Le interviste a Bob Dylan

da "The Age" (Melbourne), Martedì, 19 Aprile 1966

LE DOMANDE VOLAVANO

E' stata una calda, affollata conferenza all'aeroporto.

Intervistatori delle radio, operatori televisivi e giornalisti - e molti seguaci che si sono intrufolati furtivamente e che si sono fatti strada a spintoni nella folla soffocante fino a raggiungere Dylan.

Qualcuno spinge in avanti una copia del libro di Antoine de Saint Exupery "The Little Prince" per farselo autografare.

Un intervistatore balbetta qualcosa a proposito di una visita al Santuario di Healesville.

Un altro vuole un' "approvazione" per una tecnica utilizzata dai Beatles.

Domande - 'ti piace...', 'non ti piace...', psicologiche, sociologiche, eguaglianza razziale, vita borghese, pop art e ballate...

Alcune sciocche, alcune provocatorie ed altre semplicemente offensive.

Sotto la sua zazzera arruffata, Dylan, l'acclamato "re della musica folk," oscilla avanti e indietro sui suoi piedi come se stesse per svenire per un attacco.

La sua voce è appena udibile.

Alcuni dei quesiti Dylan li rimanda indietro agli intervistatori, ad altri scrolla le spalle come se non valessero lo sforzo fisico di rispondere, e per altri ancora, pochi, dà lunghe e fantastiche risposte degne del paese delle fate - nonsense del mondo beat ma acutamente divertenti.

PAZIENZA

Quando tutto è finito, l'imprenditore Ken Brodziak tira un profondo respiro: "Grazie a Dio non ha perso la pazienza."

Quel qualcuno che ha rischiato di perdere la pazienza è Dylan.

Il suo aspetto inusuale ed il suo spinoso individualismo lo rendono un bersaglio per la censura conservatrice.

D'altro canto, Dylan si ritrova ad essere il protagonista di molti lunghi e troppo "intelligenti" profili nelle riviste patinate.

Dylan prova senza presunzione a spiegare che è un "osservatore", e che non è coinvolto in niente.

E' uno scrittore di talento, un compositore ed un cantante con un tocco sensibile nell'interpretare i sentimenti del momento.

Ma la gente della pubblicità di questi tempi esige anti-conformisti che siano anti-conformisti uniformati. 


traduzione di Michele Murino

nelle foto sopra: Bob Dylan durante la conferenza stampa a Melbourne, 1966

sotto: Dylan all'aeroporto di Brisbane, 1966


E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION