Bob Dylan
L'INTERVISTA DI BERT KLEINMAN
30 LUGLIO 1984

Seconda parte

(per la prima parte clicca qui)
 

"Ho già dato abbastanza. Che vogliono ancora da me?"

B.K.: Registrare è una cosa completamente differente rispetto ad esibirti su un palco. E tu, da quel che ho sentito, provi a registrare nella maniera più spontanea possibile... ?

Dylan: Sì, lo facevo, ma non è più così, non avviene più così spesso. Ma ero solito farlo, perchè registrare una canzone mi annoia, sai, è come lavorare in una miniera di carbone... Beh, voglio dire, non è davvero così, non è che tu sia completamente sotto terra! Forse non in un senso letterale, ma... puoi restare chiuso in una stanza per mesi. E allora quel che tu pensi sia vero non lo è più, ascolti suoni e il tuo intero mondo diventa lavorare con i nastri e cose del genere... Non mi è mai piaciuto quell'aspetto del mio lavoro... Inoltre non sono mai arrivato a quel livello... quando registravo all'inizio andavo semplicemente in sala di registrazione e incidevo le canzoni che avevo... Era così che funzionava all'epoca. Ma ora la gente non registra più in quel modo... La tecnologia ha incasinato tutto... E' tutto un imbroglio...

B.K.: Un imbroglio?

Dylan: Sì, è tutto un imbroglio. La tecnologia sta offrendo un falso quadro delle cose. Se ascolti molti dei dischi che vengono realizzati oggi, sono tutti in qualche modo fatti grazie alla tecnologia. Il che è una specie di connivenza col crimine... puoi sognare qualsiasi cosa tu voglia realizzare e poi andare in studio ed esaudirla! Poi vai a sentire alcune di quelle canzoni eseguite dal vivo e resti molto deluso, perchè... ehm... voglio dire... ammesso che tu voglia davvero sentirle dal vivo... Potresti non volerlo sapere... Beh, io penso che tutto sia diventato un imbroglio... ma è il progresso, sai... Non puoi tornare al metodo che si usava una volta. Perchè un sacco di gente ha imbrogliato le cose, ma un sacco di altra gente ne riceve un grande vantaggio. In altre parole ora tu puoi ottenere qualcosa che va bene anche se è sbagliata... ma puoi far sì che vada bene... sai, potrebbe essere totalmente sbagliata ma puoi far sì che vada bene! E può essere fatto tutto quanto solo con il suono e con la tecnologia e... stavamo registrando una canzone l'altra sera e dovevamo mettere un battimani... e il tizio che era seduto dietro il mixer ci ha detto "Beh... non vorrete davvero mettervi a battere le mani...? Ho un macchinario qui che può farlo al posto vostro..." Ed il nome di questo affare era Roland o qualcosa del genere (risate). E invece siamo andati al microfono e abbiamo semplicemente battuto le mani. Non era un gran problema ma potevamo avere un macchinario con cui farlo... Ma questo è solo un piccolo esempio di come ogni cosa al giorno d'oggi è condizionata dalle macchine...

B.K.: Parli quasi come se... non so davvero come dirlo... come se il mondo fosse andato avanti e tu fossi rimasto all'antica...

Dylan: Beh, io mi sento all'antica, ma non credo di essere all'antica nel senso che non sono moderno... Sai, ad un certo livello non esiste una cosa all'antica e una cosa moderna... in realtà niente è cambiato. Io non credo di essere all'antica nel senso che mi sento una persona obsoleta che se ne sta seduta da qualche parte... sai, nel Montana... e che se ne sta soltanto lì a guardare la neve che cade. Ma anche se così fosse, sono sicuro che andrebbe comunque bene.

Mogull: Sì, Bob, ma tu non puoi andare ad un concerto come Wembley e ottenere quel tipo di...

Dylan: Sì, okay ... ma la vita è così, non hai molti anni da vivere, giusto? Perciò per quanto tempo sei in grado di riuscire a stare al passo con le cose ...? E quando tieni il passo con le cose con che cosa stai tenendo il passo? Chi compra la maggioranza dei dischi oggigiorno? Ragazzini di 12 anni? Chi compra i dischi di Michael Jackson? Ragazzini di 12 anni. Di 14, 16, 20 ... Non so chi compra cinquanta milioni di dischi di qualcuno. Sai, non puoi competere con un mercato che è rivolto a ragazzini di 12 anni. Sai... hai dei critici di oltre 40 anni che scrivono a proposito di dischi che sono rivolti a ragazzini di 10 anni! E ricavano da questi dischi una filosofia intellettuale.

