Guitar World Magazine - March, 1999
Profile: Bob Dylan

MAXIMUM BOB


In poco più di un anno, ha vinto un Grammy, è sopravvissuto ad una pericolosa malattia, è stato in rapporti con personalità religiose ed ha fatto concerti senza fine.
E' Bob Dylan, il sempre giovane principe del rock and roll.


A cura di Murray Engleheart

Bob Dylan, che a lungo nella sua leggendaria carriera è stato il più all'avanguardia, ha ora speso più
di un anno ad essere anche il più caldo. E' l'uomo più ricercato, da Eddie Vedder, suo dichiarato fan, fino a Papa Giovanni Paolo II, per il quale Dylan ha cantato tre canzoni a Bologna. Dylan ha
perfino influenzato le vendite online di Amazon.com, che ha recentemente votato " Bob Dylan Live 1966: The Royal Albert Hall Concert" come il miglior album del 1998. E' proprio straordinario ,
uno dei più vitali artisti post-grunge nel rock è il cinquantottenne Bob Dylan. Dopo quasi un decennio in leggera discesa, l'icona della folk-music degli anni sessanta, contro tutte le speranze, ha
rivitalizzato la sua carriera spazzando via gli anni novanta con due album che rientrano tra i migliori della sua carriera.

Insieme alla fortemente acclamata ristampa di "Albert Hall", il lavoro di Dylan vincitore di un Grammy del 1997 (nota di Napoleon: ad esser precisi i grammies sono stati 3!), " Time Out of Mind", prodotto da Daniel Lanois. Ha rimesso il cantante all'avanguardia del rock.

E forse, ancora più eccezionali degli album di Dylan sono stati i suoi brillanti show live, vetrina per la sua arrabbiata lead guitar e per la sua straordinaria band. Dopo essere scampato alla minacciosa
infezione al cuore a metà del '97, Dylan ha tenuto oltre 200 concerti, eseguendo ardenti, imprigionanti re-interpretazioni delle sue migliori canzoni, a volte ricordando l'armata ferita delle
tre chitarre di "Free Bird" di Lynrd Skynrd. E' stato un totale distaccarsi dai deludenti e vacillanti
show che divennero il suo "ferro del mestiere" negli ottanta e nei primi anni novanta.

Quando Bob Dylan Parla - che è già una cosa rara - la gente sta ad ascoltare. Specialmente in questi giorni. Abbiamo recentemente avuto l'opportunità di avere una breve chiacchierata con l'enigmatica
leggenda, che finalmente si è dato una pausa dal suo "Never Ending Tour". Dylan sembrava rilassato, ed era abbastanza gentile da ripensare ai turbolenti eventi della sua recente carriera, e di fare congetture sul suo futuro.

Guitar World: Bruce Springsteen una volta ha detto che senza di te non ci sarebbero stati "Sgt. Pepper's" dei Beatles, "Pet Sounds" dei Beach Boys, "God Save the Queen" dei Sex- Pistols

Bob Dylan: Bè ..., sai, puoi influenzare ogni tipo di persone, ma a volte accade e basta - specialmente se qualcuno ti accusa di stare influenzando qualcuno che non hai alcun interesse di influenzare in primo luogo. Non ci ho mai dato tanta importanza comunque, davvero. Non mi interessa influenzare nessuno in questo momento, e se ho influenzato qualcuno, che posso farci ?

GW: Alcuni tuoi album - "Blood on the Tracks", "Infidels", "Highway 61 Revisited" - hanno ispirato grossi consensi critici, ai loro tempi, e sono sopravvissuti alla prova del tempo. Dal tuo punto di vista, questi dischi mantengono la loro buona fama ?

BD: Bè, questi dischi sono stati fatti tanto tempo fa, e sai, sinceramente, i dischi che erano fatti in quei giorni ed in quegli anni erano tutti buoni. Tutti avevano qualcosa di magico perché la tecnologia non andava oltre quello che stava facendo l'artista. Questo rendeva più facile fare un buon album allora rispetto ad adesso. Allora ho fatto dei dischi proprio come tanta altra gente della mia età, ed abbiamo tutti realizzato buoni dischi. Quei dischi sembrano gettare una lunga ombra. Ma quanto di questo è dato dalla tecnologia e quanto dal talento e dall'influenza, davvero non lo so.
So che non si possono più fare dischi che suonano in quel modo. La maggiore priorità ce l'ha la tecnologia, ora. Non è l'artista o l'arte, è la tecnologia che li supera. Da questo è stato concepito "Time Out Of Mind" ... non si prende molto sul serio, ma ancora, il suono è molto significativo in questo disco. Se questo disco fosse stato realizzato più per caso, non avrebbe suonato in questo modo. Non avrebbe avuto l'impatto che ha. I ragazzi che mi hanno aiutato a farlo hanno cercato di far venire fuori un disco che fosse stato registrato con un vecchio registratore.
Non c'è alcuno sforzo sprecato su "Time Out Of Mind", e non penso ce ne saranno in nessun altro mio disco

