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| Parafrasando
il titolo di una canzone del grande Vecchioni ecco un raccontino dall'Urbe
dove son stato in vacanza sabato e domenica con la vecchia guardia di MF
(Anna Duck, Elio Rooster, Leonardo Lion, Antonio Cat e Carlo Pig).
La cronaca del concerto da brividi di De Gregori di Piazza San Giovanni
"spalleggiato" da Vecchioni, Mannoia and friends
Michele "Napoleon in rags" |
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| Brevi ma intense
"vacanze romane" per MF.
Il sottoscritto - insieme ad Anna "Duck", Antonio "Cat", Elio "Rooster", Carlo "Pig" e "Leonardo Lion" (li vedete raffigurati in tutto il loro splendore qui sopra) - ha trascorso due giorni nella Capitale ("moralmente" erano con noi anche Beni "Hamster" e Liaty "Lynx" fermate solo da uno sciopero dei treni). Abbiamo riunito l'eterogenea banda mfarmiana della cosiddetta vecchia guardia (seppur incompleta) convergendo sull'Urbe da Milano, Aosta e Napoli, ed oltre a faticosi peregrinaggi per le vie della Città Eterna, da Via Condotti alla Fontana di Trevi, da Piazza Navona a Trinità dei Monti, passando per un'affollata visita al celeberrimo mercato di Porta Portese con levataccia alle 6 (ora antelucana naturalmente) alla caccia di dischi, cd, vhs e libri, non abbiamo ovviamente perso l'occasione di assistere al concerto di Piazza San Giovanni attirati come era inevitabile che fosse dal nome "in cartellone" del nostro amato Francesco De Gregori (chi segue MF sa che questo sito è virtualmente anche suo). De Gregori è stato a dir poco grande. I commenti post-concerto di noi mfarmiani sono stati all'insegna di espressioni come "da brividi", "fantastico" e, appunto, "grande". |
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... siamo noi questo piatto di grano... Poi De Gregori, coadiuvato dai consueti musicisti tra cui il fido Guido Guglielminetti al basso, resta in scena da solo e sforna una dietro l'altra 7 perle del suo repertorio passato e recente. |
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venne assalito dai parenti ingordi... Il pubblico applaude sempre più convinto. Si capisce che Francesco è nel "mood" giusto, stasera. La coreografia della piazza stracolma contribuisce a dare quel tocco magico alla serata mentre la voce inconfondibile di De Gregori si avvita nelle spirali degli antichi versi dalle rime scioglilingua, tra parenti ingordi, parole regalate ai sordi, sole, parole, aiuole e pistole. Poi da bravi fanatici monomaniaci dylaniani non possiamo non cercare - come al solito - un aggancio con Mr. Zimmerman ed i continui omaggi del Principe ce ne danno fortunatamente ampia possibilità (agganci che, come sempre ripetuto da queste pagine, noi consideriamo un merito di Francesco e che non sono da intendersi come critica nè tantomeno come un sottinteso tentativo di sminuirne l' indiscusso valore). |
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riportami i miei occhi e il tuo fucile... Ed invece è "Niente da capire" anche se l'attacco è inoppugnabilmente quello del mitico brano di Highway 61 revisited. Superba prova anche questa come lo sono le successive. |
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Prima di essere scaraventati dentro questo tipo di pornografia... Poi una tenera "Buonanotte Fiorellino" che scatena le ovazioni della vecchia guardia degregoriana e l'invevitabile "Generale". Io spero nell'attuale strepitosa versione de "La casa di Hilde" che però non arriva. Ma non c'è da lamentarsi visto che Francesco attacca una versione stra-to-sfe-ri-ca di "Bufalo Bill" coadiuvato dalla Mannoia. Superbo. Tra la vita e la morte avrei scelto l'America... |
