Reportage dal "Neverending Birthday", la festa di compleanno in onore di Bob Dylan che si è svolta dal 24 al 27 maggio ad Alba
LA FESTA INFINITA
di Michele "Napoleon in rags" Murino

Ho trascorso davvero delle bellissime ore ad Alba durante la festa per il compleanno di Bob Dylan (60 anni), il Neverending Birthday.
Voglio innanzi tutto fare i miei complimenti all'amico Piercarlo ed a tutti quelli che con lui hanno organizzato questa manifestazione.
Hanno offerto un livello qualitativo altissimo sia dal punto di vista dei "giovani", leggasi covers band che hanno eseguito canzoni di Dylan, sia dal punto di vista dei big, ospiti internazionali che hanno dato lustro all'evento.

Pensate che si sono esibiti sul palco artisti del calibro di Michelle Shocked il cui concerto di domenica sera (tutto il mio reportage riguarda in particolare questa giornata) è stato applauditissimo e mi ha fatto scoprire una grande artista che non conoscevo ancora benissimo.
Michelle ha cantato molti brani accompagnata da un violinista ed il sound che ne veniva era veramente suggestivo.
Ad un certo punto della propria esibizione la Shocked si è rivolta al pubblico in inglese facendo riferimento al fatto che erano lì per festeggiare una persona in particolare, ovvero Bob, ed ha chiesto quale fosse la canzone di Dylan più famosa. All'unisono la risposta è stata ovviamente Blowin' in the wind e Michelle ha iniziato a cantarla seguita poi dal pubblico nel ritornello "The answer my friend is blowin' in the wind...".
Poi ancora tutti insieme abbiamo intonato con Michelle il classico Happy Birthday to you... Happy Birthday to Bobby... ed il concerto è ripreso tra gli applausi per Michelle che è stata veramente molto apprezzata.

Quella che, secondo il mio gusto personale ovvio, è stata la perla assoluta della serata è stata comunque l'esibizione di Massimo Bubola anch'egli protagonista di una grande performance.
Massimo ha iniziato la sua esibizione facendo un toccante e suggestivo discorso per Bob Dylan (quasi recitato) ricordando quello che ha significato e significa per lui e per diverse generazioni di artisti.
Bubola ha paragonato Dylan a Shakespeare dicendo che proprio come il Grande Bardo per la Letteratura Dylan ha influenzato in maniera profonda ed unica la Musica.
La prima canzone del set di Bubola è stata assolutamente indicata per la serata. Massimo, che indossava una bella maglietta con riproduzione di un Picasso e giacca di jeans, armonica al collo e chitarra, ha attaccato subito: "Peperoncini rossi nel sole cocente, polvere sul viso e sul cappello..." tra gli applausi scroscianti del pubblico che ha riconosciuto subito la stupenda versione della dylaniana Romance in Durango che Bubola scrisse con Fabrizio De Andrè negli anni 70 per l'album di Fabrizio "Rimini", intitolandola "Avventura a Durango".
Curiosamente ma con grande efficacia Bubola ha cantato il ritornello una volta in napoletano (Nun chiagne Maddalena, stu deserto finirà...) ed un'altra volta in anglo/ispanico come nella versione di Dylan (No llores mi querida soon the desert will be gone...).
Dopo questo sentito e commovente omaggio a Bob Dylan Massimo nel presentare la seconda canzone ha detto che voleva ricordare il suo secondo grande Maestro, Fabrizio De Andrè.
Al nome di Fabrizio tutti gli spettatori hanno prorotto in un lungo e commosso applauso.
La canzone scelta da Bubola come tributo a De Andrè è una delle più belle da lui scritte con il cantautore genovese. Si tratta di Fiume Sand Creek, dall'album senza titolo di Fabrizio (generalmente indicato con il nome fittizio de L'Indiano, dal disegno di copertina che riproduce un dipinto raffigurante un pellerossa a cavallo).
Grande versione applauditissima con leggere variazioni di testo rispetto all'originale.
Come terza canzone Massimo ha scelto quel capolavoro che è Il cielo d'Irlanda da lui scritta per Fiorella Mannoia che la portò al successo.
Il ritornello di questo brano è veramente da brividi ("Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara dovunque tu stia viaggiando con zingari o re Il cielo d'Irlanda si muove con te").
La quarta ed ultima canzone del set di Bubola è stata anche la migliore del suo set, a mio avviso. Una stratosferica Doppio lungo addio, veramente stupenda e ripetutamente applaudita.

