da "La città che io vorrei"
Dolce, quando con realtà
tu mi parli di foglie ingiallite nel tempo di un tiepido autunno
Rose, ormai di un anno fa
che ricurve sui vasi fra le spine spezzate non vogliono ancora morire
Certo, il colore delle cose puoi vedere
ma immaginare come me non potrai mai
fiori di ghiaccio in fondo al fiume
e melodie distese al sole
e laghi immensi di corallo nel deserto
Cavalli bianchi con il morso di cristallo
Certo, il colore delle cose puoi vedere
ma immaginare come me non potrai mai
straordinarie creature
mostri di sale in riva al mare
stradine e curve fra le foglie di un ciliegio
Gente di sabbia dentro armadi di cemento
Dolce, quando con realtà
segui attenta i miei passi e mi tieni la mano intorno alla stanza
Casa, questa è casa mia
io ci vivo da sempre nel buio di sempre, con le illusioni di sempre
Certo, con gli occhi puoi vedere dove andare
ma viaggiare come me non potrai mai
io volo alto oltre le stelle
e il sole brucia la mia pelle
grifoni alati mi trascinano lontano
grifoni alati mi trascinano lontano
Dove la luna va a morire piano, piano
Dove la luna va a morire piano, piano...