FIRENZE-LUGANO NO STOP
Cd 1
1) Il lupo e il bracconiere
2) Firenze (canzone triste)
3) Il chitarrista
4) Agnese
5) Monna Lisa
6) Signora bionda dei ciliegi
7) Dada
8) Fuoco sulla collina
9) Cleo
10) Grande mondo
11) Angelina
12) E sei così bella
Cd 2
1) Pigro
2) Ballata per 4 stagioni
3) Giuliana
4) I lupi
5) Paolina
6) Taglia la testa al gallo
7) Canzone per Susy
8) Doctor Jekyll And Mr. Hyde
9) Palla di gomma
10) Gran Sasso
11) Navi
12) Lugano addio
BMG Ricordi
2004
Raccolta di brani editi con l'aggiunta di due inediti: "Il lupo e il bracconiere" e "Giuliana"
(Numero uno/Bmg)
Le Canzoni:
GLI INEDITI
Il lupo e il bracconiere
Testo e musica: Ivan Graziani
Prodotto da Phil Palmer - Batteria: Tommy Graziani - Basso: Diego Fabbri
- Hammond e tastiere: Simone Bertolotti - Chitarre elettriche: Ivan Graziani
- Chitarre acustiche: Filippo Graziani
1995
Una splendida rock ballad che racconta la storia magica di un lupo e
di un bracconiere, una vicenda sovrannaturale di quelle che si narrano
davanti al camino nelle fredde sere d'inverno e si tramandano con i contorni
sfumati della leggenda (il brano inizia infatti con il bellissimo verso:
"Ti racconterò, uomo del futuro, di una montagna e di una grande
magia... forse anche tu la racconterai...").
Un grosso lupo dal pelo grigio ha la propria tana su un altissimo picco
nevoso, tanto alto da arrivare al cielo, e lì vive con i suoi cuccioli.
Un bracconiere gli dà la caccia, ne segue le tracce sottovento e
si apposta nei pressi della tana in attesa del ritorno del lupo.
L'animale riappare, vede il bracconiere e lo osserva con occhi curiosi
mentre questi lo punta con il suo fucile. L'uomo esplode un colpo verso
il lupo che però in quello stesso istante svanisce nel nulla.
Da quel giorno il picco nevoso ha sulla sua sommità una nuvola
di colore grigio...
Ispirata ad una novella di Gabriele D'Annunzio.
Giuliana
Testo e musica: Ivan Graziani
Prodotto da Phil Palmer - Batteria: Derek Wilson - Basso: Diego Fabbri
- Hammond: Simone Bertolotti - Chitarre: Ivan Graziani - Chitarre aggiunte:
Phil Palmer
1995
Splendido e rovente rock-blues con reminiscenze della dylaniana "Gotta
serve somebody". Giuliana è una signora di classe, peccato che la
sua vita sia legata alla bottiglia e la notte ha per compagni gli spettri
dei ragni nel letto. E allora: "Fai le valigie Giuliana, via dalla casa
e dalla famiglia... via verso il mondo... solo tu e la tua bottiglia..."
Grandissimo lavoro delle chitarre di Ivan come sempre, con l'aggiunta
di quelle di Phil Palmer.
LE ALTRE CANZONI:
Firenze (canzone triste)
Uno dei grandi capolavori di Ivan Graziani apre uno dei suoi album
migliori. Il brano è nostalgicamente struggente nella rievocazione
di un passato amore sullo sfondo di una Firenze di arte dove "gli occhi
di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano". Due uomini e la
stessa donna amata. "Una donna da amare in due in comune tra te e me...
Tu tornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia... ma io che farò
in questa città... fottuto di malinconia e di lei...".
Il testo è molto ispirato, ben costruito ed estremamente lirico.
Musicalmente la canzone è sorretta da una splendida melodia di piano
e chitarre che trasmette egregiamente l'atmosfera di una Firenze classica
di arte, sculture, quadri e scorci paesaggistici.
