maggie's farm presents
...I SAID THAT!
Così parlò Zimmerman...
Bob Dylan racconta se
stesso in 40 anni di interviste, dichiarazioni, articoli etc...
QUARTA PUNTATA
(di dieci)



 
A

APPAGAMENTO

"Parlo per me stesso, non posso parlare per tutti gli artisti, ma sicuramente quello che dico è vero per molti di loro. Tu non sei mai soddisfatto di quello che hai fatto. C'è sempre qualcosa davanti a te che è dove tu stai andando, non è dove tu sei stato. E' dove stai andando che importa e resti sempre da solo dopo che qualunque cosa che tu abbia creato è reso pubblico. Sai, è bello ma non puoi vivere sulle tue credenziali passate."



 
C

CHRISSIE HYNDE

"Chrissie Hynde è una cantante di rock & roll che in realtà dovrebbe tornare
a studiare della musica country. Potrebbe andare più in profondità nel cuore di
quel materiale. Perchè Chrissie Hynde è una chitarrista dal buon ritmo.
Il meglio che puoi essere è un chitarrista dal buon ritmo e un cantante, e lei
scrive bene ed ha buone idee. Sa cosa è giusto e cosa è sbagliato"

COMUNICAZIONE DI MASSA

"La comunicazione di massa ha trasformato New York in un grande spettacolo di carnevale.
È quello che ho sentito e me ne sono andato proprio quando stava per iniziare. L'atmosfera si era trasformata: alla creatività e all'isolamento era subentrata un'attenzione sempre più rivolta verso lo spettacolo. La gente leggeva troppo sulle proprie imprese e ci credeva. Non so quando è accaduto.
Forse quanto Peter, Paul e Mary sono diventati molto famosi. È successo in quel periodo. Per molto tempo sono stato famoso solo in alcuni ambienti di New York, Philadelphia e Boston, e mi andava bene così. Sono un testimone oculare di quel periodo. Uno dei sopravvissuti. Molta gente non ce l'ha fatta. O, comunque, non sono vissuti abbastanza per parlarne."
"La comunicazione di massa ha ucciso tutto. L'eccesso di semplificazione. Non so che progetto ci fosse dietro tutto questo. Comunque, ben presto la gente se n'è andata."



 
D

DEGENERAZIONE DEL R'N'R

U2

"Quello che sta succedendo nella musica è una degenerazione.
Specialmente il rock & roll europeo -- è così strano. Viene tutto dall'America,
ma è così lontano dalle prime cose, come quelle di Little Richard e
Chuck Berry. Quello era rock & roll puro, sai? Ma cosa ne è stato? E'
degenerato... Mi piacciono gli U2, però, bè, gli U2 in realtà sono piuttosto
originali. Ma sono Irlandesi; sono Celtici. L'America ti bombarda con troppa
porcheria. Devi fare un tentativo consapevole di stare lontano da quella
spazzatura. Invece un tempo, non ricordo di avere mai fatto un tentativo consapevole di stare lontano da qualcosa."


DESOLATION ROW

"Ora riesco a guardarmi indietro e vedere che devo avere scritto quelle canzoni "nello spirito". Come "Desolation Row" -- ci stavo giusto pensando l'altra
sera. Non c'è una maniera logica con la quale riesci ad arrivare a versi come
quelli. Non so come l'ho scritta. E' solo venuta fuori attraverso me."



 
E

ESIBIZIONI LIVE

Charles Aznavour

"I più grandi artisti che abbia mai visto dal vivo? Mi piace un sacco Charles Aznavour. L'ho visto negli anni sessanta alla Carnegie Hall e mi fece letteralmente impazzire. Andai lì con qualcuno che era francese.
Howlin' Wolf, secondo me, è stato il più grande dal vivo perchè non doveva muovere un dito quando si esibiva -- se vogliamo dire così, usare la parola "esibirsi". Non mi piace la gente che salta qua e là. Quando la gente
pensa ad Elvis che si muoveva intorno -- lui non saltava qua e là. Si muoveva
con grazia. Ad esempio, mi piace Mick Jagger. Ma vederlo saltare come fa... Non devi farlo, amico. E' ancora più cool essere Ray Charles, seduto al piano, e non muovere un dito. Spingendo il ritmo e l'anima dall'altra parte. Non ha nulla a che fare con il saltare qua e là. Voglio dire, come potrebbe avere a che fare con il saltare? Showbiz -- bè, non mi piace. Non vado a vedere qualcuno saltare sul palco. Odio vedere i polli esibirsi. Lo odio. Perchè si prostituiscono. Specialmente quelli che non indossano niente. Si prostituiscono dannatamente.


EVERY GRAIN OF SAND

"E' un' eccellente canzone, davvero indolore da scrivere. Ci sono voluti 12 secondi."



