IVAN GRAZIANI
1) Signora bionda dei ciliegi
2) Il chitarrista
3) Palla di gomma
4) 140 kmh
5) Navi
6) Nino Dale and his modernists
7) Torna a casa Lassie
8) Gran Sasso
Testi e musiche: Ivan Graziani
1/5: testi Cheope/Graziani
Produzione e arrangiamenti: Giampiero Reverberi
Registrato e mixato agli Stone Castle Studios di Carimate.
Ingegnere del suono: Ezio De Rosa
"Navi" e la parte vocale di "140 kmh", "Il chitarrista" e "Signora bionda
dei ciliegi"
registrate al Mulino di Milano
Ingegnere del suono: Piero Bravin
Le chitarre, il "suono" e la voce sono di Ivan Graziani
Le tastiere sono state suonate da Giampiero Reverberi
Basso: Beppe Pippi, Bob Callero
Batteria: Walter Calloni
Chitarra elettrica e acustica: Claudio Bazzarri
Contrappunti vocali di Pier Luigi Grandi, Antonella Melone, Beppe Pippi,
Giampiero Reverberi
Consulenza filosofico-morale di Anna, Tommaso e Filippo
Dedico "Gran Sasso" al mio vecchio amico Edoardo Moricone perchè
capisca che l'unico U.F.O. presente in Abruzzo è quella stupenda
montagna
Grazie a Nino Dale a cui dedico la canzone "Nino Dale and His Modernists"
per avermi insegnato a stare sul palco; spero di non dimenticarmene mai.
Ringrazio per l'intensa collaborazione il mio amico Mogol, vero poeta
dei nostri tempi.
Copertina di Mario Convertino
Coordinamento logistico: Antonio Coni / Antonella Camera
Edizioni Musicali Numero Uno S.r.l.
1983

Signora bionda dei ciliegi
Un altro dei più famosi e meglio riusciti brani di Graziani
del filone nostalgico... di quelli intrisi di ricordi di un amore lontano...
Un ragazzo dopo la scuola si reca in una villa in cui "la signora bionda
dei ciliegi" ("...la signora che era tanto più grande di me") lo
inizia all'amore e al sesso su un divano dannunziano... tra il piacere
e il terrore... l'odio e l'amore... in un gioco crudele...
Il ritornello ha un'ariosità estremamente riuscita in cui appare
chiara la mano dell'arrangiatore Reverberi... Bello l'intrecciarsi della
seconda voce del coro con la voce guida di Graziani, un accavallarsi e
rincorrersi che ricorda molto la celebre battistiana "Pensieri e parole".
Il protagonista si ritrova davanti alla bianca villa ormai vuota e
le "chiede" di riaccendere le luci di un tempo e di rievocare le immagini
di allora...
La capacità descrittiva di Graziani, qui - come nelle successive
4 tracce - coadiuvato dal paroliere Cheope (Alfredo Rapetti, il figlio
di Giulio "Mogol" Rapetti), è come sempre estremamente efficace
con la descrizione di piccoli particolari potentemente evocativi che si
affastellano nella mente del protagonista nel rievocare quei ricordi lontani...
un bicchiere di spuma freddo nella mano... il grande specchio in cui si
riflette il giorno... la villa prigioniera nella sua rete... i libri sotto
il braccio... sì signora, dopo i compiti di scuola, alle cinque
a
casa sua... non mancherò...
Il chitarrista
Uno dei brani rock più belli di Ivan, e più in generale
una delle sue migliori canzoni. Con i suoi potenti riff di chitarra e basso
estremamente indovinati è un brano trascinante che dal punto di
vista delle liriche si inserisce nel filone ironico di Monna Lisa, Motocross
e altre simili.
Un chitarrista sciupafemmine e baro, eccitato dalla carica sessuale
sprigionata da una ragazza che entra nel locale in compagnia di un uomo,
invita quest'ultimo ad una partita di poker. "Io avevo un full, lui due
coppie... Cosa rilanci se non hai più niente tranne lei?"
Il chitarrista vince la partita e la ragazza e all'alba dopo una notte
di sesso scappa via con il suo mazzo di carte truccate.
Bello il verso-tormentone del brano in cui il chitarrista, conscio
della sua slealtà, invoca il Padreterno: "Signore è stata
una svista... Abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista... Signore
se lanci uno strale... sbaglia mira per favore, non farmi del male...".
Palla di gomma
Un delicato finger picking di chitarra caratterizza questo brano introspettivo
velato di toni amari.
Musicalmente non convince a pieno anche perchè ha un ritornello
in cui la mano di Reverberi è forse un po' eccessiva tanto che il
pezzo appare inutilmente ridondante.
140 kmh
I centoquaranta chilometri all'ora del titolo sono quelli della bora
che soffia a Trieste, città che fa da sfondo a questa canzone d'amore
dalla bella e vivace melodia in cui il protagonista rievoca i ricordi lontani
di un fugace amore con una ragazza del posto, ricchi di belle immagini...
"Volta la testa verso Capo D'Istria e respira forte il vento di Nord Est...
Domani torneremo in via Strabona a guardare l'oro antico degli Ebrei...
Bora misteriosa di Trieste... Volavano le gonne delle zingare slovene...
Mi hai detto qualcosa nell'orecchio nel tuo dialetto così dolce
e cristallino... qualcosa come... non dimenticarmi mai..."
Navi
Una bella melodia con una splendida apertura nel ritornello ed un testo
molto mogoliano per una delle canzoni più battistiane di Ivan. "Che
posso fare... tu che puoi fare... se navighiamo in senso inverso in mezzo
al mare... tu sei libeccio ed io maestrale... son sempre venti... ma non
è uguale..."
Il titolo nasconde volutamente il nome dell'artista (letto al contrario).
Nino Dale and His Modernists
Un omaggio di Ivan al suo maestro Nino Dale, abbruzzese col cappotto
nocciola ed il cappello alla Humphrey Bogart che lo avvicinò ad
una festa in casa di amici mentre il giovanissimo Ivan suonava e gli disse:
"Tu sai suonare ed io son capo orchestra... Vieni con me a cantare, mi
chiamo Nino... Nino Dale and his modernists". Il testo scorre nostalgico
rievocando i ricordi di allora, di quando partirono per il mare per suonare...
"E fu l’estate degli amori incompresi (vai, vai, vai) mai consumati sulla
sabbia di notte (la gente vuol ballare, vai) mentre noi suonavamo per ore
(da me qualcosa imparerai) canzoni pieni di cuori spezzati. (son vecchio
del mestiere, sai?) Di donne vere neppure a parlarne (vai, vai, vai) a
parte una innamorata di noi...". Una che amava Nino... Nino Dale and his
modernists...
Musicalmente uno dei brani migliori del disco con un bel lavoro di
chitarre e sax che ricattura lo spirito "d'epoca"...
Torna a casa Lassie
Un'altra storia in stile "Motocross"... Il protagonista sta per essere
derubato dell'autoradio quando si accorge che il ladro è un suo
vecchio amico che non vede da anni... Potrebbe essere l'inizio di una rinnovata
amicizia ma il malcapitato alla fine ci rimette l'autoradio e l'amico...
E' un brano che sa più di riempitivo pur essendo musicalmente piacevole.
Gran Sasso
Il disco si chiude con un'altra ballata all'insegna della nostalgia
con una serie di ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza all'ombra del
Gran Sasso. Il testo non possiede però la forza di altre canzoni
di questo filone. Più convincente dal punto di vista musicale con
l'accompagnamento un po' country delle chitarre ed un ritornello abbastanza
immediato ed orecchiabile.
Michele Murino