GW: Uno scrittore una volta notò che i dischi del bluesman del Delta Skip James si sentivano meglio di notte. Lo stesso si potrebbe dire di "Time Out Of Mind".

BD: Pensi che suoni alla Skip James ?

GW: In un certo senso. "Time Out Of Mind" si ascolta meglio a notte fonda.

BD: Questo è un magnifico complimento per me, di sentire che è anche in una specie di ... che sarebbe in una specie di reame con Skip James.

GW: In termini di umore ed atmosfera, è quasi come se ci fossero dei fantasmi a percorrerlo. Sono fantasmi di, o per, qualcuno in particolare ?

BD: No. Non sono pratico per la parte psicologica di esso. Non lo so. I fantasmi di cui probabilmente parli sono solo probabilmente di come gli strumenti sono piazzati nel mix. Alcuni sono più in sottofondo come in opposizione ad essere in primo piano. O forse senti solo i differenti eco emanati dal suono completo del disco.

GW: Jim Dickinson, che ha suonato le tastiere in "Time Out Of Mind", qualche anno fa disse una cosa che ricordo molto affascinante. Disse che un sacco di persone non si rendono conto che il processo di registrazione è una serie di congelamento - inscatolamento dell'anima.

BD: Si, il processo di registrazione è molto difficile per me. Perdo l'ispirazione molto facilmente in Studio, ed è davvero molto difficile per me pensare che sto per mettere in ombra tutto quello di buono fatto precedentemente. Mi annoio facilmente, e la mia missione, che incomincia molto ampia, si affievolisce dopo poche cose andate male...

GW: Ci sono elementi di country blues e della qualità della produzione della Sun Record sull'album.

BD: Bè, ci sono sempre stati. Ma in passato, quando erano registrati i miei dischi, il produttore, o chiunque supervisionasse la mia session, pensava fosse già abbastanza farmi cantare una canzone originale. Non c'era mai abbastanza lavoro mirato allo sviluppo della musica, e questo mi ha sempre reso molto disilluso verso il registrare dischi. "Time Out Of Mind" è più illuminato, migliore sotto l'aspetto della canzone e del suo suono. Gli arrangiamenti e le strutture sono realmente una parte integrante del tutto.

GW: "Time Out Of Mind" è stato registrato poco prima che tu ti ammalassi.

BD: Si, giusto.

GW: Il disco l'hai considerato come un soddisfacente ultimo capitolo ?

BD: No, non la penso così. Penso che stiamo solamente incominciando a mettere il mio sound su disco, e penso ci sia molto altro da fare. Abbiamo solamente aperto una porta in un particolare periodo, e con il passare del tempo ci torneremo per estendere il tutto. Ho pensato fosse più un inizio.

GW: Hai menzionato Buddy Holly in relazione con l'album. Cosa ha portato il suo spirito al disco ?

BD: Buddy Holly. Sai, non so esattamente cosa ho detto su Buddy Holly, ma mentre lo stavamo registrando, ovunque mi girassi c'era Buddy Holly. Sai cosa intendo ? Era una di quelle cose. Ogni posto in cui ti giravi. Camminavi per un corridoio e sentivi dischi di Buddy Holly tipo ""That'll Be the Day ". Poi ti mettevi in macchina per andare allo studio e c'era "Rave On". Poi arrivavi allo studio e qualcuno aveva messo la cassetta di "It's So Easy". E questo accadeva giorno dopo giorno.
Frasi musicali di Buddy Holly venivano fuori dal nulla. Era una cosa paurosa. (Sorrisi). Ma dopo aver registrato ed essere andati via, sai, era rimasto nella nostra mente. Bè, lo spirito di Buddy Holly doveva essere da qualche parte a sollecitare quel disco.

GW: Sembra esserci un rinnovato interesse verso la tua musica, specialmente tra i giovani. Hai notato un cambiamento anagrafico nel tuo pubblico ?

