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'Cross The Green Mountain
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di Salvatore Esposito
Dopo la fortunatissima e premiatissima Things Have Changed,
che ha regalato
a Bob la gioia dell'Oscar, il bardo di Duluth è
tornato a fare sul serio
con il cinema realizzando 'Cross Green Mountain per la
colonna sonora di
Gods & Generals.
Anche questa volta come nel fortunatissimo Love &
Theft,
Bob si è servito della sua tour-band per l'incisione
del pezzo (con
l'aggiunta di Benmont Tench all'organo) come del resto
era già avvenuto durante l'incisione del brano
Waiting For You che sembrò
più una sorta di divertissement a tempo di valzer
(sulla falsariga dell'altro
brano inciso per la colonna sonora di Soprano's, Return
To Me) che un vero e
proprio brano trascinatore per colonna sonora. 'Cross
Green Mountain è un
pezzo di rara bellezza musicale con delle liriche che
hanno il peso di
macigni, e la forza di un turbine apocalittico, eppure
estremamente gonfie
di verità. In fondo non ci stiamo preparando ad
un altra guerra?? Ad altri
morti?? La prima immagine ha dell'angosciante, siamo
alle prese con un sogno
mostruoso, qualcosa di terribile smuove le acque e si
è insinuato nella
terra dei ricchi e dei liberi. E' stato detto che questa
immagine richiama
idealmente l'11 settembre tuttavia in questo contesto
va intesa come la
guerra che colpisce tutti indistintamente, sia i ricchi
sia le persone
libere. L'aggettivo free, indica il bisogno di
libertà, ma è una libertà
conquistata con forza, con la guerra e un altra guerra
ancora arriva per
privare gli uomini della libertà. La guerra è
infatti la negazione della
libertà, sparare ad una persona, significa che
la via del dialogo, la via
della libertà della parola è ostruita in
qualche modo, che la comunicazione
è cessata e che l'unico modo per risolvere la
questione è scegliere chi
sparerà per primo. Basta fare un ideale richiamo
alla Guerra di Piero del
compianto De Andrè. Il secondo verso è
di bellezza cristallina, l'immagine
dello sguardo negli occhi dell'amico "misericordioso"
che andrebbe tradotto
più giustamente pietoso o meglio ancora più
liberamente disperato, è di
grande impatto così come la domanda che diventa
un macigno sulla coscienza
dell'uomo: è questa la fine?? E' una visione che
giace su un sostrato di
assoluta verità, l'uomo come sosteneva Hobbes,
ma ancora prima molto prima
Plauto, è lupo con glialtri uomini... Homo Homini
Lupus. L'uomo è portato per
natura alla guerra e quindi alla sete di potere e di
forza sempre maggiore,
certo non è da generalizzare questa cosa ma tutto
va inteso come istinto.
L'istinto che ci ha generato era quello della selezione
naturale, la
selezione naturale ci porterà alla distruzione
in qualche modo. Il progresso
sempre più galoppante, le scoperte sempre più
avanzate, la scoperta dello
spazio, tutte le diavolerie dei signori della guerra
ci porteranno alla
fine, e saremo noi stessi a trovarla attraverso tutto
questo immenso mostro
che guida la nostra mano. Il pensiero si rivolge poi
al ricordo alle cose
belle della vita, quasi gli passassero davanti tutti
i momenti belli vissuti
su questa terra, poi lo sguardo interiore si volge verso
le anime che
incontreranno in paradiso. Quasi a indicare la fine imminente
e sicura.
Nel terzo verso l'immagine degli altari bruciati è
di forza incredibile,
ancora una volta, l'uomo ha messo da parte la morale
religiosa per la
guerra. Si vis pacem para bellum ("Se vuoi la pace prepara
la guerra"), era il motto dell'Esercito di Augusto ma non certo quello
dei Cristiani, l'uomo ha così messo da parte tutto per la sete di
conquista.
L'immagine dei nemici che scendono dalla cima della collina
può essere ancora una volta ricondotta all'undici
settembre ma non
mi sento ancora una volta di sposare questa tesi dato
che la mia lettura di
questa canzone è più in via generale che
nello specifico. Infatti essendo un
testo sulla guerra potrebbe essere adattato o forzato
a qualsiasi guerra o
atto violento. Tuttavia il verbo scendere può
essere considerato come un
riferimento importante a favore di quella tesi. La visione
del Dio
Vendicatore è ancora mutuata dalla Bibbia, ma
questa volta sembra meno
forzata rispetto agli album precedenti dove veniva quasi
posta per
intimorire i credenti e per evitare che essi peccassero
ancora. Qui il Dio
Vendicatore è parte del tutto è conseguenza
della sciagura ma non punizione
vera e propria... ricordate "Cenere sei, Cenere diventerai",
il nostro destino
è segnato ma il Dio Vendicatore non si vendicherà
sulla terra ma in cielo
dove farà risorgere le anime che nella vita hanno
praticato la santità
critiana, queste siederanno al suo fianco. Si apre poi
una visione sul
campo di battaglia, questo passaggio avviene attraverso
il quinto verso che
è una sequela di rassegnate costatazioni sul mondo
(un ideale parallelo può
essere fatto con il capolavoro Del Mondo dei nostrani
CSI) che è ormai
vecchio, quasi distrutto e flagellato dalle guerre che
lo insanguinano da
sempre; sul modo di vivere, che non può essere
imparato in un solo giorno,
il mestiere di vivere come dicevano gli scrittori latini,
è una dote che si
acquisisce vivendo, diventando consapevoli dell'esistenza
di una sorta di
"humanitas" che ci porta ad unirci e a rispettarci, purtroppo
tutto ciò
spesso viene dimenticato. Entra in gioco così
un mezzo di scrittura scenica
che fino a quel momento era stata dominata da flash di
riflessione e
meditazione. Ora l'azione si sposta sul protagonista,
quasi come il
passaggio da voce fuori campo ad azione scenica, che
è fermo immobile ad
ascoltare la musica che viene da una terra lontana, migliore.
E' questo un
altro importante passaggio, perché indica che
in terra o in cielo esiste un
posto migliore e che quindi non bisogna mai abbandonare
la speranza di
conquistare "un cielo nuovo e una terra nuova".

Il susseguirsi lento e cadenzato dei versi che si susseguono
in un fluire di figure retoriche di estrema finezza (numerose anafore e
assonanze rendono al massimo la linea melodica del testo), ci conduce alla
terribile immagine in cui il
protagonista chiude gli occhi al capitano, che dopo una
notte di sofferenza è
spirato, anche lui era pronto come tutti a cadere e a
difendere ma è caduto
sul campo di battaglia sotto il fuoco amico dei suoi
stessi uomini. L'idea
del mondo nuovo appare più evidente nel verso
successivo in cui si torna al
foro interno, la virtù sopravviverà mentre
l'orgoglio e la gloria
svaniranno, cadranno così i fondamenti intrinseci
di ogni guerra. Il suono
delle campane della sera condanna la blasfemia di coloro
che hanno
professato la religione con le armi, intanto tutti devono
riconoscere coloro
che hanno versato il proprio sangue perché hanno
camminato nella bella luce
della natura che è generata dalla lealtà
e dall'umanità che spesso è mancata
a questo mondo che presto finirà. Al nono verso,
ci sembra di ascoltare il Bob
Dylan degli anni 80, con l'invito a servire il Signore,
a guardare verso l' alto e oltre le tenebre delle maschere, le meraviglie
delle albe. Sarà l' alba, l'alba di un nuovo mondo a salvarci, a
condizione di mantenere fede al patto che abbiamo stretto con il nostro
Dio.

Per un attimo l'immagine torna al campo di battaglia, il
bosco è macchiato del sangue dei soldati che sono morti dove erano,
questi uomini non
avevano mai pensato di arrendersi eppure hanno trovato
la Grande
Consolatrice ad accoglierli. Lo sguardo poi viene rivolto
verso il cielo
da dove cadono le stelle, il cielo dell'Alabama è
il tappeto
sanguinante dove cammina una presenza inquietante, e
lo capiamo dal
whoever usato che dà la sensazione dell'imprecisato
ma allo stesso tempo
rende il verso estremamente gonfio di ansia. Tutto ciò
viene alimentato dall'atmosfera della parte finale del verso che sembra
tutto congelato
compreso il cielo e con lui la speranza di vedere forse
un nuovo giorno, ma
più propriamente la pace. La notizia del ferimento
del figlio al fronte che
giunge alla madre è l'ennesimo spaccato del tempo
di guerra, quante mamme
hanno pianto i propri figli nel vederli partire, quante
mamme hanno
aspettato con ansia il ritorno dalla guerra, quante hanno
visto giungere la
notizia della morte del figlio. Si apre così uno
spaccato sul piccolo grande
dramma della perdita di un figlio in guerra, che è
una delle piaghe e dei
segni più profondi che lascia la guerra. La guerra
porta morte, la morte
porta dolore, il dolore porte le lacrime. L'immagine
finale della canzone è
spiazzante, posta a mezza strada tra un senso di desolazione
assoluta e un
senso di latente abbandono e rassegnazione. Nel cielo
vi è una luce antica o
forse l'aria è cupa quasi ad indicare uno velo
di dolore che è caduto sulle
città e sulle terre in guerra, questa luce ha
oscurato anche quella del
giorno. Il protagonista sembra guardare in lontananza
la città e ragionando
da reduce sopravvissuto ricorda con immensa tristezza
la perdita dei suoi
commilitoni con cui aveva condiviso quella terribile
esperienza, ricorda la
loro unione, il loro spirito di corpo, la loro schiettezza.
