Leggendari
files
del rock a Milano
La presentazione di "Rock Files",
"Legends Bob Dylan" e "Legends Joan Baez" alla Fnac di Milano
di Michele Murino
Foto di gruppo con Ezio Guaitamacchi,
Paolo Vites, Eric Andersen e Michele Murino
Grande serata tutta dylaniana ieri, 10 Marzo, presso la Fnac
di via Torino a Milano. Il vostro inviato speciale (?)
di
MF, Michele "Napoleon in rags" Murino, ha
preso parte alla presentazione di alcune novità editoriali legate
al Nostro ed è ritornato alla base
con il reportage che vedete in questa pagina. Novità editoriali
che abbiamo di recente segnalato sulle pagine di MF, a partire dal primo
numero di "Jam
Rock Files", monografia con la quale si inaugura una nuova collana
di approfondimenti che con cadenza trimestrale prenderà in esame
l'opera delle "grandi leggende del rock" (e si parte alla grande con Dylan),
per passare al volume "Bob Dylan" della collana
"Legends"
(Editori Riuniti), e per finire
con il volume dedicato a Joan Baez (anch'esso
pubblicato nella collana "Legends") e che naturalmente non può mancare
sugli scaffali di ogni dylaniano che si rispetti (in fondo a questa pagina
la riproduzione delle copertine dei tre volumi di cui si è parlato
alla Fnac). L'incontro è stato anche l'occasione per una riunione
dei dylaniani di Maggie's Farm (in questa pagina ne vedete alcuni immortalati
grazie alla perizia fotografica della mia virtual girlfriend Anna "Duck").
Dunque innanzi tutto un grazie da parte mia a nome di MF a tutti i partecipanti
ed un grazie ovviamente alla "Jam crew" per avermi invitato.
Ezio Guaitamacchi ha fatto
da gran cerimoniere della serata presentando i vari ospiti sul palco e
soprattutto lo "special guest" Eric Andersen,
folksinger compagno di Dylan all'epoca del Greenwich
Village dei primi anni sessanta, che ha eseguito alcune canzoni
per il pubblico del forum della Fnac, affollato al limite della capienza.
Eric ha anche risposto alle domande del pubblico ed ha parlato di Dylan
e - più in generale - di quel periodo che rivoluzionò la
musica americana e mondiale. Parlando dei songwriters Eric ha ironicamente
sottolineato, in relazione alla situazione attuale: "Beh, ma oggi la situazione
del mondo è differente rispetto ad allora... Non ci sono guerre,
non ci sono ingiustizie... E' un mondo perfetto!". Alla domanda relativa
ai suoi attuali rapporti con Dylan, ha dichiarato che sono amici e che
ogni tanto si incontrano, dal momento che anche le due rispettive famiglie
hanno rapporti di amicizia. "Dylan - ha detto Eric - è sempre in
giro per il mondo e sempre occupato a realizzare qualcosa di nuovo... Credo
che voglia contribuire all'economia mondiale", ha concluso con un sorriso
suscitando la divertita risposta del pubblico.
Parlando dell'influenza che i poeti e gli scrittori della
"beat
generation" ebbero su di lui, su Dylan e sugli altri folksingers,
Eric ha sottolineato che essa fu estremamente forte : "Mi ha influenzato
di più una pagina di "On the road" di
Kerouac
che le canzoni di Woody Guthrie" (e ha nominato
anche Rimbaud e Baudelaire tra coloro che hanno avuto una notevole influenza
sui songwriters). Gli ho chiesto come ricordava il clima di pressione dell'establishment
su folksingers come lui o Dylan, ricordandogli l'episodio della censura
subita da Bob quando gli venne impedito di cantare all'Ed Sullivan Show
il brano "Talkin' John Birch Blues". Eric
ha risposto che tale pressione era enorme e - quel che è peggio
- che le cose non sono cambiate con il passare del tempo visto che perfino
il suo recente album ha avuto problemi simili in relazione ad alcune canzoni
in esso contenute e per le quali ha rischiato la censura, canzoni che le
radio americane hanno paura a mandare in onda.
Eric non è sembrato molto entusiasta dell'odierno
panorama musicale, soprattutto se paragonato con l'impegno dei songwriters
storici degli anni sessanta. Ha dichiarato che non c'è in giro molto
che egli ritenga di un certo valore, che "dica" davvero qualcosa. "Sia
pur con qualche eccezione, come gli U2 o alcuni
rappers...", ha aggiunto. Sempre nell'ambito del confronto tra la musica
di un tempo e quella attuale Eric ha dichiarato: "Secondo me al giorno
d'oggi ci sarebbe bisogno che le parole avessero maggior importanza e che
la figura del songwriter tornasse ad essere centrale, figura che invece
è alquanto assente..." Anche se poi ha detto con un sorriso ironico:
"Oggi se vai a New York, prendi un sasso per strada, chiudi gli occhi e
lo lanci, sicuramente becchi un songwriter..."
Dalle parole di Eric è apparso chiaro il suo amore
per la musica, anche dopo tanti anni. "Però la musica può
fare anche molto male - ha detto - si può morire di musica...",
una frase con cui probabilmente Eric ha voluto alludere alla tragica morte
per suicidio di Phil Ochs, di cui ha parlato,
interpretando poi un suo brano.
