L'INTERVISTA DI DAVE HERMAN
Londra, 2 luglio 1981

Herman: Ieri sera ad Earl's Court, qui a Londra, credo ci fossero quasi venti persone che, quando le guardavo, credo fosse durante 'It's Alright Ma (I'm Only Bleeding)' , si alzavano sulla sedia ed era una sensazione molto speciale. Mi è venuto in mente ancora una volta che tu hai una parte davvero speciale nelle vite di un incredibile numero di persone in tutto il mondo ed ho supposto che questa cosa ti ha sempre fatto sentire un po' a disagio... il fatto che quella gente ti tenga in un posto molto speciale...

Dylan: Non è che io mi senta a disagio, almeno non con parte di questa situazione, ma con l'altra parte sì, sai, quella parte per cui ci si aspetta che tu vada a feste o che sia qualcuno tutto le volte, sai. E' questo che mi mette a disagio.

Herman: Magari anche la parte per cui molta gente presume che tu possegga un sacco di risposte che forse loro non hanno ad un sacco di domande?

Dylan: Beh, se tu... le risposte a quelle domande, devono essere trovate in quelle canzoni, in quelle canzoni che ho scritto. E' tutto lì in quelle canzoni. Spiegato molto meglio di quanto potrei spiegarlo io a parole.

Herman: Forse è questo il motivo per cui nel corso degli anni hai dato così poche interviste, perchè probabilmente la gente arriva e spera che tu spieghi le risposte che sono nelle canzoni. Nei testi o nella musica. Hai concesso, credo, non più di una dozzina di interviste lunghe. Non hai mai parlato molto alla stampa o alla radio.

Dylan: No.

Herman: I cantanti e gli artisti sentono come se i giornalisti fossero degli avversari...

Dylan: Beh, non è che gli artisti credano che i giornalisti siano degli avversari... sentono solo che molto di quello che dicono non viene riportato nella maniera giusta oppure che gli si richiedono risposte a domande che non hanno niente a che fare con il motivo per cui riempiono sale da concerto o vendono dischi.

Herman: Ho qualche domanda per te che spero non sia del tipo che hai appena detto e spero anche che siano domande le cui risposte non sono già nelle tue canzoni. Per esempio mi sembra che... siamo seduti qui a Londra e la Signora Thatcher è primo ministro e mi sembra che ci sia una specie di ondata di conservatorismo in tutto il mondo e mi chiedevo se in qualche modo la cosa ti interessa, se hai notato un cambiamento nei venti della politica...

Dylan: No. Non ne so molto di cambiamenti relativi al conservatorismo o al liberalismo. Non vedo molte differenze tra le due cose.

Herman: Ma c'è libertà e repressione ed io credo che negli anni Sessanta, quando molti di noi sono cresciuti, la gente era molto più libera di creare, molto più libera di esprimere le proprie idee, almeno nel mondo occidentale.

Dylan: Lo pensi davvero?

Herman: Beh, non so, io vedo che... per esempio ci sono gruppi di persone che boicottano gli sponsor degli spettacoli televisivi che non amano...

Dylan: Ma c'è una specifica ragione se non gli piacciono, però. Un sacco di gente che sta boicottando quegli spettacoli ha dei bambini, e quegli spettacoli mostrano delle cose che queste persone non vogliono che i loro figli vedano. La televisione oggi entra in ogni casa, non c'è molto che si possa fare per impedirlo. Pensa a quarant'anni fa, non c'erano apparecchi televisivi, perciò non c'era niente da boicottare...

Herman: Un'altra cosa è che, ah, negli Stati Uniti il problema dell'aborto sta diventando una delle controversie politiche più grandi.

Dylan: Beh quello è solo un diversivo. Sia che tu sia pro o contro l'aborto, quello è un diversivo con cui ti tengono lontano da cose più grandi, alle quali non si pensa. Così tutti pensano all'aborto e loro ti distolgono dal pensare ad altre cose. Con questo non voglio dire che l'aborto non sia importante!

Herman: Ma quello che dici mi sa tanto di cospirazione...

Dylan: Già, vero?

