I LUPI
1) I lupi
2) Motocross
3) Zorro
4) Ninna nanna dell’uomo
5) Lugano addio
6) Eva
7) Il topo nel formaggio
8) Il soldo
I musicisti:
Walter Calloni - Batteria
Derek Wilson - Batteria in "Ninna nanna dell'uomo" e "Il topo nel formaggio"
Hugh Bullen - Basso
Claudio Majoli - Piano elettrico
Gino D'Eliso: Celeste, Mini piano in "Ninna nanna dell'uomo" e "Il
soldo"
Antonello Venditti: Gran piano, Organo, Eminent in "Ninna nanna dell'uomo"
Gaio Chiocchio: Moog, Mini Moog, Soft Guitar in "Ninna nanna dell'uomo"
Ivan Graziani: Chitarra acustica, Chitarra elettrica, Voce, Cori, Dobro,
Mandolini
Piero Montanari: Basso in "Ninna nanna dell'uomo" e "Il topo nel formaggio"
Paolo e Miliziade: Coro doppio in "Ninna nanna dell'uomo"
Testi, musiche, arrangiamenti e produzione: Ivan Graziani
Ed. Universale Edizioni Musicali Srl
1977
(P) 1977 (C) 1997 BMG Ricordi S.p. A.
Numero Uno
Registrato negli studi "Il mulino" di Anzano del Parco, Milano
Tecnico: Riccardo Pizzamiglio
e negli studi "Regson" di Milano
Tecnico: Gianni Prudente
e negli studi "RCA" di Roma
Tecnico: Maurizio Montanesi
Il disco è dedicato alla moglie di Ivan, Anna, e al loro figlio Tommaso
"Il topo nel formaggio" è dedicata a Lorenzo, "un vero amico di Ferrara"
In copertina un disegno del fumettista ed illustratore Gaetano "Tanino"
Liberatore
(il celebre creatore di Ranxerox, insieme con Stefano Tamburini)
Le Canzoni:
I lupi
Gli uomini visti come lupi, con le zanne come candidi pugnali e gli
occhi rossi da assassini. Li ha vomitati la montagna... Sono i soldati
di una guerra per cui son partiti in centomila e son tornati solo in sei.
Una splendida ballata apre il terzo LP di Ivan Graziani, un disco maturo
per il quale il cantautore teramano si avvale della collaborazione artistica
dell'amico Antonello Venditti che ricambia il "favore" ad Ivan che ha contemporaneamente
collaborato all'album "Ullallà" dell'artista romano.
Il rifiuto dell'orrore della guerra. Un soldato che spezza il suo fucile
e getta via la sua divisa tra i cespugli della Spagna: "Io non voglio camminare
a quattro zampe come un animale...".
A proposito dell'album Ivan disse: "E' il mio lavoro più sincero
e spontaneo finora realizzato" (lo disse nel 1988 all'uscita di Ivangarage
sottolineando che quest'ultimo era quello che più si avvicinava
a "I Lupi")
Motocross
Una splendida melodia ricca di ritmo, con il bel giro di basso di Hugh
Bullen, per una delle canzoni ironiche/disperate più riuscite di
Ivan tra quelle appartenenti a quella sorta di filone di "cronaca nera"
tipico del cantautore teramano.
Un ragazzo - probabilmente un bulletto di periferia - è felice
e si sente realizzato ed invidiato con la sua motocicletta gialla da motocross.
Ad una festa in piazza incontra una ragazza, la invita ad un giro in moto
con fini sessuali ma finisce male... Ivan dal vivo la presentava ironicamente
ammiccando con la frase: "E' la storia di un ragazzo che era andato per
... ed è finito ...". Due complici della ragazza, infatti, armati
di coltello aggrediscono il centauro, lo massacrano a sangue e con la ragazza
se la filano con il "motore" ambito... Evviva il cross... evviva il motocross...
Una storia che non sarebbe stata male in uno dei fumetti disperati di Andrea
Pazienza.
