono venuti ai miei
concerti solo per curiosita' ,ma non hanno trovato quello che cercavano:non
ritrovavano l'atmosfera degli anni 60 e restavano delusi.
Il Concerto non diceva loro nulla,ne'
loro avevano alcun significato per me.Era una cosa che prima o poi doveva
finire,e finalmente e' finita.
Troppi venivano a vedere il mito ,mentre da
parte mia c'era solo voglia di fare musica e basta.
Parecchia gente sostiene che la generazione
che ha vissuto gli anni 60 ha fallito,non e'stata all'altezza dei propri
sogni e non ha concluso nulla. Forse hanno ragione.
Eppure si sono fatte cose che nessuno e' stato
piu' capace di ripetere.
Oggi si vive ancora a rimorchio di cio' che
e' stato fatto a quei tempi,e la musica e le idee di allora sono sempre
valide.
Guardatevi attorno adesso:mentre una volta
si condividevano miti e ideali adesso i giovani hanno come punti di riferimento
McDonald o Disneyland".
Quando Dylan e gli altri si alzano da tavola
dopo un ora,il proprietario del locale si avvicina al cantante e chiede
un autografo o una foto.
"Magari domani o un altra volta,okay", dice
convinto. Ma non vuole essere maleducato, e gli stringe la mano.
Una volta all'hotel, Dylan si ferma nella
Pump Room dove centinaia di celebrita' sono ritratti in fotografie appese
al muro.
Tutta gente che ha alloggiato nell'albergo.
Si muove lentamente,riconosce Frank Sinatra,
Cary Grant, Marylin Monroe, anche David Bowie e Mick Jagger. La sua foto
pero' non c'e'.
Guarda per alcuni minuti una foto di Humphrey
Bogart e Lauren Bacall ma poi perde interesse.
Sono le due e mezza e arriva l'ascensore.
Il giorno dopo Dylan si muove impaziente nel
backstage al Dane County Memorial Coliseum a Madison.
Una tempesta di neve ha rallentato il traffico
e ci sono volute quattro ore al bus di Dylan invece delle due che ci vogliono
da Chicago.
Sembra ansioso che l'intera serata finisca.
Sul palco, invece della rilassatezza della
sera precedente,sembra in cerca di ispirazione.
Il pubblico applaude come la sera prima,ma
la voce di Dylan,nelle stesse canzoni,sembra perdere emozione.
L'eccezione e' in I believe in you.
E' una nuda canzone personale , un riflesso
dell'isolamento della vita di un outsider, e la tensione nella performance
di Dylan enfatizza la sua pregnanza.
Finito il concerto , Dylan non vede l'ora
di salire sul bus per andare alla prossima citta'.
Cammina di nuovo direttamente dal palco sul
bus.
Si siede a un tavolino.
Piu' in là, i membri della band
sono nell'area della televisione,ridono mentre ascoltano un nastro di Buddy
Rich.
Dylan vuole produrre un film sulla vita del
batterista, ha gia' sentito il nastro e pensa ad altro.
"E' stata una serata mancata" dice.
Quando qualcuno menziona che il pubblico ha
gradito lo stesso,scuote la mano:"Noo,non lo era. Niente contro il pubblico,
ma a volte il livello di energia non si alza come si deve".
Si chiude nel silenzio.
La sera prima,dopo lo show,era piu' loquace
,e piu' filosofico sui su e giu' dell'andare in tour.
Piace,a Dylan il suo lungo tour?
"A volte avverti proprio l' entusiasmo del
pubblico,altre ti senti esattamente come se stessi andando in ufficio o
in fabbrica.Ma o sei un cantante o non lo sei, e se ti presenti in pubblico
ogni tre anni ,come facevo io prima di andare in tour con i Grateful Dead
,nell'87,perdi ogni contatto. Se vuoi essere un artista con tutti i crismi
devi darti completamente".
Al club di blues a Chicago ,aveva lasciato
la sua guardia per un poco,quando un vecchio amico che aveva sentito che
Dylan era in citta',lo aveva raggiunto.
La guardia del corpo aveva bloccato quel signore
di mezza eta' in giacca e cravatta che si avvicinava a Dylan.
Ma il sorriso sul volto di Dylan gli
aveva fatto capire che era OK.