Herman: Io non credo che ci sia gente che si siede nelle stanze e dica 'beh distogliamo la loro attenzione con l'argomento dell'aborto, così possiamo nascondere quest'altra cosa nel frattempo...'

Dylan: Davvero non lo credi??

Herman: Pensi che sia una cosa studiata a tavolino?

Dylan: Non so... Ora l'aborto è importante, personalmente non credo nell'aborto... a meno che qualcuno non vi debba ricorrere per salvare la propria vita.

Herman: Beh, non è una questione se credere o meno nell'aborto...

Dylan: Mangia troppi dolci e ti ammali!

Herman: Ma io credo che la gente dovrebbe avere il diritto di fare le proprie scelte da sola...

Dylan: (ride) Ma tutti HANNO la possibiiltà di fare le proprie scelte da soli...

Herman: Mi spiegheresti che vuol dire quando la gente descrive se stessa come "born again" (rinata), che è qualcosa di cui sento parlare un sacco, ci sono milioni di persone che dicono di essere "born again"...

Dylan: Già. Quel che vogliono dire è che quando nasci la prima volta nasci con lo spirito che viene dal basso. Quando rinasci lo spirito viene dall'alto, il che è un po' differente.

Herman: Tu lo sai cosa succede a queste persone? E' una decisione che uno fa o è un'esperienza che semplicemente accade. E' una cosa inconscia o conscia?

Dylan: Beh, avviene in un sacco di modi. Non c'è una sola maniera per cui succede. Parli con uno che ti dice che è stata una cosa inconscia e poi parli con un altro che ti dice che è stata una sua decsione consapevole. Alcuni dicono di aver sentito una voce su una strada solitaria, altri dicono che erano nel bel mezzo di una partita di football, altri ancora che erano nel bagno degli uomini di una stazione degli autobus della Greyhound. Non è che tu debba trovarti in una situazione particolare.

Herman: Parliamo di Shot Of Love. E' il tuo nuovo album.

Dylan: Non vorresti parlare invece di Saved (ride)? Nessuno vuole parlare di Saved (altre risate)!

Herman: Mi sembra che qualcuno una volta abbia detto "Don't look back" ...

Dylan: Già... (risate) ... Beh, Shot Of Love è il nuovo disco che è appena uscito...

Herman: Ed è anche una specie di ritorno, almeno così mi sembra, ad un album che copra un sacco di argomenti differenti, ci sono canzoni d'amore, c'è una canzone su Lenny Bruce. Al contrario di Saved che era davvero una raccolta di canzoni religiose. C'era un solo tema in quell'album e Shot Of Love è un ritorno ad un album più eclettico. Mi chiedo se questa cosa avviene casualmente o se magari tu dici "Saved forse aveva troppe canzoni nella stessa vena e forse dovrei tornare a fare un album più vario..." o se semplicemente sono le canzoni che ti sono venute in mente...

Dylan: Esatto, sono semplicemente le canzoni che mi sono venute in mente. Non so mai da un album a quello successivo che cosa farò. Mi stupisce perfino che io continui a fare album.

Herman: Che vuoi dire?

Dylan: E' sempre un miracolo in qualche modo quando faccio un album, perchè lavorare in studio è sempre stato molto difficile per me.

Herman: Tu hai un approccio alla registrazione in studio un po' diverso rispetto a quello di un sacco di altri artisti. Alcuni passano un anno in studio.

Dylan: Io faccio dischi nella stessa maniera che ho imparato quando ho iniziato a registrare, quando ho registrato per John Hammond.

Herman: Cioè?

Dylan: Vado in studio e faccio un disco. Semplicemente. So qual è l'altro modo e so che un sacco di gente registra in quell'altro modo e che per loro è un successo ma io non sono interessato a quell'aspetto della registrazione. Incidere una traccia poi ritornarci su, perfezionarla e poi perfezionare il testo... Le canzoni sono create nello studio di registrazione. Per quanto mi riguarda, vedi... io sono un artista che si esibisce dal vivo, devo suonare canzoni che si relazionano alle persone per le quali sto cantando. Non posso passare un anno in studio a lavorare su una singola traccia. Non è così importante per me. Voglio dire... il mondo va avanti... a chi servono questi dischi...? Capisci cosa intendo?

