|
i saggi di Maggie's Farm |
|
la sua musica, i suoi testi, i suoi dischi, la sua vita |
|
Invia tutto a spettral@tin.it e saranno inseriti in queste pagine |
|
The Rolling Thunder Revue di Alessandro Cavazzuti |
E' probabile che il nuovo volume delle Bootleg Series
di Bob Dylan riesca nell'impresa di accontentare non solo i semplici estimatori
ma anche i fan di lunga data, notoriamente esigenti e spesso (giustamente)
critici nei confronti delle pubblicazioni live ufficiali del cantautore
americano.
I primi avranno, per la prima volta, la fortuna di ascoltare
alcuni estratti della miglior musica mai prodotta da Dylan su un palcoscenico;
gli hardcore fans, dal canto loro, potranno godere della
superiore qualità di registrazioni già in loro possesso,
ma generalmente circolanti in qualità mediocre.
Quest'ultimo è un aspetto da non sottovalutare.
Nel corso degli anni quasi tutti i concerti della RollingThunder
Revue sono circblati tra i collezionisti e i fan attraverso registrazioni
pirata, molte delle quali in qualita' quanto meno discutibile.
E' altresì vero che la crew di Dylan registrò
tutti i concerti di quel tour su un multipiste e che alcune di queste (ottime)
registrazioni dal mixer si diffusero ben presto attraverso la fitta rete
dei trader.
Tra queste, quella del secondo concerto di Boston, da
cui sono tratte undici delle ventidue canzoni che compongono Bootleg Series
Vol. 5.
Ma dimenticatevi quelle registrazioni pirata.
Per quanto buone possano suonarvi, non possono competere
col sound pulito e
diretto di questi due cd. La rimasterizzazione è
stata indubbiamente eseguita a regola d'arte. Ogni singolo strumento è
qui perfettamente udibile (e parliamo di cinque chitarre, pedal steel,
violino, basso, tastiere, batteria e percussioni) e il suono d'insieme
è reso come meglio non si potrebbe. La qualità della registrazione
rende finalmente giustizia al suono prodotto dalla Revue e alla splendida
voce di Dylan.
Non meno felice, naturalmente, è la scelta del
tour da cui le canzoni sono tratte. Niente a che vedere con i mediocri
concerti da cui furono tratti, a suo
tempo, album come Real live o Dylan And The Dead.
Questa, signori, è la Rolling Thunder Revue, uno
dei picchi della carriera di Dylan come performer. E se pensate che l'album
Hard Rain del 1976 sia sufficiente a rappresentare quel periodo artistico,
vi sbagliate.
E' sempre Rolling Thunder, d'accordo, ma l'approccio
e lo stile sono totalmente differenti da quelli dei concerti del 1975,
di cui questo album è testimonianza.
Una cosa che potrà dare fastidio ai fan di lunga
data è il fatto che si tratta di una compilation, non di un concerto
integrale.
Se questo può sembrare, a prima vista, un dettaglio
trascurabile, non lo è poi così tanto nel caso di Dylan,
i cui concerti generalmente rappresentano, nel bene e nel male, un viaggio
emozionale unico e imprescindibile.
Questo valore aggiunto è qui inevitabilmente perduto,
nonostante la sequenza delle canzoni rispecchi in linea di massima la tracklist
del periodo. Ma se anche manca la ciliegina, la torta c'è tutta,
e appetitosa.
Perchè, al di là di ogni valutazione sui
singoli brani, la musica contenuta in questi due cd è una vera gioia
per le orecchie: fresca, ispirata e suonata per il semplice gusto di farlo,
senza troppi calcoli, per puro divertimento.
Ciò che dà a questa musica il crisma dell'unicità
e l'incredibile livello di confidenza di Dylan con la band, forse mai raggiunto
prima di allora con nessun altro gruppo -spalla, nemmeno con The Band.
L'amalgama che i musicisti riescono a creare è
decisamente fuori dal comune ma non stupisce, perchè alla base c'è
la consapevole e incondizionata dedizione alla musica che stanno, di fatto,
creando.

|
Come writers and critics... clicca qui |
|
la sua musica, i suoi testi, i suoi dischi, la sua vita |
|
Invia tutto a spettral@tin.it e saranno inseriti in queste pagine |
|
sito italiano di Bob Dylan HOME PAGE
|
--------------------
è
una produzione
TIGHT CONNECTION
--------------------