Il nome dell'uomo era Arnie,ed era compagno
di scuola di Dylan a Hibbing.
Dylan siede ad ascoltare mentre Arnie parla
con me:"Durante una lezione di inglese - confida - Bob scrisse su
un foglio: 'Arnie,diventero' una star .Lo so di sicuro,e quando lo saro',porta
questo pezzo di carta e per due mesi potrai stare con me,non importa dove
saro'.Ce l'ho ancora a casa".
Dylan ride leggermente.
"Sai ,entrai in marina quando Bob andava all'universita',e
quello che seppi in seguito era che aveva gia' fatto un disco -continua
Arnie- ho alcuni suoi dischi suoi a casa e alcuni libri che parlano della
sua vita.Le canzoni che preferisco sono Slow train e Lay Lady lay"
Dylan interviene solo quando gli chiedo il
suo cognome:"no -dice protettivamente-non trascinarlo dentro questa cosa".
Stasera sul bus ,Dylan sembra come uno di
strada , sbattuto come quando ando' al Grammy,aspettando un whiskey
o un caffe',cercando di uscire dalla frustazione della serata.
Quando i membri della band si ritirano nelle
loro cuccette,Dylan sembra un po piu' sollevato,ma senza uno come Arnie
che fa rivelazioni,tiene un sipario calato sulla sua vita personale.
Ogni discorso sulla sua ex moglie Sara Lowndes,o
sui suoi 4 figli e' assolutamente off-limits.
Cosi come la sua ormai duratura relazione
con Carole Childs,una executive della Elektra Records.
La musica naturalmente non e' off-limits.
Si parla del collegamento tra I believe in
you e il discorso che fece alla cerimonia del Grammy "e' possibile divenire
cosi poco in questo mondo che anche tuo padre e tua madre ti abbandoneranno.E
se questo succede,Dio credera' sempre nella tua capacita' di andare per
la tua strada".
Quando gli dico che la canzone e quelle parole
sembrano essere sul bisogno di essere veri con i propri ideali, risponde
brevemente:"Quella canzone e' solo sul sopraffare le avversita'" dice spontaneamente"le
canzoni sono per lo piu personali ,qualcosa accade nella tua vita o ci
passa in mezzo e poi e' andato,e a volte e' una canzone e a volte e' perso.
A volte le cose funzionano a volte no".
Di questi giorni ,dice,non vanno piu spesso
del solito.
A un certo punto della conversazione,tira
fuori un notes dalla giacca e comincia a scrivere.
"E' una canzone su cui sto lavorando.Parte
del segreto di essere un cantautore e' di avere un attitudine audace.
C'era un tempo in cui le canzoni mi venivano
3 o 4 contemporaneamente ,ma quei giorni sono proprio finiti".
E' un argomento delicato, ma Dylan continua
.
"Una volta ogni tanto,le canzoni mi arrivano
come un cane da guardia al cancello e chiedono di essere scritte.Ma la
maggior parte delle volte la mia mente le getta via.
Sei bloccato a domandarti se qualcuno le vuole
ascoltare veramente.Lasciamo che sia qualche altro a scriverle"
Nonostante cio',scrive ancora abbastanza per
un album nuovo ogni due anni circa e alcuni, per esempio Oh Mercy, sono
accolti con entusiasmo.
Stringe le spalle al nominare quanti sono
stati chiamati "nuovo Dylan".
"Non e' mai stato un problema.Non c'e' nessuno
che fa le mie cose,sebbene non voglia dire che io sono il piu' grande.E'
solo roba mia,e nessuno puo' rifarlo.Nessuno struttura il linguaggio con
lo stesso senso delle rime.E' la mia roba,proprio come nessuno puo'
scrivere una canzone triste come Hank Williams o amara come Willie Nelson.Il
mio lavoro e' la struttura delle rime".
Dylan sembra sciolto ora .Non lascia le domande
senza risposta.Potrebbe essere stanco e troncare la discussione.
Ma e' ancora al suo posto ,coinvolto
nella discussione.
Come molti scrittori,non gli piace parlare
del suo materiale,ma gli va di dire la sua opinione su alcune delle mie
canzoni preferite.
Annuisce quando gli cito Every grain of sand.