B.K.: Ma tu non ascolti queste cose?

Dylan: No, non ascolto queste cose e non ascolto quei critici. Io sono venuto su con un sacco di persone che dovrebbero conoscere molto meglio tutto quanto, che hanno fatto carriera scrivendo di rock 'n' roll. Scrivere di rock 'n' roll ...! Voglio dire... sai... quanto puoi essere indecente? Beh, non sto dicendo che sia tutto da buttare, la gente deve esprimere se stessa... Così il rock 'n' roll gli dà un brivido, o gli ha dato un brivido in passato. Beh, molte delle persone alle quali io penso come autorità del rock 'n' roll sono persone che hanno documentato su carta tutto quello con cui io ricordo di essere cresciuto quando è iniziato... giusto? Perciò tutti sanno dove sono le radici del rock 'n' roll. Tutti sanno chi ha fatto cosa, ma farne un giochetto intellettuale è qualcosa che esula dalla questione, sai... non aggiunge davvero niente alla storia della musica popolare... E' soltanto un voler alimentare un sacco di persone ciniche e che si considerano più giuste e migliori e che pensano di avere un diritto sulla miniera d'oro del rock 'n' roll... o quel che è. Trovo tutto questo molto disgustoso.

B.K.: Ci sono delle cose alle quali tu riguardi oggi pensando al passato e per cui dici: "Dio, quella era davvero buona"?...

Dylan: Oh, sì. Ma alcune delle canzoni di cui parli, sai... non sono in grado di scriverle oggi. In alcun modo. Ma guardo quelle canzoni, perchè le canto in continuazione, e mi chiedo da dove sono venute fuori e come sono nate... come sono state costruite. Anche le canzoni più semplici, le guardo in quel modo. Non potrei rifarle oggi, e nemmeno ci provo. Sarei uno stupido a provarci. Penso che ci siano un sacco di bravi autori di canzoni però... quel che io ho fatto l'ho fatto da solo... ma ci sono un sacco di altri bravi autori di canzoni... della mia epoca.

Mogull: Chi ad esempio, Bob?

Dylan: Randy Newman scrive buone canzoni, Paul Simon ha scritto alcune buone canzoni... Penso che "America" sia una buona canzone, penso che "The Boxer" sia una buona canzone. Penso che "Bridge Over Troubled Water" sia una buona canzone. Paul ha scritto anche un sacco di canzoni brutte ma tutti quanti l'hanno fatto. Vediamo... alcuni scrittori di Nashville... Shel Silverstein scrive grandi canzoni. E' una delle persone che scrivono canzoni che io preferisco. Sai, qualsiasi cosa tu esprima viene fuori dalla somma delle conoscenze e dalla luce e dall'ispirazione che tu le dai... Se gliene dai solo un po', sai... beh, devi farne il meglio che puoi...


Shel Silverstein

B.K.: Hai mai provato a dedicarti ad altre arti?

Dylan: Sì, alla pittura.

B.K.: Davvero? Dipingi molto?

Dylan: Sì, beh non molto in anni recenti... ma è qualcosa che vorrei fare se ne avrò la possibilità... devo essere nel posto giusto per poterlo fare, devo dedicargli un sacco di tempo... perchè una cosa porta ad un'altra e tendi a scoprire nuove cose mentre vai avanti. Perciò ci vuole tempo per svilupparle, ma io so come farlo, fondamentalmente... perciò una volta che ho preso il ritmo...

B.K.: Tieni del tempo per te stesso?

Dylan: Oh, sì, tengo del tempo per me stesso. Non ho tempo pubblico. La gente pensa di sì ma quello è il mio tempo.

B.K.: E' un grande posto in cui trovarsi.

Dylan: Beh, quello è il posto in cui ti trovavi quando sei nato. Quello è il posto in cui dovresti essere. Voglio dire... cosa c'è che non ti fa stare in quel posto? Devi essere parte della macchina... perciò cosa succederebbe se non facessi parte della macchina?...

Interruzione

Dylan: Non so se sono mai stato felice... Non so... voglio dire... felice? Non mi considero felice e non mi considero infelice, non ho mai pensato alla vita in termini di felicità ed infelicità. Non mi è mai capitato.

B.K.: Pensi alla vita in termini di crescita?

Dylan: No! Non penso mai alla vita in termini di crescita... ti dico cosa penso... che non puoi mai fermarti da nessuna parte... non c'è posto in cui fermarsi... Sai... quei posti al lato della strada dove puoi fermarti... sono solo un'illusione.

B.K.: La strada va avanti...

Dylan: Già, tu puoi andare per quella strada... e puoi volerti fermare... ma non sei in grado di restare fermo in quel posto.

B.K.: Quando parli di andare per quella strada, non è in un certo senso una crescita? O almeno un movimento. Dal punto A al punto B...

Dylan: Sì, è una crescita. Ma cos'è una crescita? Voglio dire che ogni cosa cresce, è semplicemente il modo in cui va la vita, la vita cresce. Sai, la vita cresce e muore, vive e muore. Ogni volta che arrivi in un posto, non è quello, devi andare a quello successivo. Non puoi restare da nessuna parte, non esiste posto in cui stare, non c'è posto che ti tratterrà.

B.K.: A causa della noia o perchè è così che va?

Dylan: No, perchè è semplicemente nella natura delle cose...

B.K.: Dunque ti vedi sempre in movimento? Ti vedi sempre mentre prosegui costantemente in avanti?

Dylan: Vedo tutti in questa maniera, vedo il mondo intero in questa maniera. Quel che non va così è semplicemente qualcosa di morto.

B.K.: Ah... com'è quel verso? Quelli che non sono impegnati a nascere sono...

Dylan: ...impegnati a morire? Che grande verso!

B.K.: Non l'ha scritto qualcuno?

Dylan: Un verso classico che... Sai... la gente dice "Beh, non è grande avere la possibilità di fare quel che fai?"... Beh... Ad un certo livello lo è... ma la gente dimentica che un artista... un artista che fa concerti... chiunque vada in tour... chiunque suoni dal vivo di città in città sera dopo sera... beh... la gente pensa che sia facile... Ma non è facile. La gente pensa che tu vada ad una festa... e ti chiede: "Come ti va?" e io dico: "Sono a Schenectady!" (risate). E loro rispondono "Oh bene, ti stai divertendo e io invece sono qui bloccato ad Orlando"...
Ma non è... sai... devi semplicemente alzarti, prepararti e fare quel che si suppone tu debba fare. So che quando vado via dalla strada... oh Dio! Per le prime due o tre settimane... Voglio dire... Posso alzarmi a qualsiasi ora io voglia! Non devo andare a dormire ad una certa ora ed alzarmi ad un'altra determinata ora, e programmare il mio tempo per fare questo ed essere in un certo posto e fare questo e fare quest'altro, e tornare e fare un certo numero di ore di sonno. Sai... mangiare bene... nel caso tu abbia paura di ammalarti o abbia paura di farti del male da qualche parte lungo il percorso... Tutte queste cose... semplicemente spariscono quando arriva l'ultimo show del tour... e allora puoi fare tutto quel che vuoi... E' una sensazione euforica.

B.K.: Navighi?

lunga pausa (probabilmente Dylan dice all'intervistatore che non vuole parlarne...)

B.K.: Sì?

Dylan: Sì.

B.K.: Cioè vuoi parlare di qualsiasi cosa ti piaccia fare tranne che...

Dylan: Mi piace fare un sacco di cose ma non voglio parlare delle cose che mi piace fare...

B.K.: Okay.

Dylan: Parlerò delle cose che non mi piace fare!

B.K.: Hai dichiarato che ti consideri una persona abbastanza regolare... Vuoi dire che sei come chiunque altro?

Dylan: Beh, certo, sai respiro la stessa aria di tutti. Devo fare le stesse cose che fa la maggior parte della gente...

B.K.: Beh... in molte delle tue prime canzoni però c'è una sensazione come di separazione...

Dylan: Oh, beh... c'è sempre una sensazione come di separazione, anche nelle canzoni successive voglio dire... Non ci sarebbe alcun senso se non ci fosse una sensazione di separazione. Voglio dire che se non avessi qualcosa di differente da dire alla gente, allora che senso avrebbe fare quello che faccio? Voglio dire... potrei fare un album delle Ronnettes!


The Ronnettes

Mogull: Io penso che la cosa più interessante che hai detto finora, Bob ...

Dylan: Ho detto qualcosa di interessante?...

Mogull: Una cosa che è stata estremamente interessante per me è quando hai detto che hai iniziato a scrivere perchè nessuno scriveva le canzoni che tu volevi cantare.

Dylan: Sì, è stato allora che ho iniziato a scrivere... ed è il motivo per cui ancora sto scrivendo... Vorrei che arrivasse qualcuno e mi desse qualche canzone che io possa cantare. Sarebbe come un peso che mi toglierei dalle spalle... Voglio dire... E' un grosso peso! (risate)

B.K.: C'è ancora un sacco di aspettative da parte della gente nei tuoi confronti. Sei stato capace di andare al di là di questo, di smettere di preoccuparti di quello che la gente si aspetta da te?