BD: No, non ho notato alcun cambiamento, ma ho trovato un pubblico diverso. Non sono tanto bravo a capire come sono le vecchie persone, ma il mio pubblico sembra essere più vivace di quanto lo fosse 10 anni fa. Reagiscono immediatamente a quello che faccio, e non vengono con un sacco di preconcetti su come vorrebbero che io sia, o su quello che pensano io sia. Mentre pochi anni fa non reagivano così velocemente. Avevano da comunicare troppo ...

GW: Bagaglio ?

BD: Mentale, sì, mentale, roba mentale, perciò (sospiro) ero ancora impantanato in un certo tipo di folla. Ci ha messo un sacco di tempo a scoppiare quella folla. Anche l'ultima volta che sono stato in Tour con Tom Petty, eravamo di fronte allo stesso vecchio pubblico. Ma ora è diverso. Sembriamo attrarre un nuovo pubblico. Non solo persone che mi conoscono come una specie di figura da un'altra era o come un simbolo generazionale. Non ho più niente da dividere con questo, se mai l'ho fatto.

GW: Trovi che lo scegliere le canzoni per i tuoi show live diventa sempre più difficile o più facile col passare degli anni ?

BD: Bè, ho così tante canzoni che trovarle è l'ultimo dei miei problemi. Ci sono canzoni che non ho mai suonato live. Ho 500, 600, 700 canzoni. Non ho problemi con le canzoni rimaste indietro. Alcune scompaiono e si riducono con il tempo, ma altre prendono il loro posto.

GW: Mentre sembra ci sia un grosso spazio per improvvisare, i tuoi show live di questi giorni sembrano essere molto meglio arrangiati degli scorsi anni.

BD: Se stai per chiedermi qual è la differenza tra gli show di ora e quelli dei '70, degli '80 o indietro ai '60, bè, le canzoni non erano arrangiate. L'arrangiamento è l'architettura della canzone. Ecco perché le nostre performance sono così efficaci oggi, perché a poco a poco ci siamo avvicinati all'attuale struttura della canzone. Ed una volta che l'architettura di una canzone è a posto, una canzone può essere fatta in infiniti modi. Questo è quello che tiene i miei show attuali genuini.
Perché non sono allungati o non nascono per caso. Non sono affannati, non sono solo un mucchio di urla ... un conglomerato di suoni. E' come Skip James, che hai menzionato prima, che una volta disse: "Io non voglio intrattenere. Quello che voglio è impressionare con abilità e calma la mente dei miei ascoltatori." Se ascolti i suoi dischi - i suoi vecchi dischi - vedi che riesce a farlo. Ma se ascolti i dischi fatti nei '60, quando lo riscoprirono, scopri che manca qualcosa. E quello che manca è quel filo che lega la struttura della canzone.

GW: Quale era la natura della tua infezione cardiaca ?

BD: Era una cosa chiamata istoplasmosi che viene dall'inalare accidentalmente una quantità di sostanze che venivano fuori da uno dei fiumi presso i quali vivo. Forse un mese o due o anche solo tre giorni all'anno, gli argini lungo il fiume diventano sudici, e poi il vento soffia ed un mucchio di sporcizia va nell'aria. Mi è successo di inalare qualcosa del genere. Questo è quello che mi ha fatto ammalare. E' andato nella zona del cuore, ma non era niente che veramente attaccasse il mio cuore.

GW: Eri seriamente ammalato, comunque ?

BD: Oh, ero seriamente ammalato, si.

GW: Questo ti ha fatto fare una pausa e ripensare a qualcosa ?

BD: Non l'ho fatto davvero, sai, perché era qualcosa che portavo su di me. Non era come quando ho avuto bisogno di tempo per rallentare ed esaminare la mia vita. Era solo una di queste cose.
Sono stato fermo per circa 6 mesi, ma non ricordo di aver avuto nessuna particolare illuminazione in questo periodo.

GW: La performance per il Papa al Congresso Eucaristico Mondiale di Bologna deve essere stata tremendamente toccante per te.

BD: Bè, era surreale, sai ? Ma si, era toccante. Voglio dire, è il Papa. (Risate) Sai cosa intendo ? C'è solo un Papa, giusto ?

GW: Ti ha toccato in quel momento l'ironia del cantare "Knockin' on Heaven's Door" in quella situazione ?

BD: No, perché era la canzone che volevano ascoltare. Sembrava essere in giusta armonia con la situazione.
 
 
 

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