MAGGIE'S FARM FOLK FEST Photo Gallery n°11 LAURA ASTRELLA
Laura Astrella è stata tra gli interpreti più
genuinamente folk del Maggie's Farm Folk Fest e si è esibita nella
terza serata, quella finale di domenica, 22 maggio 2005. "Mi è sempre piaciuto il folk americano - ci
dice Laura - Mi è sempre piaciuto fin da quando ne ho ascoltato
i primi dischi. L'incontro con Bob Dylan, poi, è stato una folgorazione;
ho amato quella voce da subito perchè mi toccava il cuore, anche
se all'epoca non capivo niente dei suoi testi (è questa la cosa
più stupefacente!)." Le canzoni di Dylan sono state dunque la molla che
ha spinto Laura ad avvicinarsi alla musica ed il passaggio da ascoltatrice
ad esecutrice ed interprete è venuto di conseguenza: "Ho cominciato
a strimpellare la chitarra perchè volevo cantare quelle canzoni
che sembrava non conoscesse nessuno nel piccolo centro del Sud dove sono
nata. Ho iniziato così a divorare manuali, cercando di imitare l'accompagnamento
che sentivo nei dischi. Quando poi mi sono trasferita a Trieste per lavoro,
ho conosciuto gente che come me amava il folk e non mi sembrava vero di
poter finalmente condividere con qualcuno quella mia passione che avevo
sempre coltivato da sola." Laura si aggrega dunque ad un gruppo di appassionati
insieme ai quali fonda un "Folk Club": "All'interno di questo club, oltre
che ascoltare musica, scambiare dischi, andare ai concerti, organizzare
serate musicali, si suonava tra di noi. Ho fatto così alcune esperienze
musicali con musicisti del posto (compresa una band di country rock di
ben sette elementi) spaziando tra il folk americano e la musica irlandese.
Io prevalentemente cantavo accompagnata da altri musicisti; questa del
Maggie's Farm Folk Fest è stata in assoluto la prima volta che ho
cantato accompagnandomi da sola con la chitarra (ero terrorizzata!) inoltre,
non facevo più musica da molti anni ma ho voluto ugualmente cimentarmi
in questa avventura."
Qui sopra e nelle altre foto di questa pagina
Laura Astrella durante la sua esibizione al MFFF
Come altri artisti che si sono esibiti al MFFF, anche
Laura sottolinea quale aspetto positivo della manifestazione quello spirito
"comunitario", quell'atmosfera informale che ci ha fatto ritrovare tutti
insieme come vecchi amici anche se molti di noi si incontravano per la
prima volta: "Sono venuta a Roma temendo di trovarmi a disagio - dice Laura
- un po' per la mia timidezza, un po' perche' non conoscevo nessuno di
voi... Devo dire, invece, che l'atmosfera era molto familiare e sono stata
benissimo (la musica fa miracoli)." Il set di Laura, folk al cento per cento, si è
aperto con una splendida versione della dylaniana "Song to Woody" (l'omaggio
di Bob Dylan al suo grande maestro e padre spirituale). Il secondo brano è stato un altro classico
del folk, anche questo eseguito da Dylan (memorabile il duetto con Joan
Baez), la "Deportee" di Woody Guthrie, il racconto di un disastro aereo
in cui morirono dei lavoratori messicani (... la radio commentò
la notizia con un "non sono altro che stagionali"). Poi il mio brano preferito del set di Laura, una strepitosa
versione di "Fennario". "E' una ballata tradizionale degli Appalachi meridionali
- ci dice Laura - e l'ho eseguita nella versione di Joan Baez, un'altra
artista che amo molto... (non si era capito?)". Dylan ne fece una straordinaria
versione con la sua "Pretty Peggy-O". Pescando ancora nella sterminata produzione dylaniana,
Laura ha poi eseguito una bella versione di "It's all over now Baby Blue",
altro classico di Joan Baez (oltre che di Dylan ovviamente). Il set si è chiuso con la "Candy man" di "Mississippi"
John Hurt e con un'altra perla di Bob Dylan ed in generale della musica
folk, "Boots of spanish leather". Laura è poi tornata sul palco nel gran finale
del MFFF per due brani di Woody Guthrie, "Do re mi" e "Union Maid", cantando
insieme a Fabrizio Piazza e Benedicta ("Senza neanche provare una volta!",
precisa Laura).
Michele Murino
Laura con Manola Angeli e Vincent durante il gran finale del MFFF