Dylan: Chi si aspetta cosa? Voglio dire che chiunque si aspetti qualsiasi cosa da me è un caso borderline. Nessuno che abbia almeno un briciolo di senso della realtà si deve aspettare qualcosa da me. Ho già dato abbastanza, sai, che vogliono ancora da me? Non puoi continuare a dipendere da una persona perchè ti dia tutto.
Quel che in genere io faccio è dire, okay, scriverò una canzone, sia che si tratti di un testo che di un ritmo... ma lo faccio per me, poi esco e la suono e... ehm... Non sono un grande ammiratore di roba come i videoclip. Voglio dire che non mi interessa fare dei video, ma per me è una cosa da niente provare e tentare di farne uno... perchè è una cosa falsa, sai...  è tutto quanto basato su quanto bello e piacevole il video possa sembrare... chiunque può fare un video. Chiunque. Purchè tu abbia una telecamera... quale tipo vuoi? 16mm, videocamera, chiunque può farlo. E chiunque può fare un buon video, e... ehm... alla gente piacerà. Ogni cosa viene realizzata in maniera tecnologica... lo puoi mettere in ghingheri in molte e differenti maniere. Così la gente non saprà cosa pensare. Nessuno si siederà lì e dirà 'oh questa è una porcheria', oppure 'questo è fantastico'... è una cosa che non ha alcun senso... E' passato un sacco di tempo dall'ultima volta che ho visto una di quelle robe, ma l'ultima volta che ne ho visto uno, voglio dire... ero sgomento. E poi... quando vai a vedere dal vivo alcuni di questi gruppi... e io ne ho visti alcuni... non sono niente, sai... non sono proprio niente. E' questo il motivo per cui ricorrono così tanto alla finzione... in un'altra arena invece devi farlo dal vivo oppure non devi farlo per niente. Io ho sempre suonato dal vivo fin da quando ho iniziato, ed è quello che è sempre contato per me. Non conta un video o un filmato, non mi interessa diventare una star dei film o una star dei video o qualsiasi altra di quelle robe, sai...

Interruzione

Dylan: In genere io sono in uno stato di intorpidimento mentale prima dei miei spettacoli e devo scuotermi ad un certo punto... in genere mi ci vogliono una o due canzoni... altre volte ci vuole molto più tempo... A volte mi ci vuole il tempo di arrivare ai bis! (risate)

B.K.: Immagino che la band abbia un ruolo in questo discorso...

Dylan: Oh, assolutamente. Ho suonato con alcune band che mi sono state così d'intralcio che era uno sforzo incredibile riuscire ad arrivare alla fine dello show... Oh sì... alle volte diventava ridicolo, sai.

B.K.: Immagino anche il rovescio della medaglia... cioè che ci sono state band che davvero ti hanno entusiasmato...

Dylan: Sì... l'ultima band che ho avuto... pensavo che fosse molto buona.

B.K.: Quello della Rolling Thunder è stato un tour interessante, non solo dal punto di vista dell'esibizione... era l'intera idea del progetto... C'era molta spontaneità.

Dylan: Già... c'era decisamente un sacco di spontanetià...

B.K.: Era una cosa che faceva paura oppure era eccitante?

Dylan: Un po' entrambe le cose. Facevamo doppio spettacolo durante gli show della Rolling Thunder. Restavamo nella sala diciamo per... 14 ore. Sai, gli show della Rolling Thunder erano lunghi 6 ore! (sic)

B.K.: Quella doveva essere gente che amava davvero far musica.

Dylan: Beh... (ridendo) ... c'era così tanta gente... sai, la gente del pubblico andava e veniva... si portavano dietro il pranzo o la cena etc..

Mogull: Come ad un concerto dei Grateful Dead?

Dylan: Gia, già.

B.K.: Era una tua idea? E' venuta a te?

Dylan: No, è semplicemente successo. Abbiamo iniziato con un piccolo show e poi si è evoluto in...


Joan Baez e Bob Dylan durante la Rolling Thunder Revue

B.K.: Quella è una cosa fantastica secondo me, che tu sia stato capace di mantenere insieme tutta quella gente...

Dylan: Penso che gli show della Rolling Thunder fossero grandi... penso che un giorno qualcuno dovrebbe farne un film!

B.K.: E chiamarlo...

Dylan: Rolling Thunder!


traduzione di Michele Murino

fine seconda parte

- continua -

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