Il chitarrista
Uno dei brani rock più belli di Ivan, e più in generale
una delle sue migliori canzoni. Con i suoi potenti riff di chitarra e basso
estremamente indovinati è un brano trascinante che dal punto di
vista delle liriche si inserisce nel filone ironico di Monna Lisa, Motocross
e altre.
Un chitarrista sciupafemmine e baro, eccitato dalla carica sessuale
sprigionata da una ragazza che entra nel locale in compagnia di un uomo,
invita quest'ultimo ad una partita di poker. "Io avevo un full, lui due
coppie... Cosa rilanci se non hai più niente tranne lei?"
Il chitarrista vince la partita e la ragazza e all'alba dopo una notte
di sesso scappa via con il suo mazzo di carte truccate.
Bello il verso-tormentone del brano in cui il chitarrista, conscio
della sua slealtà, invoca il Padreterno: "Signore è stata
una svista... Abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista... Signore
se lanci uno strale... sbaglia mira per favore, non farmi del male..."
Agnese
Uno dei capolavori di Ivan e uno dei suoi celebri ritratti femminili.
Inizia con una citazione da "While my guitar gently weeps" dei Beatles
nel primo verso tradotto quasi letteralmente: "Se la mia chitarra piange
dolcemente...", per poi inoltrarsi in una dolce e struggente galleria di
immagini nostalgiche che rimandano con la mente a giorni lontani e felici
mentre il presente del protagonista è fatto di nebbia nei polmoni
mentre va in bici la mattina presto (...ma non c'è più Agnese
seduta sul manubrio a cantar canzoni...).
Come per le altre celebri canzoni di Ivan inseribili in questo filone,
da Firenze a Lugano addio, anche per Agnese va sottolineata la grande capacità
dell'autore di abbinare un cantato che trasmette il senso di rimpianto
per qualcosa che si è perso a bellissime e delicate immagini che
portano allo stesso tempo ricordi dolci e amari, oltre a versi dalle soluzioni
ardite come "...se continuo a bere i miei liquori inquinati... è
vero che quei giorni... non li ho dimenticati..." e malinconicamente struggenti
come nel verso finale "Agnese dolce agnese color di cioccolata adesso che
ci penso... non ti ho mai baciata...".
La canzone fu anche al centro di un "caso" quando, tempo dopo la sua
uscita, Phil Collins pubblicò un brano dal titolo "A groovy kind
of love" che musicalmente era praticamente identico ad "Agnese". Ma Phil
Collins non aveva plagiato Graziani. Semplicemente entrambi gli artisti
avevano rielaborato un brano di Muzio Clementi, musicista del 700, spesso
presente nei libri come esercizio di pianoforte.
Monna Lisa
"Pigro", quello che è forse l'album migliore di Ivan, e uno
dei migliori album rock italiani, si apre con una delle sue canzoni più
celebri che viene riproposti in questa antologia.
Costruita su un testo descrittivo estremamente efficace è una
delle migliori ballate rock italiane. L'idea di fondo è genialmente
originale: il furto della Gioconda a scopo di "esproprio proletario
con fini culturali".
Bob Dylan diceva che l'arte non va messa nei musei e che i quadri famosi
dovrebbero essere esposti nei bar e nelle case della gente comune. Il protagonista
di Monna Lisa sembra far suo questo principio perchè "...la cultura
è una gran cosa soprattutto se ti insegnano ad amare i capolavori
del passato... peccato che tu non li puoi vedere nè toccare..."
Si introduce dunque nottetempo nel Louvre e ruba il celebre quadro
di Leonardo.
Il testo è giocato su un'ironia tipica di Ivan con frasi di
grande potenza narrativa venate da un sarcasmo che sfocia talvolta nella
comicità: "Il custode parigino che spiava le bambine dell'asilo...
ora ha la bocca piena di biglietti del museo... lassù una
civetta
urla e io non ho ancora iniziato il mio lavoro... ora!.. La cultura
mi sorride tra le ombre e le tende di velluto ed io sto torturando la tela
col rasoio e con le unghie... il custode si lamenta... probabilmente vuole
un'altra botta in testa... ora!"
