
Ho trascorso davvero delle bellissime
ore ad Alba durante la festa per il compleanno di Bob Dylan (60 anni),
il Neverending Birthday.
Voglio innanzi tutto fare i
miei complimenti all'amico Piercarlo ed a tutti quelli che con lui hanno
organizzato questa manifestazione.
Hanno offerto un livello qualitativo
altissimo sia dal punto di vista dei "giovani", leggasi covers band che
hanno eseguito canzoni di Dylan, sia dal punto di vista dei big, ospiti
internazionali che hanno dato lustro all'evento.
Pensate che si sono esibiti sul
palco artisti del calibro di Michelle Shocked il cui concerto di domenica
sera (tutto il mio reportage riguarda in particolare questa giornata) è
stato applauditissimo e mi ha fatto scoprire una grande artista che non
conoscevo ancora benissimo.
Michelle ha cantato molti brani
accompagnata da un violinista ed il sound che ne veniva era veramente suggestivo.
Ad un certo punto della propria
esibizione la Shocked si è rivolta al pubblico in inglese facendo
riferimento al fatto che erano lì per festeggiare una persona in
particolare, ovvero Bob, ed ha chiesto quale fosse la canzone di Dylan
più famosa. All'unisono la risposta è stata ovviamente Blowin'
in the wind e Michelle ha iniziato a cantarla seguita poi dal pubblico
nel ritornello "The answer my friend is blowin'
in the wind...".
Poi ancora tutti insieme abbiamo
intonato con Michelle il classico Happy Birthday
to you... Happy Birthday to Bobby... ed il
concerto è ripreso tra gli applausi per Michelle che è stata
veramente molto apprezzata.
Quella che, secondo il mio gusto
personale ovvio, è stata la perla assoluta della serata è
stata comunque l'esibizione di Massimo Bubola anch'egli protagonista di
una grande performance.
Massimo ha iniziato la sua esibizione
facendo un toccante e suggestivo discorso per Bob Dylan (quasi recitato)
ricordando quello che ha significato e significa per lui e per diverse
generazioni di artisti.
Bubola ha paragonato Dylan a
Shakespeare dicendo che proprio come il Grande Bardo per la Letteratura
Dylan ha influenzato in maniera profonda ed unica la Musica.
La prima canzone del set di
Bubola è stata assolutamente indicata per la serata. Massimo, che
indossava una bella maglietta con riproduzione di un Picasso e giacca di
jeans, armonica al collo e chitarra, ha attaccato subito: "Peperoncini
rossi nel sole cocente, polvere sul viso e sul cappello..."
tra gli applausi scroscianti del pubblico che ha riconosciuto subito la
stupenda versione della dylaniana Romance in Durango che Bubola scrisse
con Fabrizio De Andrè negli anni 70 per l'album di Fabrizio "Rimini",
intitolandola "Avventura a Durango".
Curiosamente ma con grande efficacia
Bubola ha cantato il ritornello una volta in napoletano (Nun
chiagne Maddalena, stu deserto finirà...)
ed un'altra volta in anglo/ispanico come nella versione di Dylan (No
llores mi querida soon the desert will be gone...).
Dopo questo sentito e commovente
omaggio a Bob Dylan Massimo nel presentare la seconda canzone ha detto
che voleva ricordare il suo secondo grande Maestro, Fabrizio De Andrè.
Al nome di Fabrizio tutti gli
spettatori hanno prorotto in un lungo e commosso applauso.
La canzone scelta da Bubola
come tributo a De Andrè è una delle più belle da lui
scritte con il cantautore genovese. Si tratta di Fiume Sand Creek, dall'album
senza titolo di Fabrizio (generalmente indicato con il nome fittizio de
L'Indiano, dal disegno di copertina che riproduce un dipinto raffigurante
un pellerossa a cavallo).
Grande versione applauditissima
con leggere variazioni di testo rispetto all'originale.
Come terza canzone Massimo ha
scelto quel capolavoro che è Il cielo d'Irlanda da lui scritta per
Fiorella Mannoia che la portò al successo.
Il ritornello di questo brano
è veramente da brividi ("Dal Donegal
alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara dovunque tu stia viaggiando
con zingari o re Il cielo d'Irlanda si muove con te").
