     
WORLD TOUR 1966
THE HOME MOVIES
Through the camera of Bob Dylan's
drummer Mickey Jones
|
di Benedicta "Hamster"
Cosa si può dire, a un fan di Bob, sulla tournée
del 1966 che ancora lui non
sappia?
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, ancora
molto.
Sarà perché quel periodo, iniziato canonicamente
per i fan del nostro con la
pubblicazione di Blonde on Blonde (da molti ritenuto
il suo capolavoro, e da
tutti gli altri come uno dei dischi fondamentali di tutti
I tempi) ha
coinciso nell'immaginario collettivo con il più
alto apice toccato fino a
quel momento dalla rivoluzione sociale e creativa creata
da Bob; e anzi,
addirittura, ha creato per lui l'icona visiva con la
quale sarebbe sempre
stato ricordato nella memoria di molti, ovvero quella
sua tenuta sottilmente
e irresistibilmente rivoluzionaria, con il mitico completo
pieds-de-poule, i
ray ban scuri e I capelli stile "medusa", come i fan
amano definirli.
"Songwriter shocks fans", come recita un trafiletto di
giornale che
meticolosamente Jones riporta. Questo famoso momento
della carriera di Bob,
definito comunemente "la svolta elettrica", inizia nel
'65 a Newport ma si
espleta completamente proprio nel '66, fino ad arrivare
al famoso incidente
di moto che - grazie al cielo - pose fine all'iperattività
anfetaminica di
Bob per aprire un altro nuovo, straordinario ciclo della
sua vita e della
sua arte.
Naturalmente io non faccio eccezione nell'amore per i
concerti del 1966,
anche se rifiuto categoricamente l'opinione di alcuni,
di solito
non-dylaniani, secondo i quali quello sarebbe stato in
assoluto il momento
migliore della carriera di Bob, prima di scivolare su
cose meno eccitanti...
Diciamo semplicemente che se prima, con la canzone folk
e di protesta, Bob
aveva toccato i cuori e influenzato le anime di tanti
ragazzi che credevano
in ideali che potevano accomunarli, ora, con la svolta
elettrica, Bob
irrompe come un tornado e arriva a tutti, al mondo intero,
grazie alla forza
mediatica del suo rock e all'energia di quella musica
che in quegli anni
stava producendo in campo internazionale le sue cose
migliori, innestando
così una vera sensazione sociale e popolare, per
così dire.

Questo prodotto in particolare, un dvd dal titolo "World
Tour 1966: The Home
Movies", si propone come strumento definitivo per "capire"
davvero la
tournée mondiale del 1966 che, come recita il
retro della confezione del
disco, non fu ben compresa all'epoca. E' stato realizzato
grazie e per
volontà di Mickey Jones, il batterista che accompagnò
Bob durante quella
incredibile tournée, ed è lui la vera star
del programma, o meglio, lo sono
i suoi ricordi. Infatti questo è un vero e proprio
"documentario fatto in
casa", composto proprio, prima ancora che dai filmini
amatoriali citati nel
titolo, dalla memoria e dalle reminiscenze di Jones sul
suo rapporto con Bob
e sulla famosa, mitica e tanto favoleggiata tournée
del '66, quella che
cambiò la storia del rock, e della musica in generale,
scatenando nuove
ondate di energia elettrica sulle platee allibite (le
quali spesso
rispondevano con poca lungimiranza a tanta innovazione).
Ebbene, Mickey Jones, che all'epoca era il giovane e
nuovissimo batterista
reclutato appositamente per quel tour, portò con
sé nel corso di quella
tournée una telecamera otto millimetri, di quelle
portatili diffuse
all'epoca, e con essa immortalò i luoghi, la gente,
le atmosfere e le
sensazioni delle tappe del tour, dall'Australia alla
Svezia all'Inghilterra.
E, naturalmente, Bob e i suoi. Attenzione però!,
non aspettatevi di vedere
grandi quantità di filmati live inediti, o interi
spezzoni di Bob sul palco,
o di Bob mentre si lava i denti, o simili, perché
non è questo quel che
bisogna cercare in questo dvd, e non lo troverete. Per
desideri di quel tipo
abbiamo già Eat the Document, composto da filmati
girati esattamente nello
stesso periodo. Ma questo documento di Mickey Jones può
rivelarsi
altrettanto intrigante per il vero fan di Bob, perché
si concentra non solo
sulle esibizioni di Bob dal vivo durante quella tournée,
ma su tutto quel
che durante la tournée accadeva, sull'atmosfera
del momento e di quella
stagione musicale così irripetibile, e su come
le percepiva chi era lì sul
palco a "fare la storia", storia che aveva le sue ripercussioni
sulla vita e
sull'arte di di ognuno, in quell'epoca e in quel periodo
storico,
rivoluzionario non solo dal punto di vista musicale,
ma anche sotto tanti
altri aspetti.