Musicalmente molto ricca ed accattivante è caratterizzata da
un bel ritmo e da un ritornello irresistibile oltre che da un magnifico
cantato di Ivan, soprattutto nella parte in falsetto. Eccellente il
lavoro di chitarre.
Ivan dichiarò: "Sfido chiunque a musicare parole come quelle
di Monna Lisa con un genere musicale diverso dal rock. Per inseguire quelle
parole, specialmente negli stacchi, sono andato letteralmente al manicomio".
Il brano fu ispirato ad Ivan dall'episodio del folle che sfregiò
a colpi di martello la Pietà di Michelangelo, oltre che da un viaggio
che egli fece a Parigi con visita al Louvre con tanto di salato biglietto
d'ingresso.
Signora bionda dei ciliegi
Un altro dei più famosi e meglio riusciti brani di Graziani
del filone nostalgico... di quelli intrisi di ricordi di un amore lontano...
Un ragazzo dopo la scuola si reca in una villa in cui "la signora bionda
dei ciliegi" ("...la signora che era tanto più grande di me") lo
inizia all'amore e al sesso su un divano dannunziano... tra il piacere
e il terrore... l'odio e l'amore... in un gioco crudele...
Il ritornello ha un'ariosità estremamente riuscita in cui appare
chiara la mano dell'arrangiatore Reverberi... Bello l'intrecciarsi della
seconda voce del coro con la voce guida di Graziani, un accavallarsi e
rincorrersi che ricorda molto la celebre battistiana "Pensieri e parole".
Il protagonista si ritrova davanti alla bianca villa ormai vuota e
le "chiede" di riaccendere le luci di un tempo e di rievocare le immagini
di allora...
La capacità descrittiva di Graziani, qui coadiuvato dal paroliere
Cheope (Alfredo Rapetti, il figlio di Giulio "Mogol" Rapetti), è
come sempre estremamente efficace con la descrizione di piccoli particolari
potentemente evocativi che si affastellano nella mente del protagonista
nel rievocare quei ricordi lontani... un bicchiere di spuma freddo nella
mano... il grande specchio in cui si riflette il giorno... la villa prigioniera
nella sua rete... i libri sotto il braccio... sì signora, dopo i
compiti di scuola, alle cinque a casa sua... non mancherò...
Dada
Violenta e disperata canzone di droga, sesso e criminalità.
Una storia morbosa con due protagoniste femminili, Dada (Dada è
buona... fianchi teneri per giocare... Dada ti butta, giù ti tira
su...) ed Yvette senza tette (Yvette, smetti di bucarti hai solo 15 anni),
"un rapporto torbido tra cugine strette".
Un bel testo, violento e teso, molto cinematografico, che ben descrive
la disperazione e lo squallore della storia di provincia.
Musicalmente il brano più ricco dell'album con grandissime chitarre,
talvolta vagamente spagnoleggianti.
Uno dei classici di Ivan.
Fuoco sulla collina
Musicalmente splendida è una delle migliori canzoni di Ivan,
con un testo estremamente affascinante nella sua ermeticità, profondamente
evocativo e ricco di suggestioni e di versi di rara bellezza.
"Ieri ho sognato un giardino... nel sogno con me c’era un uomo... lui
mi girava le spalle solo perché non vedessi il suo viso. Ti prego
lasciami andare... ti prego chiunque tu sia... com’è che sei così
cieco... non vedi, c’è il fuoco sulla collina..."
Un brano onirico di grandissimo fascino caratterizzato da bellissimi
assoli di chitarra elettrica.
In un'intervista Ivan dichiarò che "Fuoco sulla collina" era
in assoluto la sua canzone che amava di più.