"E' un' eccellente canzone,davvero indolore
da scrivere"dice senza esitazione"ci sono voluti 12 secondi."
Non sembra entusiasta a citargli Tangled up
in Blue,una delle piu' citate canzoni del dopo anni sessanta:
"Ho sempre pensato che era stata scritta troppo
in fretta.A volte succede con una canzone,troppi versi,come se stessi correndo
da qui a li'"
Annuisce nuovamente a Just Like a Woman :"E'
una canzone difficile da definire,e' un altra di quelle che puoi cantare
centinaia di volte e ancora a chiederti cosa vuol dire ,ma c'e' autentico
sentimento dentro".
Fa una pausa, come se improvvisamente fosse
non cosciente.
"Non voglio dire che alcune di queste canzoni
siano grandi canzoni,ma che sono state in alto in una lista di canzoni
che siano mai state scritte".
Le sue risposte diventano piu' corte alla
menzione di altre,vecchie canzoni,ma fa commenti sulle liste dei critici
di canzone d'amore opposte a canzoni politiche:
"Hanno definito un sacco di mie canzoni politiche,ma
non sapevano neanche cosa fosse politica" si accende una sigaretta "i politici
non contano ,sono gli uomini di affari dietro di loro".
Sorride poi aggiunge:"All Along the Watchtower,e'
forse la mia sola canzone politica (uomini di affari,bevono il mio vino,scavano
al mia terra...)
E' passata l'una di notte quando l'autista
annuncia che il bus sta arrivando a Chicago ,un terzo della strada verso
South Bend,e la conversazione e' arrivata al fascino di Hollywood verso
il rock'n' roll.
Come reagirebbe all'idea di un film che attraverso
la sua biografia illustrasse l'America degli anni 60?
"Non mi andrebbe assolutamente.Nessuno ne
sa abbastanza di me ,si tratterebbe soltanto di una speculazione.Chi fu
a dire che la fama e' una maledizione ? E' proprio vero. Guardate Elvis
Presley: e' piu' grande ora di quanto non fosse quando era in vita,continua
a vivere nel ricordo della gente,ma credete davvero che si ricordino piu'
della sua musica o di tutte le cose che siano state scritte su di lui?"
Il bus si ferma per lasciarci all'aereoporto,e
Dylan chiede una tazza di caffe' fresco.
Uno si aspetta che qualcuno vada giu' a prendergliela
.Invece ,scende ed entra nel bar aperto tutta la notte e siede al tavolo.
Un gruppo di motociclisti non lo nota neanche
.
E' una scena un po' triste,come un quadro
di Edward Hopper ,e vedere Dylan farne parte,dà un immagine di gloria
che passa.
Nessuno a 50 anni passerebbe tutti questi
mesi on the road,specialmente se e' inverno.
Se Dylan mantiene questo ritmo, fara' circa
120 concerti quest'anno.
"Non sono poi molti" dice "Willie Nelson o
B.B.King ne fanno di piu'.Ma e' un buon numero per me".
Dice che si riserva il diritto di fermare
il Tour in qualsiasi momento.
"Qualora diventasse come un lavoro,allora
mi fermero'.Non voglio essere prigioniero di questa cosa piu' di qualunque
cosa nella vita"
Ma per adesso,la strada e' la sua scelta e
sembra grato della possibilita'.
Dopo tutti questi anni,libero di andare in
giro per il mondo in pace, libero della cappa degli anni 50.
In ultima analisi, i motivi dell'impatto culturale
di Dylan sono un puzzle piu' che per qualunque altro artista.
Che cosa fara' Dylan dopo questo Tour?
" E' molto rischioso fare progetti a lungo
termine, perche' entra in gioco la propria vanita'.
E' gia' abbastanza difficile ipotecare il
domani. La liberta' ce la da' Dio, e non dovremmo preoccuparci che del
presente. Una cosa poi e' quando e' uscito un tuo disco, e sai che la gente
lo sta accogliendo con favore: ti da' la carica. Ma non e' il mio caso.
Io non ho nessun nuovo album, e stento a capire come mai la gente venga
ancora a sentirmi, cosa in effetti cerchi, cosa voglia sentire. Forse semplicemente
cio' che cercavo io quando ho scritto quei brani".
da : Los Angeles Magazine, 9 febbraio 1992
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