da "Per sempre Ivan"
duetto di Ivan con il figlio Filippo
Nasce all’improvviso e parla sottovoce
poi come una sorgente cerca la sua luce
quel fiume silenzioso che il mio cuore inonderà
Sai com'è a volte io non so comprendermi
c’è un lato oscuro in me da cui non so difendermi
ma è la curiosità che mi spinge avanti e tu lo sai
E la vita è così è tutta ispirazione
ma è un satellite perso nel blu, lassù...
Io invece sono qua, son qua
in questo stupido parcheggio qui in città
mentre io vorrei che tu
mi mandassi dei segnali da lassù
perché il mio tempo vola
e vola un'ora, quest’ora...
Di nuovo quel respiro nasce piano nella gola
poi scende nei polmoni come questa nebbia viola
scendo nella strada, monto in auto, la rincorro, lei è là...
Io invece resto qua, oh qua
in questo stupido parcheggio qui in città
e vorrei che tu, che tu
mi mandassi dei segnali da lassù
perché il mio tempo vola
e vola un’ora, quest’ora...
E il tempo mio è un’ora, quest’ora...
...puoi mandarmi dei segnali da lassù?
...puoi mandarmi dei segnali da lassù?
...perché il mio tempo vola, e vola...