Avviene così che questo documentario, di ben 91
minuti di durata, sia una
lunga narrazione, fatta da Mickey Jones in persona, su
tutto quel che lui
ricorda e può raccontare, a partire proprio dai
suoi inizi come batterista,
prima nella band liceale dei Catalinas e poi in quelle
di Trini Lopez (!) e
di Johnny Rivers, e dagli eventi che lo portarono ad
andare in tournée con
Bob. Il tutto è accompagnato dalle belle riprese
da lui effettuate, tutte a
colori e, bisogna dire, molto suggestive, perché
cariche di atmosfera (e se
si pensa che vennero realizzate con una otto millimetri!).
Si tratta per lo
più di riprese in esterni, paesaggi, aeroporti,
strade e palazzi, veri e
propri appunti di viaggio, anche se non manca, per la
gioia di noi tutti,
qualche (breve) ripresa inedita di Bob sul palco. E poi,
naturalmente, ci
sono tutti loro, i musicisti e gli amici, sul bus, in
albergo, in giro per
le città e sul palco: i giovani Hawks, con Robbie
Robertson che fa capolino
in qualche ripresa, Rick Danko, Bobby Neuwirth, Mickey
Jones stesso, e tutti
coloro che seguivano Bob.
I fiumi di ricordi di Jones ci offrono delle vere e proprie
perle: del
resto, la storia è una storia davvero affascinante,
come già tutti sapete, e
c'è da dire che Jones la racconta bene, emozionandosi
ancora adesso e
trasmettendo a chi ascolta la magia dei suoi racconti:
dal primo incontro
con Bob, nel '65, a un tavolino del club Whiskey A Go
Go, dove Bob volle
incontrarlo per dirgli "You're my favourite rock'n'roll
drummer in the
world", all'emozione della telefonata, arrivata un anno
dopo quel primo
incontro, con l'offerta di suonare con lui in un world
tour interamente
elettrico, "The First Eletric Tour" (divertente la contrattazione
di Bob
riguardo al pagamento: "pagherò il tuo viaggio
e i tuoi hotel se tu pagherai
i tuoi pasti!"), fino all'amicizia con Ronnie Hawkins
e alle prove,
rigorosamente notturne, del tour, per arrivare poi alla
fatidica partenza,
con il primo arrivo alle Hawaii e un giro del mondo che
inizia da lì, senza
che nessuno, a parte Bob e i suoi Hawks, immagini minimamente
cosa sta per
accadere, che Bob suonerà elettrico, dopo aver
comprato di tasca sua tutta
la strumentazione e aver mantenuto il segreto... "because
he wanted to play
electric music". E ha ragione Mickey Jones quando, guardando
le riprese di
Honolulu, dice: "Now THIS is really 1966." Intorno a
tutto ciò, gli aneddoti
non mancano (avreste mai detto di sentire Otis Redding
dire "darei qualunque
cosa per incontrare Bob Dylan?"), insieme ai segreti,
ai "dietro le quinte"
dell'organizzazione e dello sforzo artistico che stava
dietro a tutto il
progetto...
Sono queste, a mio parere, le cose che rendono questo
dvd davvero gradevole:
e il mio consiglio, se quel che cercate non è
solo Bob in persona ma una
testimonianza che vi restituisca il Bob del 1966 e il
suo mondo, e se
masticate appena un po' l'inglese (di sottotitoli neanche
a parlarne, ma per
fortuna Mickey Jones parla con calma e con un ottimo
accento e si fa capire
bene) è di accaparrarvi questo piccolo documento
e di apprezzarlo proprio
per quello che è: un documento interessante su
uno dei periodi più famosi e
chiacchierati di Bob, prodotto da qualcuno che era presente
all'epoca (se
aspettiamo che ce le racconti Bob, queste cose... Attendo
con ansia
Chronicles, per questo!!!)
In più, per entrare nei dettagli, nel dvd ci sono
anche alcune delle foto in
bianco e nero di Barry Feinstein, il fotografo che insieme
a Elliott Landy,
Daniel Kramer e Jim Marshall meglio seppe immortalare
il Bob degli anni '60;
e, frugando con cura nella photo gallery, troverete anche
qualche altra
immagine interessante che non vi aspettate. Ma soprattutto,
dettaglio da non
sottovalutare per noi che viviamo oltreoceano, il dvd
è Regione Tre: questo
significa che può essere letto da qualsiasi lettore
indistintamente, senza
problemi di compatibilità.
Il documentario, nella versione su dvd (ne esiste anche
una versione su VHS,
per chi fosse interessato, ma ricordatevi dell'NTSC)
è acquistabile solo su
internet, sul sito www.1966tourhomemovies.com, e costa
24.95 dollari, circa
50.000 delle vecchie lire.
Mi sa che questa volta, contrariamente alla famosa canzone,
Mr. Jones se n'è
davvero accorto, di quel che stava succedendo intorno
a lui... E ha avuto
una bella pensata, per fortuna non solo per il suo portafogli!
Merita un
posticino sullo scaffale, direi a fianco a Don't look
Back... Enjoy!
Beni Hamster






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