La città che io vorrei

da "La città che io vorrei"

E fra mattoni giallo oro
tetti cupi e balconate
d’improvviso prende il volo
uno stormo di colombe

E un bambino in monopattino
passa accanto a una fontana
si ferma a bere per un attimo
son le dieci di mattina

Sì, lo so che non è vero
sì lo so, ma son sincero
E non esiste più, non ritrovo più
la città che io vorrei
è scomparsa ormai
ingoiata ormai
la città che io vorrei
che vorrei...

Esce come per incanto
dal buio freddo di un portone
una sposa tutta in bianco
sorridente incontro al sole

E un signore sconosciuto
dietro il verde di un cancello
muove in segno di saluto
una mano e se ne va

Sì, lo so che non è vero
sì lo so, ma son sincero
E non esiste più, non ritrovo più
la città che io vorrei
è scomparsa ormai
ingoiata ormai la città
che io vorrei, che vorrei...

E una madre, dolcemente
accarezza piano piano
il suo bambino sulla fronte...

Sì, lo so che non è vero
sì lo so, ma son sincero

E non esiste più, non ritrovo più
la città che io vorrei
è scomparsa ormai
ingoiata ormai la città
che io vorrei...