 
F

FANS

"Quelli piu' vecchi, quelli della mia generazione, non vengono piu' a sentirmi.
Molti negli ultimi anni sono venuti ai miei concerti solo per curiosita' , ma non hanno trovato quello che cercavano: non ritrovavano l'atmosfera degli anni 60  e restavano delusi.
Il concerto non  diceva loro nulla, ne' loro avevano alcun significato per me. Era una cosa che prima o poi doveva finire, e finalmente e' finita.
Troppi venivano a vedere il mito, mentre da parte mia c'era solo voglia di fare musica e basta.
Parecchia gente sostiene che la generazione che ha vissuto gli anni '60 ha fallito, non e' stata all'altezza dei propri sogni e non ha concluso nulla. Forse hanno ragione.
Eppure si sono fatte cose che nessuno e' stato piu' capace di ripetere.
Oggi si vive ancora a rimorchio di cio' che e' stato fatto a quei tempi, e la musica e le idee di allora sono sempre valide.
Guardatevi attorno adesso: mentre una volta si condividevano miti e ideali adesso i giovani hanno come punti di riferimento McDonald o Disneyland".


FILM BIOGRAFICI

"Un film sulla mia vita? Non mi andrebbe assolutamente. Nessuno ne sa abbastanza di me , si tratterebbe soltanto di una speculazione. Chi fu a dire che la fama e' una maledizione ? E' proprio vero. Guardate Elvis Presley: e' piu' grande ora di quanto non fosse quando era in vita, continua  a vivere nel ricordo della gente, ma credete davvero che si ricordino piu' della sua musica o di tutte le cose che siano state scritte su di lui?"



 
G

GENIO

"Sarei un genio? Proprio no. Tra genio e follia, lo sanno tutti, c'e' una linea di demarcazione troppo sottile"



 
I

INFLUENZE

"Puoi influenzare ogni tipo di persone, ma a volte accade e basta - specialmente se qualcuno ti accusa di stare influenzando qualcuno che non hai alcun interesse di influenzare in primo luogo. Non ci ho mai dato tanta importanza comunque, davvero. Non mi interessa influenzare nessuno in questo momento, e se ho influenzato qualcuno, che posso farci ?"


ISTOPLASMOSI

"La mia malattia del '97 era una cosa chiamata istoplasmosi che viene dall'inalare accidentalmente una quantità di sostanze che venivano fuori da uno dei fiumi presso i quali vivo. Forse un mese o due o anche solo tre giorni all'anno, gli argini lungo il fiume diventano sudici, e poi il vento soffia ed un mucchio di sporcizia va nell'aria. Mi è successo di inalare qualcosa del genere. Questo è quello che mi ha fatto ammalare. E' andato nella zona del cuore, ma non era niente che veramente attaccasse il mio cuore."


ISPIRAZIONE

"C'era un tempo in cui le canzoni mi venivano 3 o 4 contemporaneamente, ma quei giorni sono proprio finiti. Una volta ogni tanto, le canzoni mi arrivano  come un cane da guardia al cancello e chiedono di essere scritte.  Ma la maggior parte delle volte la mia mente le getta via.
Sei bloccato a domandarti se qualcuno le vuole ascoltare veramente. Lasciamo che sia qualche altro a scriverle"
"Quello che ti spinge a scrivere è qualcosa che ti interessa in maniera profonda. Devi anche avere il tempo per scrivere. Devi avere l'isolamento per scrivere. E più sono le pressioni che ti vengono fatte, più difficile è farlo. Intendo dire che sembra come se ognuno voglia un pezzo del tuo tempo ad un certo punto. C'è stato un tempo in cui a nessuno importava, e quello è stato uno dei periodi più
produttivi, quando a nessuno fregava niente chi io fossi.
Diventi più vecchio; cominci a diventare più orientato verso la famiglia.
Inizi ad avere speranze per gli altri piuttosto che per te stesso. Ma non ho niente di cui lamentarmi. Ce l'ho fatta, sai? Ho fatto quello che volevo fare. E lo sto ancora facendo."



 
J

JUST LIKE A WOMAN

"E' una canzone difficile da definire, e' un altra di quelle che puoi cantare centinaia di volte e ancora a chiederti cosa vuol dire , ma c'e' autentico sentimento dentro".



