La storia dei Gang attraverso i personaggi e le storie delle loro canzoni.


Di libri che tentano di raccontarci il rock ne abbiamo le librerie piene, sempre meno però sono i libri che scavano all'interno delle canzoni, che ne tratteggiano i motivi per cui sono nate e quanto hanno coinvolto l'autore.
Uno di questi però è sicuramente Banditi senza tempo, scritto da Marino e Sandro Severini, ovvero i Gang, una delle poche band italiane che hanno cercato di valicare gli stilemi che da anni affossano la nostra canzone, facendo emergere dei tratti profondi che hanno disegnato il profilo dell'Italia degli anni ottanta e novanta. Hanno cominciato a suonare partendo dal basso, fornendo una versione tutta italiana del fenomeno Clash, poi sono cresciuti grazie a Massimo Bubola, che ha cofirmato con loro le canzoni dei due album principali della loro carriera ovvero Le Radici e Le Ali e Storie D'Italia. Oggi, liberi da ogni vincolo discografico, dopo tre altrettanto interessanti dischi hanno deciso di raccontarci le loro storie non più in forma canzone, ma attraverso questo libro. 
A supportarli nella scrittura ci sono Alessandro Portelli che ha curato l'introduzione, Paolo Rossi che invece ha scritto la postfazione, Daniele Biacchessi e Marco Denti. Il libro è uscito per la Selene Edizioni, una piccola casa editrice milanese che da tempo con la sua collana Distorsioni tenta di mettere in evidenza i rapporti tra musica e cultura, tra musica e società. I Gang così hanno ricostruito le storie, le ispirazioni, i legami, gli aneddoti che erano alla base di una buona parte della loro produzione, a partire da Chico Mendes, passando per i Fratelli Cervi della Pianura dei Sette Fratelli, fino ad Andrea Pazienza di Paz. Ogni storia diventa occasione per far risaltare il loro impegno nella denuncia sociale, una delle loro caratteristiche fondamentali che li candidò da subito come band scomoda. Tratteggiando i briganti del passato e i terroristi di oggi, profeti di ieri e martiri, ma anche i paesaggi e i personaggi scomodi, emerge parallelamente la loro natura di band, la voglia di suonare, di incontrare gente, di condividere le storie con loro, ma anche il loro disamore per le patetiche esigenze dello star system.
 Si svela così a pieno quella che Alessandro Portelli, nella introduzione, definisce la "dimensione narrativa" dei Gang, che in questo libro ci dà l'opportunità di riprendere in mano le Storie d'Italia, le cronache di vita quotidiana, alla maniera di Woody Guthrie, mentre nel cuore sferraglia ancora la chitarra di Joe Strummer. Così ritroviamo le strade percorse e quella ancora da
scoprire, approfondendo le riflessioni fatte ascoltando i dischi con la stessa semplicità.

Salvatore Esposito

Marino e Sandro Severini
Banditi senza tempo
Selene edizioni - Euro 10,50 - pag. 120
Purtroppo non in tutte le librerie
www.edizioniselene.it


La Macina & Gang
Nel tempo ed oltre cantando...
Storie di Note

Per quattro anni hanno suonato insieme in tutta Italia condividendo sera per sera il palco, intraprendendo un cammino che li ha portati a condividere a pieno le loro esperienze artistiche e così finalmente La Macina e i Gang hanno suggellato questa collaborazione live portando a conclusione il progetto, da lungo tempo ventilato, di un disco insieme. I dodici brani de 'Nel tempo ed oltre, cantando...' che riprende una poesia di Alfonso Gatto, sono tratti dal repertorio di entrambe le band, e sono stati riarrangiati e reinterpretati fondendo la ricerca sulla musica popolare de La Macina di Gastone Petrucci e il rock dei Gang, storica formazione Clash-oriented guidata dai fratelli Marino e Sandro Severini. Il disco è stato quasi interamente registrato dal vivo, e solo ritoccato in alcune parti in studio, la produzione mette in evidenza qualche pecca in fase di missaggio ma
tuttavia questo disco ci svela le tutte potenzialità di questo progetto comune. Durante l'ascolto si scoprono i Gang reinventare, suonando e cantando i brani de La Macina, e La Macina fare altrettanto con i pezzi storici dei Severini, è una scelta fortunata questa perché imprime ai brani una forza nuova sia espressiva sia puramente musicale. Accade così che

una canzone tradizionale dai torni satirici come Caridà Caridà Signora diventi un travolgente pezzo folk-rock guidato dalla voce di Marino o che Kowalsky ritrovi la sua natura quasi irish-folk grazie al lavoro de La Macina. Colpisce l'approccio dei Gang con i brani tradizionali a cui danno una dimensione particolarissima, quasi psichedelica, un esempio ne sono Cioetta Cioetta e Fra giorno e notte so' ventiquattro ore, che pur mantenendo integra una forte matrice popolare alla base, sono fra i migliori esempi dell'attuale folk revival. Attraverso queste canzoni si scoprono così spaccati di lotta popolare del passato come E' ffinidi i bozzi boni o del presente, con Sesto San Giovanni, scritta all'epoca di Storie D'Italia
insieme a Massimo Bubola. Parallelamente ritroviamo storie dimenticate che arrivano a commuovere come l'eroismo di due donne nelle splendide Iside e Cecilia, o dei fratelli Cervi ne La Pianura dei Sette Fratelli. 
Splendida in chiusura è la nuova versione di Eurialo e Niso in cui brilla in modo particolare il lavoro di ricerca sugli arrangiamenti, infatti l'apporto dei La Macina risulta determinante, facendo acquisire una nuova forza poetica al brano. Alla fine si ha la sensazione di aver ascoltato un disco folk che ha la potenza del rock ma anche un prodotto ideale per riscoprire le nostre radici, come sempre i Gang riescono a stupirci.

Salvatore Esposito


E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION