GLIMPSES OF GOD
Modern Times

di Josh Hurst

da http://www.christianitytoday.com

"They say prayer has the power to heal / So pray for me mother / In the human heart an evil spirit can dwell / I am a-tryin' to love my neighbor and do good unto others / But oh, mother, things ain't going well." (La preghiera, dicono, ha il potere di guarire / Perciò prega per me, madre / Nel cuore degli umani un malvagio spirito può albergare / Ci provo ad amare il mio prossimo e a far del bene / Ma oh, madre, non così bene van le cose) - da "Ain't Talkin'"

Bob Dylan una volta ha intitolato un suo album Time Out of Mind, ma sarebbe forse più giusto dire che Dylan "got time on his mind" (ha il tempo in mente). "The Times They Are A-Changin'" (I tempi stanno per cambiare), ci disse nei primi anni '60, e, quasi quarant'anni dopo, ci ha ripetuto la stessa cosa - Things Have Changed (Le cose sono cambiate).
Ed ora arriva Modern Times, il terzo di una serie di sbalorditivi capolavori del tardo Dylan, colui che fu la Voce di una Generazione. Modern Times è un'ulteriore prova, dopo una carriera che si è estesa per quattro decadi, innumerevoli generi musicali ed almeno due sistemi di fede, che la canzone di Dylan è sempre stata quella. Niente è cambiato e tutto è cambiato, allo stesso tempo.

Interi volumi potrebbero essere scritti (e sono stati scritti) a proposito della peculiare ed indelebile visione di Dylan, e nello scorso anno la sua storia è stata ben documentata dalle sue memorie e da un documentario celebrativo di Martin Scorsese. Le canzoni di protesta sociale, l'assurdo storytelling da droghe, gli album della desolazione romantica e spezzacuore, l'educazione Ebrea e la scioccante conversione al Cristianesimo evangelico - fanno tutte parte della leggenda di Dylan, ed ogni fase della sua carriera offre ampio materiale per le interpretazioni e per le speculazioni. Quello che è curioso, però, è che i suoi ultimi tre album - i capolavori Time Out of Mind, "Love and Theft" e questo nuovo Modern Times - hanno, in un certo senso, riassunto tutto quello che Dylan ha detto in precedenza: il mondo sta andando in rovina, l'umanità non è niente altro che un mucchio di mascalzoni e delinquenti, le donne non sono altro che guai, la morte aspetta dietro ogni angolo e solo Dio ha il potere di salvarci ora.

Musicalmente parlando, così come per le liriche, Modern Times si pone tra i due album che lo hanno preceduto, con il suo blues e le canzoni da salotto cantate con gentile voce da crooner, ed è il perfetto seguito delle scure confessioni di Time Out of Mind e del veloce rockabilly di Love and Theft. Se il primo di questi due album vedeva Dylan mentre guardava la Morte negli occhi ed il secondo lo vedeva con i suoi scherzi ed i suoi feroci giochi di parole come un giullare di corte mezzo matto, il nuovo disco lo ritrova umile narratore ancora in un tono pensieroso e serio. Dylan sa che questi sono giorni pericolosi ma non può fare a meno di vederci ugualmente dell'umorismo.

Naturalmente queste canzoni sono cantate in uno scenario di morte; Dylan, 65 anni, è stato consapevole della propria mortalità negli anni recenti, specialmente quando ha rischiato di morire per un'infezione al cuore nel 1997.
Nella dolce canzone di amore "Spirit on the Water," vede degli spettri, e vede persino se stesso come uno spettro. Solo pochi versi dopo, Dylan promette di unirsi al suo amore in Paradiso, ma immediatamente ritratta la dichiarazione. "I can't go to Paradise no more," (Non posso più tornare in paradiso) singhiozza, ricordandosi amaramente di "aver ucciso un uomo lì".
E' difficile leggere "The Levee's Gonna Break" in altra maniera che non come una triste riflessione sulla distruzione di New Orleans (e la stessa canzone riconosce - forse amaramente - lo straordinario potere del Divino: "Everybody's saying this is a day that only the Lord could make.")

Ci sono canzoni di amore in tutto l'album ma non pensate che il vecchio Dylan ci sia andato morbido. In alcune di queste tracce le donne non sono altro che guai. "I'm flat-out spent, this woman's been driving me to tears / This woman's so crazy, I swear I ain't gonna touch another one for years," (Sono completamente stremato, questa donna mi sta portando alle lacrime / È così pazza, giuro non ne toccherò un'altra per anni) dichiara solennemente in "Rollin' and Tumblin'" prima di proseguire dicendo "there's nothing more depressing than trying to satisfy this woman of mine" (Non c'è niente di così deprimente come cercare di soddisfare questa mia donna.) Non è che a Bob non piacciano le donne - piuttosto pesca nel bene invecchiato linguaggio del blues. Dopo tutto Cristo non ci ha mai promesso una vita facile, e le liriche di Dylan testimoniano che anche il credente percorre una dura strada, e nulla in questo mondo soddisfa mai veramente. "Now I'm all worn down with weeping / my eyes are full of tears, my lips are dry," (Mi consuma il pianto / Pieni ho gli occhi di lacrime, secche le labbra) canta Dylan in "Ain't Talkin,'" e, con la sua voce logora e corrosa, non è difficile rapportarvisi.

Attraverso tutto ciò, Dylan ammette le sue colpe. All'inizio dell'album ci dice che ha "already confessed, no need to confess again," (ho già confessato, non c'è bisogno che confessi ancora) eppure nella stessa canzone amette che "ain't no angel," (non è un angelo) e rivela anche la sua prospettiva ormai caduta: "shame on your greed, shame on your wicked schemes / I'll say this, I don't give a damn about your dreams" (vergognati della tua avidità, vergognati per i tuoi piani malvagi / Sai che ti dico, non me ne frega niente dei tuoi sogni.) Nella epica "Ain't Talkin'" è più apologetico: "I'm a-tryin' to love my neighbor and do good unto others / but oh, mother, things ain't going well." (Ci provo ad amare il mio prossimo e a far del bene / Ma oh, madre, non così bene van le cose )

E' un pellegrino caduto che cerca di sopravvivere ad un mondo che crolla "walkin' through the cities of the plague" (mentre passa tra la pestilenza delle città). Non ci sono "altars on this long and lonesome road," (altari su questa lunga e solitaria strada) e le forze dell'oscurità aspettano, cercando di "crush you with wealth and power" (schiacciarti con la ricchezza ed il potere.) Ed in tutto questo Dylan non può smettere di "thinkin' bout that gal [he] left behind" (pensare alla ragazza che ha abbandonato). E' la stessa storia che ci racconta da 40 anni, resa qui con il ricco linguaggio del blues, come cantava in Time Out of Mind, "it's not dark yet, but it's getting there" (non è ancora buio, ma lo sarà presto). Per il credente, però, c'è ancora una luce che splende nel cielo notturno ed è sufficiente a rendere il viaggio sopportabile. Dylan ci ricorda questo faro in "Thunder on the Mountain," ed è abbastanza per trasportarci nel resto del disco: "Some sweet day," giura, "I'll stand beside my King." (Un bel giorno sarò a fianco del mio Re)


traduzione di Michele Murino