 
M

MUSICA VECCHIA, MUSICA NUOVA

"La musica con la quale sono cresciuto non invecchia mai. Io sono stato fortunato a comprenderla nei primi anni, ed ancora suona vera per me... Io ascolto ancora Bill e Charlie Monroe piuttosto che ogni altro disco attuale. Per me quello è ciò che l'America è.
Intendo dire che si potrebbero non fare più dischi nuovi... Ce n'è abbastanza
di quelli vecchi. Sono andato in un negozio di dischi un paio di settimane fa...
Non sapevo cosa comprare. Ci sono così tanti tipi di dischi.
Anche CD. Non so. Ho ascoltato dei CD. Non mi sembra che suonino particolarmente meglio di un disco di vinile. Personalmente, non credo nella separazione dei suoni, in ogni caso. Mi piace ascoltare i suoni "mescolati" insieme."



 
N

NEVERENDING TOUR

"Qualora diventasse come un lavoro, allora mi fermero'. Non voglio essere prigioniero di questa cosa piu' di qualunque cosa nella vita"


NOSTALGIA

"Nostalgia e' sinonimo di morte"
"Non sono stato io a definirmi un mito; e' un appellativo che mi hanno affidato i media, mi e' rimasto appiccicato addosso ma non corrisponde assolutamente alla verita"


NUOVI DYLAN

"Non e' mai stato un problema. Non c'e' nessuno che fa le mie cose, sebbene non voglia dire che io sono il piu' grande. E' solo roba mia, e nessuno puo' rifarle. Nessuno struttura il linguaggio con lo stesso senso delle rime. E' la mia roba, proprio come nessuno  puo' scrivere una canzone triste come Hank Williams o amara come Willie Nelson. Il mio lavoro e' la struttura delle rime"



 
P

PERFORMANCE

"A volte avverti proprio l'entusiasmo del pubblico, altre ti senti esattamente come se stessi andando in ufficio o in fabbrica. Ma o sei un cantante o non lo sei, e se ti presenti in pubblico ogni tre anni , come facevo io prima di andare in tour con i Grateful Dead, nell'87, perdi ogni contatto. Se vuoi essere un artista con tutti i crismi devi darti completamente"


POLITICA

"Hanno definito un sacco di mie canzoni politiche, ma non sapevano neanche cosa fosse politica; i politici non contano , sono gli uomini di affari dietro di loro. All Along the Watchtower, e' forse la mia sola canzone politica"


PRINCE

"Prince? Ha talento... Sì, è un ragazzo prodigio. Deve esserci un gigante là dentro che sta scalpitando per uscire. Voglio dire che certamente non manca di talento, questo è sicuro."


PUBBLICITA'

"Vorrebbero usare le mie canzoni per varie compagnie di birra, profumi ed automobili. Mi hanno proposto quella roba. Ma, diamine, non le ho scritte per quel motivo. Non è mai stato il mio genere."



 
R

REGISTRAZIONE

"Il processo di registrazione è molto difficile per me. Perdo l'ispirazione molto facilmente in studio, ed è davvero molto difficile per me pensare che sto per mettere in ombra tutto quello di buono fatto precedentemente. Mi annoio facilmente, e la mia missione, che incomincia molto ampia, si affievolisce dopo poche cose andate male ..."


ROCK & ROLL & TWIST

"Non avevo sul serio intenzione di diventare una star, perchè io ho sempre avuto bisogno di una canzone per avere successo.
C'è un sacco di cantanti che non hanno bisogno di canzoni per sfondare. Un mucchio di loro sono alti, belli, non hanno bisogno di dire qualcosa per far presa sulla gente.
Io dovevo riuscirci con qualcos'altro che non il mio aspetto o la mia voce.
Chuck Berry era un cantante ed autore di rock & roll. Perciò io non ho mai provato a scrivere canzoni di rock & roll, perchè pensavo che l'avesse già fatto lui. Quando ho iniziato a scrivere canzoni, dovevano essere diverse.
Perchè, chi vuole essere il secondo in classifica? Una nuova generazione era cresciuta, ed io ne facevo parte -- la seconda generazione del rock & roll. Per me, e per gli altri come me, era uno stile di vita.
Quello che stava succedendo a New York nei primi anni sessanta era Joey Dee and the Starliters, ecco come era, una scena twist. C'era una vera e propria mania per il twist. C'erano dei buchi, credo, in tutto il Paese dove la gente suonava del rock & roll. Ma era terribilmente difficile. Ho conosciuto dei
tizi che suonavano nel Greenwich Village, e per fare del denaro extra suonavano in clubs di midtown come il Metropole, che era un locale di spettacoli di varietà sulla Settima Avenue. Erano posti incredibili.
Potevi suonare per sei ore e tirar su dieci dollari, e c'era una spogliarellista per tutto il tempo. Molto avvilente. Dovevi fare del denaro per suonare con strumenti elettrici. Questo è il motivo che mi ha fatto allontanare da ciò, in realtà. Era troppo dura."



