Conferenza stampa

DYLAN INCONTRA LA STAMPA - VILLAGE VOICE

3 MARZO 1965


Domanda: Bobby, sappiamo che hai cambiato il tuo nome. Andiamo, dicci qual è il tuo vero nome...

Dylan: Phil Ochs. E lo cambierò di nuovo quando ne varrà la pena.

Domanda: E' stato Woody Guhtrie la tua più grande influenza?

Dylan: Non saprei dirlo, ma per quanto riguarda il fascino... sì mi ha influenzato parecchio.

Domanda: Che ci dici di Brecht? Leggi molto le sue opere?

Dylan: No. Ma l'ho letto.

Domanda: E Rimbaud?

Dylan: Ho letto quel suo librettino "I fiori del male".

Domanda: E cosa ne pensi di Hank Williams? Anche lui è stato per te un'influenza?

Dylan: Ehi guarda, io considero influenze Hank Williams, Capitan Marvel, Marlon Brando, The Tennessee Stud, Clark Kent, Walter Cronkite e J. Carrol Neish. Ora - per favore - cos'è che volete sapere esattamente?



Domanda: Parlaci del tuo film.

Dylan: Sarà girato in bianco e nero.

Domanda: Sarà nello stile di Andy Warhol?

Dylan: Chi è Andy Warhol? Ascolta, il mio film sarà... - non posso definirlo - ...sarà nello stile dei primi film portoricani.

Domanda: Chi lo sta scrivendo?

Dylan: Allen Ginsberg. Io lo riscriverò.

Domanda: Che parte hai nel film?

Dylan: Quella dell'eroe.

Domanda: E chi sarebbe l'eroe?

Dylan: Mia madre.

Domanda: Che ci dici dei tuoi amici Beatles? Li hai incontrati?



Dylan: John Lennon ed io siamo scesi al Village una mattina presto. Non ci hanno voluto far entrare al The Figaro o al The Hip Bagel o al The Feenjon. Stavolta andrò io in Inghilterra. Il prossimo aprile. Li incontrerò, se saranno lì.

Domanda: Bob, che ne pensi della situazione dei poeti Americani? Kenneth Roxroth ha fatto una stima secondo cui, dal 1900, circa trenta poeti Americani si sono suicidati.

Dylan: Trenta poeti! E allora che ne dite delle casalinghe americane, e dei postini, degli spazzini, dei minatori? Cristo, cosa c'è di tanto speciale in trenta persone che vengono definite poeti? Ho conosciuto delle persone davvero buone che si sono suicidate. Una di queste persone non ha fatto niente altro che lavorare ad una pompa di benzina per tutta la sua vita. Nessuno si è mai riferito a lui chiamandolo poeta, ma se voi definite una persona come Robert Frost un poeta, allora devo dirvi che quel ragazzo che lavorava alla pompa di benzina era pure lui un poeta.

Domanda: Bob, in conlusione... hai una qualche importante filosofia per il mondo?

Dylan: Stai scherzando? Il mondo non ha bisogno di me. Cristo, sono alto solo cinque piedi. Il mondo può tranquillamente andare avanti senza di me. Lo sai, tutti moriamo. Non importa quanto importante tu creda di essere. Guarda Shakespeare, Napoleone, Edgar Allan Poe, per esempio. Sono tutti morti, no?

Domanda: Allora secondo te, Bob, c'è un uomo che sia in grado di salvare il mondo?

Dylan: Al Aronowitz.


traduzione di Michele Murino
 



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