Cleo
Un altro degli indimenticabili ritratti femminili di Ivan sorretto
da una delle sue migliori melodie.
Cleo è una ragazza greca per cui l'amore è un dono degli
dei, "vergine bianca in un tempio"... Ma io - canta il protagonista - non
sono Ercole di Lidia e la strada è lunga tra Torino e Salonicco...
Bellissimo il ritornello estremamente orecchiabile ed accattivante
con la voce di Ivan come sempre molto suggestiva ed un eccellente lavoro
di chitarre che conferiscono al brano quel sound mediterraneo che ben si
attaglia al tema trattato, ricco di echi della classicità greca.
E' uno dei brani più affascinanti di Ivan.
Grande mondo
Una delicata melodia che ricorda le sonorità di "Ballata per
4 stagioni" e un testo molto poetico: "Guarda dentro agli occhi azzurri
di un bambino e vedrai da te quanto è grande il mondo. E muovi i
tuoi primi passi nel mattino e guardati intorno... Se un fiocco di neve
che cade dal cielo diventa ghiacciaio, se un granello di sabbia portato
dal vento diventa deserto, e se una goccia è il mare e un abbraccio
diventa amore... E’ vero, è vero, è vero che non t’inganni
e scoprirai da te quanto è grande questo grande mondo..."
Angelina
La grande metropoli, Milano, fa da sfondo al dramma di Angelina (IBM
al nono piano il cielo è gonfio sopra Milano... in mezzo a questa
logica assassina nessuno vede che tu stai piangendo... Angelina non soffrire,
Angelina... quel bastardo tornerà... ritornerà, ritornerà).
Musicalmente molto ricco con grandi assoli di chitarra elettrica.
E sei così bella
Musicalmente è un grande brano con una performance vocale assai
convincente. La melodia è una delle migliori di Ivan ed anche il
testo, un po' sopra le righe, è tipico della sua ironia con l'esaltazione
della bellezza della donna: "E sei così bella... da non credere
sei... la mia vita è tua anche quando non ci sei...", alla quale
fanno però seguito i versi incredibilmente arditi per una canzone
dedicata ad una donna: "E sei così scema che più scema non
c'è... ed odiarti lo vedi è più forte di me... ma
l'incanto continua... da non credere sei... per te morirò".
E' dedicata alla moglie Anna che disse: "La frase 'e sei così
scema...' è vera. Ivan venne da me e mi disse '...senti questa cosa
che ti ho dedicato...' e mi fece sentire '...e sei così scema'..."
Pigro
Uno dei ritratti più lucidi e spietati di Ivan, uno dei suoi
testi più acidi e forti, e una delle sue canzoni più celebri.
I versi sono entrati nella memoria di tutti con il loro tono sferzante
nella descrizione di una sorta di falso intellettuale, padrone di un sapere
superficiale, sempre pronto a giudicare gli altri dall'alto di una supposta
superiorità. L'uomo che ha "la capra per il latte e la donna per
le voglie" ma che "non si accorge della noia che ha sua moglie". L'uomo
che "castiga i figli in maniera esemplare" e poi dice "siamo liberi nessuno
deve giudicare...".
"Tu sai citare i classici a memoria ma non distingui il ramo da una
foglia... pigro...
Una mente fertile dici è alla base ma la tua scienza ha creato
l'ignoranza...pigro...
E poi le parolacce che ti lasci scappare che servono a condire il tuo
discorso d'autore come bava di lumache stanno lì a dimostrare che
è vero è vero non si può migliorare col tuo schifo
di educazione... col tuo schifo di educazione... pigro".
Ivan dichiarò: "Pigrizia vuol dire menefreghismo, incomprensione,
significa restare vittima dei mezzi di informazione, senza mai approfondire
nulla; violenza è anche disinformazione". Un discorso fatto nel
1978 che è attualissimo ancora oggi.