Altre perle della serata sono state le performance di Steve Forbert e Bucky Baxter.
Il secondo è una vecchia conoscenza dei dylaniani visto che ha suonato per parecchio tempo nella band di Bob negli anni 90.
I meno esperti di cose dylaniane possono ricordarlo, visivamente parlando, per l'esibizione in presenza del Pontefice al Congresso Eucaristico di Bologna del 1997 quando Dylan si esibì per il Papa insieme ad artisti come Morandi, Celentano, Dalla, Petrucciani ed altri.
Baxter faceva parte del gruppo di Dylan in quella occasione e suonava il dobro e faceva i cori sotto il suo caratteristico cappello da cowboy nero.
Accompagnato da Bucky Baxter e da un altro musicista al basso Steve Forbert ha eseguito numerose covers di Dylan tutte stupende.
Da Like a rolling stone ad I shall be released, da All along the watchtower a Tangled up in blue e perfino una deliziosa quanto inaspettata cover di un pezzo dai Basement Tapes (Dylan+The Band), una bellissima Open the door Homer.
Grande musica, grandi musicisti, livello qualitativo altissimo, generosità nella performance (Piercarlo mi rivelava che Bucky ha suonato praticamente ininterrottamente per un numero impressionante di ore durante tutto il Neverending Birthday).
Grandi applausi del pubblico che ha dimostrato di apprezzare Forbert nella reinterpretazione di questi classici dylaniani che naturalmente Steve fa suoi personalizzandoli con un cantato leggermente più lento ma non meno efficace e suggestivo.
Insomma una grandissima serata quella di domenica che mi ha fatto rimpiangere il fatto, che per motivi di lavoro, non abbia potuto assistere anche ai concerti di giovedì, venerdì e sabato. Magari su questi non mancheranno le recensioni di altri amici di MF che sono stati presenti in quei giorni (mandatemi tutto quello che volete, ovviamente).

Ed ora passiamo alle covers band che, come dicevo, sono state tutte di alto livello dai Before Hendrix ai Beards a tutti gli altri in cartellone. Per motivi di orari purtroppo ho potuto assistere solo parzialmente alle esibizioni della domenica pomeriggio ed infatti non ho purtroppo incrociato i Before Hendrix, amici di MF. Sarà per la prossima volta. Ho invece incontrato The Beards spesso presenti sulle pagine di MF soprattutto con Emanuele.
The Beards hanno un look che ricorda molto The Band (molti cappelli e molte barbe) ma quello che più conta è che sono bravissimi.
Ho avuto la fortuna di poter assistere interamente al loro set di cui segnalerei soprattutto Ballad of a thin man e Love sick, veramente stupende.
Ho potuto assistere anche all'esibizione di Alessandro Carrera, autore del recente bellissimo libro La voce di Bob Dylan, che ha eseguito due covers di Bob da lui tradotte: Love minus zero/No limits ed una strepitosa versione di You're a big girl now incredibilmente calzante anche con la traduzione italiana che dimostra il grande lavoro di Carrera nel tentativo perfettamente riuscito di rendere l'atmosfera ed il significato del brano di Dylan nella nostra lingua.
Come dicevo, purtroppo non ho potuto assistere alle esibizioni delle altre covers band che però mi hanno assicurato, quelli che le hanno viste, essere tutte di alto livello. Se qualcuno vorrà mandarmi recensioni al riguardo le inserirò nella posta di MF.
Una grande serata, dunque. Una bellissima festa che auguro, agli amici che l'hanno organizzata, si possa ripetere in futuro con sempre crescente successo.
Michele Murino
 

per il cd dei Beards con le covers dylaniane della serata clicca qui


 
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