La quarta ed ultima canzone
del set di Bubola è stata anche la migliore del suo set, a mio avviso.
Una stratosferica Doppio lungo addio, veramente stupenda e ripetutamente
applaudita.
Altre perle della serata sono
state le performance di Steve Forbert e Bucky Baxter.
Il secondo è una vecchia
conoscenza dei dylaniani visto che ha suonato per parecchio tempo nella
band di Bob negli anni 90.
I meno esperti di cose dylaniane
possono ricordarlo, visivamente parlando, per l'esibizione in presenza
del Pontefice al Congresso Eucaristico di Bologna del 1997 quando Dylan
si esibì per il Papa insieme ad artisti come Morandi, Celentano,
Dalla, Petrucciani ed altri.
Baxter faceva parte del gruppo
di Dylan in quella occasione e suonava il dobro e faceva i cori sotto il
suo caratteristico cappello da cowboy nero.
Accompagnato da Bucky Baxter
e da un altro musicista al basso Steve Forbert ha eseguito numerose covers
di Dylan tutte stupende.
Da Like a rolling stone ad I
shall be released, da All along the watchtower a Tangled up in blue e perfino
una deliziosa quanto inaspettata cover di un pezzo dai Basement Tapes (Dylan+The
Band), una bellissima Open the door Homer.
Grande musica, grandi musicisti,
livello qualitativo altissimo, generosità nella performance (Piercarlo
mi rivelava che Bucky ha suonato praticamente ininterrottamente per un
numero impressionante di ore durante tutto il Neverending Birthday).
Grandi applausi del pubblico
che ha dimostrato di apprezzare Forbert nella reinterpretazione di questi
classici dylaniani che naturalmente Steve fa suoi personalizzandoli con
un cantato leggermente più lento ma non meno efficace e suggestivo.
Insomma una grandissima serata
quella di domenica che mi ha fatto rimpiangere il fatto, che per motivi
di lavoro, non abbia potuto assistere anche ai concerti di giovedì,
venerdì e sabato. Magari su questi non mancheranno le recensioni
di altri amici di MF che sono stati presenti in quei giorni (mandatemi
tutto quello che volete, ovviamente).
Ed ora passiamo alle covers band
che, come dicevo, sono state tutte di alto livello dai Before Hendrix ai
Beards a tutti gli altri in cartellone. Per motivi
di orari purtroppo ho potuto assistere solo parzialmente alle esibizioni
della domenica pomeriggio ed infatti non ho purtroppo incrociato i Before
Hendrix, amici di MF. Sarà per la prossima volta. Ho invece incontrato
The Beards spesso presenti sulle pagine di MF soprattutto con Emanuele.
The Beards hanno un look che
ricorda molto The Band (molti cappelli e molte barbe) ma quello che più
conta è che sono bravissimi.
Ho avuto la fortuna di poter
assistere interamente al loro set di cui segnalerei soprattutto Ballad
of a thin man e Love sick, veramente stupende.
Ho potuto assistere anche all'esibizione
di Alessandro Carrera, autore del recente bellissimo libro La voce di Bob
Dylan, che ha eseguito due covers di Bob da lui tradotte: Love minus zero/No
limits ed una strepitosa versione di You're a big girl now incredibilmente
calzante anche con la traduzione italiana che dimostra il grande lavoro
di Carrera nel tentativo perfettamente riuscito di rendere l'atmosfera
ed il significato del brano di Dylan nella nostra lingua.
Come dicevo, purtroppo non ho
potuto assistere alle esibizioni delle altre covers band che però
mi hanno assicurato, quelli che le hanno viste, essere tutte di alto livello.
Se qualcuno vorrà mandarmi recensioni al riguardo le inserirò
nella posta di MF.
Una grande serata, dunque. Una
bellissima festa che auguro, agli amici che l'hanno organizzata, si possa
ripetere in futuro con sempre crescente successo.
Michele Murino
per il cd dei Beards con le covers dylaniane della serata clicca qui
|
sito italiano di Bob Dylan HOME PAGE
|
--------------------
è
una produzione
TIGHT CONNECTION
--------------------