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Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura Il gran finale fa naturalmente venire le lacrime agli occhi quando De Gregori propone un brano immortale come "Viva l'Italia". Ottima anche la scelta di cantarla in gruppo. La prima strofa è cantata da Roberto Vecchioni (che ha eseguito il suo set prima di Francesco e Fiorella proponendo anche un capolavoro come "Velasquez", oltre a "Samarcanda" ed altre). A Vecchioni segue Luca Barbarossa, poi il cantante degli Avion Travel, poi "Ciccio" ed infine la Mannoia. La folla esplode ripetutamente in boati ed ovazioni. Davvero un grande momento per una grande canzone. Carlo Pig mi fa notare che, proprio come fa Dylan, anche Francesco dilata la struttura dei versi, frammenta la metrica, ne anticipa e ne ritarda il tempo rispetto alle versioni del disco sì da "sottrarli" al pubblico impedendo a quest'ultimo di cantare con lui (niente effetto "karaoke" insomma). Sempre il Pig nota che, come Bob, anche Francesco all'improvviso pronuncia una sequenza di versi in monotonia invece di modificare il tono di volta in volta (laddove i versi successivi al primo richiederebbero un'intonazione differente egli utilizza invece quella del primo verso, una tecnica ben conosciuta ai dylaniani). |
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e da Dublino fino al Connemara, dovunque tu stia viaggiando con zingari o re il cielo d'Irlanda si muove con te... Anche il set della Mannoia è stato molto bello con brani come "Oh che sarà", "Quello che le donne non dicono", una trascinante "Il cielo d'Irlanda", grande pezzo di Massimo Bubola, tra gli altri. Fiorella è come sempre bravissima. L'abbiamo incontrata e salutata a fine concerto mentre si allontanava a piedi in compagnia di Ivano Fossati e la sezione maschile del gruppo mfarmiano non ha potuto fare a meno di constatare piacevolmente che oltretutto è uno schianto di ragazza!!! Qual è il segreto visto che quindici anni fa non ricordiamo in lei tale raggiante bellezza?... Dopo il concerto abbiamo stazionato per un'oretta nei pressi del backstage nella speranza di poter avvicinare qualche artista (come detto è stato possibile solo per la Mannoia e Fossati, usciti per firmare autografi e fare foto con i fans e poi allontanatisi a piedi verso le strade di Roma). Però vale la pena di raccontare un significativo aneddoto che ci ha rincuorato facendoci piacevolmente stupire e ricredere sui gusti delle nuove generazioni di fruitori della musica leggera. Un gruppetto di ragazzine dai 14 ai 17 anni circa stazionava di fianco a noi urlando con emozione di tanto in tanto il nome di De Gregori e della Mannoia poco distanti da noi dietro le transenne. Gli artisti non erano avvicinabili perchè la security ai varchi impediva l'accesso ai fans ma erano tutti visibili dietro le transenne, compreso Nanni Moretti che ad un certo punto si è avvicinato al pubblico per firmare autografi (personalmente mi sono rimasti impressi i ripetuti calorosi abbracci tra De Gregori e Vecchioni). Ad un certo punto ci accorgiamo di uno stretto passaggio sul fondo della Piazza che consente di accedere al retropalco dove stazionano gli artisti. Per motivi di stazza e di pudore rinunciamo al tentativo di infiltrarci ma consigliamo alle ragazzine di provarci vista la loro esile struttura da silfidi in fieri. Le fans ci ringraziano e si fiondano urlanti in un pallido rigurgito di beatlemania nello stretto pertugio per spuntare trionfanti dall'altro lato. Sciàmano verso De Gregori, Mannoia and friends e rispuntano raggianti dalla nostra parte con autografi e dediche che subito corrono a mostrarci fiere come pescatori con in braccio dentici da 20 chili. E' bello vedere che ragazzine di 14 anni, invece di farsi intorpidire il cervello da Grandi Fratelli ed Operazioni Trionfali ascoltano la stessa musica che noi amavamo vent'anni fa! Carlo Pig, stupefatto, chiede ad una di loro la sua età. Risposta: 14 anni! Carlo sempre più trasecolante: "Ma... Ma come? E Britney Spears, Cristina Aguilera...?". La ragazzina indignata sfodera un vocione in stile Mario Brega e prorompe indicando De Gregori, la Mannoia e soci: "Ma questa è gente seria!". Nel frattempo la madre l'ha presa per un braccio e l'ha tirata via come in un cartone animato allontanandola da travianti pericoli di modernismo. Non perdo l'occasione per complimentarmi con la baby-fan di De Gregori ammonendola però bonariamente che è il momento di passare a Dylan... Michele "Napoleon in rags" Lunedì 16 settembre 2002 |
p.s. La citazione del titolo è dalla canzone "Due giornate fiorentine" di Roberto Vecchioni, apparsa sull'album "Samarcanda"
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Elio Rooster e Carlo Pig (in pp), De Gregori, il Colosseo |
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