 
S

SHOW e SKIP JAMES

"La differenza tra gli show di ora e quelli dei '70, degli '80 o indietro ai '60, bè, è nel fatto che le canzoni non erano arrangiate. L'arrangiamento è l'architettura della canzone. Ecco perché le nostre performance sono così efficaci oggi, perché a poco a poco ci siamo avvicinati alla vera struttura della canzone. Ed una volta che l'architettura di una canzone è a posto, una canzone può essere fatta in infiniti modi. Questo è quello che tiene i miei show attuali genuini.
Perché non sono allungati o non nascono per caso. Non sono affannati, non sono solo un mucchio di urla ... un conglomerato di suoni. E' come Skip James, che una volta disse: "Io non voglio intrattenere. Quello che voglio è impressionare con abilità e calma la mente dei miei ascoltatori." Se ascolti i suoi dischi - i suoi vecchi dischi - vedi che riesce a farlo. Ma se ascolti i dischi fatti nei '60, quando lo riscoprirono, scopri che manca qualcosa. E quello che manca è quel filo che lega la struttura della canzone.

Nehemiah "Skip" James

SONG TO WOODY

"Sapevo quando realizzavo qualcosa di buono. Per esempio, "Song to Woody", sul mio primo disco: sapevo che nessuno aveva mai scritto niente di simile prima"


T

TANGLED UP IN BLUE

"Ho sempre pensato che era stata scritta troppo in fretta. A volte succede con una canzone, troppi versi, come se stessi correndo da qui a li'"


TECNOLOGIA

"I miei vecchi dischi sono stati fatti tanto tempo fa, e sinceramente, i dischi che erano fatti in quei giorni ed in quegli anni erano tutti buoni. Tutti avevano qualcosa di magico perché la tecnologia non andava oltre quello che stava facendo l'artista. Questo rendeva più facile fare un buon album allora rispetto ad adesso. Allora ho fatto dei dischi proprio come tanta altra gente della mia età, ed abbiamo tutti realizzato buoni dischi. Quei dischi sembrano gettare una lunga ombra. Ma quanto di questo è dato dalla tecnologia e quanto dal talento e dall'influenza, davvero non lo so.
So che non si possono più fare dischi che suonano in quel modo. La maggiore priorità ce l'ha la tecnologia, ora. Non è l'artista o l'arte, è la tecnologia che li supera."


THE BAND

"The Band aveva il proprio sound originale, sicuramente. Quando suonavano
con me, non erano The Band; erano chiamati Levon and the Hawks.
Robbie Robertson iniziò ad ottenere quel suono di chitarra davvero tirato
e "compresso" - non aveva mai suonato in quel modo prima nella sua vita.
Potrebbero fare grandi covers. Erano soliti fare canzoni stile Motown,
e quello, secondo me, è stato il periodo in cui hanno fatto le cose migliori.
Anche meglio di quello di canzoni come "King Harvest" e "The Weight" e cose simili.
Quando penso a The Band, me li immagino a cantare cose come "Baby Don't You Do it", facendo covers di Marvin Gaye e cose del genere. Quelli sono stati
gli anni d'oro di The Band, anche più di quelli in cui hanno suonato con me.



 
V

VISIONI

"Ho visto cose stupefacenti quando ero bambino, poi basta. Quelle visioni sono state così forti che continuano a coinvolgermi ancora oggi. Producevano uno stato di meraviglia. Proiettavo me stesso verso ciò che avrei potuto  fare, personalmente, umanamente, verso la creazione di ogni tipo di realtà. Sono nato e cresciuto in un posto così strano che bisogna esserci stati per poterlo immaginare."



 
 
W

WASHINGTON SQUARE

"Washington Square era diventato il posto dove la gente che conoscevi si riuniva tutte le domeniche ed era un mondo fatto di musica. Sai com'è New York. Potrebbero esserci 20 situazioni diverse nella stessa cucina o nello stesso parco; potrebbero esserci 200 gruppi che suonano in un parco di New York: 15 jug bands, cinque gruppi di bluegrass e un vecchio gruppo acustico scadente, 20 gruppi di confederati irlandesi, una banda delle montagne del sud, cantanti
folk di tutti i tipi e i colori che cantano le canzoni di lavoro di John Henry. C'erano altissime pile di corpi ammucchiati che facevano tutto quello che volevano. Suonatori di bongo, di conga, sassofonisti, suona tori di xilofono, batteristi di ogni tipo e nazionalità. Poeti che declamavano e deliravano  aggrappati alle statue. Queste cose non succedono più. Ma allora sì. Accadeva tutto in strada. I caffè restavano aperti tutta la notte. Quella dimensione europea non ebbe un vero sviluppo, non hai mai fatto davvero parte di
questo Paese. Era così New York quando ci sono arrivato io."



 
 
FINE DELLA QUARTA PUNTATA
CONTINUA...

 
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