Andersen ha eseguito anche alcuni brani dal suo nuovo
album affiancandoli a canzoni di vari autori. "Canzoni scritte - ha dichiarato
- da alcuni dei miei songwriters preferiti", da Fred
Neil a Lou Reed.
Di quest'ultimo Eric ha eseguito una grande versione
di "You Can't Relive the Past", brano da lui
cofirmato con Reed. Eric ha aperto il set con "The
street was always there", title-track del suo ultimo album (qui
sotto la copertina).
Thinking we would change the world
Before the world changed us
Believing that the path to love
Was the path that would free us
They tried to take us back to Rome
Only truth was spared
They tried but could not bury the road
Cause the Street Was Always There
(da www.ericandersen.com)
Nel corso della serata sono stati proiettati anche alcuni
filmati. A partire da quello messo a disposizione grazie ai potenti mezzi
di MF, ovvero leggasi grazie al cd pirata gentilmente "offerto" da Carlo
"Pig" Cesaretti, con il filmato proveniente dal Festival
di Newport del 1965: Dylan e la Paul Butterfield Band che provano
"Like
a rolling stone" e a seguire la mitica esecuzione di "Maggie's
Farm" durante il contestato set di Dylan, "teatro" della famosa
"svolta elettrica" di Bob (con relativi fischi del pubblico e lacrime dell'ex-folksinger).
Per proseguire con un estratto dal dvd "The
Band", allegato al numero speciale di "Jam Rock Files", estratto
in cui Robbie Robertson racconta la genesi
di uno dei brani più belli di The Band, "The
night they drove old Dixie down".
Mentre il sottoscritto e Roberto
Caselli hanno rispettivamente parlato dei volumi "Legends Bob Dylan" e
"Legends Joan Baez", Paolo Vites ha
illustrato nel dettaglio il primo numero di "Jam Rock Files" che è
- credetemi - assolutamente imperdibile. Che io non venga tacciato di conflitto
di interessi per quanto dirò... Vi assicuro che è forse la
migliore e più dettagliata monografia mai dedicata a Bob Dylan ed
oltretutto ricca di foto, anche rare. I capitoli sono: Un compleanno davvero
speciale (i 40 anni di "Like a rolling stone"), Hard times in New York
town (l'arrivo di Bob a New York), No direction home (la svolta elettrica
di Newport '65), La maschera di Bob Dylan (il mistero dei Basement Tapes),
Shelter from the storm (Blood on the tracks), Rolling with the thunder
(l'epopea della Rolling Thunder Revue), The Gospel Years (il Dylan "evangelico"),
Mixed up confusion (la crisi), La lunga strada del rock'n'roll (il Never
Ending Tour nel dettaglio), Please welcome... the Wolfman (chi è
Bob Dylan oggi?). Alla rivista è allegato un dvd di The Band relativo
al disco omonimo, il cosiddetto "brown album" entrato di diritto nella
Storia del Rock.
In conclusione i ringraziamenti del tutto speciali ai
magfarmiani Anna "Duck", Benedicta "Hamster", Liaty "Lynx", Alexan "Wolf",
Daria, Giorgio, agli amici valdostani Simone e Joel in "trasferta" a Milano,
ad Ivano Bison che mi ha intervistato per
la TV di cui è collaboratore in relazione al volume di "Legends",
al grande Fabio Treves grande musicista (un
uomo un mito), a The Big Paolo Vites, al mitico
Ezio
Guaitamacchi, al grande Eric Andersen
che si è reso anche gentilmente disponibile per una intervista (prossimamente
su MF), a Roberto Caselli
(non
vi perdete il suo "Legends Joan Baez"), a Marco
Grompi ed a tutti i magfarmiani - di cui non ricordo ahimè!
i nomi - che mi hanno chiesto di firmare le copie di "Legends Bob Dylan"
(che - detto per inciso - si preannuncia come il più grosso successo
editoriale degli ultimi anni vista la scarsità di copie in giro
sugli scaffali :o) ).
Michele Murino
PHOTO GALLERY
Eric Andersen durante il concerto
Ezio Guaitamacchi e Paolo Vites durante la presentazione
di "Jam Rock Files"
Michele Murino, a destra, durante la presentazione
di "Legends Bob Dylan" (Editori Riuniti)
Al centro Roberto Caselli che ha presentato "Legends
Joan Baez" (Editori Riuniti)
Folto gruppo di magfarmiani
che festeggiano "Legends Bob Dylan"
Front row: Benedicta
"Hamster", Anna "Duck",
Michele "Napoleon in rags", Alexan "Wolf".
Back row: Giorgio, Daria,
Liaty "Lynx"
Behind the camera: Simone
Ancora il gruppone (in senso
orario):
Beni, Liaty, Alexan, Daria,
Simone, Anna, Michele
Eric & Benedicta cheek to cheek
JAM ROCK FILES
LEGENDS
- BOB DYLAN
LEGENDS
- JOAN BAEZ

E'
UNA PRODUZIONE
TIGHT
CONNECTION
|