Herman: Un disco però resta per sempre.

Dylan: Per sempre, credo di sì... ma... certo è...

Herman: Mi vuoi dire che non ci avevi mai pensato prima?

Dylan: No, non ci ho mai pensato, ma vedi... nei miei dischi... voglio dire... ascolto dischi che ho fatto venti anni fa e dico 'Oh Dio, ma li ho fatti io questi dischi?'

Herman: Bob, dopo che tu sarai morto questi dischi saranno ancora qui e la gente li ascolterà e penserà... beh penserà una cosa o un'altra a proposito di questo tipo che ha fatto quei dischi, quattrocento anni prima...

Dylan: Ooh, povero me! (ride) Beh ma non sto dicendo che non siano importanti. I dischi sono importanti ma fare dischi è una cosa nuova. Anche il fatto di fare questa intervista ora, con questo registratore...

Herman: Non c'erano stazioni radio 75 anni fa... Il punto è che un artista deve essere...

[Nel corso dell'intera intervista Dylan suona la sua chitarra acustica]

Spero che quella chitarra... Spero non sia troppo forte, perchè potrebbe rendere difficile alla gente capire quello che diciamo, temo. Anche se mi piace un sacco...

Dylan: Allora la suonerò più piano.

Herman: Già. E' una chitarra molto vecchia. Immagino che l'hai portata un po' di volte intorno al mondo.

Dylan: Beh, l'ho portata in giro per il mondo un bel po' di volte e penso che qualcun altro l'abbia portata in giro prima di me.

Herman: Dove eravamo? Aaah ... sì, quello che volevo dire a proposito del fatto che un disco dura per sermpe. Dovrebbe interessarti come uomo e come artista il fatto che la gente ascolterà questa cosa e giungerà a conclusioni su Bob Dylan quando tu sarai morto. Deve esserci qualcosa che ti piacerebbe lasciare nel mondo per quelle persone che ascoltano questi dischi, qualcosa che dia significato alla tua vita dopo che la tua vita sarà finita.

Dylan: Beh, non l'ho ancora fatto. E lo sto ancora facendo e ancora non so perchè lo sto facendo. Andiamo, voglio dire ci sono altre cose che mi piacerebbe davvero fare, a parte suonare e...

Herman: Tipo? Voglio dire, se c'è un uomo che può fare quel che vuole questo sei tu!

Dylan: Tipo? Beh, diventare un dottore, sai, un chirurgo penso, uno che possa salvare la vita di qualcuno sull'autostrada. Qualcuno con un talento. Non che voglia dire che l'arte non ha valore. Penso che l'arte possa condurre a Dio.

Herman: E' quello il suo fine?

Dylan: Penso di sì. Penso che sia in realtà il fine di ogni cosa. Voglio dire, a meno che non si faccia qualcosa che ci conduce dalla parte opposta.

Herman: Beh, se una cosa esprime verità e bellezza allora ti conduce a Dio

Dylan: Davvero? (ride)

Herman: Non sei d'accordo?

Dylan: Se esprime verità anche io direi che ti conduce a Dio. E anche bellezza.

Herman: Ho sempre pensato che quelle fossero le sole due cose assolute che esistano.

Dylan: Beh, la bellezza può essere molto ingannevole. Non sempre appartiene a Dio.

Herman: Vuoi precisare il tuo pensiero?

Dylan: Beh, la bellezza cattura i nostri occhi...

Herman: E i nostri cuori no?

Dylan: I nostri cuori non sono buoni. Se il tuo cuore non è buono a che serve la bellezza che viene attraverso i tuoi occhi e va giù al tuo cuore se comunque questa bellezza non è buona?

Herman: La bellezza di un tramonto?

Dylan: La bellezza della bestia. La bellezza di un tramonto? Quella è un tipo di bellezza molto speciale.

Herman: E che ne dici della bellezza della natura?

Dylan: I fiori, ad esempio?

Herman: Sì, e gli animali... e la pioggia...

Dylan: Tutte queste cose sono belle. Sono un dono di Dio. Ho trascorso un sacco di tempo con la bellezza fatta dall'uomo che a volte la bellezza del mondo di Dio mi ha eluso.

Herman: Su Shot Of Love c'è una canzone chiamata Lenny Bruce, un brano che tu esegui solo con il pianoforte ed io amo quella canzone. Ho amato Lenny Bruce, ero un suo grande ammiratore, quando era vivo e lavorava, e naturalmente anche dopo la sua morte. Credo che sia passato un sacco di tempo dalla sua morte, era l'estate del 1967, mi sembra. Perchè dopo tutti questi anni una canzone su Lenny Bruce?

Dylan: Lo sai, non ne ho idea!

Herman: Ti è venuta così...

Dylan: Ho scritto quella canzone in cinque minuti! Ho viaggiato in taxi con lui una volta. Trovo che sia stato molto strano come dopo la sua morte la gente ne ha fatto un eroe. Quando era vivo non era così.

Herman: Alcuni pensavano che fosse estremo e sporco e volgare...

Dylan: Ma faceva tanti anni fa le stesse cose che si fanno oggi che la comicità è estrema, sporca e volgare ma non fa ridere ed è stupida.

Herman: Lenny spesso parlava male della Chiesa. Beh, dal punto di vista della Chiesa organizzata. C'è una grande differenza tra la struttura politica delle varie chiese, non importa quale denominazione si possa dare e quale ne sia lo spirito. Pensi che la Chiesa Cattolica, l'Ebraismo tradizionale, che sono organizzati con riti e rituali... pensi che questo sia parte di quel che senti sia lo spirito di Dio?

Dylan: Beh, è una domanda complessa! Non sono un'autorità nel campo del cattolicesimo. I rituali non hanno niente a che fare con le leggi spirituali. Ad ogni modo se segui la legge, beh, allora sarai una persona pura. Una persona che potrebbe senza dubbio muovere le montagne. Se però segui la legge. E molte persone non seguono la legge perchè è difficile, ci sono così tante leggi, che governano ogni area della nostra vita.

Herman: Tornando a Lenny Bruce, è un'altra canzone di Bob Dylan che parla, come dici esplicitamente in un verso, di un fuorilegge. Hai scritto un sacco di canzoni nel corso degli anni su questo tipo di personaggi... Lenny Bruce, Outlaw Blues, Joey Gallo, Hurricane Carter, o Absolutely Sweet Marie, "to live outside the law, you must live honest" (sic). Ci sono un sacco di personaggi fuorilegge nelle tue canzoni. Cosa ti intriga tanto di questi argomenti?

Dylan: Beh, non è una cosa che faccio consciamente. Credo che abbia a che fare con il posto in cui sono nato, quando ammiravo quel tipo di eroi, Robin Hood, Jesse James ... Sai quel tipo di personaggio che si batte contro gli oppressori e che ha un alto grado morale. Non so se la gente di cui scrivo abbia alti gradi morali, non so se Robin Hood l'avesse ma si è sempre presunto di sì.

Herman: E lo presumi anche di Joey Gallo?

Dylan: In un certo senso devi presumere di sì, in un certo tipo di area. E' come... io non ho mai scritto canzoni su stupratori, sai. Credo che quello che intendo fare è semplicemente mostrare l'individualismo di un certo tipo di persona. Comunque stupisce anche me che abbia scritto una canzone su Joey
Gallo.

Herman: Ma l'hai scritta!

Dylan: Già!

Herman: E pure lunga.

Dylan: Molto lunga. Quanto durava? Quasi mezz'ora?

Herman: Quasi undici minuti.

Dylan: Già, beh ho pensato che se non lo facevo io chi lo avrebbe fatto (ride)? Ma è una vecchia tradizione, come quando cantavo le folksongs, non ho fatto altro che cantare folksongs per anni. Ci sono molte canzoni, un sacco di ballate irlandesi, Roddy McCorley, adesso non mi vengono i nomi...

Herman: Devono esserci centinaia di canzoni su Jesse James...

Dylan: ... Jesse James, Cole Younger, il bandito Americano, Billy The Kid, ... naturalmente ce ne sono nelle ballate Inglesi e nelle ballate Scozzesi così come nelle ballate Irlandesi. Ero solito cantare un sacco di quelle canzoni...


traduzione di Michele Murino

- Fine prima parte -

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