Musicalmente il brano è costruito sull'eccellente e velocissimo
lavoro di chitarra acustica di Ivan e dall'incalzante ritmo della batteria
di Calloni.
Ballata per 4 stagioni
Una ballata pianistica con flauto e sax in evidenza, un po' gucciniana
nell'incedere, nel fraseggio ed in parte nel testo con osservazioni sul
passare delle stagioni. Piccoli quadretti molto ben congegnati, estremamente
descrittivi. "Primavera che sbocci fra i fiori e i colori... più
tiepida rendi la pioggia d'aprile... e l'amore tu porti innocente e distratto...
come magico frutto". "L'estate ti prende alle spalle... ti rigiri nel tuo
letto bollente... il sole picchia martello negli occhi... e nascosti nell'erba
mi hai dato l'amore... e il tuo primo dolore". "L'autunno così tenero
e sfatto... come un volto di donna che ha dato ormai tutto senza chiedere
nulla... ormai il nostro amore non ha più respiro... un ricordo
soltanto anche se breve i tuoi seni bianchi come la neve". "L'inverno...
di là nella sala si gioca alle carte... le bocche allargate a masticare
canditi... ed io ucciso di noia sto a contare le ore... pensa un po' che
Natale". Passano le stagioni e passa anche l'amore e le stagioni sono "ormai
morte da tempo".
I lupi
Gli uomini visti come lupi, con le zanne come candidi pugnali e gli
occhi rossi da assassini. Li ha vomitati la montagna... Sono i soldati
di una guerra per cui son partiti in centomila e son tornati solo in sei.
Una splendida ballata apre il secondo LP di Ivan Graziani, un disco maturo
per il quale il cantautore teramano si avvale della collaborazione artistica
dell'amico Antonello Venditti che ricambia il "favore" ad Ivan che ha contemporaneamente
collaborato all'album "Ullallà" dell'artista romano.
Il rifiuto dell'orrore della guerra. Un soldato che spezza il suo fucile
e getta via la sua divisa tra i cespugli della Spagna: "Io non voglio camminare
a quattro zampe come un animale...".
Paolina
Una delle canzoni più famose di Ivan, ennesimo ritratto femminile
di estrema delicatezza, oasi di tenerezza in un album molto duro ed acido.
Paolina è una donna non più giovanissima che da sempre
è sola a causa delle sue indecisioni che la isolano dagli altri
perchè non ha il coraggio dichiarare i propri sentimenti... La sua
vita fatta di solitudine viene efficacemente raccontata da Ivan con un
testo ricco di piccole situazioni quotidiane: "Paolina...a casa la sera
dopo il lavoro... due uova dentro il piatto... Paolina... la televisione
che fa chiasso... Paolina... su per le vecchie scale... Paolina, il martedì
sera... lezione di guida con l'istruttore biondo che gioca sempre con tutte...
poi al cinema sola in ultima fila..."
Musicalmente uno dei brani migliori di Ivan con un bellissimo lavoro
di piano ed uno splendido arpeggio di chitarra in apertura.
Il personaggio è ispirato ad una donna reale conosciuta da Ivan,
una ragazza che "abitava sopra la scuola guida..."
"Paolina stiamo insieme... anche tu ne hai voglia... hai trent'anni
ormai..."
Taglia la testa al gallo
"Dedicata a tutti quelli che non hanno dimenticato e non vogliono dimenticare
le proprie origini", è una bellissima ballata influenzata da melodie
popolari e sonorità mediterranee con un egregio lavoro di chitarre.
Bella la sezione ritmica con le percussioni di Maurizio Preti. Il testo
è una sorta di filastrocca pervasa dalla dimensione magica legata
alla cultura popolare e che fa capolino in questo disco in diverse canzoni:
"Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena... Se la tua terra
è ancora in mano ai quattro mori... dimmi che senti... dimmi che
provi... Terra salata terra bruciata abisso di dolore...".