Zorro
Un Zorro degli stracci che infilza cavolfiori, marcio come un segretario
che sciacqua il cuore nella melma... e che non sa che il Messico è
lontano ma l'Africa vicina... Un bellissimo testo con ricercati accostamenti
all'insegna della metafora più sarcastica... Bel lavoro di chitarre
come sempre.
Ninna nanna dell'uomo
Una ninna nanna in dialetto abbruzzese (teramano per l'esattezza) di
estrema bellezza.
Lugano addio
Secondo alcuni il capolavoro di Ivan... sicuramente uno dei suoi pezzi
più belli e più celebri.
Una splendida melodia fa da sfondo ad una storia piena di nostalgia
per un ricordo di tanti anni prima, un ricordo legato ad una donna alla
quale Ivan dedica dei versi che sono entrati nella storia della canzone
italiana: "Le scarpe da tennis bianche e blu... seni pesanti e labbra rosse...
e la giacca a vento...".
Uno dei più celebri ritratti della vasta galleria di personaggi
femminili di Ivan, quello di Marta che cantava "Lugano addio" e che parlava
di frontiere, finanzieri e contrabbando... "Marta io ti ricordo così...
Il tuo sorriso... i tuoi capelli fermi come il lago...".
Il brano è pervaso da un profondo senso di nostalgia reso in
maniera estremamente efficace dal cantato "sospeso" di Ivan, che fa immedesimare
l'ascoltatore trasmettendogli lo struggimento per quei ricordi... Bello
il piano di Majoli perfettamente amalgamato con la batteria di Calloni
e le splendide chitarre di Graziani.
"Addio Lugano Bella" era un canto anarchico. Forse Ivan si riferisce
a questa canzone quando canta "Lugano addio, cantavi...".
La figura di Marta era ispirata ad una ragazza di Urbino amica di Anna
Bischi, moglie di Ivan.
Eva
Un testo ermetico un po' degregoriano con piano, chitarre e batteria
in evidenza come nel brano precedente. Un altro ritratto di donna.
Eva che dà da mangiare ai colombi, Eva la ladra, un milione
nelle calze azzurre... cento lire perse nel comodino... mille lire perse
nella tasca... le puoi ritrovare nelle tasche dell'assessore... nella gonna
del prete... il tuo ombrello d'aprile frustava il vento come un corvo ferito...
Il topo nel formaggio
Un altro bellissimo testo acido e tutto giocato sull'ermetismo, la
metafora e il doppio senso, che mischia sesso e religione.
Un rapido affastellarsi di immagini di degrado e squallore, violenza
e crudeltà... "Il guardiano del bordello, il cliente che sale (bisogna
pure divertirsi un po')... Adesso bisogna divorare... adesso ... hai fame?
C'è lì pronto un carro di letame... E i grandi sentimenti?
Sono brodo per i porci... Il guardiano del sagrato... Quarti di vitello
appesi al gancio... L'agnello è stato sgozzato ma non era innocente...
Conosceva la bella vita... Adesso, adesso, adesso, adesso bisogna divorarlo".
Bello il cambiamento melodico nel finale con una melodia distorta incalzata
dalla chitarra di Ivan che trasmette un senso di angoscia...
Il soldo
Una melodia beatlesiana per un altro brano intriso di ermetismo, che
chiude l'album con un testo ricco di immagini strane ed evocative ed una
serie di versi fascinosamente ambigui, probabilmente autobiografici.
"Di un momento passato a cambiare i contatti recisi del cuore e a invidiare
i cassetti che alla fine vengono sempre richiusi. E a leccarsi le mani
odiando lo zucchero nero comprato nel negozio specializzato con l’uomo
che ti dice: "Signore, le cadono i capelli". E a conservarmi idiota per
il fiume e le mosche e il cane che corre felice che insegue felice l’ombra
di un rospo perduto nel fango. E l’orso viene di notte e neanche un dito
deve stare fuori dalle coperte, devi essere buono, tanto buono. Domani
c’è scuola. E con il soldo che cade giù...io domani mi ammazzo..."
Michele Murino