Con questa
immagine si chiude un'ode alla guerra e alle sue ferite
insanabili. La
guerra ora è vista come un mostro sovrannaturale,
non è più il mezzo dei
potenti (Masters of War), ora è quasi un male
necessario o meglio una delle
tante pieghe del destino che l'uomo per natura è
costretto ad incontrare sul
suo cammino. Un cammino che condurrà l'uomo un
giorno forse alla salvezza.
Salvatore Esposito
DALL'ALTRA PARTE DELLA VERDE MONTAGNA
parole e musica Bob Dylan
Vado al di là della verde
montagna, mi siedo vicino alla corrente
Il paradiso arde nella mia testa,
ho fatto un sogno mostruoso
E' venuto su qualcosa fuori dal
mare
Si è mosso velocemente attraverso
la terra dei ricchi e dei liberi
Guardo negli occhi del mio misericordioso
amico
E poi mi domando, è questa
dunque la fine?
Ricordi indugiano, tristi eppure
dolci
E penso alle anime in paradiso
che incontreremo
Gli altari stanno bruciando con
alte fiamme lontane
I nemici sono passati dall'altro
lato
Si toccano i berretti dalla cima
della collina
Puoi sentirli arrivare per versare
altro sangue di coraggiosi
Lungo il pallido confine atlantico
la terra devastata si estende per
miglia indietro
La luce sta avanzando e le strade
sono ampie
Tutto deve arrendersi al Dio vendicativo
Il mondo è vecchio, il mondo è grigio
lezioni di vita non possono essere apprese in un sol
giorno
Guardo ed aspetto ed ascolto mentre sto in piedi
la musica che arriva da una lontana terra migliore
Chiudo gli occhi del nostro capitano, possa riposare in
pace
la sua lunga notte è finita, il grande capo è
stato abbattuto
era pronto a cadere, era pronto a difendere
ucciso al primo colpo dai suoi stessi uomini
E' l'ultima ora dell'ultimo giorno dell'ultimo anno felice
Sento che il mondo sconosciuto è vicino
l'orgoglio svanirà e la gloria marcirà
ma la virtù sopravvive e non può essere
dimenticata
Le campane della sera hanno rintoccato
c'è blasfemia su ogni lingua
che dicano che ho camminato nella bella luce della natura
e che fui leale alla verità ed al bene
Servi il Signore e sii lieto, guarda verso l'alto al di
là
al di là delle tenebre delle maschere, le meraviglie
dell'alba
nell'erba verde e profonda e nel bosco macchiato di sangue
non si sono mai sognati di arrendersi, son caduti sul
posto in cui erano
Stelle cadono sull'Alabama, le vedo una per una
stai camminando nei sogni chiunque tu sia
gelidi sono i cieli, pungente il freddo
il suolo gela ed il mattino è perduto
E' giunta una lettera alla madre oggi
ferita di fucile al petto, diceva
ma presto starà meglio, è in un letto d'ospedale
ma non starà mai meglio, è già morto
Sono a dieci miglia dalla città e sono sparito
in una luce antica che non è quella del giorno
erano tranquilli erano schietti, li conoscevamo tutti
troppo bene
ci amavamo l'un l'altro più di quanto mai abbiamo
osato dire
'CROSS THE GREEN MOUNTAIN
words and music Bob Dylan
I cross the green mountain, I sit by the stream
heaven blazing in my head, I dreamt a monstrous dream
something came up out of the sea
swept thru' the land of the rich and the free.
I look into the eyes of my merciful friend
and then I ask myself: is this the end?
memories linger, sad yet sweet
and I think of the souls in heaven who we'll meet.
Altars are burning with flames far and wide
the foe has crossed over from the other side
they tip their caps from the top of the hill
you can feel them come more brave blood to spill
Along the dim atlantic line
the ravaged land lies for miles behind
the light's coming forward and the streets are broad
all must yield to the avenging God.
The world is old, the world is gray
lessons of life can't be learned in a day
I watch and I wait and I listen while I stand
to the music that comes from a far better land.
Close the eyes of our captain, peace may he know
his long night is done, the great leader is laid low
he was ready to fall, he was quick to defend
killed outright he was by his own men.
It's the last day's last hour of the last happy year
I feel that the unknown world is so near
pride will vanish and glory will rot
but virtue lives and cannot be forgot.
The bells of evening have rung
there's blasphemy on every tongue
let them say that I walked in fair nature's light
and that I was loyal to truth and to right.
Serve God and be cheerful, look upward beyond
beyond the darkness of masks, the surprises of dawn
in the deep green grasses and the blood-stained wood
they never dreamed of surrendering, they fell where they
stood.
Stars fell over alabama, I saw each star
you're walking in dreams whoever you are
chilled are the skies, keen is the frost
the ground's froze hard and the morning is lost.
A letter to mother came today
gunshot wound to the breast is what it did say
but he'll be better soon, he's in a hospital bed
but he'll never be better, he's already dead.
I'm 10 miles outside the city and I'm lifted away
in an ancient light that is not of day
they were calm they were blunt, we knew them all too
well
we loved each other more than we ever dared to tell.
traduzione di Michele Murino
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