Canzone per Susy
Una bella canzone, tra le più tipiche di Graziani, con un testo
cinematografico ed una delle sue classiche storie al limite del surreale
(chissà se vere o inventate) sullo sfondo della provincia italiana.
Susy è una cantante innamorata del suo bassista, un bassista duro
di rock 'n' roll che si adatta a suonare valzer, e canta per passione esibendosi
in provincia. Lui è sposato e sua moglie una sera per vendicarsi
della rivale si apposta nel camerino e le taglia i lunghi capelli: "Oh
Susy, quella sera... perchè sei entrata dentro al camerino... adesso
avresti ancora i tuoi capelli lunghi... lunghi lunghi fino al mandolino..."
Bellissima la lunga coda strumentale.
Doctor Jekyll And Mr. Hyde
Musicalmente uno dei brani migliori di Ivan, è un bel rock'n'roll
molto vicino alle sonorità dei primi Beatles (da sempre amatissimi
da Graziani). Il ritratto di uno strano Doctor Jeckyll/Mr.Hyde pieno di
difetti ma che "...come lo metti è bravo...", che gira il mondo
e paga tutto con parole, che è pieno di donne e cambia sempre pelle...
uno che... "se lo giri è uguale...". Lui è "quello che non
vuoi... ma sei".
Scritta con Attilio De Rosa, un giornalista istriano amico della famiglia
Graziani che una sera andò a trovare Ivan e sua moglie Anna: "Ivan
e Attilio quella sera si misero a scrivere il pezzo... Il titolo nasce
da un'idea di Attilio..." dichiarò Anna.
Palla di gomma
Un delicato finger picking di chitarra caratterizza questo brano introspettivo
velato di toni amari.
Musicalmente non convince a pieno anche perchè ha un ritornello
in cui la mano di Reverberi è forse un po' eccessiva tanto che il
pezzo appare inutilmente ridondante.
Gran Sasso
Un'altra ballata all'insegna della nostalgia con una serie di ricordi
dell'infanzia e dell'adolescenza all'ombra del Gran Sasso. Il testo non
possiede però la forza di altre canzoni di questo filone. Più
convincente dal punto di vista musicale con l'accompagnamento un po' country
delle chitarre ed un ritornello abbastanza immediato ed orecchiabile.
Navi
Una bella melodia con una splendida apertura nel ritornello ed un testo
molto mogoliano per una delle canzoni più battistiane di Ivan. "Che
posso fare... tu che puoi fare... se navighiamo in senso inverso in mezzo
al mare... tu sei libeccio ed io maestrale... son sempre venti ma non è
uguale..."
Lugano addio
Secondo alcuni il capolavoro di Ivan... sicuramente uno dei suoi pezzi
più belli e più celebri.
Una splendida melodia fa da sfondo ad una storia piena di nostalgia
per un amore passato, un amore che forse non è mai iniziato. I versi
sono entrati nella storia della canzone italiana: "Le scarpe da tennis
bianche e blu... seni pesanti e labbra rosse... e la giacca a vento...".
Uno dei più celebri ritratti della vasta galleria di personaggi
femminili di Ivan, quello di Marta che cantava "Lugano addio" e che parlava
di frontiere, finanzieri e contrabbando... "Marta io ti ricordo così...
Il tuo sorriso... i tuoi capelli fermi come il lago...".
Il brano è pervaso da un profondo senso di nostalgia reso in
maniera estremamente efficace dal cantato "sospeso" di Ivan, che fa immedesimare
l'ascoltatore trasmettendogli lo struggimento per quei ricordi... Bello
il piano di Majoli perfettamente amalgamato con la batteria di Calloni
e le splendide chitarre di Graziani.
"Addio Lugano Bella" era un canto anarchico. Forse Ivan si riferisce
a questa canzone quando canta "Lugano addio, cantavi...".
La figura di Marta era ispirata ad una ragazza di Urbino amica di Anna
Bischi, moglie di Ivan.
Michele Murino
